“Il sonnifero mi fa dormire come un sasso, anche se quando mi sveglio sono un po’ frastornata, però effettivamente sto dormendo di più e sento la differenza rispetto a prima.”.
“Bhè sono contento che stia funzionando zia, vedrai che non ci vorrà tanto... già ti vedo molto meglio rispetto alla scorsa settimana!” le dissi cercando di tirarle su il morale.
“Grazie tesoro, davvero mi trovi meglio? Io mi sento sempre più stonata, sarà il sonnifero... Credimi, non ho mai dormito così in vita mia, devono essere proprio delle bombe quelle gocce!” bastarono queste parole per riaccendere la mia fantasia...
“Dici davvero zia? Dormi così profondamente..?”.
“Si davvero, devi credermi! Non mi sveglierebbero nemmeno le cannonate. Per fortuna domani non lavoro e posso dormire fino a tardi.”.
“Ma dai zia! Anche io domani non lavoro, penso proprio che farò come te!” cercai di sdrammatizzare e di trattenermi dall’eccitazione, ma non pensai ad altro per tutto il pomeriggio. Quando tornai a casa, trovai sul telefono i messaggi di Davide e Luca. Non davo loro aggiornamenti da più di una settimana. Cercai di prendere tempo, rispondendogli che stavo ancora sondando il terreno. Quella sera ricontrollai tutti i filmati dell’ultima settimana, vidi come zia Manuela si preparava per andare a letto. Per svegliarsi aveva bisogno di tre sveglie sul cellulare, suonata la terza si alzava lentamente e se ne andava in cucina per iniziare la sua giornata. Dopo la cena passai in rassegna ancora una volta i suoi preziosi video, mentre me ne stavo sdraiato sul letto, nudo e con il cazzo duro tra le mani. Senza rendermene conto si fece tardi, erano quasi le due del mattino. Non mi sarei mai addormentato, troppa eccitazione tutta insieme e quel cazzo pulsante tra le gambe poi... Controllai ancora una volta la telecamera, zia dormiva come un sasso, ma notai che aveva dimenticato la luce accesa. Misi velocemente su le mutande, mi affacciai in giardino e notai la finestra illuminata. Si era davvero dimenticata di spegnerla. La sua immagine sullo schermo del cellulare era ferma e immobile sul letto. Rimasi nella penombra del giardino per qualche minuto e poi tornai in camera. Mi vestii di corsa, i primi calzoncini e la prima maglietta che trovai, presi le chiavi di casa di zia e le misi in tasca. In pochi secondi ero fuori casa e camminavo lentamente verso la sua porta cercando di non fare rumore. Aprii delicatamente il cancello e poi arrivai alla porta di casa. Nonostante zia mi avesse detto che quei sonniferi la facevano dormire come un sasso, avevo paura che potesse sentire qualcosa. Credo di averci messo quasi cinque minuti per aprire e richiudere la porta di casa lentamente, senza farmi sentire... Mi ritrovai nell’ingresso della casa. L’appartamento era al buio, solo la luce della camera da letto che usciva appena nel corridoio. Iniziai a camminare lentamente, avevo il cuore in gola, ad ogni passo che facevo mi domandavo cosa sarebbe potuto succedere se avessi trovato zia sveglia...
Come mi sarei giustificato con lei? Che scusa avrei potuto trovare per essere lì nel cuore della notte, con un’erezione assurda nei calzoncini in bella vista?
Mi avvicinai sempre di più alla porta della camera da letto, facevo una lunga sosta dopo ogni passo per ascoltare con attenzione se la casa fosse per davvero immersa nel silenzio, finchè non sentii il suono del respiro pesante di zia. Allora stava dormendo per davvero! Lentamente mi affacciai e la trovai sdraiata a pancia in giù, la faccia affondava nel cuscino, coperta in parte dai suoi capelli.
Doveva essersi mossa nel sonno perché la trovai scoperta (quando ero a casa avevo visto che si era coperta con il lenzuolo). Se ne stava lì con addosso solo una maglietta a maniche corte, decisamente troppo grande per lei, le cosce ed i piedi nudi... Rimasi immobile, fissando ogni centimetro del suo corpo mentre nei pantaloncini il mio cazzo pulsava dalla voglia. Il suo respiro era regolare, dormiva profondamente. Il lenzuolo copriva appena una delle sue gambe, lentamente mi avvicinai per scansarlo. Zia non si mosse neanche di un millimetro. Appena liberai completamente le sue gambe rimasi a guardarla, ancora non riuscivo a credere che fosse lì davanti a me. Provai a tirar su la maglietta e mi ritrovai in bella vista il suo culone grosso, le mutande erano sparite in mezzo alle chiappe lasciandole all’aria, in bella vista per me. Iniziai a tremare mentre mi mordevo le labbra dall’eccitazione. Presi subito il telefono e scattai dei fantastici primi piani del suo culo burroso, facendo poi attenzione a non riprendere del tutto la sua faccia quando la fotografavo per intero. Dopo una ventina di scatti mi tolsi i pantaloni per prendermi il cazzo tra le mani. Lo sguardo fisso sul suo culo mentre pompavo senza sosta. Avevo paura di fare rumore, mi guardavo costantemente intorno per vedere se rischiavo di urtare o far cadere qualsiasi cosa... Mi inginocchiai ai piedi del letto. Erano lì davanti a me, eccoli lì i suoi piedi...Avevo voglia di replicare quel pomeriggio in piscina ma quella sera avevo la consapevolezza che il sonnifero mi avrebbe aiutato. Appoggiai il mento sul materasso, avevo il naso a pochi centimetri dalle sue dita quando iniziai a respirare il loro profumo. Sentivo chiaramente la mia cappella che stava per esplodere mentre osservavo quelle dita e tutta la forma delle sue piante. Arrivai a pochissimi centimetri da loro, il mio viso per poco non li toccò. La voglia di tirar fuori la lingua mi stava uccidendo ma avevo paura di svegliarla, cosi dovetti trattenermi ancora una volta. Mi alzai di nuovo per cambiare la visuale, volevo godermi il suo culo e cercai di accucciarmi accanto al letto per mettere il muso a pochi centimetri dalle sue chiappe. Il suo odore pungente mi entrò subito nel naso, bastò un attimo... Sentivo il calore della sua pelle, vedevo il cotone degli slip che spariva nel mezzo, nascondendo l’ano che avrei tanto voluto divorare con la mia lingua per poi affondarci il cazzo fino in fondo. Provai a muovere le mutandine, volevo scoprirla il più possibile, volevo ammirare ancora una volta il suo ano, volevo vedere per bene la sua forma... Sollevai appena le mutandine, zia rimase immobile, le scostai con tutta le delicatezza del mondo e mi ritrovai davanti il buco. Era lì, perfetto, tondo, non troppo stretto e nemmeno troppo largo. I solchi attorno alla sua rosa anale erano ancora ben visibili, accentuando ancora di più la sua forma rotonda, rendendolo quasi più grande di quanto fosse.
Quel buco andava leccato a tutti i costi!
Mi avvicinai, il respiro di zia era sempre pesante e regolare, il mio viso stava per toccare il centro ma mi fermai prima di affondare lì in mezzo. Scattai altre foto all’ano, lo ripresi chiaramente per mostrarlo a Davide e Luca mentre me ne stavo lì con il cazzo in tiro. Le prime gocce di sperma iniziarono ad uscire dalla mia cappella pulsante e non riuscii a resistere. Il telefono stava ancora riprendendo quando iniziai a schizzare. Schizzai così forte che lo sperma finì tutto sull’altro lato del letto, qualche goccia andò a sparire in mezzo alle gambe di zia Manuela. Il caso volle che quasi niente le finì addosso. Quasi cinque schizzi enormi, cinque sborrate piene... Non si mosse, non fece un verso... immobile e addormentata come quando ero entrato. Non riuscivo a credere ai miei occhi. Fermai la registrazione, mi rivestii in fretta e sparii nel corridoio in silenzio. Lentamente andai alla porta d’ingresso, aprii facendo attenzione e richiusi la porta facendo scattare delicatamente la serratura con la chiave. Non c’era nessuno per strada, il deserto. Me ne tornai in fretta a casa. Chiusi la porta alle mie spalle come se non fosse successo niente e mi buttai sul letto.
Aprii gli occhi tardi, erano quasi le undici di mattina e non mi ero minimamente mosso nel sonno. Per un attimo mi ero completamente dimenticato di cosa fosse successo poche ore prima e quando mi alzai e trovai il telefono sul letto mi ricordai improvvisamente tutto quanto. Guardai fuori dalla finestra, le finestre della casa di zia erano aperte, tutto sembrava normale. Andai in cucina a preparare il caffè, nell’attesta riguardai le foto che avevo scattato durante la notte. Mangiai i biscotti guardando il lungo video che avevo girato, lì sul momento non mi ero reso conto di quanto durasse, quasi dieci minuti di primi piani del culo e dei piedi di zia Manuela mentre mi segavo il cazzo voglioso. Nel momento esatto della sborrata mi ricordai delle gocce di sperma che erano finite anche tra le sue gambe.
Per un attimo mi prese il panico.
Se ne sarà accorta quando si è svegliata? Avrà visto delle macchie sul letto questa mattina? E se rifacendo il letto avrà sentito l’odore pungente di sperma...?
Aprii subito l’applicazione per controllare la telecamera. Guardai tutta la ripresa della mattinata con il cuore in gola ma alla fine vidi che zia si era alzata senza accorgersi di niente. Aveva rifatto il letto come al solito e non aveva notato nulla di strano tra le lenzuola. Non persi tempo a chiamare Davide e Luca.
