A casa, saprò da Giancarlo che ha parlato, a lungo, per telefono, con Elettra; che ha assicurato tutto il sostegno alla madre di suo figlio, qualunque cosa decidesse; capisco di essere fortunato ad avere per genitori persone così speciali; la notifica dl riconoscimento alla sua produzione lo inorgoglisce e non sta nella pelle nell’attesa del certificato ufficiale; tocco anch’io con mano la sua umanità in quell’attesa, quasi fanciullesca, e mi accorgo di ammirarlo e di adorarlo.
Ceniamo con gusto e in amicizia; conoscono mio padre e raccomandano a Cia di salutarlo caramente; a me dicono che, quando voglio, posso andare anche con amici e che saranno sempre amichevolmente disponibili; sono quasi geloso dei miei che sanno diffondere intorno a sé tanta fiducia ed amicizia; lei mi fa osservare che semplicemente io sono inurbato e loro sono rimasti i contadini puri, che hanno sentimenti semplici condivisi e tanto buonsenso.
In camera, si scatena il calore di lei che veramente sembra aver perso ogni ritegno e fa l’amore sempre come fosse la prima volta, da quando mi avvolge in un bacio intenso e lunghissimo, appena varcata la soglia, fino a quando ci abbandoniamo esausti per dormire qualche ora; per tutto il tempo, è un susseguirsi di amplessi al limite delle possibilità umane, durante i quali non esita ad accettare e richiedere tutte le prestazioni possibili.
La cosa che ama di più è potersi sentire profondamente posseduta e completamente avvolta dal mio corpo; quando si stende supina per farsi penetrare alla missionaria diventa dolce, cedevole come un budino che si scioglie in orgasmi continui al punto da inondare le lenzuola mentre mi stringe tra le cosce fino ad aggrovigliare i piedi dietro la schiena ed a riempire qualunque spazio vuoto tra noi; mi sento compenetrato da lei e perdo il senso del mio stesso corpo.
La cosa migliore, in quel caso, è lasciare che l’amplesso si sviluppi per naturale evoluzione; il sangue affluisce naturalmente alla periferia, riempie i corpi cavernosi e il sesso si indurisce allo spasimo, mentre il suo avvolge in una stretta dolcissima la verga quasi spremendone il succo; ogni mio piccolo movimento si fa motivo di orgasmo; quando la punta urta la testa dell’utero, l’unica cosa che conta sono i suoi gemiti di piacere, il mio ansimare di bestia in calore.
Se poi decide di spaziare nella sua arte amatoria, le fellazioni raggiungono un apice imprevedibile; la mia asta si gonfia in bocca e scivola, abbracciata tra lingua e palato, fino all’ugola; poi lei si ferma e passa la lingua sulla cappella, infinite volte, e mi provoca brividi di piacere; oppure disegna ghirigori sull’asta che si agita e freme per penetrarla fino in fondo; se muove la testa a copulare, mi scoppia il cervello per l’immenso piacere che sa darmi.
Quella sera è l’ultima della nostra passione, per quella volta; si lancia a prendere sesso da ogni parte; mi offre il seno e mi pratica una spagnola da delirio; mi avverte che se devo eiaculare, vuole lo sperma in bocca, per ingoiare la mia mascolinità, la mia passione; mi fermo a stento a un passo dall’orgasmo; mentre la prendo alla missionaria, inserisce tra noi la mano e sposta la cappella all’ano; si fa penetrare nel retto senza preparazione e mi assorbe nell’intestino col suo amore profondo.
E’ ormai la terza volta che non resisto e devo eiaculare; me lo lascia fare in bocca, succhiando fino all’ultima stilla di sperma, senza perderne niente; poi mi bacia e si lascia scappare un ‘ti amo’ che sarebbe vietato al suo linguaggio con me; ma non ho bisogno di sentirlo, per sapere che è perduta in me; poi cercherà di recuperare, raccomandandomi di dimenticare, perché non vuole tradire il marito; mi limito a baciarla con maggiore intensità; l’ultima raccomandazione mi coglie di sorpresa.
“Tancredi, trovati una ragazza; non voglio che tu mi consideri l’unica donna al mondo … “
“Cia, so bene quello che stiamo facendo; tu sarai sempre il mio amore; ma non smetto di cercarmi una ragazza da sposarmi, quando sarà. Stai serena e goditi l’amore; io non posso fare a meno di amarti; ma so anche avere buonsenso .. “
Mentre ce ne stiamo sdraiati a letto, languidamente esausti, suona il mio telefono; è Giuditta, a un’ora strana.
“Ciao, sorellina, va a fuoco la casa?”
“No, Tancredi; andiamo a fuoco io e mamma … “
“Che vuol dire?”
“E’ tutta la sera che parliamo solo di te; non ho mai amato tanto mia madre; non mi ha mai parlato, da donna a donna, come stasera; le hai cambiato la vita; non vede che te … e me … ci ama come non mi sarei mai aspettato; devi darle una mano, ha bisogno di sentire che c’è qualcuno per cui lottare … non so e non posso dirti altro, ma devi starle vicino.”
“Senti, sorella cara; io sarò vicino a lei ed anche a te; ma tu la vivi ogni giorno; sei tu che devi aiutarla, esserle amica e figlia, complice e confidente; hai visto Cia? Venti anni non sono passati per loro; tu devi essere capace di prendere il posto della mia madre putativa, devi essere per Elettra tutto; io starò vicino a tutte e due, ma non posso interferire con la vostra famiglia.
Io sarò presente dietro di te, dentro la tua testa; ma tu dovrai fare altrettanto con nostra madre; essere giovane ti aiuterà a capirla e ad aiutarla, soprattutto a diventare forte e autonoma. Forse ha qualcosa che la rode dentro; domani ci vedremo e parleremo tanto, soprattutto di noi e di lei; ma il peso spetta a te; il tuo modello deve essere Cia; a lei devi ispirarti e agire di conseguenza.”
“Fratellone mio, ti voglio bene; farò come dici ma tu mi seguirai passo passo e sarai il mio pilastro. Promesso?”
“Promesso; adesso dormi e sogna il tuo principe azzurro.”
“Non ce n’è; e non mi dispiace; per ora ho la mia mamma e il mio fratellone. Sono felice. Buonanotte a te e al tuo amore. Dille che la invidio.”
“Peccatrice e istigatrice al male, ecco chi è mia sorella; ma ti voglio bene; se non fraintendi, ti amo, davvero.”
I giorni passano veloci; passo lunghe ore con Giuditta e parliamo di tutto, del suo rapporto con la madre, degli scontri col padre che lei affronta sempre con più decisione, forse per colpa mia che la istigo a prendere posizioni forti; del desiderio mio di vedere Elettra ogni volta che posso; del desiderio di lei di incontrarmi, di ricevermi a casa con la scusa che devo discutere con Giuditta del sesso degli angeli; si crea fra noi una solidarietà strana, fatta di finzioni esterne e di grande affiatamento interno.
Mio padre ha ricevuto l’avviso che il certificato tanto sperato arriverà di lì ad una settimana; la sua irresistibile moglie ha già organizzato la grande festa per celebrare l’annunzio ufficiale e la presentazione del certificato; per il suo valore nell’economia del territorio, saranno presenti tutte le autorità; ma Cia ha imposto addirittura i manifesti perché tutti possano partecipare; non vuole solo la festa, vuole un trionfo per suo marito, che lo ripaghi dei sacrifici e delle sofferenze patite.
