Roberta si fermò, si voltò verso i due ragazzi. Erano lì, uno accanto all'altro, i cazzi duri che spuntavano dai pantaloni abbassati. Due gemelli, identici, con lo stesso desiderio negli occhi.
— Tutti e due? — chiese, la voce roca.
— Tutti e due — rispose Gianluca, sfacciato.
Roberta sospirò. Si inginocchiò sull'erba, sentì la frescura sulla pelle nuda. Allungò una mano verso il cazzo di Martino, l'altra verso quello di Gianluca. Li accarezzò, li sentì pulsare, caldi.
Poi si chinò, aprì la bocca, e li prese entrambi, uno nella bocca, l'altro nella mano, alternandoli, succhiando, leccando, mentre i gemelli gemevano nel buio, le mani nei suoi capelli, il corpo che tremava di piacere.
L'aria notturna portava via i suoni, li nascondeva nel fruscio delle foglie. Roberta si lasciò andare, la mente vuota, il corpo che viveva solo per quello, per il sapore, per il calore, per la trasgressione.
E mentre succhiava, pensò a Barbara, chiusa in camera sua, forse in attesa. Pensò a quello che avrebbe detto, a quello che sarebbe successo dopo.
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Davide era andato a letto di cattivo umore e anche per questo si masturbò. Pensò soprattutto a Roberta bellissima e provocante e nel farlo venne copiosamente, poi si addormentò.
Venne risvegliato nel cuore della notte da sua moglie che gli stava accarezzando il cazzo che si si indurì immediatamente. Impiegò un attimo a ricollocarsi nel mondo e dopo averlo fatto capì che Barbara gli stava succhiando il cazzo. Quando si accorse che si era risvegliato lei si posizionò girata su di lui, mettendosi la sua testa fra le gambe. Non smise di succhiarlo per cui la posizione si trasformò in un 69.
La figa che stava leccando non era quella di Roberta ma per continuare a farlo si eccitò fingendo che lo fosse. Non potendo immaginare che anche lei stava immaginando che quelle leccate senza tregua provenissero dalla bocca della sua amica.
La fantasia si fece talmente reale che Barbara si inarcò smettendo di succhiarlo e sedendosi di fatto sul suo viso. Nel farlo si spinse un po’ in avanti e Davide si ritrovò a leccarle il buco del culo. Anche quello sembrava a lui essere un culo nuovo. Subito dopo la moglie si rimise in posizione tale da farsi leccare la figa ed in quel modo arrivò all’orgasmo più di una volta, aiutata anche dal dito che le si infilò nel culo, provando un piacere estremamente perverso al pensiero che la sua amica la stesse esplorando in quel modo.
Dopo qualche orgasmo tornò ad occuparsi di lui, riprendendoselo in bocca e facendolo schizzare dentro. Poi, immediatamente, si girò stendendosi al suo fianco abbracciata al suo petto. Lo baciò in bocca, inondandogliela del suo stesso sperma.
Messa fuori gioco la moglie, Davide riuscì a recuperare il cellulare e mandò un messaggio.
“Non sei venuta oggi perchè ti sei fatta scopare?”
“Sì, più o meno, domani ti racconto.”
“Da tuo marito?”
“No…… domani ti dico tutto.”
Quel “no” lo fece impazzire. Ci impiegò un po’ a riaddormentarsi mentre Barbara invece era crollata e dormiva appoggiata alla sua spalla.
Il mattino dopo, la luce filtrava attraverso le persiane semichiuse dello studio di Davide Milfredi, tagliando l'aria in strisce dorate cariche di polvere. La stanza profumava di cuoio, di legno antico, di tabacco. Davide era seduto dietro la scrivania, in camicia bianca, le maniche arrotolate, gli occhi scuri fissi sulla porta che si apriva.
La donna entrò, il vestito leggero che le modellava le forme, il viso tirato, gli occhi che cercavano di evitare il suo sguardo. Si chiuse la porta alle spalle, si appoggiò al legno, come se avesse bisogno di un sostegno.
— Davide, scusa per ieri — mormorò. — Non ce l'ho fatta ad arrivare.
Davide non rispose subito. La guardò, lentamente, dalla testa ai piedi. Poi si alzò, girò attorno alla scrivania, e si fermò davanti a lei, a un passo di distanza.
— Barbara mi ha detto che sei stata con lei tutto il pomeriggio — disse, la voce calma, ma con un filo di tensione. — Mi ha detto che avete fatto foto. Che vi siete divertite.
Roberta deglutì. — Sì, ma poi...
— Poi cosa? — Davide la interruppe, avvicinandosi ancora. Sentiva il suo odore, il profumo misto a sudore, a eccitazione. — Cosa ti ha trattenuto?
Roberta abbassò lo sguardo. Le mani le tremavano. Sapeva che non poteva dire la verità. Non poteva dire che erano stati i gemelli. Ma sapeva anche che Davide, il suo amante, il suo perverso amante, si eccitava a saperla puttana. Si eccitava a sentire che altri uomini, altri corpi, l'avevano toccata.
— Non posso dirtelo — mormorò, la voce rotta.
Davide le sollevò il mento, costringendola a guardarlo. — Puoi dirmi tutto. Lo sai.
— È... imbarazzante.
— Ancora meglio — sorrise, un sorriso sporco, crudele. — Racconta.
Solo mentre la scopava, con il suo cazzo dentro, finalmente, si decise a raccontare per quello che poteva. Chiuse gli occhi, fece un respiro profondo. Poi, lentamente, cominciò.
— Ero in camera con Barbara. Abbiamo fatto le foto, come ti ho detto. Poi lei è andata a farsi la doccia, e io sono uscita. Ma... quando sono uscita ho incontrato qualcuno, non so perchè...ero turbata ma temevo sapesse tutto...e non era da solo.. gli ho fatto capire che ci stavo e lui allora ha proposto di andare in camera...cioè a casa sua. Stavamo andando quando io li ho fermati. Ho capito che dovevo farlo subito, se no durante il tragitto mi sarei spenta, avrei cambiato idea. ‘Facciamolo subito, qui’ ho detto. Loro si sono guardati e mi hanno preso per mano. Ci siamo infilati in un giardino, nel buio della notte. Abbiamo raggiunto un punto in cui la luce non ci arrivava, un punto in cui non ci avrebbe visto nessuno. Anche se non posso escludere che qualcuno ci abbia visti e quindi volendo potrebbe averci seguiti e spiato. Lì mi sono spogliata completamente, non volevo sporcare il vestito, ed essere totalmente nuda nel buio della notte mi ha eccitato ancora di più.
— E tu cosa hai fatto?
— Mi sono messa in ginocchio — sussurrò Roberta, guardandolo negli occhi. — Li ho presi in bocca. Tutti e due.
Davide gemette, il cazzo era sul punto di scoppiare nella sua figa — Racconta tutto. Non tralasciare niente.
— Era buio. L'erba era umida e loro erano lì. Uno di fronte all'altro. I loro cazzi duri, lucidi.
— E tu?
— Li ho presi in bocca. Uno per volta. Primo uno, poi l'altro. Sentivo il sapore della loro pelle, il calore del loro sesso. Li accarezzavo con le mani, mentre li succhiavo. Gemevano, i ragazzi. Gemevano come maschi che non hanno mai provato niente di così intenso.
— Quanto? — chiese Davide, la voce roca. — Quanto sei stata lì?
— Non so. Minuti. Un'eternità. Li ho presi in bocca fino a farli venire. Il primo ha sparato in gola, caldo, denso. L'ho ingoiato tutto. Il secondo mi ha preso sulla lingua, sul viso. L'ho leccato via, come una cagna.
— Brava, troia — mormorò — brava. Raccontami ancora. Raccontami di quei ragazzi.
— Uno era più timido. L'altro più sfacciato. Ma entrambi avevano fame. Fame di me. Fame di sesso.
— Dimmi che eri la loro puttana — ansimò — dimmelo.
— Ero la loro puttana — singhiozzò Roberta, le unghie che graffiavano il legno — ero la loro puttana, e ora sono la tua.
Roberta concluse il suo racconto di getto, senza pause, con tono ammiccante. Davide nel frattempo era già venuto dentro di lei e il cazzo gli era già ritornato duro.
— Non voglio sapere chi erano — disse Davide, la voce calma, quasi tenera — ma voglio sapere se li rivedrai.
Roberta aprì gli occhi, lo guardò. — Non lo so.
— Se li rivedi, voglio sapere tutto. Tutti i dettagli. E voglio che torni da me, subito dopo, e me lo racconti. Ora girati.”
La mise a pancia in giù e le diede una sculacciata e poi le aprì le chiappe con la mano cercandole il buco del culo. Il suo cazzo si era indurito di nuovo al massimo. Glielo spinse dentro, piano ma inesorabilmente.
Venne così ancora dentro di lei, un getto caldo, violento, che la riempì. Roberta gemette, sentì il piacere che la travolgeva, che la faceva tremare.
Poi, quando tutto finì, rimasero lì, sudati, ansimanti, sul tavolo dello studio.
Davide si raddrizzò, si sistemò i pantaloni. Roberta rimase sdraiata, il vestito sollevato, le mutandine strappate.
Davide soffiò il fumo verso il soffitto.
— Sei una brava troia, Roberta. E io adoro le brava troie.
Com'è finora?
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Fantastico, Salina. Roberta che narra il suo rapporto sessuale con i due gemelli è stupendo!
Grazie William, i complimenti da te valgono doppio, come i gemelli per Roberta :D