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Erotika
Niente è quel che appare · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 17 min di lettura

Niente è quel che appare 3 Elettra e Giuditta

Madre e figlia assorbono con difficoltà la sorpresa del ricongiungmento col figlio e fratello; ma in fondo sono abbastanza felici ed inamorati da rimettere tutto sui binari della logia e decidono di ricominciare su basi nuove e diverse

geniodirazza
1 anno fa · 477 letture · 1

Niente è quel che appare 3

Per pranzo, Cia mi guida a una trattoria, dove si fermano lei e mio padre quando capitano nel capoluogo; si capisce che vi è conosciuta e stimata, dalle feste che le fanno i gestori; mangiamo rapidamente e di buon appetito, poi andiamo al mio alloggio con l’intento di un breve riposo; appena in casa, abbraccio dalle spalle Cia e le pianto fra le natiche il sesso duro.

“Adesso ho bisogno di possedere, insieme, la madre ritrovata, la matrigna rivelata e la sorellastra sconosciuta; ho bisogno di realizzare un altro amore trino, ma in un’unica meravigliosa persona. Ti va?”

“Io spero di morire col tuo sesso in vagina; mi va sempre di fare l’amore con te; ma ho degli impegni e li devo rispettare, per chiarezza, prima di tutto con me stessa.”

Prende il telefono e chiama Giancarlo.

“Ciao, amore; devo avvertirti che sto per fare l’amore con Tancredi … No, non è maniaco; ha vissuto un’ora difficile e deve scaricare tante cose belle e brutte … Va bene, te lo dico … Ha incontrato sua madre ed ha scoperto che è la madre anche della ragazza di cui si era innamorato. Ti basta? … E’ chiaro che ne parleremo, e a lungo anche … oggi pomeriggio andiamo a casa sua per parlare alla ragazza che è la vittima, adesso, di una storia difficile; e Tancredi freme di non sa quale sentimento.

Ha chiesto anche di te, ma non temere, non ti cercherà; è sempre la stessa snob con la puzza al naso. Imbecille, lo sai che sto male; tuo figlio, il mio giovane innamorato, sta attraversando un brutto momento; ed io con lui; vuoi proprio mandarmi fuori dai gangheri? L’amore è tuo, intoccabile; la passione è tutta per lui; ti ho telefonato, così puoi farti tutti i film che vuoi; i protagonisti li conosci, la trama può essere anche la solita. Adesso non mi mettere ansia perché non vorresti … Allora ciao. Ti amo. Ciao. … Adesso mi sento serena e voglio darti tutto l’amore che posso, tesoro mio; vieni … “

”Sei straordinaria; sembra che stia sbrigando una pratica e riesci a trasmettere amore a me, a mio padre, alla tua vecchia amica e spero anche alla mia sorellina; adesso penso a lei così.”

“Se ti perdi ancora in chiacchiere, comincio a pensare che il mio amore non lo vuoi … “

Si sta spogliando ed io sono nudo; mi fiondo su di lei, le cavo via lo slip, ultimo indumento, e la spingo sul letto, dove la seguo stendendomi su di lei; mi rotolo sul suo corpo, assaporandolo con ogni fibra in ogni parte, godo a percepirne il calore intenso, vitale; ci divoriamo labbra lingua e bocca in un bacio lussurioso e infinito; non smetterei mai di baciarla, di accarezzarla, di titillarla; sento almeno due orgasmi esplodermi in bocca; mi blocca.

“Senti, tesoro mio, abbiamo detto a Elettra che saremo da lei alle quattro; vuoi sentire almeno la mia vagina o vuoi eiacularmi addosso strusciandoti su di me? Io ci metto poco ad arrivare all’orgasmo solo baciandoti; tu vuoi tutta la torta o ti accontenti di leccare lo zucchero?”

“Hai ragione; ma io non ho nessuna voglia di uscire da questa camera … non farmi la predica, lo so che ho il dovere di spiegarmi con Giuditta e di fare chiarezza con Elettra; ma il tuo corpo mi fa dimenticare i doveri; a te non capita?”

“Ehhhh, figurati se non capita; io quando ho in mano la tua mazza prego di morire per bloccare quel momento all’infinito; ma sono viva ed ho degli impegni; adesso prendimi e fammi urlare; a proposito, se si urla qui, disturbiamo qualcuno?”

“Non ci fa caso nessuno; al massimo, dopo sentirò dire che ho imbroccato una meravigliosa Milf; ed è anche vero!”

Accosto delicatamente la punta alla vagina e do una piccola spinta per far entrare solo la cappella; lei mi cinge la vita con le cosce e le stringe dietro la schiena; con i piedi mi dà il ritmo, facendosi penetrare centimetro per centimetro; la vagina è un gocciolare continuo di umori; a ogni avanzamento, lento e dolcissimo, dell’asta nel canale, corrispondono ondate di calore, di desiderio, di piacere suo e mio; Cia urla per un primo, imprevisto orgasmo.

Non faccio forza, perché il sesso mi viene risucchiato dai muscoli vaginali e spinto da piccoli movimenti di lei; mi sento trasportare delicatamente in un cielo d’amore, di sesso, di goduria infinita; ho quasi il timore di arrivare all’orgasmo prima che l’asta sia tutta penetrata; continuo a baciarla con un’intensità imprevedibile; la carezzo nevroticamente sui seni, sui fianchi; le afferro la vulva forzando una mano tra i ventri appiccicati; quando titillo il clitoride, esplode come una polveriera.

Quando la punta della cappella tocca la testa dell’utero, mi fermo per un attimo; lei comincia a muoversi freneticamente; accompagno la sua copula armonizzandomi a lei ed esplodo nella più lunga, bella e soddisfatta eiaculazione che potessi desiderare; scioglie il nodo dei piedi dietro la schiena e stende le gambe sotto di me, ma non mi permette di uscire e sembra aspirarmi ancora dentro, cercare ancora altri sussulti di orgasmo; mi bacia con passione.

Mentre ci risistemiamo, dopo essere andati ambedue in bagno, decido di prenderla un po’ in giro.

“Allora, in quali momenti eri con tuo marito?”

“Sempre, tesoro mio; sono anni che in ogni amplesso vi ho tutti e due, uno nel cuore e nel cervello, l’altro nel corpo; dopo che per anni ho avuto te nel cuore mentre Giancarlo possedeva il corpo, ora è il momento che lui accetti di essermi in testa e nel cuore, mentre il tuo corpo mi da un amore che nessun’altra può immaginare!”

“Provi davvero tanto piacere con me?”

“Senti, ragazzo, metto tanta passione nell’accoppiarmi con te che qualunque maschio che vedesse un filmato dei nostri amplessi si prosciugherebbe masturbandosi; non potrei dirlo, ma ti amo con tutte le mie forze, davvero!”

“E credi che io ti ami di meno?”

“No, ne sono sicura; il mio utero ormai riconosce la carezza della tua mazza e ne gode come non puoi immaginare; al di là delle situazioni ‘particolari’, sei un grande amante, forse più caldo e desiderabile di tuo padre; e sai quanto lo amo!”

Ci avviamo; la casa non è lontana, sicché non vale la pena di chiamare un taxi o di prendere un autobus; ma la camminata è lunga e piacevole, nelle vie e viuzze rinascimentali; raggiungiamo l’indirizzo, premo il pulsante del campanello e stringo la mano di Cia per darmi coraggio; sono molto più emozionato di quanto sono disposto ad ammettere; e non è solo per il chiarimento che devo affrontare con Giuditta, perché anche Elettra ‘mi elettrizza’, per giocare con le parole.

Mia madre ci aspetta con l’ansia disegnata sul viso; è bellissima, forse più bella di Cia; veste con eleganza casual ed è molto più disinvolta che in pasticceria; istintivamente la abbraccio e la sorprendo con un bacio su una guancia; le sussurro.

“Ciao Ele; posso chiamarti Ele, come fa Cia?”

“Puoi fare tutto quello che vuoi … “

“Hai paura a dirlo?”

“No, tesoro mio, amore mio, figlio mio!”

Sta piangendo.

“Siamo già all’innamoramento?”

La battuta è di Giuditta apparsa dall’interno dell’appartamento.

“No, Giuditta; ma l’amore riesce a superare ostacoli che sembrano insormontabili; tra poco lo verificherai; avrai bisogno di tanto amore per quello che dobbiamo dirci … “

“Io non so se è amore quello che provo per te; ma dal momento in cui ti ho conosciuto mi sono sentita agitare dentro; se è amore, lo vedremo col tempo … “

Entriamo e ci fanno accomodare in un bellissimo salone arredato con mobili antichi e di gusto; alle pareti, ritratti di antenati dicono tutto sullo status degli abitanti dell’appartamento; ma, dentro di me, sorrido, confrontandoli alla meravigliosa cascina di mio padre; e avverto in Cia un sentimento analogo; decido che la mia matrigna è la persona giusta per rompere gli indugi e la provoco, certo che il suo sangue freddo risponderà immediatamente.

Prima di andare avanti…

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