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Erotika
Mamma ti amo! · Cap. 7
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Capitolo 7 di 10 19 min di lettura

Mamma una donna condivisa

...perché lei, oltre ad esser tua madre, è anche mia moglie...

pennabianca
1 anno fa · 671 letture · 0

Mi chiamo Mauro, ho 19 anni, sono di media statura, occhi chiari e capelli biondi, un fisico abbastanza tonico e snello. Mi son diplomato in ragioneria e subito ho trovato un impiego come contabile presso un'azienda, che si occupa di vini e vivo ancora con i miei genitori. Mio padre Antonio è un uomo di 44 anni, alto massiccio ed imponente, biondo, occhi chiari come i miei, un tipo molto determinato. È sposato con Elisabetta mia madre, da 20 anni. Mia madre è la classica donna mediterranea, ha 41 anni, mora, occhi scuri, un bel seno generoso, una quarta abbondante ed un bel culo tondo e sodo, che sovrasta delle splendide cosce. Condivido con mio padre la passione della pesca, così una domenica mattina siamo andati lungo le sponde di un lago artificiale, dove una diga ha sbarrato un fiume non molto lontano dalla sua sorgente e questo lo rende molto pulito: pescare in quel posto è qualcosa di veramente piacevole. Siamo arrivati presto e, trovato un buon posto, abbiamo iniziato a pescare con buoni risultati. A metà della mattinata avevamo già agganciato diverse notevoli prede: sembrava uno di quei giorni in cui la pesca miracolosa fosse davvero tale. Ad un tratto aggancio qualcosa di veramente notevole ed inizio un gioco di recuperi e rilasci per poter stancare il pesce e portarlo a riva. Ero così concentrato nella lotta, da non accorgermi di aver male appoggiato un piede, facendomi scivolare e cadere fra due tronchi lì per terra. Nonostante la brutta caduta, son riuscito a mantenere salda la presa sulla lenza, che ho passato a mio padre che così è riuscito a recuperare quella preda davvero notevole. Io ho solo potuto vedergli eseguire questa operazione, perché ero con un piede incastrato tra due tronchi e, cadendo, avevo battuto pesantemente l’inguine, testicoli compresi, contro il tronco, provocandomi un dolore terribile. Devo dire che lui, d'istinto, avrebbe voluto soccorrere me, ma io ho preteso che recuperasse la preda, per poi raccogliere le nostre cose e, zoppicando, son riuscito a raggiungere la nostra vettura, con cui sono stato portato in ospedale, dove mi è stata diagnosticata la frattura di una caviglia. Quando son tornato a casa, mamma ha avuto quasi un malore nel vedermi con il piede ingessato ed io ho cercato di rassicurarla informandola che si trattava di una lieve frattura. «Amore mio! Cos'è successo? Che avete combinato? Possibile che ti sia successo questo per una banale battuta di pesca?»

Va precisato che, quando sono nato, mia madre aveva avuto un precedente aborto spontaneo e, quindi, la mia gestazione, è stata seguita con particolare attenzione e, dalla mia nascita in poi, è sempre stata molto premurosa ed attenta che non mi capitasse niente. Ora, vedermi con un piede ingessato, l‘ha subito mandata fuori di testa. Con il passare dei giorni, mi son accorto che, nella zona pubica, c’era qualcosa che mi faceva male. Lei se n’è accorta subito.

«Amore, lascia che ci dia un'occhiata.»

Ha scostato le coperte, mi ha sfilato il pigiama: avevo i coglioni viola dalla botta!

«Oh, mio Dio! Cosa avete combinato? Accidenti alla vostra dannata pesca! Ora vado subito a chiamare un dottore.»

Il dottore l’ha tranquillizzata, dicendole semplicemente che la contusione era senza conseguenze, a parte il fatto che l'ematoma mi aveva gonfiato i testicoli. Con un'apposita pomata, tutto sarebbe tornato nella norma. Quando ha portato a casa la pomata, la mamma, scherzando, mi ha detto che avrei dovuto applicarla molto bene: per un attimo ho avuto quasi la sensazione che volesse esser lei a volermela applicare. Dopo 40 giorni di gesso, me l’hanno tolto e, finalmente, mi hanno applicato una fasciatura elastica che mi permetteva di appoggiare il piede e camminare, anche se con cautela, ma le palle erano ancora doloranti. Essendo sopraggiunta la bella stagione, è stato mio padre che ci ha consigliato di recarci al mare per la mia riabilitazione; lì avevamo fittato una villetta tutta per noi e lui ci avrebbe raggiunto per il week end. In astinenza da mesi e senza una relazione fissa perché la mia ultima amichetta si era fidanzata con un tizio pieno di soldi, mi era venuta una voglia non indifferente e, sotto il costume, si notava la mia erezione, cosa che mia madre mi ha fatto notare.

«Vederti con il pacco gonfio, mi fa sperare che sia un buon segno e che quella botta non ti abbia lasciato conseguenze.»

Nel parlare mi ha accarezzato la zona pubica. Poi mi ha sorriso ed annuito in direzione della ragazza del bar, che, da giorni, mi puntava con occhiate e complimenti.

«Io spero che, se ti capita con qualche ragazza, non ci siano problemi e farai in modo che sia lei a fartelo smollare.»

Ho scosso il capo, senza dir nulla, ma la mia espressione sconsolata dev’essere stata molto chiara. Un pomeriggio, il mare era agitato e siamo rimasti in casa. Io, per comodità, indossavo dei pantaloncini leggeri da basket e mi ero disteso sul divano. Dal punto dove ero seduto, attraverso il breve corridoio, ero riuscito a vedere mia madre che, in camera sua, si era cambiata dopo aver fatto una doccia. Intravederla nuda, anche se di spalle, mi aveva fatto subito gonfiare il cazzo. Quando è giunta, indossava solo un leggero copricostume ed ho notato che sotto non aveva indossato nessun tipo di intimo, se non un esiguo e striminzito perizoma. I suoi capezzoli erano ben evidenti e sembrava voler bucare la sottile stoffa traforata del copri costume. Quando si è seduta, ha notato il mio pacco gonfio ed ha sorriso contenta.

«Se quello che vedo è il tuo pacco gonfio e duro, allora direi che è un buon segno!»

L'ho guardata ed ho sorriso, poi, con un tono un po' ironico, le ho risposto a tono.

«È diventato così perché ho visto il tuo bel culo, mentre ti vestivi. Hai un bel corpo, proprio molto eccitante!»

Lei ha sorriso e poi si è seduta accanto a me.

«Vediamo se l’ematoma si è riassorbito. La crema dovrebbe aver fatto effetto. Hai avuto modo di controllare che tutto funzioni a dovere?»

Ho scosso il capo in segno negativo, allora lei si è seduta accanto a me ed ha allungato le mani afferrando l'elastico dei pantaloncini e tirandoli giù fino alle mie caviglie. Ero emozionato e, nello stesso tempo, terribilmente eccitato e così, misurando un po' le parole, ho deciso di osare un po' con lei.

«Credo che sia tutto a posto, ma se vuoi controlla pure. Il fatto che sia duro è merito tuo: così vestita sei una gran bella fica!»

Si è messa a ridere, soddisfatta del complimento e poi, dopo avermi sfilato i pantaloncini e gli slip, si è trovata davanti il mio cazzone teso e duro.

«Accidenti, figlio mio! Noto con piacere che sei per davvero il figlio di tuo padre! In questo sono molto fiera del fatto che tu abbia ereditato questo attributo da lui!»

Ha impugnato la mia verga ed ha sorriso per il fatto che le sue splendide dita non riuscivano a congiungersi per il discreto spessore che si trovava tra le mani. Mi ha chiesto se mi faceva male, se avevo dolore alle palle e, dopo averle massaggiate, con malcelata civetteria, mi ha chiesto della mia vita sessuale.

«Dimmi, amore, ti spari le seghe? Se non sbaglio avevi una fidanzatina? Che fine ha fatto? Non l’ho più vista da un po’ a casa nostra.»

Ho fatto un mezzo sospiro e le ho raccontato che la nostra storia era finita, perché lei si era invaghita del figlio di un industriale.

«Comunque, tra noi, il sesso era proprio da inesperti. Io non ho molta esperienza e lei ne aveva ancor meno. Diciamo che, oltre che farmi qualche sega, eravamo giunti al punto che mi faceva qualche pompino. Tutto qui! Poi si è invaghita di quel secchione, che non ha nulla di bello, se non il portafogli gonfio del padre. Ha anche avuto il coraggio di dirmi che saremmo rimasti amici e, chissà, magari un giorno avremmo anche potuto avere una storia clandestina tra noi.»

Mi ha guardato con l'aria un po' delusa e poi, in un certo senso, mi ha consolato.

«Amore mio! Non fartene un cruccio per aver perso una puttanella come quella! Con questi principi, non andrà lontano! Ti devi trovare una brava ragazza che ti voglia bene e che, a letto, ti soddisfi in maniera onesta e piacevole. Quanto all'esperienza, viene con il tempo e devi aver pazienza: prima o poi, troverai chi ti insegna tutto quello che c'è da sapere per far divertire bene una donna»

Prima di andare avanti…

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