Capitolo 10 - Una suocera dominante.
La suocera si sacrifica per l'onore della figlia!
1 ora fa
Mi chiamo Tommaso, ho 25 anni, sono alto, moro, occhi scuri compresa la carnagione, un po' scura tipica di un ragazzo del Sud, fisico molto prestante e da due anni sono sposato con Rossana, mia coetanea, una bella ragazza dai capelli lunghi, neri, un bel seno che riempie abbondantemente una terza misura posto al di sopra di un bel ventre piatto, contrapposto ad un culetto alto e tondo, che fa da cornice a cosce lunghe e ben tornite. Abitiamo in un paesino del Sud, a pochi minuti da una grande città; ci conosciamo un po' tutti e anch'io sono molto conosciuto, perché per professione faccio l'idraulico. Anche mia moglie è molto conosciuta, perché lavora nell'ufficio postale del paese; abitiamo in una palazzina a due piani, in cui, al primo piano, abita Carmela mia suocera! Lei è una gran bella donna cinquantenne, dai capelli neri, occhi scuri, fianchi giusti, seno alto, tondo e piuttosto florido, una quarta piena, che incarna benissimo la classica bellezza mediterranea. È una donna che bada bene a mantenersi perfettamente in forma; infatti bisogna guardarla bene per affermare che sia una cinquantenne, perché, in realtà, ha un aspetto ed una forma fisica che possono trarre in inganno, facendo pensare che al massimo sia una donna poco più che quarantenne. Quando l'ho conosciuta, sei anni fa, aveva appena divorziato da un marito che si era invaghito di una giovane ragazza polacca e Carmela lo aveva subito messo alla porta. È una donna dal carattere forte, dominante, che non fa chiacchiere e, soprattutto, non ama esser contraddetta. Comanda a bacchetta sia me che sua figlia Rossana. Appena dopo il matrimonio, lei ha messo subito in chiaro che in casa comandava lei, che avrebbe gestito la nostra economia domestica, che avrebbe pensato a cucinare i pasti, tenere in ordine la casa e a provvedere ad ogni necessità, mentre noi dovevamo solo pensare al lavoro. Due giorni dopo, ho scoperto un'altra cosa che mi ha lasciato abbastanza basito. Era un sabato mattina e Rossana era appena uscita per andare al lavoro, quando Carmela è entrata nella nostra camera, dove ero ancora a letto completamente nudo, perché è così che dormo. Ha portato un vassoio con la mia colazione e quando si è seduta ho visto che indosso aveva solo una leggera vestaglia che, nel sedersi, si è aperta mostrando le sue splendide cosce fasciate da calze nere. L'ho guardata un po' stupito e lei, con il suo tono perentorio, mi ha riferito quali fossero le sue intenzioni.
«Adesso fa colazione e poi mettiamo in chiaro un paio di cosette, che mi stanno particolarmente a cuore.»
Ho impiegato pochi minuti per mangiare fette biscottate con burro e marmellata e caffè, dopo di che lei ha poggiato il vassoio sul comò ed è tornata a mettersi seduta accanto a me.
«Tommaso, sei un bel maschio e in questo paese i ragazzi belli come te scarseggiano; di conseguenza, son convinta che tante mie compaesane poco serie, nascoste dentro le mura di casa, nel veder arrivare in casa loro un bel ragazzo come te, ci proveranno senz'altro! Tu sei il marito di mia figlia ed io non posso permettere che tu vada a scopare o sollazzare le troie di questo paese, che poi, entrando nell'ufficio dove lavora Rossana, di sicuro la guarderebbero con commiserazione, ritenendola una povera cornuta. Il tuo comportamento deve esser irreprensibile! Nessuna troia di questo paese deve godere con te! In cambio di questa, che ritengo sia una vera e propria prova d'amore, provvederò io a soddisfare la tua voglia di voluttà, perché son convinta che mia figlia non soddisfi appieno tutta la tua prorompente vitalità di maschio.»
Un attimo dopo, ha fatto scivolare la vestaglia a terra ed ho visto che aveva indosso solo uno splendido reggiseno di merletto nero, una mutandina molto sexy, calze autoreggenti e tacchi alti. Mi ha guardato e mi ha sorriso; ho capito che voleva un giudizio su ciò che stavo vedendo.
«Carmela... cazzo, mi lasci senza fiato! Mi domando come ha fatto quel fesso di tuo marito a mollare una sventola di femmina come te, per una puttanella polacca!»
Mia suocera si è avvicinata e mi ha mollato uno schiaffo.
«Non devi assolutamente nominare quel bastardo! Preoccupati solo di soddisfare la mia voglia! Tu sei l'unico maschio di questa casa e devi provvedere a render felice mia figlia e soddisfare la mia lussuria. Tutto il resto non ti deve assolutamente interessare!»
Ha sollevato il lenzuolo e ho visto che le sue labbra si sono atteggiate ad un sorrisetto compiaciuto, quando ha visto il mio membro già perfettamente rigido. Modestamente ho un bel cazzo, lungo quasi una ventina di centimetri e di ottimo spessore, e lei si è leccata le labbra, poi si è inginocchiata e la sua bocca ha scorso ogni centimetro del mio membro, leccando abbondantemente anche le palle. Una pompa fatta a regola d'arte: me lo ha succhiato, tenendolo solo, ed esclusivamente, stretto tra le labbra, senza mai stringerlo tra le mani e segarlo; ha fatto tutto solo ed esclusivamente pompandolo con la bocca e succhiando con forza mi ha portato ad un orgasmo. Quando son giunto sul punto di venire, l’ho avvertita.
«Oh, Carmela... Carmela mi fai sborrare!»
Lei, però, imperterrita, ha continuato a pompare il mio cazzo ed io le ho sparato in bocca quattro generose bordate di crema, che lei ha ingoiato fino all'ultima goccia, per poi pulir la verga alla perfezione. L'ho guardata soddisfatto.
«Mamma mia, come lo succhi bene! Cazzo! Sei proprio brava a far pompini e.... ma li fai solo a me?»
La sua risposta è stata pronta e decisa. Uno schiaffo e poche parole con tono molto duro.
«Come ti permetti? Cosa credi? Che sia una puttana? Ti ho detto che tu sei l'unico maschio di questa casa, che soddisfo la tua libidine, perché non voglio che vai in giro ad intingere questo splendido gioiello dentro le fighe delle puttane di questo paese. Tieni la bocca chiusa e questo uccello nei calzoni, perché nessuno lo deve sapere; così potrò conservare tutta la mia dignità di madre, di moglie abbandonata da un marito porco e fedifrago. Sono una donna rispettata anche in parrocchia, dove vengo considerata una persona di sani principi, quindi da ammirare! Stai al tuo posto, fa quello che ti ho chiesto e tieni la bocca chiusa; in cambio, ti assicuro che non avrai da lamentarti! Come ho detto, soprattutto non umiliare mia figlia, perché ti assicuro che son in grado di renderti la vita impossibile; al contrario, se farai il bravo, avrai tutto da guadagnare.»
Ho alzato le braccia e le ho assicurato la mia totale discrezione, l'assoluta riservatezza ed anche la completa integrità morale. Così, giorno dopo giorno, Carmela mi porta la colazione a letto e mi fa una pompa di quelle che ti lasciano storditi. Una o due volte al mese, in genere, il sabato mattina, che ho più tempo disponibile, si lascia scopare e, devo dire, che anche in quella pratica è qualcosa di veramente eccezionale. Le piace salirmi sopra, afferrare il mio membro e lasciarlo scivolare dentro di sé; quando è tutto ben piantato dentro, le piace molto che io inarchi le gambe e prendo a sbatterla dal basso; solo in quel momento, perde il controllo e comincia ad urlare per il piacere che sta provando; mi guarda e mi dice che sono un porco, che la faccio sentire troia ed io, ovviamente, non mi lascio sfuggire l'occasione di farla impazzire.
«Sì, Carmela, sei proprio una troia! Sei una vacca tutta da sfondare! Una vera zoccola, che ama sentire il mio cazzo tutto fin in fondo!»
Nel sentir le mie parole, a volte perde la ragione e mi risponde per le rime.
«Si, porco, maiale! Sei un maiale che si diverte a stravolgere la vita di una santa donna come me! Te ne approfitti, perché... te ne approfitti perché faccio questo sacrificio per tenere alto l'onore di mia figlia e.... maiale, mi fai godere! Sei un porco che mi fa sentire troia e.... allora scopami forte, bastardo porco che non sei altro!»
Generalmente la scopo per una ventina di minuti e, alla fine, lei si distende su di me senza fiato. Allora la metto di lato e la sbatto con forza e la riempio tutta con la mia sborra calda. Dopo che esser venuto, lei recupera il suo sangue freddo, scende dal letto, va in camera sua e si fa una doccia; fino alla volta successiva non si parla più di quanto successo, detto o pensato, mentre la scopavo. Un paio di volte ho provato anche a metterglielo nel culo, ma lei mi ha bloccato con assoluta determinazione.
«Non ci pensare nemmeno! È un foro che serve per espellere, non per introdurre e poi... il tuo cazzo è troppo grosso! Hai un gran bel cazzo e lo devi conservare per mia figlia e per me, affinché soddisfi le tue voglie di maiale, per non farti tentare da quelle zoccole fuori casa. Continua a far quello che hai fatto finora. Continua a tener la bocca chiusa, un buon contegno morale e vedrai che non avrai per nulla da lamentarti!»
Effettivamente non ho nulla di cui lamentarmi. Rossana non è brava come Carmela a fare pompini e, raramente, accetta di farsi sborrare in bocca, mentre la madre non ne perde una goccia. La cosa strana è che non vuole neanche esser baciata in bocca, perché dice che è una cosa che devo fare con sua figlia, mentre lei si occupa di far la troia con me, come una qualunque puttana di strada, e le puttane non baciano! Naturalmente sono molto felice di tutto questo e, nonostante spesso e volentieri ricevo avances più o meno velate dalle signore presso cui vado a far riparazioni in casa, evito accuratamente di lasciarmi trascinare nelle loro grinfie, adducendo il pretesto che sono un marito fedele, che ama sua moglie. In realtà, è vero che amo mia moglie, ma ho anche una suocera molto troia e questo mi appaga al punto da non aver bisogno d'altro. Di recente Carmela ha espresso il desiderio di diventar nonna. Me lo ha detto prima ancora di parlarne con sua figlia e subito ci ha costruito su un progetto.
«Il prossimo mese concedetevi una vacanza di quindici giorni e, poiché mia figlia sarà nel periodo fertile, tu devi provvedere assolutamente a riempirle il pancino! Dovrai fare sì che sia ingravidata e poi sarò io a pensare a te durante l'intero periodo di gestazione.»
Quando ne ha parlato con mia moglie, mi ha risposto che era alquanto perplessa, ma io le ho detto che, in fondo, un marmocchietto in giro per casa, ci sarebbe stato veramente bene. Siamo andati in vacanza e, per quindici giorni, ho scopato mia moglie ogni giorno, ed anche più volte al giorno. Al ritorno, ha fatto il test ed è risultato positivo. Per festeggiare questa cosa, Carmela, che era rimasta a casa e, quindi, in astinenza, per tutto il periodo, appena le è stato possibile, mi ha scopato due volte al giorno ed ha goduto in una maniera straordinaria. Per tutti i nove mesi, lei è stata la mia valvola di sfogo, perché Rossana non ha quasi mai voluto far sesso per timore di crear problemi al bambino. Ha partorito un meraviglioso bimbo, che abbiamo chiamato Antonio ed ora, che sono passati tre mesi e mia moglie è tornata al lavoro, mia suocera si prende cura di nostro figlio, del mio cazzo e della serenità di mia moglie. Una situazione di cui potersi ritenere davvero soddisfatti.
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