“Metti in moto e andiamo a casa; adesso fremo anch’io dalla voglia di averti!”
Non riesco a controllarmi e le infilo una mano fra le cosce, mentre sto guidando; davvero è bagnata anche la gonna; il sesso mi si gonfia e mi sento felice di procurarle tanto piacere e di prendermene potenziato; lei accenna a toccarmi la patta, ma si ritrae per non disturbare la guida non facile; quando mi accarezza languidamente il viso fino a prendermi tra le mani la nuca, mi sento sciogliere in languori d’amore; accelero perché la voglio.
Mentre manovro per mettere la macchina sotto la tettoia che le è stata destinata, Cia si avvia in casa; quando entro, sento che nella doccia l’acqua sta scorrendo; salgo al piano notte, apro la porta del bagno e la vedo, attraverso il vetro, nel box che si sta lavando; mi spoglio nudo ed entro nel box; per la prima volta me la trovo davanti e mi fermo incantato a guardare quanto è bella; ho intravisto molte volte il suo corpo; ma trovarmela qui, che posso toccarla, è un’altra cosa.
Scherzosamente, mi chiede di andare fuori e aspettare che liberi il box, per fare anch’io una doccia; la prendo per la vita e la bacio, con tutto l’amore che sento esplodermi dentro; aderisce a me con tutto il corpo e mi sorprendo a gustare tattilmente il seno ricco che mi preme sul petto, il ventre che si appiccica al mio e stimola un’erezione da fare paura, tanto è intensa e vogliosa, le cosce forti che si strofinano sulle mie, persino i piedi che mi accarezzano la gamba.
“Tancredi, ragazzo mio quanto ti desidero, quanto ti voglio!”
“Se dico che ti amo, offendo qualcuno?”
“No; ma non aspettarlo da me, non mentre siamo sul punto di accoppiarci; l’amore è tutto per Giancarlo; lo sai e lo devi sempre tenere a mente; ti darò, ogni volta che me lo chiederai, tutta la passione di cui sono capace, sarò tua con tutte le fibre del corpo, credimi; ma l’amore è solo per mio marito, il mio uomo da sempre, il mio compagno di una vita difficile che abbiamo affrontato insieme; tu sei il mio amante meraviglioso, adesso non solo ideale; deve bastarti.”
“Mi fai persino impazzire … “
Le ho afferrato la vulva con una mano e le sto infilando il medio in vagina; geme dolcemente, mi bacia con nuova intensità e struscia il corpo sul mio accentuando il suo e il mio piacere; le passo dietro l’altra mano e afferro una natica soda e morbida, non riesco quasi a convincermi, che mi si offre con desiderio e si lascia palpare con gioia; il sesso si erge duro contro il ventre; lei usa una mano per dirigerlo fra le cosce, lo accosta alla vulva e si agita col corpo per titillarsi.
“E’ proprio vero che il frutto non cade lontano dall’albero; la tua mazza è grossa come quella di tuo padre, e tu la usi con la stessa dolcezza; mi sembra di avere per le mani un’arma di offesa e scopro che mi accarezza come un piumino; non so neppure io cosa desiderare, se succhiarlo fino a svuotarlo in bocca o farmi penetrare fino a urlare di piacere; frena, per favore, non masturbarmi ancora; mi fai vedere gli angeli, ma voglio sentirti dentro; ce la fai ad aspettare che andiamo sul letto?”
“Prima ho voglia di lavarti tutta, ma solo per accarezzarti, tutta … “
“Allora comincia dai seni e succhiami i capezzoli, alternativamente; sono molto sensibili, io ti sto aspettando e so che mi farai godere molto; ecco … così … si … l’altro adesso … ancora … oh dio, come mi piace … sto godendo … attendo, sto squirtando… ti voglio dentro, portami sul letto, fammi fare l’amore con te … oh dio …. Stai entrando … in piedi … così …. Che goduria … che gioia … quanto godo … è incredibile … si spingi, spingi, sei dentro di me …. Ti ho catturato … non voglio lasciarti più … “
Sono riuscito a penetrarle in vagina, sento che lei gode molto ed io vedo rosso, verde, nero, vedo l’arcobaleno; non riusciamo a muoverci molto né siamo a nostro agio, in uno spazio così ristretto; eppure riusciamo a baciarci con un’intensità vampiresca e questo mi stimola; Cia si struscia sul mio corpo e le sensazioni dei seni che accarezzano il mio torace si trasmettono al sesso e lo eccitano, ci agitiamo convulsamente e il movimento titilla l’asta; esplodo quasi senza volerlo; e la sento urlare con me.
A malincuore tiro fuori il sesso dalla vagina, lasciamo scorrere l’acqua addosso ai due corpi per liberarci delle scorie e, alla fine, lei prende il suo accappatoio e passa a me un altro, forse quello di mio padre; ci asciughiamo alla meno peggio e, traendomi per mano, mi guida alla loro camera; cammino galleggiando su una nuvola, inebriato dal piacere provato ma soprattutto dalla gioia di avere con me la donna che desideravo più di tutte al mondo.
Lascia cadere l’accappatoio e si sdraia nuda sul letto; faccio altrettanto e cominciamo a rotolarci sulle lenzuola baciandoci con delicata passione; mi sento felice di poter giocare con lei amorosamente; mentre continuo a darle infiniti bacetti sul viso, sui seni, sul ventre, lascio correre le mani su tutto il corpo, quasi a volerne prendere coscienza, e sento che fa lo stesso, come se ci stessimo rivelando e scoprendo reciprocamente.
“Se gli assomigli in tutto, non avrai difficoltà a godere ancora con me … “
“Mi prosciugo, con te; ti do anche l’anima, non solo il sesso o il corpo; ho finalmente il diritto di amarti e non mi tiro indietro. Ma che succede, se all’improvviso torna tuo marito?”
“Mio marito ci mette trenta secondi per spogliarsi e diventare il terzo di questo meraviglioso evento; mi dà tutto il suo immenso amore e gode di te che mi possiedi con l’irruenza della tua forza; tuo padre può darsi che abbia un momento d’incertezza; poi, di fronte alle due persone che ama sopra ogni cosa, perfino del suo olio e dei suoi carciofi, non esita un momento ad abbracciarci in un unico amore immenso; piuttosto, sarei curiosa di vedere come reagiresti tu … “
“Amo te e amo lui con la stessa intensità; non avrei nessuna remora ad amarti anche fisicamente e a guardare lui che ti ama fino a rendermi geloso; il trino nell’unità; questo sarebbe vero amore; so che lo voglio; sono certo che succederà e allora sapremo veramente che cosa sia l’amore completo.”
“A parte la bestemmia sulla Trinità, sono perfettamente d’accordo. Posso possederti un poco a modo mio?”
“Sono tuo, completamente; fai quello che vuoi, di me e del mio corpo; i sentimenti lasciali per lui, che li merita tutti.”
Comincia a baciarmi con evidente e forte lussuria, dalla fronte su tutto il viso; passa poi sul torace e mi succhia i capezzoli; la mia mazza diventa un obelisco di cui io stesso mi meraviglio; ma la libidine che le sue labbra mi scatenano è incommensurabile; se è vero che è rimasta fedele al suo uomo, lui deve essere un grande campione di sesso, perché quelle carezze sono da infarto; spero e so che lo prenderà in bocca e mi succhierà l’anima; aspetto con ansia e cresce la mia voglia.
Quando sfiora il pube, alza gli occhi quasi ad avvisarmi; le prendo la testa, la accarezzo e la spingo verso l’arnese che aspetta solo quello; la lingua sulla punta mi provoca scosse elettriche; le labbra che stringono la cappella mi danno i brividi; poi l’asta scivola nella bocca, accarezzata dalla lingua, e penetra in profondità; lavorando abilmente tra lingua e palato, riesce a farsi penetrare il sesso fino all’ugola, finché le labbra sfiorano i peli pubici; copula con sapienza e amore.
Non voglio godere in bocca; voglio sentire ancora il piacere della vagina, voglio urtare contro la cervice dell’utero e accertarmi che la sto penetrando completamente; prendo la testa e sfilo l’asta dalla bocca; la faccio mettere in ginocchio davanti a me, la piego finché è carponi e mi si sistemo dietro, per aggredire con la lingua vagina e ano; passo la lingua con lunghe spatolate dall’osso sacro al monte di venere e insinuo la punta nell’ano e nella vagina; catturo il clitoride.
Quando prendo a succhiare, sento che si agita come tarantolata, geme e mi urla di non smettere, di farla godere; finché mi esplode in bocca un lunghissimo e dolce orgasmo; mi sollevo sulle ginocchia, le afferro le natiche e infilo l’asta nella vagina; un gemito più lungo mi dice che ho colpito con troppa energia; mi fermo a farla rilassare e lei mi spinge il sedere contro il ventre; sono tutto dentro e mi esalto all’idea di possederla così; esplodo in un’eiaculazione gigantesca.
Ci accasciamo sul letto; devo farmi forza per uscire da lei e stendermi a fianco; ha la forza di sussurrarmi.
“Sei una forza della natura; è stato meraviglioso; ma se non mi sbrigo in cucina, oggi non si mangia.”
Si precipita in bagno; dopo qualche minuto è pronta; io mi sono rivestito; scendiamo e sistemiamo la tavola per il pranzo.
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