presi il telefono per controllare le notizie e mi accorsi che avevo un messaggio Whatsapp, guardai l’anteprima ed era il numero che avevo salvato come Lucia Corsica (buffo, non conoscevo il cognome…), e lo feci vedere a Gioia che ovviamente mi prese il telefono per leggerlo per prima, e quando lo fece chiuse gli occhi e fece una smorfia.
“cazzo, cazzo, cazzo, cazzo…” sussurrò e mi diede il telefono senza aggiungere altro, e… mi si gelò il sangue.
“ciao” scriveva Lucia, “ieri sera Roberto ha fatto le valige e se n'è andato, mi ha detto che non se la sentiva di continuare a fingere che gli va bene una cosa così e mi ha lasciato”
non c’era altro, nessun saluto, nessun "richiama" o “scrivimi”, niente.
e quello forse era un atto di accusa verso di me e Gioia.
“cavolo… mi dispiace…” le dissi, ma Gioia scosse la testa.
“dovevo saperlo…” sussurrò, “dovevo capirlo che lui… non era pronto, non era convinto!”
“ma l’hai detto anche tu che sono grandi abbastanza…” protestai e Gioia annuì.
“sì, ok” continuò, “però… noi… con la nostra esperienza avremmo potuto… aiutarli…”
restammo in silenzio, poi Gioia si alzò, nuda, e andò in bagno, e da solo sul letto pensai che sì, aveva ragione, avremmo potuto aiutarli solo ascoltandoli e “analizzando” il loro comportamento, cercando di capire se la loro era solo l’attrazione sessuale verso qualcosa di “proibito” o se c’era dell’altro.
e invece, soprattutto io, mi ero scopato una ragazza che non vedeva l’ora di trasgredire senza pensare alle conseguenze, né per lei né per suo marito.
e cos’era successo? avevamo rovinato una famiglia…
ad essere del tutto privi di coscienza avrei anche potuto fregarmene, in fondo lui si era chiavato mia moglie ma io la sua, e me l’ero anche chiavata forte mentre lui, se conoscevo bene Gioia, era stato un mezzo flop…
cos’era diventata, Lucia, un’altra tacca da esibire sul cazzo?
e quello che c’era dietro? e la sua famiglia spezzata? e i sogni di una vita spazzati via? per una o due scopate con un uomo sposato?
forse lei non aveva ancora la testa per decidere di fare certe cose, e forse non era nemmeno vero che quello che avevano combinato con noi non era il primo scambio… ma perché mentire? per fare quelli grandi? quelli esperti e navigati?
perché non dirlo? li avremmo aiutati… sì, li avremmo aiutati a cambiare idea…
ma davvero? l’avrei aiutata? avrei aiutato una ragazza di ventisette anni che non vedeva l’ora di giocare a fare la puttana? davvero le avrei detto “no tesoro, non ti scopo, voglio solo parlarti…”
altro che parlare, l’avevo inculata, ecco come ero stato capace di parlare…
e magari… quella povera ingenua l’aveva anche detto al marito raccontandogli tutto senza nascondere per ingenuità in minimo particolare…
“sai, marito mio, sono entrata nel suo letto e me l’ha messo su per il culo, anzi, ci hai visto, giusto?”
“a cosa pensi?” mi chiese Gioia che mi stava guardando.
“penso… a loro” le risposi, “al fatto che agendo da sconsiderati possiamo rovinare delle famiglie, proprio quello che Stella e Enrico hanno rischiato di fare con noi…”
annuì amaramente, poi si avvicinò e mi abbracciò schioccando un grande bacione sulle mie labbra.
“adesso… non pensiamoci” sussurrò, “lo so, conosco come sei fatto, hai un cuore grande così e… lo so, davvero, ti conosco per quello che sei davvero…”
“ma non ci possiamo più fare niente…” continuò, “se fossero… anzi, se lei fosse stata più sincera con sé stessa e con lui non ci avrebbero mai coinvolto in questa cosa, e se ne starebbero felici al loro posto e noi al nostro, non trovi?”
“sì, forse è come dici tu…” le risposi, poi Gioia mi sorrise e dimenticai tutto…
quel giorno passò come doveva passare, tra spiaggia, bagni in quell’acqua cristallina, lunghe nuotate in solitaria (per me) e lunghi bagni di sole in topless per Gioia (chissà quanti piselli avrà fatto drizzare in mia assenza!), pranzetti nelle trattorie del porto con pesce appena pescato e cene al lume di candela concluse con lunghe passeggiate nelle sere dolcissime della Corsica, bevendo qualcosa e ballando nella piazza del borgo quando c’era musica dal vivo o la serata disco.
fu una bella vacanza, un po’ fuori dai nostri canoni ma assolutamente da ricordare, e sì che era partita sotto altri auspici…
oltre ai rapporti con i nostri due ragazzi (che non sentimmo più) Gioia ed io non avevamo ancora fatto l’amore, e quello era davvero sintomatico, per qualcosa di positivo ma anche per qualcosa di negativo: positivo perché eravamo davvero felici a stare “con noi”, a vivere la nostra coppia senza dover ricorrere al sesso come legante ma vivendolo solo come parte del rapporto e non vedendolo come l’unica parte del rapporto coniugale, negativo perché c’era anche il rischio, concreto, che ormai Gioia concepisse il sesso esclusivamente se fatto durante lo scambio.
non avevo il coraggio di chiederglielo, sono sincero, avendo paura della risposta…
a due giorni dalla fine della vacanza arrivò un’altra coppia, più o meno della nostra stessa età, e visto che ormai avevamo l’occhio clinico capimmo subito che erano in cerca di emozioni forti.
una bella coppia, lei bella donna con gran fisico anche se con i chili di troppo degli “anta”, bel seno e bel culo che esibiva in abitini stretti, capelli castani chiari che lasciava lisci e fluenti sulle spalle, occhi scuri, abbronzatura decisa, un bel sorriso (rifattissimo, e anche male da quello che potevo vedere…) e mani molto, ma molto curate, con unghie rosso fuoco.
lui… normale, pancetta che cercava in tutti i modi di tenere dentro soffrendo come un cane, accessori di classe come un bel Rolex, messi bene, insomma.
ci ignorammo, nel senso che con Gioia non… facemmo mai cenno a loro e alle possibili implicazioni, ma non c’eravamo solo noi seduti al tavolo di quel gioco.
e la sera stessa, dopo cena, mentre con Gioia eravamo seduti al bancone del bar per il caffè, ci approcciarono.
“buonasera” ci salutò lui, “disturbo… o possiamo presentarci?”
e così facemmo la conoscenza di Cinzia e Renato da Rimini, quaranta e quarantatré anni, lei bancaria e lui orefice, appassionati della Corsica e della Sardegna.
con Gioia avevamo in programma di prendere un taxi e farci portare nella località vicina sempre sul mare dove c’era un mercatino di prodotti tipici, ma finì che passammo metà sera nel bar dell’hotel e l’altra metà in un locale, a parlare, a sentire i loro racconti di vacanza e a replicare con i nostri, e quando arrivò il momento di tornare in hotel…
“che ne dite?” ci chiese lui, “scambiamo?”
non ne avevamo mai parlato, neanche una parola, neanche un accenno, l’avevano capito e basta.
guardai Gioia, era… splendida, bellissima, abbronzata e con quel suo meraviglioso sorriso… come potevo anche solo condividerla per il sesso con qualcuno che conoscevo da… ore?
come potevo non… non legarmela addosso, e impedirle di andare?
no, non potevo, semplicemente non potevo, ormai la nostra vita era quella, l’avevo già accettato.
forse mi lesse nel pensiero o forse ero così trasparente per lei che… le bastava guardarmi negli occhi per leggermi dentro.
era seduta sulla sedia, gambe accavallate con una coscia scoperta, seno ben in evidenza, capelli ben pettinati e trucco leggero ma praticamente perfetto, e quel sorriso… oh, quel sorriso…
mi sorrise e fece l’occhiolino, ammiccando.
“ecco…” pensai, “ho avuto la mia risposta…”
“no” rispose, “grazie, ma… no”
fu quasi… deluso…
“stasera… stasera io sono solo per l’amore della mia vita…” disse, prese il bicchiere e lo sollevò come se volesse brindare a me.
mi guardò a lungo continuando a sorridere, poi si rivolse a loro.
“scusate… davvero, siete una coppia… bellissima e scambiare con voi… sarebbe perfetto" disse, ma sempre guardando me, “ma non stasera, stasera… io stasera voglio solo il mio uomo”
non avevo mai sentito una dichiarazione d’amore così… così perfetta.
“wow…” le rispose Cinzia, “sei… commovente!”
scoppiammo tutti a ridere e sdrammatizzando la situazione parlammo della nostra “passione” per lo scambio, e ormai liberi da ogni preconcetto morale e da qualsiasi diffidenza venimmo a sapere che i nostri amici scambiavano ormai da più di quindici anni, ancora prima di essere sposati, quindi in condizione di… perfetta sintonia, non l’avevano cominciato solo per noia o per qualcosa di diverso come avevamo fatto noi.
raccontammo di noi, della pessima esperienza con una coppia che ci aveva… messo sulla cattiva strada (omettendo ovviamente che l’avevo pestato come un polpo per non preoccuparli) e in modo del tutto trasparente dissi dei miei dubbi, delle mie incertezze.
