“Ma adesso che conosci il mio indirizzo ed anche qualche mia abitudine, come la pasticceria, quando siete qui, venite a parlare un poco con me? A regalarmi quegli anni di vita che ho rubato a noi stessi?”
“No, il fratellone adesso mi prende sotto la sua tutela e diventa inseparabile; me lo porto a pranzo e a cena; lo tormento col mio affetto; è vero, Tancredi, che sarai più assillante di un fidanzato e che mi tampinerai sempre? Io non posso rinunciare ai lunghi discorsi inutili sui massimi sistemi; io voglio ancora sentirti vicino e dirti che ti voglio bene … “
“Non è cambiato niente, sorellina; anzi, da oggi ti chiamerò sorellina anche in pubblico, così tutti sapranno che ho cura di te e che ti voglio bene; Cia, fammi osservare due cose stupide e non mi fare la predica; primo, io voglio mantenere l’affetto con Giuditta perché è il tramite con mia madre; ma questo lo avevi già annotato; secondo, adesso ho capito perché somiglio tanto a Giancarlo nel carattere ma per niente nel fisico; e non ho niente di te; se ci guardi bene, siamo una sola fisionomia.
“Vuoi che mi emozioni perché somigli a tua madre e a tua sorella? O perché hai la bontà innata di tuo padre e la dolcezza di Elettra, per cui non puoi neanche pensare di non voler bene a tua madre? Il problema sarà se ti accorgi di amarla come dici di amare me … “
“Come te, no, lo sai bene; tu sei una cosa totalmente diversa; in queste settimane abbiamo fatto scoperte decisive; tu sarai sempre mia e non ti porrò in secondo ordine nemmeno a una moglie e a una carrettata di figli; non parlo a vuoto, come del resto fai tu; ti ho già detto che lei mi ha dato i cromosomi, ma l’imprinting è tuo … “
“Parlerete a Giancarlo di questo momento?”
“Ele, io e mio marito ci diciamo anche quante volte siamo andati in bagno, nel giorno; non c’è nessun segreto fra noi … “
“Sai, mi fa un certo effetto sentirti parlare di lui come di tuo marito; ma adesso che gli è capitato quel che hai detto, come te la cavi?”
“Meglio se non te lo dico … “
“E quindi hai già risposto; anche questo sa?”
“Siamo uni e trini; ti basta?”
“Se potessi essere chiara come te, sapresti che sono condannata a soffrire anche in questo; tu prendi con amore quello che io scioccamente ho buttato e lo trasformi in oro; io non trovo pace perché non so decidere … “
“Anche tu hai parlato troppo, amica mia; ti voglio bene; la cascina la conosci; se hai bisogno o anche solo voglia di venire a parlare, sei sempre la contessina del mio cuore.”
“Tancredi, anche se per lui non sono nessuno, mi faresti conoscere tuo padre? Vorrei vedere chi è l’uomo per cui mia madre impazzì alla mia età attuale … “
“Giuditta, o Giudy come ti chiama il tuo fratellone; in quella cascina una sola voce comanda, la mia; la nostra casa è tua; quando vuoi, non annunciarti; vieni, ti trovi un posto e ci resti quanto ti pare. Sono stata chiara? Forse sono delusa più di te; ti avrei amato infinitamente come nuora, anche solo anagrafica; sei una persona meravigliosa; ma il fatto stesso che sei la figlia della mia più cara amica mi ti rende preziosa; e Giancarlo è uomo di tale bontà che ti amerà e t’innamorerà.”
“Sorellina, vuoi che domani ci vediamo all’Università?”
“Non lo so, Tancredi; ho bisogno di metabolizzare questi eventi; credo che per qualche giorno sarebbe meglio che rimanessimo lontani; quando sarò più calma e rilassata, ti chiamerò e ci accorderemo per vederci; te l’ho detto, ho ancora tanto desiderio di prenderti sottobraccio e di sentirmi protetta dal mio fratellone.”
“Guarda che io ho scoperto la verità stamattina … “
“Giuditta, metti anche questa, nel conto; se avessi avuto il coraggio di raccontarti i miei errori di gioventù non sarebbe successo tutto questo; è stata solo colpa mia, se dare le colpe ti aiuta a superare.”
“No mamma; io ti voglio bene come sempre; è solo che mi devo abituare. Immagino che papà non ne sappia niente e che è meglio che non sappia; però se io voglio stare con Tancredi nella mia stanza, non mi deve rompere le scatole … “
“Non succederà più; ormai sono esasperata e, a costo di fare scoppiare uno scandalo, stavolta deciderò a modo mio … “
“Ele, sta a sentire una vecchia amica; prima di fare quello che hai in mente, vieni a parlare con me; l’aria pulita della tenuta e la calma della cascina ti possono fare bene; sono certa che Giancarlo sarà solo felice di rivederti e da noi potrai stare in pace e pensare molto, prima di decidere.”
“Lo so Cia; lo so che su te e su Giancarlo posso contare come quel giorno a Barcellona; spero di avere per lo meno un poco di affetto anche dal tuo Tancredi e che lui provi per me almeno quello che mi sono meritato portandolo in grembo nove mesi.”
“Noi ci scommettiamo, non è vero Giudy? Il nostro ragazzo ha un forte senso delle cose e dei valori; venite quando volete; d’altronde, qualche passeggiata a Montevarchi potrà ben essere spiegata con la visita di tua figlia ai posti della tua gioventù.”
“Ciao, Tancredi, voglio un bene infinito al mio fratellone e alla sua dolcissima mamma adottiva; possiamo darci un bacio o siamo diventati improvvisamente infetti?”
Ci bacia tutti e due; spiazzando tutti, mi accosto a Elettra, la stringo forte tra le braccia e le accarezzo i capelli; sta piangendo e tra le lacrime sento che mi sussurra.
“Ti voglio bene, figlio mio; perdonami!”
“Anch’io ti voglio bene; non devo perdonarti niente; hai fatto una scelta difficile e dolorosa, ma è stato quasi un bene per tutti, anche per la mia sorellina ancora sconvolta e disorientata; ciao Giudy; aspetto con ansia che mi chiami.”
Usciamo anche noi con un grosso magone; Cia mi prende la mano, me la stringe e mi sussurra nell’orecchio.
“Andiamo a fare ancora l’amore? Mi sa che hai bisogno di fare sesso con tua madre adesso; e non diciamo quale … “
“Come si fa per la cena? Un panino? La mensa? Imbastiamo qualcosa a casa? La trattoria solita? Un dolce e via?”
“Un piatto di pasta si può imbastire nel tuo appartamento?”
“C’è la cucina di uso comune e qualcosa la troviamo; alla peggio, se ci sono altri commensali, ti presento come la mia ultima conquista … “
“Sai che sei un vero porco?”
“Vuoi che ti presenti come mia madre e poi loro ci sentono fare sesso?”
“No, preferisco la tardona che ti ha concupito … “
“E non è forse vero?”
Un pizzicotto mi farà ricordare per qualche ora che ho detto una stupidata; non ci sono altri ragazzi, in casa; prepariamo in fretta un piatto di pasta e beviamo un po’ di vino che avevo portato da Montevarchi; poi ci ritiriamo in camera e facciamo l’amore a lungo, fin oltre mezzanotte; poi cadiamo addormentati, perché ci aspetta una giornata lunga.
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