Capitolo 5 - La bocca calda di mia suocera. Nuove consapevolezze
Una nuova complicita di coppia.
1 ora fa
Ho sorriso e le ho risposto che, secondo me, erano una coppia molto felice; allora lei mi ha chiesto quale fosse, secondo me, il segreto della loro felicità. Ho riflettuto per un attimo e le ho detto come la pensavo.
«Stanno insieme da tanti anni e si amano. Oltre ad esser innamorati, sono anche complici, due amici e, nello stesso tempo, due persone che si rispettano a vicenda e, soprattutto, credo che siano riusciti a creare qualcosa che permette loro di mantenere vivo l'interesse, l'uno per l'altra.»
Alessia ha sorriso, poi io le ho chiesto qual era secondo lei il loro segreto; lei mi ha stupito.
«Il loro segreto è che sono una coppia che ha bandito la gelosia: a mio padre piace molto esibire mia madre e son convinta che questo lo faccia eccitare molto, perché, più di una volta, ho sentito che, dopo, la scopa a bestia. Sono anche convinta che mia madre, qualche volta, si concede qualche distrazione, ma lui non gliene fa una colpa, anzi; a volte noto che è superlativamente contento di tutto ciò. Ora, però, vorrei sapere se tu pensi che noi due siamo una coppia felice.»
Ho sorriso e le ho detto che con lei ero molto felice ed allora lei si è fermata un attimo, mi ha fissato negli occhi e le sue parole sono state molto chiare.
«Tiziano, ti amo da impazzire e, come mio padre, accetto che tu possa avere qualche "distrazione", soprattutto se questo ti porta a provare quel piacere che io non riesco a darti; ho notato che da tempo non mi chiedi più di succhiarti il cazzo e non è che lo fai perché non vuoi mettermi in difficoltà, ma per il semplice motivo che hai trovato qualcuno che lo fa e ti svuota bene le palle, ingoiando fin in fondo la tua sborra!»
Son rimasto sbalordito ed ho provato un attimo ad abbassare lo sguardo, ma lei non me lo ha permesso ed ha proseguito nel discorso.
«Sta tranquillo: di questa persona non sono gelosa.»
Ha pronunciato questa frase e poi mi ha guardato di nuovo in faccia ed io mi son sentito tremendamente in imbarazzo. Mi ha dato un bacio ed un leggero pugno sul petto.
«È da quest'estate, quando siamo andati in vacanza insieme, che ti fai succhiare il cazzo da mia madre! La cosa non mi fa impazzire, però... ti amo da morire ed ho capito che lei sta ponendo rimedio ad una mia notevole lacuna e, siccome ti amo e voglio anche tanto bene a lei, preferisco che sia lei a svuotare le tue palle, facendoti godere nella sua bocca, piuttosto che lo facesse qualche puttanella estranea che, magari, poi potrebbe creare anche problemi!
Aggiungo che, se per caso non lo hai notato, sono fermamente convinta che mio padre ne è perfettamente a conoscenza e son convinta che a lui questa cosa piace molto, sicuramente lo eccita e, devo ammettere… voglio dire… va bene: qui lo dico e qui lo nego… questa cosa eccita un po' anche a me. Sai, a volte vorrei… oh amore… è pazzesco quello che sto per dirti, ma ... insomma, qualche volta mi piacerebbe proprio vedere come riesce a farti godere!»
Subito dopo mi ha baciato e mi ha tenuto stretto forte a sé; abbiamo continuato a camminare parlando d'altro. Dentro di me però avevo una gran confusione e più tardi, quando ci siamo trovati in albergo e stavo aspettando Alessia, mi son trovato insieme a mio suocero, che mi ha guardato un attimo e poi mi è stato chiaro che volesse dirmi qualcosa, ma l'arrivo delle nostre signore, più belle che mai, lo ha fatto desistere. Siamo usciti per andare a cena e, mentre camminavamo lungo le stradine del paesino, ho notato che Alessia e Vittoria, che ci precedevano, parlavano tra di loro e, ad un tratto, Carlo mi ha preso sotto braccio.
«Sono felice che avete accettato di venire con noi a vedere questi mercatini che, per me, sono un po' noiosi ma, aver la tua compagnia, mi aiuta! Tiziano, sei un ragazzo veramente speciale e son felice che hai sposato mia figlia; so che non è perfetta, forse col tempo migliorerà, come è migliorata sua madre; ma... sono molto contento dell'armonia che c'è tra di noi.»
Ho sorriso e gli ho detto che anch'io ero contento di esser insieme a loro; che anche a me piaceva l'armonia che c'era tra di noi e lui mi ha detto una cosa che mi ha fatto un po' riflettere.
«Siete una bella coppia e, quando avrete raggiunto una certa complicità, sarete ancor più felici!»
Avrei voluto qualche ulteriore spiegazione, ma siamo arrivati al ristorante; il resto della cena è stato bello e divertente e poi, quando siamo usciti, abbiamo visto che stava nevicando, così siamo rientrati velocemente in albergo. Poiché era presto per andar a dormire, ci siamo trovati tutti in camera loro e, come è consuetudine, i miei suoceri in vacanza portano sempre un mazzo di carte e, così, ci siamo messi a giocare. Naturalmente abbiamo fatto uomini contro donne. All'inizio, sembrava che la fortuna fosse tutta dalla nostra parte, tanto che abbiamo vinto subito tre/quattro partite ed è stato a quel punto che Alessia ha avanzato una proposta.
«Giocare così non c'è gusto! Deve esserci una posta in gioco, non riesco proprio ad impegnarmi! Che ne dite di… fare cinque partite e chi ne vince tre, ha diritto di chiedere al perdente qualcosa.»
Carlo ha sorriso ed ha detto che gli sembrava troppo facile, ma in ogni caso ha accettato e lo stesso ho fatto anch'io. Abbiamo ripreso a giocare ed abbiamo vinto le prime due partite, ma dalla terza in poi hanno cominciato a vincere loro e così, alla fine, Vittoria ed Alessia hanno esultato di gioia.
«Bene così! Lo dicevo io che se c'era qualcosa in palio mi impegnavo di più?! Adesso, mamma, facciamo un gioco veloce io e te. Prendi una carta e una la prendo io: chi avrà il punto più alto, decide cosa devono pagare loro, come pegno!»
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