Sullo schermo del tablet, nel suo rettangolo di streaming, Beatrice stringeva una mano nell’altra, entrambe poste davanti alle sensuali labbra che facevano impazzire ogni uomo avesse la fortuna, o la sfortuna, di incrociarle con lo sguardo. Ma l’espressione della ragazza, in quel momento, non lasciava trasparire la sua usuale spensieratezza che sembrava caratterizzare ogni suo pensiero, quanto piuttosto una tempesta di dubbi dolorosi che straziava la sua anima.
Erano diversi secondi che restava in silenzio, nonostante fosse il suo turno nel raccontare la propria migliore esperienza sessuale. Anche le altre ragazze erano mute, chiedendosi l’un l’altra con lo sguardo, attraverso la rete internet, cosa stesse succedendo, ma era palese che un clima di apprensione aveva invaso la videochat. Chiara non comprendeva cosa stesse accadendo: fino ad un attimo prima erano le solite chiacchiere, “io sono qui a godermi il sole”, “io la settimana prossima vado all’estero”, “io a settembre scendo nelle Marche…” e, una volta che Anna aveva dato la parola a Beatrice per raccontare, questa aveva improvvisamente smesso di conversare e si era chiusa in sé, evidentemente combattuta dai dilemmi. Ma quale fosse la natura di quei dilemmi, Chiara non riusciva a comprenderlo.
«Io…» iniziò Beatrice, insicura nella voce. Abbassò gli occhi che aveva puntato verso la webcam per qualche istante, cercando di nuovo il coraggio per esporre quello che evidentemente si contorceva nella sua coscienza. Solo dopo diversi secondi riprese: «io devo confessarvi una cosa. Un evento che mi è successo ma che non ho mai detto a nessuno…» La voce era bassa, come se la ragazza provasse una colpa per quanto stava per confidare.
«La cosa si svolge un sabato di un paio di mesi fa e io sono in casa da sola. I miei genitori sono andati a vedere per una cucina in un outlet in provincia di Venezia e non sarebbero tornati prima di sera, mentre mio fratello è con i suoi amici in una baita a ubriacarsi già da qualche giorno per festeggiare la fine della scuola. Io ho deciso di approfittarne e, amando il nudismo, giro per casa senza vestiti da mattina. Mi sono fatta la colazione e il pranzo senza nulla addosso, e non mi faccio problemi a passare davanti alle finestre: immagino sappiate che abito in una villetta circondata da una cinta di siepi che bloccano la vista dalla strada, quindi non rischio che qualcuno mi veda. Sì, la cosa mi lascia abbastanza delusa, ma non posso farci nulla.
“Mi annoio dopo una giornata a non fare nulla e guardare la tv nel fine settimana mi mette la depressione. Vorrei divertirmi con qualcuno, ma è giugno e chi mi piace o sta studiando per gli esami, o sta lavorando, o è su quella stupida baita a ubriacarsi.
“Provo a girare un po’ su Internet, ma i porno mi annoiano, soprattutto quelle cagate catalogate “per donne” e non ho voglia di chattare. Sono costretta ad ammettere che la realtà è ben diversa da quanto mi ero immaginata quando ho saputo che avrei trascorso un’intera giornata da sola a casa: mi ero illusa che avrei potuto passarla a fare pazzie, ma già starmene seduta nuda sul divano mi mette apprensione all’idea di sporcarlo.
“A questo punto, l’unica cosa intelligente da fare che mi viene in mente è, visto che sono già nuda, farmi una doccia. In effetti, mi dico, potrei usare proprio il soffione della doccia per darmi piacere: le gocce di acqua spruzzate sulla fregna mi hanno sempre fatto impazzire e…»
«Mi auguro proprio che il climax del racconto non sia tu intenta a farti un bidè,» la interruppe Anna, che quel giorno poteva sfoggiare i capelli color malva con delle ciocche gialle a intervalli regolari, facendo sogghignare Helga che si stava crogiolando al sole dei Caraibi, guardando il telefonino con gli occhiali a specchio. «Perché, se questo è il miglior orgasmo della tua vita, ti faccio notare che l’ho visto fare anche da una femmina di orango in un documentario usando un tubo dell’acqua…»
Beatrice sollevò le braccia, sbuffando. «Ma vai al diavolo te a braccetto con quella scimmia! Sto raccontando una cosa che mi è successa e mi ha segnato come…»
«Va bene, va bene!» si arrese Anna alzando le mani. «Narraci le tue incredibili avventure erotiche».
La ragazza, però, sembrò essersi offesa, e solo le preghiere di Cecilia, Arianna e Chiara riuscirono a convincerla a riprendere con la sua storia.
«D’accordo,» concesse infine Beatrice. «Come stavo dicendo: mi sto avviando al bagno per una doccia, quando sento un rumore in casa. Mi fermo di colpo, spaventata, trattenendo il fiato, ma per diversi secondi non sento nient’altro. Beh, mi rassicuro che doveva essere stato… non lo so… a volte le finestre lo fanno quando va via il sole e le parti in metallo si ritirano raffreddandosi, o il gatto del vicino che è di nuovo venuto a dare la caccia agli scoiattoli nel nostro giardino che ha ribaltato qualcosa. Per essere un gatto, è sempre stato molto imbranato.
“Più tranquilla, entro in bagno e apro l’acqua della vasca, inginocchiandomi per controllare quant’è calda. Mentre ho la mano nell’acqua, sento di nuovo un rumore, questa volta più forte e vicino. Faccio per alzarmi, spaventata perché capisco che non c’entra affatto il gatto dei vicini, quando in bagno irrompono due uomini che non ho mai visto prima.
“Faccio un salto a quella vista, ma sono troppo spaventata e sconvolta per ricordarmi di essere nuda e le mie mani, invece di nascondere la mia fregna e i miei capezzoli, salgono a coprire la mia bocca, come se volessero nascondere la mia sorpresa.
“Non faccio in tempo a urlare che uno dei due mi scivola dietro, mi mette anche lui una mano sulla bocca e con l’altra mi stringe contro di lui, bloccandomi.
“’Guarda che bella troia che abbiamo qui’, dice divertito all’altro.
“Io mi sto sgolando urlando come una pazza, ma la mia voce viene bloccata dalla mano. Sono terrorizzata, e quando vedo lo sguardo libidinoso di quello che mi sta davanti vorrei svenire.
“’Ah, sì’ fa l’altro, ammirando ogni punto del mio corpo. Si ferma a lungo sulle mie grosse bocce. Allunga una mano e ne stringe una con una certa soddisfazione. Io sono sul punto di impazzire. ‘Pensavamo se ne fossero andati tutti e invece è rimasta la figlia troia. Ed è proprio un bel tocco di fica.’
“Io inizio a piangere, le lacrime scendono lungo le mie guance. Ho una grande paura.
“’Non possiamo di certo svaligiare la casa e lasciare questa come testimone’ dice quello dietro di me. Nel solco delle mie chiappe, sento che si sta eccitando.
“Quello davanti lascia la mia tetta e porta la mano in basso, sul mio inguine. Mi mette un paio di dita dentro nella fregna. Io mi dimeno a quel tocco, alzando le gambe e cercando di graffiarlo in faccia. Lui si sposta un po’ indietro e ride. ‘È una gatta selvatica, la troia’ dice. ‘Smettila e parliamone.’
“Io sono spaventatissima, ma non posso fare altro che ascoltarlo.
“’Noi siamo venuti qui per svuotare la casa,’ dice, ‘ma se collabori non tocchiamo nulla di quanto c’è qui dentro.’
“Quello dietro di me, che sembra stia per sfondare i pantaloni nelle mie chiappe, sghignazza. Mi toglie la mano dalla bocca.
“’E cosa volete da me?’ domando senza fiato».
«Ah, ma che cazzo di storia è?» esclamò Anna, tra il divertito e l’infastidito. «Quando ironizzavo che avresti parlato di un bidet, non credevo comunque potessi cadere fino a questi livelli!»
Beatrice divenne rossa in viso dalla rabbia. «Porca merda!» sbraitò, in preda alla collera. «Tu racconti quella cagata del tipo che te la lecca mentre dici la Divina Commedia, e la mia storia sarebbe peggiore della tua? Ma va a cagare! La tua è palesemente inventata!»
«Perché, la tua no?» rise Anna. «Cazzo! Due ti entrano in casa e ti trovano nuda e, scommetto, ti propongono di scoparti come pegno perché non compiano un furto. Tu accetti e passi i prossimi dieci minuti a raccontarci di posizioni strane, minchie grandi quanto mattarelli e sborra da tutte le parti. E poi scopri che uno dei due scopa da dio, o forse entrambi, e te ne innamori?» concluse, divertita. «Sembra quella merda che passano per romance per young adult».
