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Erotika
Niente è quel che appare · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 16 min di lettura

Niente è quel che appare 4 Tutti insieme appassionatamente

Il "contadino" vince la sua battaglia per i prodotti agricoli; la "contessina"ritrova il primo grande amore; sua figlia si affeziona al fratello, che resta l'amante della madre putativa ed ora anche di un'amica della sorella; tutto è bene quel che finisce bene ...

geniodirazza
1 anno fa · 473 letture · 1

Niente è quel che appare 4

Cia si sveglia per tempo, assai prima di me; prepara il caffè, sotto lo sguardo sorpreso e libidinoso dei miei compagni di appartamento; me lo porta a letto; mi alzo in fretta e mi preparo velocemente; in cucina, ci sono tutti i miei coinquilini; faccio delle veloci e superficiali presentazioni, indicando in Cia il mio amore più recente; usciamo, io diretto all’Università e lei agli Uffici della Camera di Commercio; ci terremo in contatto per telefono e pranzeremo insieme.

La chiamo per dirle che possiamo andare in mensa; mi risponde che Elettra l’ha invitata a pranzo a casa sua; ci sarà anche Giuditta; il marito per fortuna è in Francia; provo una gioia intensa al pensiero che starò ancora con le mie due madri e con la sorellina appena conosciuta; ci troviamo in piazza e andiamo a piedi a casa delle due; Cia compra dei dolcetti che sa essere i preferiti di Elettra; telefona a Giancarlo per avvertirlo che pranziamo con la sua vecchia amica.

Lungo strada, mi comunica che la pratica dei carciofi di mio padre è in discussione, proprio in quel momento, davanti alla Commissione europea e che ad ore sapremo l’esito; le restano poi da definire alcuni adempimenti in Provincia e in Regione; potrebbe l’indomani stesso tonare a casa; è particolarmente felice ed ha preso anche una bottiglia di spumante per festeggiare, anche con le altre due, in qualche modo comunque interessate alla vicenda.

Elettra si comporta da madre affettuosa e non si stanca di accarezzare quasi lussuriosamente il figlio che non ha visto crescere e che trova ora uomo; Giuditta si divide tra la cucina, dove ama essere protagonista, e il fratellone che coccola più che mai; Cia sprizza gioia da ogni poro per la notizia avuta; la comunica all’amica e ne scatena una gioia imprevedibile; difficile, per me e per Giuditta, renderci conto che su quella ricerca si è svolta tutta la loro giovinezza.

Il pranzo scivola gioioso tra aneddoti e racconti della loro ‘età più bella’ e noi figli siamo quasi invidiosi del loro vissuto che mai ci avevano raccontato separatamente; al momento del caffè, Cia deve dare l’annuncio che l’indomani sarebbe tornata al paese; il momento di tristezza è rotto proprio dalla mia sorellina che si fa promettere che, alternativamente, le due vecchie amiche si incontreranno e che noi saremo della partita; giurano e si abbracciano in lacrime.

In un raptus di entusiasmo, forse, chiamo mio padre.

“Babbo, sono a casa di Elettra; ti va di salutarla?”

“Pazzo, mi vuoi far venire un colpo? Aspetta un attimo … va bene, passamela ma non le dire niente … Ciao Elettra, come stai?”

Lei non riesce a parlare, si scioglie in lacrime; Cia le prende il telefono.

“Giancarlo sei tu? Hai un figlio pazzo … aspetta che si riprenda … certo che vuole parlarti, stupido … è l’emozione …”

Ripassa l’apparecchio all’amica.

“Ciao, Giancarlo, scusami, l’emozione mi ha sopraffatto. E’ proprio bello, nostro figlio! E Cia è sempre l’amica dolcissima che non ho mai dimenticato … si, verrò a trovarti; non è necessario che tu venga qui; non è territorio nostro; noi apparteniamo alla tua terra. Hai saputo della commissione europea? Sono felice; ce l’hai fatta. Sei proprio il contadino che volevi essere, tenace e meraviglioso. Ci vedremo da te, senz’altro. Ciao, amico mio carissimo!”

“Senti, amoroso ragazzo mio, io ti spacco la bellissima faccia se ci combini ancora uno scherzo del genere; hai fatto rischiare un infarto alla tua mamma naturale e a me, povera vittima della tua prepotenza.”

“Fratellone, hai fatto benissimo; però te l’ho già detto; io voglio conoscere il tuo babbo; se gli somigli è senz’altro meraviglioso; hai fatto benissimo; non ho ma visto la mamma così tenera e felice come in questo momento; non è per caso che ne sei ancora innamorata vent’anni dopo?”

“Stupida, lui ha già una moglie straordinaria, calda come il fuoco, fredda come il ghiaccio, sempre in grado di controllare se stessa e gli altri; non vedi come, anche vent’anni dopo, vicino a lei mi sento forte e determinata? Non la cambierebbe mai con un ricordo pallido di un amore giovanile; e non vedi che figlio meraviglioso, che non è il mio bambino, purtroppo, ma che mi innamora ogni momento di più. Ci andremo, te lo prometto, e capirai che non potevo non amarlo … “

“Basta coi piagnistei; io ho lezione, tra un’ora; tu che fai, fratellone?”

“Quello che avrei fatto sempre; ti accompagno in facoltà, poi vado a lezione; poi ci vediamo, prendiamo una cioccolata insieme e ti riaccompagna a casa.”

“Tesoro mio, per fare la scorta alla sorellina abbandoni il tuo amore?”

“Abbandonarti? Non sia mai detto; accompagno mia sorella, andremo a cena insieme e poi a casa.”

Elettra si china all’orecchio di Cia e le chiede.

“Ma davvero è lui, adesso, che ti dà l’amore, quello fisico, intendo?”

“A te lo posso dire apertamente; sì, è l’amante che abbiamo scelto con Giancarlo … ”

“ … e lo sarò anche quando sarò sposato e padre e nonno; mamma, io amo Cia, con tutto me stesso … “

“Come hai detto? Ti è scappato o era intenzionale?”

“La formazione psicanalitica di tua figlia dovrebbe suggerire che sto cercando di attenuare il mio senso di colpa per un possibile incesto; tu sei la mamma e lei è il mio amore; l’abbiamo deciso anche con Giancarlo; questo non placa del tutto i miei dubbi; diciamo che definire i ruoli mi aiuta a non avere scrupoli; però da adesso ti chiamo Elettra o Ele, che mi piace di più, perché è il nomignolo che usa il mio amore. Posso vederti spesso?”

“Anche ogni giorno, se vuoi; io ho bisogno di fare indigestione di te e di quello che ho lasciato alle mie spalle … “

“Senti, lumacone; smettila di corteggiare la mamma e accompagnami all’Università; il tuo dovere non è caduto in prescrizione solo perché da possibile fidanzato sei stato promosso a fratello; bada che fratellastro non mi piace; sarai per tutti mio fratello; agli estranei diremo che è un modo per indicare il nostro grande affetto; noi sapremo che è vero. Cia, se non riesco a vederti prima che parti, ti bacio ora e sta’ certa che ci vedremo ancora; devo conoscere e innamorarmi di tuo marito, ricordi?”

“Quando vuoi, piccola mia; non esitare a correre da me, se ne hai bisogno.”

Si abbracciano e devono trattenere le lacrime, tutte e due; bacio Elettra sulle guance e le prometto che ci vedremo presto.

Prima che vada via, Cia mi avverte che ceneremo alla trattoria; per telefono ci accorderemo dove vederci; lei mi confiderà poi che ha passato l’intero pomeriggio con la sua ‘contessina’ a versarsi addosso venti anni di vita; ha saputo che la vita di Elettra è stata ed è tutt’altro che felice, sta meditando di andarsene, ma non vuole lasciare Giuditta a suo padre; la donna che io amo le fa presente che Giancarlo ha fatto preparare un appartamentino nella cascina dove hanno già ospitato casi come il suo.

Non sapevo niente di questa vicenda; lei mi riporta alla memoria alcune donne ed uomini che ho visto transitare per casa in alcuni periodi; mi dice fuori dai denti che è disposta ad ospitare, anche per tutta la vita, la sua amica e mia madre naturale; forse glielo deve, perché le ha lasciato campo per sposare un uomo meraviglioso che ora è abbastanza ricco da mantenere anche due famiglie e che non priverebbe suo figlio di un affetto; posso solo dirle che è meravigliosa anche nelle follie.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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