Vai al contenuto
Erotika
Niente è quel che appare · Cap. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 2 di 4 21 min di lettura

Niente è quel che appare 2 Tancredi e sua madre genetica

Tancredi scopre che la madre della ragazza di cui è innamorato è la sua madre naturale; con Cia prendono contatto con lei e con la sorella scoperta; si amano alla follia e coinvolgono il padre naturale che è felice di vedere ricostruita la sua vita sentimentale.

geniodirazza
1 anno fa · 521 letture · 1

Niente è quel che appare 2

Mio padre arriva puntuale per il pranzo; scambia con lei un bacio affettuoso, mi dà una pacca sulla spalla e va a lavarsi, viene a tavola, si siede e la guarda con aria interrogativa.

“Come sono andate le cose?”

“Benissimo; il dottore ha fatto le solite raccomandazioni; Tancredi è stato superiore a ogni aspettativa.”

“Sei contenta?”

“Sono felice, sono al settimo cielo!”

“Quindi, quello che cercavamo lo abbiamo in casa?”

“E’ il tuo ritratto; è potente, dolce, aggressivo e carezzevole; mi scatena una passione ineguagliabile!”

“Ti sei innamorata?”

“Stupido! Ti va di scherzare? Io amo solo un uomo, il mio, da sempre; ho detto passione e potrei aggiungere desiderio, voglia, affetto; l’amore è per te; e tu lo sai; quindi, risparmiati le imbecillità.”

Mentre parla, mi viene dietro, mi afferra la testa, la gira verso di sé e mi bacia con lussuria; mi eccito immediatamente.

“La possanza si vede ... !”

“Beh, talis pater talis filius; metteresti in dubbio che è tuo figlio? … Allora deduci e non sbaglierai … “

“Stasera dormiamo in tre nel lettone?”

“Io ci sto; chiedi a Tancredi.”

“Badate che sono qui e vi sento. Certo che ci sto; con tutto l’amore del mondo, anche per te, Cia; lo so che non vuoi che lo dica, ma io sento di amarti e lo dichiaro; Giancarlo farà finta di non sentire, se lo turba che l’altro tuo amore si dichiari con te.”

“Ragazzo, tu hai il dovere di amare una donna che ti appartiene e ti desidera; è lei che ama me ed ha passione per te.”

“Mi dici come si chiama la mia madre naturale?”

“No; se ti va, scoprilo per conto tuo; di quella vicenda, ho soltanto due cose, una donna che adoro e un figlio che amo alla follia; il resto è memoria che è meglio non indagare; non te la prendere; non ti cambia niente appurare che la donna che ti ama non ti ha partorito ma può prendersi di te la passione; l’altra ti darebbe solo il tormento di quello che ha fatto.”

“Va bene; però io cercherò di saperlo, da qualche parte. Sono felice di amare la tua donna che ho vissuto sempre come mia madre e continuo ad amarla con la stessa intensità … “

“ … finché non troverai la ragazza giusta, la sposerai e dovrai dimenticarmi … “

”Tu hai quarant’anni ed io venti; fra trent’anni, lui ne avrà settantacinque e lo metteremo in carrozzella a godersi i suoi campi; tu sarai ancora attiva, perché non ti arrendi e non ti arrenderai; io a cinquant’anni, con una moglie e dei figli, sarò ancora l’amante della mia madre putativa; non mi hai partorito, ma l’imprinting me l’hai dato tu; so essere più tenace di te, che sei stata la moglie migliore che si possa desiderare; sarò l’amante di cui non ti libererai nemmeno quando ti corteggerà il re di Spagna.”

“Ragazzo, io ho amato, da quando avevo vent’anni, una mazza che è un randello da offesa ma che tratta la mia vagina come una piuma che accarezza; per mia fortuna, quello di cui mi sono innamorata ha trovato un erede meraviglioso; sono molto calda e ho bisogno di sentirmi accarezzata; ma ho anche deciso che la mazza sarà sempre e solo una; non ce n’è, per regnanti o nobili; voglio la tua verga, dappertutto e in tutti i modi; e voglio l’amore del mio uomo; vi voglio tutti e due, nel cuore e nel letto.”

“Pace, ragazzi, pace; stasera faremo la prova generale; se funziona, non ci saranno mogli o amanti che ci separino; io non sono praticante, ma mi hanno insegnato che la perfezione è nell’uno e trino; noi siamo tre corpi che vivono alla luce di un solo amore. Non dovrei dire eresie, ma so che sto benissimo, con voi; anche per questo, Tancredi, non mi chiedere più notizie della tua madre naturale; non ho nessun rancore, né riserva né niente; ti voglio per me e per Cia; questo è l’unico amore che voglio.”

“Giancarlo, lasciamo stare queste cose. Come vanno i tuoi carciofi?”

“Che hanno i carciofi di papà?”

“Tu non sai, e non avevi motivo di sapere, che il tuo bisnonno, tuo nonno e infine tuo padre, da quasi un secolo fanno ricerche e sperimentazione per ottenere una qualità di carciofo nuova e rivoluzionaria; Giancarlo ce l’ha fatta, ma se non ottiene un pubblico riconoscimento, non può avere dal mercato i vantaggi relativi; adesso sta sbrigando le pratiche per avere la sigla IGP che ne certificherebbe il valore commerciale.

Forse dovresti andare alla Camera di Commercio per ottenere l’autenticazione … “

“Fosse solo quello … Camera di Commercio, Provincia, Regione e dio sa che altro; ma non sarò io ad andare; se lo faccio, prendo a pugni qualcuno … Ci andrai tu che hai certamente molto più fascino, garbo e pazienza per portare a termine il lavoro senza litigare con nessuno; visto che dovrai trattenerti qualche giorno, perché quegli uffici non ti fissano mai un appuntamento rigoroso, potrai passare qualche notte col tuo amore e con la mia benedizione. Ti va?“

“Ci vado sì; ma non come dici tu, per fare l’amore con Tancredi; ci vado perché ci tengo come te a vedere conclusa bene questa avventura; e nelle trattative sono sempre più diplomatica di te. Informati e fammi sapere quando.”

Nel pomeriggio, vado in città e cerco di un mio amico per incontrare suo padre che dirige l’ufficio anagrafe del comune; a lui chiedo se è possibile arrivare al dato ufficiale della maternità attraverso i documenti del suo ufficio; quando gli dico che la nascita è avvenuta in una non identificata clinica di Barcellona, esprime molti dubbi, perché l’atto originale di nascita è arrivato al comune solo in copia e con la traduzione, per cui non è dato sapere se contiene le informazioni che m’interessano.

Quando gli chiarisco che si tratta del mio atto di nascita, ha qualche riserva; è grande amico di mio padre e di Cia; non vorrebbe che insorgessero problemi; mi suggerisce di presentare domanda formale all’ufficio e di aspettare la risposta; quando, a bruciapelo, gli chiedo se ha mai conosciuto, in gioventù, una ragazza soprannominata ‘la contessina’, nega, ma è evidente che ‘sa’ e che qualcosa gli impedisce di parlare.

Non sto a cavillare più di tanto; lo ringrazio e vado via; tornando a casa, trovo Cia e le chiedo senza premesse chi sia per loro il padre del mio amico; mi confessa che faceva parte della loro ‘banda’ e che se non mi ha detto qualcosa è stato perché è amico di mio padre, senza la sua autorizzazione, non mi dirà mai niente; insisto a chiedere perché tanto mistero e mi spiega che il soprannome non era casuale, ma legato alle origini di mia madre; il suo era un cognome di quelli che suggeriscono riserbo.

Mi chiudo in camera mia e mi dedico a una tesina che sto elaborando; capisco che la città di provincia decide sempre, in certi casi, di mettere un tappeto sulle cose e che, nel caso mio specifico, ha tappato molte bocche; la mia sensazione è che sia successo qualcosa che avrebbe sconvolto l’opinione pubblica, se fosse emersa, e che farei meglio a dimenticare; ma non è facile convivere con la coscienza che la mia madre naturale sia da qualche parte ed io debba ignorarlo.

Quando ci sediamo a tavola per la cena, mio padre appare nervoso; capisco che è stato avvertito dei miei tentativi d’indagine e temo che la cosa lo abbia turbato.

“Tancredi, io non so quali motivazioni ti spingano a indagare, solo per conoscere il nome di una persona che ha avuto uno slancio improvviso e ti ha concepito, poi ha avuto paura e ti ha lasciato. Non ti basta sapere che una ragazzina incapace ha avuto paura e ti ha abbandonato in braccio alla sua amica e a suo padre? Cosa ti cambia sapere il nome di quella vile? Ha obbedito alle norme di una famiglia arrogante che la voleva sposata nobilmente.

Il contadino con la laurea in legge non aderiva al loro modello di marito per la contessina; lei non ha avuto il coraggio di ribellarsi a leggi antiquate ed ha ceduto il figlio. Sono convinto che avrà accettato di sposare un nobile, forse anche spiantato, e che dovresti cercarla in Spagna, in Grecia, in Belgio, dovunque sopravvivano personaggi di quella specie; perché non ti limiti ad amare e lasciarti amare da chi ti ha preso coraggiosamente con sé e ti ha vissuto come figlio?”

Cia scatta quasi dalla sedia e per la prima volta la vedo stravolta.

“Non permetto a nessuno di parlare così della mia più cara amica, di una persona fragile e delicata vittima di situazioni paradossali, più grandi di lei, che non sapeva e non poteva gestire; tu avevi già venticinque anni, lei solo diciotto; spettava a te mantenere la testa sulle spalle e non approfittare di uno slancio amoroso per violentarla; forse è stata vile, ma aveva già avuto troppo coraggio a non abortire clandestinamente, come le suggerivano.

Il risultato è stato un figlio meraviglioso che amiamo e che ci ama; non parlare più del mio coraggio; parla di coincidenza di due slanci fortunati, il mio a prendermi in carico quello che la mia amica del cuore considerava un suo errore; il tuo, a voler sposare una che non godeva di una fama encomiabile; ti rendi conto che, se non avessi sposato te, oggi sarei io a dover vivere chissà dove per sottrarmi alle voci della provincia, senza un affetto come quello che mi date e senza un figlio che non potrò avere mai; lei forse ha sbagliato; ma noi non siamo esenti da colpe.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 3

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista