Mi chiamo Lorenzo, ho 21 anni e sono di media statura, biondo, occhi azzurri, e un fisico nella norma, né troppo grasso né troppo magro. Vivo con Silvia mia madre. Lei ha 42 anni, e da più di 10 anni è divorziata. Mio padre non me lo ricordo neanche troppo bene perché non era sua abitudine passare molto tempo a casa e un giorno ha detto semplicemente a mia madre: me ne vado. Da quel momento è sparito dalla nostra vita. Avevo appena una decina d'anni, e ricordo che non ho sofferto molto per la sua mancanza mentre invece col passare del tempo, ho continuato ad osservare mia madre e l'ho vista sempre più diventare triste. All'inizio ha cercato di rifarsi una vita, ma sembrava che tutte le sue storie, dopo un po' di tempo finivano senza una reale motivazione. Negli ultimi anni poi ha anche smesso di avere delle storie, e sono convinto che il massimo è qualche scopata occasionale, anche se ho come l'impressione che neanche questo riesca a farle superare la sua tristezza. Ultimamente ho visto che è uscita due o tre volte sempre vestendosi in maniera carina e alquanto elegante. Per un po' l'ho anche vista abbastanza tranquilla e serena ma sabato scorso, quando è uscita, ero convinto che finalmente avrebbe passato una bella serata in compagnia di qualcuno che sicuramente le avrebbe fatto tornare la serenità, invece, poco prima di mezzanotte è rientrata in casa e l'ho sentita subito chiudersi in camera sua e ascoltando da dietro la porta, ho avuto come l'impressione che stesse piangendo. Per tutto il resto della settimana, la sera è rimasta in casa sempre abbastanza triste. Le sue giornate hanno preso a scorrere in maniera talmente monotona da rasentare veramente una tristezza sconfinata. Lei si alza la mattina va al suo lavoro, è impiegata in una filiale della banca che ha sede nel nostro paese, e torna nel pomeriggio dopo le 17:00. Organizza la cena, e poi dopo aver sistemato la cucina si ritira in camera sua e non c'è modo di farle passare una serata diversa. Questo sabato mattina, è uscita per fare la spesa, e quando è tornata, io ero seduto in cucina a fare colazione quando l'ho vista arrivare le sono subito corso incontro ad aiutarla.
«Mamma, lascia che ti aiuti con le borse della spesa. Se me lo dicevi sarei venuto al super mercato con te.»
Lei mi ha sorriso, e poi mi ha ringraziato per l'aiuto che le prestavo.
«Grazie figlio mio! Stavi dormendo così bene che mi sembrava un peccato svegliarti per andare semplicemente a fare un po' di spesa. Purtroppo oggi al supermercato c'erano tante offerte ed era stracolmo di gente!»
L’ho seguita in cucina. Mentre camminava, i miei occhi hanno seguito la sua figura. Piuttosto alta e snella, con un seno ampio e un culetto davvero piccolo e carino. Mi piace fissarla, soprattutto da quel giorno in cui l’ho vista accidentalmente asciugarsi nella sua stanza. La porta della sua camera da letto era stata rimasta leggermente aperta e avevo intravisto il suo corpo perfetto. Da allora, avevo trascorso innumerevoli momenti nella mia stanza, a masturbarmi e pensando al corpo di mia madre. Ora, la osservavo mentre camminava, e la sua gonna ondeggiante era così sensuale e i miei occhi erano fissi sulla sua bellissima figura. Immediatamente, ho sentito il cazzo iniziare a sollevarsi, ma non me ne importava. Lei ha iniziato a tirare fuori le cose dalle borse. L’ho guardata come stordito. Le sono passato accanto, sfiorandole il sedere con il palmo della mano. Lei mi ha guardato ma non ha detto niente. Allora l’ho rifatto di nuovo e questa volta ho fatto più pressione. Questa volta, lei si è voltata per guardarmi con aria incredula.
«Lorenzo cosa stai facendo?»
Emozionato le ho risposto che non facevo nella, e che era colpa del posto troppo stretto.
«Probabilmente questo posto è troppo piccolo perché io possa passarci davanti, quindi...»
Lei mi ha guardato dall'alto in basso, poi è tornata a mettere a posto la spesa. Ho deciso di azzardare e così, mi sono fermato dietro di lei e passando le mani sotto le ascelle, l'ho abbracciata facendo premere il mio corpo contro il suo splendido culetto. Lei è rimasta un attimo immobile, poi con un tono un po’ stizzito mi ha chiesto di nuovo cosa stessi facendo.
«Lorenzo che cosa ti sta prendendo? Ti rendi conto che stai abbracciando tua madre? Ti sembra una cosa da fare? Quello che sento premere dietro di me non è una cosa che una madre dovrebbe sentire aderire al proprio corpo. Per cortesia staccati da me! Che follia Ti è presa?»
L’ho stretta ancora più forte. Non potevo lasciarla andare, il suo culo era così bello.
«Non posso, mamma! È vero quello che dici, e sentire quello che preme dietro di te, è esattamente quello di cui hai bisogno da quando non c'è più papà. Lo so che ti manca, e sono anche consapevole che hai cercato di sostituirlo con altre persone, ma vederti tornare e Sentirti piangere l'ultima volta mi ha spinto ad offrirti il mio amore. Ora se vuoi non hai bisogno di cercare oltre. Sono qui per te. Ti voglio bene e ti amo mamma!»
Lei è rimasta Immobile, io ho allungato giù le mani fino ad arrivare all'inguine e continuando a stringerla a me, ho preso ad accarezzare la sua intimità da sopra il vestito. Lei è rimasta un attimo immobile, ferma, indecisa se reagire o meno alle mie carezze poi all'improvviso hai messo un lungo sospiro, e inconsciamente ha leggermente aperto le gambe così la mia mano ha potuto scivolare fra di esse, e ho sentito il profilo della sua fica sotto la stoffa e ho preso da accarezzarla fin quando lei ad un tratto mi ha bloccato la mano stringendomi con forza a sé. Ho sentito il suo corpo tremare andare e un lungo gemito è uscito dalla sua bocca. Le mie carezze l'avevano fatta venire. Ho preso a baciarla sul collo mentre continuavo con entrambe le mani ad accarezzare il seno e a strizzare i capezzoli sotto il tessuto della maglietta. Lei è rimasta in silenzio, e non ha fatto nessun gesto per uscire dal mio braccio, anzi il suo fondoschiena è venuto a premere contro il mio pacco sempre più gonfio. Ho infilato le mani sotto la maglietta, e senza che lei opponesse alcuna resistenza l'ho sfilata verso l'alto e ad un tratto lei si è trovata ancora voltata di spalle a me, ma con addosso solo il reggiseno. Ormai in preda al desiderio, ho sganciato da dietro il reggiseno, e lei ha agevolato il gesto e ad un tratto mi sono ritrovato con i suoi splendidi seni in mano. Ho continuato a baciarle il collo, mentre con entrambe le mani a coppa, le stringevo e splendidi seni e con le dita le torturavano i capezzoli stringendoli e tirandoli facendola ancora mugolare di piacere. Ero come impazzito. La volevo con tutto me stesso. Lei, ha sollevato le braccia e in qualche modo ha raggiunto la mia testa e mi ha trascinato davanti a lei. I suoi occhi hanno incrociato i miei, e per un lungo istante, ho visto una profonda incertezza nel suo viso e un misto di paura e desiderio.
«Pazzo amore mio! Che cosa stiamo facendo? Ti rendi conto di quale pazzia mi stai proponendo? Sono tua madre! Queste cose una madre non dovrebbe permetterle al proprio figlio! Mi stai facendo dannare l'anima! Fermati amore fino a che siamo ancora in tempo! Fermati oppure non sarò più in grado di oppormi al tuo volere.»
Non le ho dato il tempo di aggiungere altro e ho incollato la mia bocca sulla sua, e la mia lingua è entrata prepotentemente all'interno ed è andata a cercare la sua con la quale ha iniziato una danza erotica sconvolgente. All'inizio ho posto un po' di resistenza, poi si è lasciata andare e mi ha abbracciato e ha risposto al mio bacio con impeto e passione. Ho continuato a limonare con lei, e lentamente ci siamo avviati verso la camera da letto continuando a divorarci di baci. mi copriva il volto con i suoi baci, mordeva il mio mento, e le mie labbra sembrava affamata! Appena giunti in camera da letto, mi ha guardato e per l'ultima volta ha opposto una inutile quanto strenua resistenza.
«Amore mio fermati! Per l'ultima volta ti chiedo di ragionare perché se andremo oltre nulla sarà più come prima! Ti amo troppo vita mia per non desiderare il tuo corpo ma quello che stiamo facendo è pura follia! Tu sei mio figlio, e io sono tua madre e non dovrei desiderare così tanto il tuo corpo!»
