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Erotika
Cronache da Montecalvario · Cap. 4
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Capitolo 4 di 8 11 min di lettura

Umido da buttare

Leandro e Delia impegnati in una serrata discussione, poco lusinghiera per lui, costretto a rintuzzare gli affondi di lei, ma che, alla fine, pur si gode il suo tornaconto…

Renart
8 mesi fa · 352 letture · 0

- C’è da buttare l’umido, cazzo! Lo senti ‘sto puzzo? Nemmeno questo puoi fare, devo pensarci sempre io. Che gran figlio di puttana sei, - sbotta Delia esasperata. - Vieni qui a soffiarmi sulle unghie... fa’ almeno questo.

Leandro si alza dalla poltrona e avanza verso di lei barcollando come se pestasse pezzi di braci, ora con una zampa ora con l'altra. Le prende un piede in mano, il sinistro, e ci soffia sopra. Alle froge gli arriva un afrore di sudore misto a bagnoschiuma alla malva, ma rimane concentrato sulla passera, una fica grossa come un fiore carnivoro dalle labbra rosse, voraci, insaziabili.

- Porco, ce l’hai duro come un ramo, tra poco bucherà le mutande, - osserva Delia con voce roca guardando l’erezione che deforma gli slip e che la punta come una fottuta baionetta. Deglutisce con una smorfia lasciva, poi, rapida come una faina, tira giù le mutande di Leandro e il cazzo vibra nell'aria come un diapason, rampandogli sotto l’ombelico peloso. - Animaleschifoso, hai sempre voglia di fottere, non pensi ad altro. E chiavami allora, fammi vedere se ne hai la forza. Sempre se ti è rimasta qualche goccia di sbrodo nelle palle.

Il tono e le parole da postribolo di terza lega infoiano Leandro come una scimmia sotto acido. Si carica entrambe le gambe della donna sulle spalle, le infila le mani sotto le ascelle e la solleva di peso dalla sedia, sbattendola con poca grazia sul tavolo e infilandoglielo dentro senza cerimonie, d’un colpo solo fino alla radice, e la pompa subito a buon ritmo, con i coglioni gonfi che sbattono contro la potta producendo uno CIAF CIAF che lo manda fuori di testa.

- Aaahhh, - grugnisce Delia, - lo sento nello stomaco. Chiavami forte, stronzo, aaahhh sssììì così cooosssììì, porcobastardo! - Quando strabuzza gli occhi all’indietro e prende a sfregarsi freneticamente il clitoride, Leandro capisce che ci sono quasi, e leva il morso all’orgasmo che gli gorgoglia nelle viscere, menando i fianchi più veloce e forte che può, tenendosi abbrancato alle bocce piccole e sode, sormontate da capezzoli duri e sugli attenti che sfrega con voluttà fra i pollici e gli indici, mentre lei spalanca la bocca e rauca, lussuriosamente rauca, urla: - Veeeengoooo, figliodiuncane, aaaaaaaaaahhhhhhhh. Un istante dopo, il maschio le innaffia i visceri con tutto quanto ha dentro.

*

Delia riemerge dalla camera da letto un’ora abbondante dopo, profumata come un fiore a primavera, gonna larga a fantasia arabeggiante e top nero che le lascia scoperta una striscia di carne abbronzata, al centro della quale spicca la fossetta dell’ombelico. Non ha reggiseno, le si vedono in rilievo le punte dei capezzoli. Ha un portamento regale per natura, Delia, e, fuori dalla loro cerchia erotico-sessuale, ha modi eleganti, quasi affettati, indotti dall'educazione ricevuta e affinati dalla laurea in Accademia delle Belle arti, conseguita con lode, e perfezionata dalle numerose esperienze all'estero. È nel campo semantico che si sono costruiti i due amanti in anni di relazione che lei, senza riserbo e con assoluto cedimento, dà sfogo all'altra sua natura, quella passionale, oscena, volgare, triviale, zozza.

- Dove vai così in tiro?, - le chiede Leandro squadrandola in lungo e in largo, apprezzando in silenzio i rilievi sinuosi di un corpo terribilmente arrapante, che trasuda sesso selvaggio da ogni fottutissimo porellino.

- Vado ad una festa popolare, c’è un gruppo forte e si balla sul serio stasera, - dice improvvisando un paio di passi di pizzica, menando i fianchi e agitando le mani sulla testa come se avesse due paia di nacchere da far schioccare.

- Con chi vai?

- Con un po’ di gente, che vuoi la lista? - risponde sulla difensiva.

- Mi basta sapere solo se c’è anche quella vacca imbracata di Mirna -, bofonchia lui acido.

- Non chiamarla così, - lo guarda torva lei, stringendo appena le palpebre a mo' di minaccia, - Mirna è una mia cara amica e una gran donna, una che non s’è fatta mettere i piedi in testa da nessuno e si è affermata con intelligenza e competenza in ambienti da sempre maschilisti. Dovresti stimarla, anziché offenderla. Specie perché ti vuole molto bene e, vai a sapere per quale motivo, ha una grande considerazione di te. E comunque sì, ci sarà anche lei. Tu che fai, vuoi venire?

- ...

- Non avevo dubbi. Torno tardi. A dopo, - chiosa sbrigativa. Gli schiocca un bacio sulle labbra, rapidissimo, e si volta per andar via, ma Leandro fa in tempo ad afferrarla per un lembo della gonna tirandola a sé. Delia perde l’equilibrio e finisce seduta dritta sull’erezione. - Cristosanto, no! - sbotta spazientita, - devo andare, è tardi, sono già le 16 e ci vogliono due ore di macchina... non pensarci proprio! - Il maschio di nuovo arrapato non le dà retta e ravana sotto la gonna, scoprendo il grosso culo nudo, visto che il filo del perizoma si è insolcato in quel giardino delle delizie che è il suo internochiappa. - Fermo, cazzo, FERMO!!! - e si tira su, divincolandosi con forza esasperata. - Fai schifo, - gli urla aspra. Ma Leandro lo tira fuori ugualmente, duro e dalla testa gonfia e violacea.

- Facciamo veloce veloce, - rantola più in fregola che mai, mentre prende a menarselo con furia. Lei sbuffa e si tira su la gonna. Il perizoma è di quelli retati, così che si intravvede la macchia della folta e ricciuta criniera che le ricopre disordinatamente il monte di Venere e che preme superba contro la velatura. Tenendo l’orlo della gonna in una mano, con l’altra, la destra, prende il posto di quella di Leandro.

- Prova a sporcarmi la gonna con la tua schifezza, e giuro che non la rivedrai per il prossimo mese, - minaccia truce. Quindi si posiziona a cavalcioni delle gambe del suo uomo, scarta di lato il filo del perizoma e inghiotte il cazzo per intero e in un sol boccone.

*

Leandro è di parola... fanno veloce. Dopo di che, senza attardarsi in amenità, Delia afferra la borsa dal tavolo con un gesto platealmente seccato, recupera un paio di salviette umidificate, che tira addosso a Leandro dopo essersele passate fra le cosce, detergendosi la fica, si acconcia la gonna e il top e si chiude la porta d'ingresso alle spalle, bofonchiando un veloce saluto.

Senza prendere l'umido.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Renart

Autore di racconti porno-erotici.

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