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Erotika
Penetrazioni profonde · Cap. 4 — Aurora
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Aurora

Aurora, desiderosa di trovare una ragazza lesbica o bisex, prova a controllare alla festa dei Favaro.

William Kasanova
1 anno fa · 4.805 parole · 21 min
392 letture

Un brivido scuote il corpo della puttanella bionda, ansima, stacca le labbra della bocca da quelle della bargigia di Fabiana. Fili di bega le uniscono ancora. Sara ha il viso tutto bagnato, sembra abbia appena divorato una fetta di anguria bianca e si sia sporcata.

Sara cade di culo sul tappeto, geme e ansima, la testa le si piega all’indietro, gocce di bega e trasudo le colano dalla bocca sul mento. «Ale… Ale!»

Apro la bocca per dire qualcosa ma nemmeno so cosa. Mi sento la terza in comodo, invitata ad un’orgia lesbica e rimasta a reggere il lumino mentre le altre due scopano e godono.

La figa mi prude e si è ingrossata, è calda e vuole godere anche lei. Ma Fabiana è tramortita dall’alcool al punto che sta iniziando a russare e tra le sue cosce è passato un uomo a spassarsela, la mia “cliente” mi fa ribrezzo a vederla in faccia… La stessa che mi ha pagato cento euro per vendicarsi della sua rivale in amore e l’ha fatta venire.

Sara è a terra, ha slacciato i pantaloni e la sua figa depilata è aperta da un paio di dita che si stanno dando da fare per farla venire a sua volta. Arcua la schiena, emette un gemito, singhiozza, trema. Stringe i denti e le palpebre, emette un verso simile a quando si fa uno sforzo sul gabinetto e crolla sul pavimento come se fosse svenuta. Espira lentamente, un sorriso sulle labbra.

Sospiro e distolgo lo sguardo dall’orgasmo di Sara. Anche lei è venuta. «Che cazzo…»

La ragazza estrae il medio e l’indice dal suo sesso, le dita bagnate di desiderio. Se le contempla come se non si fosse mai sgrillettata in vita sua e l’umido fosse qualcosa di alieno.

Ero venuto alla festa con l’intento di scoparmi un paio di troiette, e… Scuoto la testa. «Che cazzo…»

La mia “cliente” si solleva a sedere. La sua espressione di piacere si dissolve in una di imbarazzo. «Ehm… scusa, Aurora…» Si pulisce la mano sui pantaloncini. «Non era mia intenzione di…»

Andatevene tutte a cagare… «Sei a posto con la troia?» Accenno a Fabiana con il capo. Adesso vi fidanzate e poi invitate ogni tanto Alessandro a scopare con voi? Magari anche Leonardo, tanto per farvi contenti tutti.

Sara si alza in piedi. Prende i pantaloncini al volo prima che le cadano oltre le ginocchia, se li solleva e li abbottona. Fissa il tappeto piuttosto che guardarmi in viso. «Spero che non sia stato un… ehm…»

«Ma no, figurati: i miei sabati sera prevedono spesso farne ubriacare una e vedere un’altra che prima le succhia bega dalla passera e poi si sgrilletta per colpa di un uomo che non è nemmeno presente.»

Lei fa un sorriso che lascia intendere che ha capito che la sto pigliando per il culo. «Non dirai nulla a nessuno, vero… Specialmente ad Alessandro.» Raccoglie dal tappeto il telefonino.

Se tu raccontassi al tuo amore cos’hai fatto questa sera, sono certa che sarebbe il tuo devoto amante per il resto delle vostre vite, ma sei troppo timida per uno che scopa in un giardino con una troia che ha conosciuto dieci minuti prima.

Simulo il gesto di chiudermi le labbra con una zip. «Puoi scommetterci.» E poi per i tuoi cento euro posso anche dire ad Alessandro che abbiamo passato la sera insieme a giocare a Scarabeo, se proprio ci tieni a non farti scopare.

«Comunque,» indico la bionda ubriaca, «adesso ci hai fatto pace?» Sono certa che in qualche razza di scimmia, pulire la figa di un’altra bertuccia sia un segno di amicizia.

Una smorfia di odio compare sul viso sporco di Sara. «Si ricorderà che…»

«No, è completamente andata. In ogni caso, magari è meglio che ti dai una lavata in faccia.»

«Cosa…» Sara si passa un paio di dita sulle labbra. Sembra accorgersene solo adesso. Diventa rossa come un peperone.

Si avvia verso la porta del bagno.

«Aspetta, non possiamo lasciarla così.» Fabiana ha i pantaloni e mutandine alle caviglie e la maglietta sollevata sopra i seni. Non trattengo un sorriso a quella vista.

Anche Sara la sta guardando. Fa un gesto come a scacciare un insetto.

Ma che carogna! Sembrava una così dolce ragazza, e invece… «È praticamente nuda e ubriaca!»

Sara solleva le spalle. «É il suo stato naturale.»

Cazzo, che considerazione… «Ma almeno giriamola. Se vomita si soffoca.»

Sara apre con la chiave della porta del bagno. Si volta, guarda Fabiana come a chiedersi se valga lo sforzo di non farla annegare nel proprio vomito. Torna al letto. «D’accordo.»

Lei la prende per una spalla, io per i fianchi, e facciamo rotolare sulla pancia Fabiana nell’altra piazza. Con i pantaloni abbassati, la maglietta alzata e in un letto sfatto, sembra se la sia spassata più di quanto è accaduto davvero.

Le afferro le mutandine.

Sara solleva una mano. «Lasciagliele giù.» La ragazza ha un sorriso maligno sulle labbra.

«Ma non…»

«Se se la fa addosso, non si sporca i vestiti.»

Minchia, che carogna… «Se—»

Bussano alla porta della stanza. Ci troviamo entrambe a fissarla.

«C’è qualcuno?» La voce del figlio dei Favaro è attutita dal battente.

Sara e io ci fissiamo. Non è difficile capire che anche per lei, farsi trovare con una ragazza nuda e ubriaca su un letto in cui sembra sia stata fatta la lotta non è un bene.

«Usciamo in giardino,» sussurro. Apro la finestra, l’aria fresca si riversa nella stanza, il profumo della notte sostituisce quello pesante e acido del sesso.

Sara gira attorno al letto in punta di piedi e scavalca subito dopo di me. Pezzi di corteccia sparsi tra i fiori nell’aiuola scricchiolano sotto le nostre scarpe. Ci allontaniamo di qualche decina di metri, raggiungiamo una siepe e ci nascondiamo dietro, al buio.

Non provengono suoni dalla camera, non dev’essere entrato nessuno. Avranno pensato che qualcuno stava usando la stanza per fare del sesso e hanno deciso di lasciare un po’ di privacy. Dopotutto, uno cosa ci va a fare alle festa del figlio dei Favaro se non per ubriacarsi e scopare?

 Fabiana, ad esempio, ha fatto tutto. Magari non è stata una grande idea, ma se si diverte così…

Sara è accosciata accanto a me. «Adesso cosa facciamo?»

«Tu ti cerchi una fontana nel giardino e ti lavi la faccia…» Lei, invece, ha fatto solo la metà delle attività.

«E tu?»

E io me ne torno a casa. Non ho scopato, sono sobria, ma sono certa che i commenti di mia nonna sugli stronzi che vanno dalla De Filippi in tv saranno meno noiosi con cento euro in più in tasca. Alla prossima festa del figlio dei Favaro sono certa che andrà meglio. O, almeno, aumenterò la parcella per far slinguazzare la figa sporca a qualche ochetta.


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Fine del capitolo 4
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Scritto da
William Kasanova
Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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