Vai al contenuto
Erotika
Mamma ti amo! · Cap. 10
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 10 di 10 21 min di lettura

Mio figlio il mio amante in casa.

un perfetto accordo porta un marito a condividere ala moglie con il figlio!

pennabianca
1 anno fa · 1.7k letture · 0

Mi chiamo Rita, ho 40 anni, di media statura, occhi marroni, capelli neri, un bel seno di una 4 a piena, un bel culo posto al culmine di cosce lunghe e ben tornite. A 17 anni, son rimasta incinta e mi son sposata, ma oggi mi ritrovo con un figlio di 22 anni, di nome Sergio. Lui è un bel ragazzo: alto, con gli occhi scuri, capelli neri come i miei ed un bel fisico, scolpito da anni di nuoto, sport che ama praticare insieme a Dario, mio marito. Fra padre e figlio vi è una splendida intesa e, spesso e volentieri, sono io che mi rendo conto di esser quasi tagliata fuori dai loro discorsi. Anche con mio marito ho una buona intesa ed il nostro rapporto è sempre stato bello ed aperto. Nonostante abbia già quarant’anni, vanto un magnifico corpo, in parte dovuto al fatto che amo frequentare sia piscina che palestra, ma anche perché seguo una corretta alimentazione e questo, in aggiunta al fatto che ho partorito giovanissima, mi fa esser fiera del mio fisico. Naturalmente questo mio orgoglio mi ha portato ad esser anche molto esibizionista. Mi piace molto sentirmi ammirata, desiderata e sentirmi sempre al centro dell’attenzione. Per accentuare questa mia vena esibizionista, il mio abbigliamento è sempre molto appariscente: vesto con gonne corte, jeans attillati, perizoma vistosi, autoreggenti, giarrettiere e tacchi alti, che inarcano il mio culetto e lo rendono ancor più desiderabile. Mio marito non è infastidito da tutto questo, anzi è felice di aver accanto una donna così concupita da tutti. Molte volte è proprio lui che mi spinge ad osare di più e, poi, a letto, sfoga la sua libidine con scopate davvero fantastiche. Aggiungo che, oltre ad essere un bell’uomo, fra le gambe ha anche una buona dotazione di notevole spessore. Gli piace vedermi desiderata ed ascoltare i commenti di uomini che, per strada, mi rivolgono pesanti complimenti; in più si eccita da morire quando qualche suo amico mi fissa il sedere, perché egli ci gode nell’esibirmi come un suo trofeo personale. Oltre all’esibizionismo, a volte, abbiamo anche fatto sesso in presenza di altre persone, che ci hanno guardato e si son masturbate nel vedermi scopare con lui. Non siamo mai andati oltre, perché io non mi sono mai sentita pronta a dar piacere ad un altro uomo. Vi sembrerà strano, però mi eccita moltissimo sentirmi desiderata, ammirata e, in qualche modo, corteggiata, ma, nello stesso tempo, non l'ho mai tradito, perché con lui ho sempre raggiunto il massimo del piacere, in ogni situazione, in ogni occasione in cui abbiamo fatto sesso, o ci siam trovati a vivere momenti di intensa eccitazione, dovuta al mio esibizionismo. A volte lui si assenta per lavoro per qualche giorno ed io son libera di uscire in compagnia delle mie amiche. In una di queste volte, avvenuta circa un mese fa, son rientrata alle 2:00, dopo esser sono stata a ballare. Appena entrata in casa, mi son spogliata della gonna e della maglietta, restando solo con un micro perizoma nero, così stretto e sottile che ho sentito la stoffa entrare tra le labbra della mia fica e, con le tette al vento ed ai piedi ancora i sandali dorati, con tacco fine ed alto, mi son recata in bagno, situato lungo il corridoio. Immaginando che in casa non vi fosse nessuno, in quanto sapevo che Sergio sarebbe rimasto a dormire da un suo amico, allorché passo davanti alla stanza di mio figlio, lo vedo nudo con il cazzo in mano, che si segava. Per un lungo istante l’ho fissato ammaliata dal fatto che, come il padre, anche lui è munito di una bella verga grossa e, forse, anche più lunga. Lui mi fissa e resta sbigottito, senza però fermarsi: con sfacciata disinvoltura continuava a segarsi. Lo fisso e lui mi guarda, poi è arrossito ed ha abbassato lo sguardo. «Scusami, pensavo che non ci fosse nessuno in casa!» Detto questo son scappata in bagno. Una volta chiusa dentro, mi son tolta il perizoma, già bagnato dei miei stessi umori, e l’ho buttato nel cesto dei panni sporchi. Mi sentivo eccitata, erano tre giorni che non scopavo e poi, in discoteca, avevo sentito diversi cazzi premere contro ventre o culetto; per questo motivo mi sono accarezzata un attimo e, immediatamente, il mio pensiero è andato al cazzo di mio figlio, appena visto. “Rita sei una puttana! È tuo figlio!” Mi son subito rimproverata e mi son lavata; ho indossato una vestaglia per la notte, senza reggiseno, e un perizoma bianco, per poi andare a letto. Poco dopo, ho sentito Sergio percorrere il corridoio cercando di non far rumore ed entrare in bagno. Incuriosita da quel suo gesto, mi son alzata e sono andata a spiare dal buco della serratura. Ho visto lui seduto sulla tazza con il cazzo in mano: se lo menava come un forsennato, mentre annusava e leccava il perizoma da me tolto poco prima. A quella visione son rimasta sbalordita: ma cazzo! Ha delle amiche stupende, fighe da paura e si masturba con la mia biancheria intima? Ma perché lo fa? Nel sentirlo mugolare, mi son eccitata anch’io. «Uummhhmm…mamma! Che bello sentire il tuo odore! Sì, mi fa impazzire!» Ho infilato la mano tra le cosce e ho iniziato a masturbami anch’io. Dopo circa cinque minuti, ero prossima godere, però mi son trattenuta a venire, perché lui si fermava spesso, per poi ripartire subito dopo: voleva prolungare ancor più il suo piacere e io, di conseguenza, ritardavo il mio! Ero eccitata da paura! Il desiderio di poter accogliere quella mazza dentro di me mi faceva impazzire; mi son infilata tre dita dentro e stavo aspettando il momento per liberare il mio orgasmo; volevo farlo nello stesso momento che lo faceva lui. Ad un tratto, ha iniziato a passare la lingua sul triangolino più intimo del perizoma, proprio quel pezzettino di stoffa che poco prima mi entrava nella fica e si era impregnato al massimo dei miei umori e poi, con un gemito sommesso, è venuto copiosamente sull’addome, mentre leccava sempre più quel fradicio perizoma usato. Nello stesso momento, ho serrato le labbra assistendo a quello spettacolo; ho avuto un orgasmo così forte che i miei succhi sono scivolati fuori fino a bagnarmi il buchino del culo e le tette si son indurite come il marmo. Poi, mi son ripresa subito e son scappata a letto. Il mattino dopo, mentre facevamo colazione, ho notato che lui continuava ad indugiare sul mio corpo, che, ammetto, era piuttosto discinto. Infatti indossavo ancora la vestaglia bianca, con sotto un perizoma bianco molto esiguo, che lasciava intravedere anche sotto il tessuto ed ho notato che i suoi boxer erano particolarmente gonfi all'altezza del pacco. Nel vederlo così eccitato, mi son sentita inumidire fra le cosce e, immediatamente, sono andata a vestirmi per andare al lavoro. La sera, quando è tornato mio marito, eravamo io e lui sdraiati sul nostro letto e, mentre mi stava pompando con vigore, i è accorto che ero particolarmente eccitata. «Amore, ammetto che sono quattro giorni che non facciamo sesso, ma questa sera ti sento particolarmente calda e vogliosa; è forse per il fatto che sei andata a ballare con le tue amiche ed hai vissuto qualche esperienza particolarmente eccitante? C'è qualcosa che devo sapere?» In quel momento, l'ho fissato e non me la son sentita di raccontargli tutto, così l'ho solo pregato di continuare a farmi godere di più. «Amore, dopo ti spiego! Adesso fammi godere! Mi sei mancato tantissimo in questi giorni! Ormai non posso più fare a meno di sentire la tua splendida verga che mi sfonda e che mi fa impazzire di piacere! Fammi venire, amore! Sbattimi più forte! Sì, ancora più forte!» Non si è fatto pregare. Mi ha sbattuto con forza e vigore facendomi godere tantissimo. Mi ha inondato e riempito ogni buco, soddisfacendo appieno il mio desiderio di godere. Poi, quando la nostra sete di piacere si è placata, siamo rimasti abbracciati; lui mi ha guardato dritto negli occhi e, con un tono tra il triste e pacato, mi ha dato una notizia non troppo piacevole.

«Devo informarti di una cosa non troppo bella. Purtroppo, per lavoro, dovrò assentarmi per almeno una trentina di giorni. Capisco che per te sarà terribile restare tutto questo tempo senza un maschio che ti faccia godere e, quindi, mi sento di proporti una cosa su cui ho riflettuto a lungo in questi giorni: se per caso dovessi sentire il bisogno di far sesso con qualcuno, non farti troppi scrupoli; dovrai solo esser un po' discreta e, soprattutto, mi piacerebbe esserne informato. Inoltre vorrei sapere cosa ti è capitato che ti ha reso così calda e vogliosa questa notte.» L'ho guardato stupita. «Trenta giorni? Come faccio a resistere, trenta giorni senza te? Lo vedi che sono bastati solo quattro giorni, per sentire la tua mancanza ed avere una voglia pazzesca di te! Io non voglio andar con nessun altro maschio! Tu sei il mio unico toro! Io voglio solo te!» Lui mi ha guardato un po' preoccupato, poi, stringendomi al petto e, dopo avermi dato un bacio, ha cercato in qualche modo di tranquillizzarmi. «Lo so, amore, che saranno trenta lunghi giorni, ma, purtroppo, lo sai che non posso far diversamente. Come ti ho detto, accetterò il fatto che tu possa trovarti qualcuno che soddisfi le tue voglie: sarebbe l'alternativa più auspicabile; in cambio ti chiedo di tenermi informato se ti deciderai a farlo e, soprattutto, cercare di esser quanto più discreta possibile. Non mi hai ancora risposto anche all'altra domanda che ti ho fatto: cosa è successo a renderti così calda, questa notte?» L'ho guardato con il timore di rispondere alla sua domanda. Lui mi ha fissato e ho capito che non era il caso di tacere; dovevo, in qualche modo, raccontagli quello che era successo. «Amore, ti amo! Forse quello che ti racconterò ti farà inorridire, ma, ti prego, non fraintendere i miei sentimenti per te. Tu sei tutta la mia vita, ma quello che è successo l'altra notte è qualcosa che ha stupito e sconvolto anche me.» Gli ho raccontato per filo e per segno tutto quello che era successo, compreso il fatto che mi ero masturbata, mentre vedevo mio figlio che si segava sulle mie mutandine. Lui mi ha ascoltato in silenzio con grande attenzione e, quando ho finito di parlare, ho visto il suo viso felice, come se avesse avuto un’illuminazione. «Ma... amore! Quello che mi hai appena detto è qualcosa di veramente stupefacente! Non sono affatto arrabbiato e non ti sto certo giudicando, né sto pensando a cose strane: questa, invece, mi appare come la corretta soluzione al nostro problema! Non dovrai andar a cercare fuori qualcuno che soddisfi la tua voglia, avendo in casa nostro figlio! Lui ti desidera da tempo e questo l'ho sempre saputo; parlando fra di noi, più di una volta, mi ha confessato che eri il suo ideale di donna. Non ci trovo nulla in contrario se vai a letto e ti fai sbattere da lui, sicuramente saprà esser l'amante più discreto e generoso con cui tu possa aver a che fare! Ti prego, amore, abbandona ogni remora e donati a lui con tutta te stessa.» Mi ha tremato Il cuore nel sentirgli dire quelle parole e, nello stesso tempo, ho avvertito un'ondata di piacere inumidire la mia ostrica. L'ho guardato dritto negli occhi e gli ho chiesto con quale coraggio avrei potuto donarmi a mio figlio. Lui ha sorriso e mi ha detto che, nei cinque giorni che mancavano alla sua partenza, avremmo dovuto far in modo che io mi fossi trovata nella condizione di poter scopare con mio figlio. «Stai tranquilla, che adesso mettiamo insieme un bel piano e vedrai che, prima che io parta, lui finirà nel tuo letto insieme a me e, una volta che avremo chiarito le nostre posizioni, vedrai che sarà tutto molto più semplice.» Ero incredula e, nello stesso tempo, terribilmente eccitata; lui se ne è accorto e, immediatamente, il suo membro è tornato duro, così me lo hai di nuovo infilato dentro ed ha preso a sbattermi facendomi impazzire di piacere. «Ma senti come è bagnata questa troia! Solo l'idea di farsi scopare da suo figlio la fa sbrodolare come una cagna in calore! Puttana! Ammetti che non vedi l'ora di sentire il cazzo di tuo figlio dentro di te!» In quel momento, l'ho sentito particolarmente eccitato e così ho assecondato il suo gioco. «Certo, porco! Non vedo l'ora di sentire il suo enorme cazzo che mi sfonda tutta, come stai sfondando tu! Anzi, prima che parti, voglio fare in modo di avervi tutti e due dentro di me, nello stesso momento! Senti, come ti ecciti nel pensare di sfondare i miei buchi insieme a tuo figlio! Sei un maiale! Un porco che gode nel sapere che quella troia di sua moglie si farà sbattere da suo figlio!» Ha preso a sbattermi come un dannato e mi ha fatto avere un orgasmo sconvolgente. Sfiniti, ci siamo addormentati e, il giorno dopo, a colazione eravamo tutti e tre assieme; allora Dario ha chiesto a Sergio di prendersi cura di me durante il periodo che sarebbe stato assente.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista