Capitolo 8 - Lei mi tradisce con una donna e io mi scopo la suocera. 01
Un tradimento anomalo
1 ora fa
Mi chiamo Luca, un bel trentacinquenne di media statura, occhi scuri, capelli castani tenuti molto corti, fisico abbastanza muscoloso, asciutto e tonico, ma non palestrato. Aggiungo che "Madre Natura" è stata abbastanza generosa con me, regalandomi una bella dotazione fra le gambe, sia in lunghezza che circonferenza. Sono sposato da tre anni con Viviana, una bella donna, che ha la mia stessa età. Lei è alta, bionda con gli occhi azzurri, una quarta di seno ed un bel culo tondo e sodo. Mentre lei lavora come impiegata in comune, io svolgo la professione di rappresentante di apparecchiature mediche e, a volte, capita di dovermi assentare anche per alcuni giorni da casa. Da quando siamo sposati, abitiamo in una palazzina a tre piani e, mentre noi stiamo al secondo piano, i miei suoceri abitano al piano superiore. Il mio rapporto con loro è quanto di più cordiale ci possa essere. Giulia, mia suocera è una bella donna, che ha cinquanta sette anni, un fisico ben modellato, un culo favoloso, e le tette sono sicuramente almeno una quinta piena. Le piace vestire elegante e sempre perfettamente coordinata. Indossa immancabilmente i suoi tacchi, che ne slanciano la figura ed evidenziano il suo splendido culo. Vasco, mio suocero, è più grande di lei di circa quindici anni, ed è un tranquillo pensionato che ha lavorato come tipografo e adesso conduce una vita molto semplice, monotona quanto abitudinaria. Ha sposato mia suocera perché era rimasta incinta e, in ogni caso, è sempre disponibile ad assecondare il suo volere. Lo si potrebbe definire un tranquillo sottomesso, in considerazione del carattere autoritario di lei. Un pomeriggio che sono rientrato prima dal mio giro di lavoro, mentre ero nel mio studio a riordinare i dettagli del mio lavoro, sento bussare alla porta e, quando apro, mi trovo davanti Giulia, mia suocera. Appena entrata, l’ho fatta accomodare sul divano e le ho offerto una tazza di caffè, che lei ha rifiutato. Sono rimasto un attimo in silenzio cercando di capire il motivo della sua venuta e lei, dopo un attimo d’imbarazzo, con la voce un po’ triste, mi ha guardato negli occhi ed è venuta subito al dunque.
«Luca, lo sai che ti voglio bene come ad un figlio e questo son sicura che lo sai, anzi, più che ad un figlio. Adesso promettimi che, dopo quello che sto per dirti, starai calmo. Non so se faccio bene a dirtelo, ma mi sembra doveroso che tu lo sappia. Quello che devo dirti è una cosa che riguarda un po’ tutti noi, ma soprattutto te e mia figlia Viviana.»
L’ho guardata con una certa preoccupazione, ero impaziente di capire, di sapere e lei ha continuato a parlare.
«Certi giorni, soprattutto quando tu resti fuori per lavoro, la moglie del fratello di mio marito, la zia Maria, per intenderci, viene a trovare tua moglie, si intrattiene qualche ora con lei e poi va via!»
La guardo sbigottito. Non avrei mai pensato che mia moglie potesse avere una tresca con sua zia. Mi aspettavo le corna con un maschio, ma, cazzo, con una donna, come faccio a competere? Le chiedo se ne sia davvero certa.
«Certo che lo sono, altrimenti non te ne avrei parlato. Ne ho parlato anche con tua moglie, convincendola che tra madre e figlia non devono esserci segreti e così mi ha confessato che, all’inizio, era in un momento di crisi e si è lasciata sedurre, ma poi ha continuato ad andarci a letto, perché lei la fa sentir davvero donna. Mi ha confidato che Maria è da sempre lesbica. Ha sposato lo zio Pasquale, perché ha l’arnese piccolino ed a lei piacciono cosi. Non vuole un cazzo grosso, ma uno piccolo, perché le sembra un piccolo clitoride e non la penetra mai a fondo. Questa cosa è piaciuta tanto anche a mia figlia, che ha asserito che il tuo, essendo molto grosso, quando fate l’amore, lei sente male, invece fra le sue braccia gode tantissimo e prova solo piacere.»
L’ho guardata allibito. Non sapevo cosa pensare, ma soprattutto cosa fare. Non te lo aspetti di esser fatto cornuto da una donna! Giulia, mi guarda e vedo nei suoi occhi il dispiacere per quello che mi ha rivelato.
«Aggiungo che sono molto dispiaciuta per tutto questo. Capisco che è una cosa davvero anomala e, se vuoi, ci posso porre rimedio io. Anche tuo suocero ha il cazzo piccolo, si vede che è una dote ereditaria, quando ancora facevamo l’amore ci restavo un po’ male, perché non riuscivo mai a raggiungere il piacere e ti confesso che, in più di una occasione, l’ho cornificato con il lattaio, che ogni giorno passava a portarci il latte appena munto. Adesso son quasi una decina d'anni che non scopiamo e, se ti posso confidare una cosa, a me piacciono gli arnesi grossi, proprio come il tuo.»
Ero fuori di testa, ma le parole di mia suocera erano un chiaro invito ad offrirle il mio cazzo e la sua idea di poter sostituire sua figlia, mi rincuorava un poco e, nello stesso tempo, mi intrigava tanto. Era una cosa cui non avrei mai pensato. Ho fatto una riflessione ad alta voce.
«Adesso che faccio? Divorzio? Oppure do una bella ripassata di botte a tua figlia? Non so. Mi sento confuso, tradito e, nello stesso tempo, titubante.»
«No, Luca, sta calmo! Non far sciocchezze di cui potresti poi pentirti. È inutile rovinarsi per questa cosa, cui possiamo trovar un rimedio. Ti suggerisco io una possibile soluzione, anche perché c'è dell’altro, che ancora non ti ho detto. Ho raccontato tutto a tuo suocero, che sapeva del fatto che mi lasciavo scopare dal lattaio e, poiché questa cosa a lui piaceva molto e si eccitava tantissimo, quando poteva assistere a delle vere e proprie monte a cui il tizio mi sottoponeva almeno tre o quattro volte al mese, ha convenuto con me che nostra figlia si sta comportando nei tuoi confronti da vera troietta e che tu non ti meriti questo che, se pur con una donna, sempre corna sono. È una cosa che non riesce a perdonare, soprattutto perché è sua nipote. Mi ha suggerito di dirti che, se vuoi render la pariglia a quelle due, lui è disponibile ad accettare che io mi sacrifichi e salviamo le apparenze!»
L’ho guardata meravigliato. Era incredibile! Mio suocero, che avevo conosciuto come una persona corretta, mi dichiara che, se voglio fottermi la moglie, a lui sta bene e che vuole, se possibile, assistere mentre me la scopo! Di colpo la mia collera ed il senso di smarrimento andavano a placarsi con la prospettiva di andare a letto con la suocera, che avevo sempre ammirato come donna, anche se non avevo mai, per rispetto, avuto nessuna fantasia su di lei. L’ho guardata ed ho chiesto il suo parere.
«Io, mamma, non so cosa dire! Che devo fare? Mi sembra ingiusto che voi vi dobbiate sacrificare per il comportamento scorretto di Viviana e tua cognata.»
Lei mi ha detto che questo non solo non era importante, ma non era nessun sacrificio per lei aiutarmi in un momento cosi particolare.
«Capisco che io non sono come tua moglie. Lei è giovane, bella e tu ne sei davvero innamorato, ma sono così dispiaciuta che mi sento in dovere di offrirti tutto quello che ho e senza nessuna riserva. A tuo suocero piace vedermi scopata da altri maschi e ti assicuro che, qualche volta, ho fantasticato un po’ su di te, da quando lui non mi scopa più, ed io mi sento a disagio ad andare a cercar fuori altri maschi. Sarei molto felice di poter esser la tua puttana. Sì, hai capito bene, la tua puttana!»
Ero commosso. Mi son sentito davvero lusingato da tutto questo e l’ho abbracciata. Lei mi ha stretto dolcemente ed anch’io la stringevo, abbracciato a lei. Eravamo abbracciati in piedi ed io ero davvero emozionato. Mi parlava dolcemente:
«Luca, non ti preoccupare: c'è una soluzione per ogni cosa. Vedrai che si sistema tutto. ti aiuterò io.»
Mi strinse ancora di più, affettuosamente e restammo cosi per un po’.Stretto a lei ho sentito il desiderio di scaricare la tensione accumulata e, essendo ancora stretto alle tette di mia suocera, pensai che quella era una cosa che avevo da sempre desiderato, così mi venne il cazzo duro e glielo spinsi tra le cosce. Lei si è subito spinta contro la mia verga, ormai duri
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