Capitolo 1 - Una calda domenica di giugno
Una calda domenica in famiglia
Era la prima domenica di giugno. Il sole scaldava la piscina a sfioro, e l'acqua rifletteva il verde della campagna circostante. Barbara si tolse il pareo con un gesto lento, studiato, rivelando un costume intero che però lasciava poco all'immaginazione: una scollatura profonda che sfiorava l'ombelico, il tessuto sottile che aderiva ai suoi seni pieni. Si sdraiò sul lettino, gli occhiali da sole a coprire lo sguardo, ma sapeva bene che i suoi figli la osservavano. Davide uscì dalla porta finestra, nudo. Non c'era vergogna nel suo passo. Il corpo era ancora quello di un uomo che aveva saputo mantenerlo: le spalle larghe, il petto coperto da un vello grigio, il pene che pendeva molle ma già promettente tra le cosce. Si avvicinò al bordo della piscina, si fermò, e si stirò come un felino, lasciando che la luce lo avvolgesse.
«Papà, ma ti sei dimenticato il costume?» chiese Claudia, seduta al tavolino con il cellulare in mano. Ma la sua voce non era scandalizzata. Era incuriosita.
«Non mi sono dimenticato niente, amore mio. È più bello così, no?» rispose lui, e il sorriso che le rivolse aveva qualcosa di sfacciato. Si tuffò, l'acqua che si apriva intorno al suo corpo, e quando emerse si passò le mani tra i capelli grigi, gli occhi che cercavano quelli della moglie. Barbara si alzò, e senza dire una parola si sfilò il costume. Il tessuto scivolò via, rivelando il suo corpo ancora magnifico a quarantaquattro anni: il ventre piatto tenuto in palestra, i seni che cominciavano appena a cedere, il pube rasato che luccicava di una goccia di sudore. Entrò in acqua nuda, raggiungendo il marito, e le loro bocche si incontrarono in un bacio che non era da genitori. I gemelli, sdraiati sull'erba, si scambiarono uno sguardo. Gianluca sorrise, un sorriso che sapeva di complicità. Martino si morse il labbro, gli occhi fissi sul culo della madre che emergeva dall'acqua mentre lei si aggrappava al collo di Davide.
Il sole del primo pomeriggio cadeva diritto sull’acqua della piscina, trasformandola in una lastra azzurra quasi accecante. Per qualche minuto la villa dei Milfredi era sembrata sospesa fuori dal tempo: schizzi, risate, il rumore delle sdraio spostate sul bordo e l’odore dolce del cloro mescolato ai pini del giardino.
Davide fu il primo a uscire dall’acqua. Si passò una mano tra i capelli bagnati e recuperò il telefono lasciato sul tavolino, già acceso da una raffica di notifiche. Bastò uno sguardo allo schermo perché il suo volto cambiasse: il marito e padre rilassato sparì, sostituito dall’uomo d’affari freddo e concentrato che tutti conoscevano.
«Tra quaranta minuti devo essere in sede.»
Lo disse senza alzare la voce, ma bastò a dare al pomeriggio una direzione precisa.
Barbara lo osservò da dietro gli occhiali da sole mentre lui si asciugava con movimenti rapidi e nervosi. Anche senza costume Davide aveva qualcosa di impeccabile, una presenza che sembrava occupare più spazio di quello reale. Merito anche di quel grosso cazzo che, nonostante l'età, faceva ancora il suo dovere come un fucile di precisione.
Lui le rivolse appena uno sguardo.
«Stasera faccio tardi.»
«Immaginavo.»
Nessuna discussione. Nessuna sorpresa. Funzionavano così da anni.
Claudia intanto era già salita verso casa, ancora gocciolante, con il telefono stretto tra le dita e un sorriso che tradiva i messaggi del fidanzato. Aveva passato metà mattina a decidere cosa indossare per quell’uscita e probabilmente avrebbe impiegato un’altra ora a cambiarsi tre volte davanti allo specchio. Gianluca, sdraiato sul bordo della piscina con una cuffia sulle orecchie, stava invece controllando distrattamente l’orario della sua partita di basket, fingendo disinteresse mentre in realtà studiava ogni movimento della famiglia attorno a lui.
Martino fu l’ultimo a uscire dall’acqua. Più lento, più silenzioso. Raccolse l’asciugamano senza fretta e si fermò un istante a guardare sua madre rimasta ancora sdraiata sul lettino. Barbara aveva sciolto i capelli umidi sulle spalle nude e teneva gli occhi chiusi, lasciando che il sole le scaldasse la pelle. Sembrava completamente rilassata, ma Martino conosceva abbastanza bene sua madre da sapere che quel silenzio era solo apparente.
«Io salgo a studiare,» disse lui.
Barbara aprì appena gli occhi. «Non chiuderti lì dentro tutta la giornata.»
«Ho l'esame tra due settimane.»
«E hai diciassette anni una volta sola.»
Martino accennò un sorriso appena visibile. Era sempre così con lei: frasi leggere che sembravano innocenti e che invece gli restavano addosso più del dovuto.
Poco dopo la villa iniziò lentamente a svuotarsi. Davide sparì nel suo studio per prepararsi prima di uscire, Claudia si richiuse in camera con musica alta e armadio spalancato, Gianluca recuperò il borsone della palestra continuando a digitare qualcosa sul telefono.
Alla fine restò soltanto Barbara vicino alla piscina.
L’acqua ormai era immobile. In lontananza si sentiva il rumore di un tagliaerba e il canto insistente delle cicale. Barbara controllò l’ora sul cellulare e sorrise tra sé: Miriam e Roberta sarebbero arrivate a momenti.
E per la prima volta da quella mattina, la casa sembrò davvero pronta a mostrare ciò che succedeva quando i Milfredi smettevano di interpretare la famiglia perfetta.
Commenti (1)
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Inizio interessante di una storia che promette bene.


