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Erotika
Penetrazioni profonde · Cap. 4 — Aurora
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Aurora

Aurora, desiderosa di trovare una ragazza lesbica o bisex, prova a controllare alla festa dei Favaro.

William Kasanova
1 anno fa · 4.805 parole · 21 min
392 letture

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Aurora

Il parcheggio davanti alla reggia dei Favaro sembra una concessionaria tra motorini, moto e biciclette: non c’è un buco dove lasciare lo scooter. Un paio di ritardatari stanno arrivando a piedi lungo il marciapiede da una macchina che hanno lasciato a forse duecento metri da qui.

Non c’è niente da fare. Non fosse per il fatto che mi sono messa in tiro come si deve e tutti a Caregan sono qui, me ne tornerei a casa, ma non mi va di sentire anche questa sera mia nonna che commenta le disgrazie degli stronzi che vanno a farsi vedere dalla De Filippi in tv.

Do gas, esco dal parcheggio privato e raggiungo la strada. Non passeranno mica i vigili proprio questa sera… Abbasso il cavalletto e lascio il mezzo accanto al cordolo del marciapiede.

Il sole è già calato da un paio di ore e i lampioni sono accesi lungo le strade e nel parco dei Favaro. Gli ultimi ragazzi che sono ancora fuori dalla villa iniziano ad abbandonare i buffet all’esterno per entrare, o a riunirsi sotto le lampade vicino ai padiglioni.

 Dalla porta d’ingresso escono il figo di scuola, quello che sembra Brendan Fraser nel film della mummia, e la Bonetti. La puttanella non indossa il reggiseno, i capezzoli sono due dita puntate sulla maglietta bianca… Quanto gliele stringerei mentre la sforbicio… Lei non mi degna di uno sguardo, persa a vedere lo stronzo che la porta a imboscarsi per limonarsela…

Lui mi scocca un’occhiata e prosegue lungo un sentiero fatto di sassolini bianchi, seguito dalla sua puttanella arrapata. Che ci troveranno di bello, in lui?

Il culo della Bonetti riempie i jeans come in un sogno. Quanto riempirei volentieri io il suo culo con uno strap-on… Scuoto la testa, possibile che una meraviglia simile debba essere etero?

Dalla porta della villa proviene una musica tecno vecchio stile, le luci colorate lampeggiano di rosso e verde. Ho sentito parlare delle feste del figlio dei Favaro, che organizza quando i suoi sono in crociera, e dicono siano piene di ragazze mezze ubriache e molto arrapate. Magari un paio di quelle troiette si dimenticano che gli piace la nerchia e ci scappa qualche soddisfazione. La mia lista mentale di fighe che voglio sforbiciare potrebbe assottigliarsi, questa sera…

L’interno è pieno di persone, capannelli di ragazzi che chiacchierano con in mano un bicchiere e si muovono al ritmo della musica. C’è pure il dj, quello che si vede ogni tanto in discoteca, che ha la predilezione per brani degli anni ’90.

Il buffet è il solito campionario di salatini del supermercato, qualche pizzetta che fa passare l’appetito, e parecchie bottiglie di alcolici. Meglio andarci calme, almeno per il momento: prendo una bottiglia di Fanta e riempio un bicchiere: l’alcool è meglio tenerlo come consolazione se va davvero male. O come soluzione…

Mi aggiro tra i gruppi, sbirciando. Quella è la Bianchi, un po’ bassa ma lo stesso una bella passera. Là c’è Alessia Brani: dicono sia bisex. Potrei farci un pensierino, anche se di faccia non mi fa impazzire. La ragazza calabrese arrivata quest’anno a Caregan, molto carina… quella con il fidanzato nella Guardia di Finanza o nell’esercito – Gina? - meglio evitarla… Ah, c’è pure quel roito della Dorottia con il suo ragazzo idiota che, come al solito, stanno litigando. Bah, sono una coppia fantas—

Qualcuno alle mie spalle mi colpisce al braccio e uno schizzo di Fanta mi esce dal bicchiere di carta e finisce sul pavimento. «Ehi, stai attento!»

Mi volto, così come si gira anche lei. Il viso molto carino e circondato da capelli biondi della Gasparini compare a tiro di bacio da me.

Lei porta le mani al viso, imbarazzata. «Scusami, non volevo!» Abbassa lo sguardo sul mio vestito. «Non ti ho sporcata?»

Ma allora esiste ancora qualcuno educato? «No, non preoccuparti, tutto a posto.» Ha anche un bel corpo, la zoccoletta. Piacevole. Se credessi a queste cose, penserei che ha il viso di un angelo. Sono sicura che un bel sessantanove con lei sarebbe qualcosa di davvero piacevole. Avviarla sul sentiero del sesso lesbo potrebbe essere davvero divertente…

MI rilasso, le sorrido, metto bene in mostra il seno. Non è che una seconda, ma nemmeno con lei la natura si è sprecata, considerando certe latterie che girano qui dentro. «Stai cercando qualcuno?»

Lei continua a guardarsi intorno. «Eh? Sì, Alessandro.» Ha una voce delicata, calda e sottile. Sul serio, come mai gli uomini non sono attorno a lei, in ginocchio, offrendole mazzi di fiori? Sposta la sua attenzione su di me. «Zamboni, quello del…»

Ma cosa troverete di così interessante nel trovarvi dentro una vera nerchia di carne, devo ancora capirlo. Mi si stringe lo stomaco al solo pensiero della merda liquido che vi piscia dentro. «Chi, il biondo?»

Sara annuisce. «L’hai visto?»

Trattengo un sorriso perfido, magari la cosa volge a mio favore e tolgo davvero i pantaloni a questa biondina. «Stava andando in giardino con la Bonetti. Hai presente quella figa con le tette grosse che la dà a tutti?»

I lineamenti di Sara vengono infiammati dalla rabbia, la maschera da angelo cade e si infrange a terra.. «Quella troia!» grida stringendo i pugni e i denti. Un paio di ragazzi si voltano a guardare attratti del grido di rabbia. «Vuole portarmelo via!»

C’è troppo pubblico qui che ci sta guardando, non vorrei che pensino che la sto facendo incazzare io. Le appoggio una mano su una spalla e la sospingo in un angolo dove ci sono meno ragazzi e abbiamo un po’ di privacy in più. «Calmati, non è successo nulla.»

Sara si volta. È più furiosa di prima. «Come, “non è successo nulla”? È da quando lo conosco che voglio fidanzarmi con lui, e adesso che Vittoria si è levata dai piedi e avevo la possibilità di sedurlo, quella troia me lo soffia sotto il naso.»

Non rispondo. Non vedo perché il tipo non dovrebbe scoparsi senza troppi problemi anche Sara. Lei e la tettona se lo passano amichevolmente, poi qualche volta si…

Sara stringe le mani come degli artigli di rapace. «Caverei gli occhi a quella cagna! Non ha un minimo di contegno?»

O, magari, ne hai troppo tu? Pensi che siamo in un film ambientato nel 1800, con te che lasci cadere il fazzoletto e lui che te lo raccoglie e ti insegue fino alla carrozza per restituirtelo? Non facevi meglio a portartelo in bagno e mostrargli che la bargigia non ce l’ha solo la Bonetti, e che la sai usare anche bene? «Non vedo quale sia il problema,» sollevo le spalle, «Fabiana, da quello che so, ha una lista di uomini che sembra quella della spesa, probabilmente ora di mezzanotte se n’è già fatti un altro paio e del tuo bello se n’è già scordata e puoi tornare a sedurlo.»

«No! Quella troia deve pagarla! Deve smettere di andare a scoparsi tutti.»

Invidiosa? «Che vuoi fare? Graffettargliela?»

 La bionda stringe le braccia al seno e volta il capo, le labbra serrate a culo di gallina. Riesce ad essere molto carina anche quando è arrabbiata…

Si gira e mi fissa. Il sorriso sul suo viso non lascia intendere nulla di buono. «Seducila e portatela a letto.»

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