Mi chiamo Lucrezia, ho 39 anni, sono di media statura, bionda con occhi azzurri ed un seno che sta crescendo e che già supera la terza misura. Sono incinta e la cosa curiosa è che il padre del mio bambino è mio figlio! Questa è una storia abbastanza strana e particolare, perché tutto risale a 22 anni fa. All'epoca, avevo 17 anni, ero già una bella ragazzina sviluppata e, una sera, ho partecipato ad una festicciola cui mi era stato proibito di andare e, senza volerlo, mi ritrovai in balia di quattro maschi maturi, che abusarono di me in maniera totale e completa. Mi sverginarono, sia davanti che dietro, ed a me la cosa mi piacque così tanto, che partecipai al gioco senza preoccuparmi delle eventuali conseguenze. Dopo essermi divertita tutta la sera, tornai a casa e, naturalmente non dissi nulla a nessuno, di quella che per me era stata una notte indimenticabile! Avevo goduto con quattro maschi che mi avevano fatto impazzire di piacere, sfondato la fica e aperto il culo, facendomi godere in maniera totale e completa. I guai arrivarono due mesi dopo, quando mi resi conto di esser incinta. Per i miei genitori, fu qualcosa di veramente traumatico e poiché eravamo una famiglia abbastanza in vista e benestante, mia madre decise di farmi trasferire presso una zia che abitava in montagna, in un casale alquanto sperduto in mezzo ai boschi e, in quel posto, diedi alla luce una creatura che non mi fu nemmeno permesso di vedere. L'unica cosa che ricordo è che riuscii solo a vedere che era un maschio. Di lui non seppi più nulla. Tornai a casa e ripresi la vita di tutti i giorni, con la consapevolezza che, in qualche modo, avevo superato un guaio che avevo combinato per esser stata molto superficiale nelle mie azioni. Dopo quell'episodio, passarono circa una ventina di anni e mi ritrovai a dirigere l'azienda della mia famiglia, dopo la morte di mio padre. Negli anni non mi son mai sposata, perché uno strano rimorso di coscienza, mi ha impedito di crearmi una famiglia, dopo che avevo in qualche modo, ripudiato quella creatura. Mi sentivo in colpa, come se non avessi diritto ad avere la felicità e il calore di un marito e dei figli. Poi durante la discussione di un accordo commerciale con una ditta, nostra fornitrice, ebbi l’occasione di far la conoscenza di un ragazzo di vent’anni, di nome Francesco, con cui ho legato subito. Lui ha preso a svolgere un compito di collegamento tra le nostre aziende e passava frequentemente diverse giornate in mia compagnia. Mi sentivo attratta da lui e non riuscivo a capire che cosa fosse questa strana attrazione. In tutti questi anni mi ero solo goduta qualche maschio in maniera sporadica, evitando in maniera assoluta qualsiasi legame e riducendo i contatti al solo piacere del sesso. Eppure, con Francesco, non riuscivo a non desiderare di aver la sua compagnia. Averlo al fianco mi emozionava e mi faceva sentir le farfalle nello stomaco. non mi era mai capitato! C'era qualcosa in lui che mi attraeva in maniera così forte e sconvolgente; ogni volta che lo vedevo, mi sentivo le gambe molli e la mia patatina cominciava ad inumidirsi in maniera incredibile. Un venerdì sera, l’ho invitato a cena, ovviamente, per sedurlo. Mi son presentata a lui indossando un vestito abbastanza aderente, che mi arrivava appena sopra il ginocchio, ma che modellava il mio corpo in maniera spettacolare! Il mio splendido culetto era ben evidenziato ed i tacchi alti che avevo indossato rendevano il mio incedere ancora più sensuale e provocante. Ho visto la gioia nei suoi occhi, quando è sceso dall'auto e, dopo avermi abbracciato, mi ha aperto lo sportello della sua vettura, per farmi salire e, nel farlo, ho indugiato un po', spalancando le cosce in maniera che potesse vedere che sotto indossavo solo dell'intimo molto ricercato. I suoi occhi hanno brillato di gioia e le sue parole sono state vera musica per le mie orecchie.
«Lucrezia, sei bellissima! Questa sera avrò l'invidia di tutte le persone che poseranno gli occhi su di noi! Se volevi catturare tutta la mia attenzione, ci sei riuscita benissimo! Questa sera non avrò occhi che per te!»
Siamo andati a cena in un bel ristorante e, fra una portata e l'altra, abbiamo iniziato a parlare.
«Lucrezia, mi piaci tanto e non posso pensare ad altro; so di non esserti indifferente, ma capisco che tu, forse, hai altri legami ed io sto irrompendo nella tua vita, così, in maniera troppo irruenta.»
L'ho guardato dritto negli occhi ed ho sentito forte il desiderio di lui dentro di me. Appena finita la cena, senza nessun indugio, l'ho portato a casa mia. Appena entrati, mi son girata verso di lui e prima di abbracciarlo, l'ho guardato dritto negli occhi.
«Francesco, tu mi piaci da morire! Non ho storie con nessuno e, finora non ne ho volute, perché non mi sentivo attratta da nessun maschio. Tu sei diverso! Non so che cosa hai di speciale, ma sento forte il desiderio di giacere con te, di godere tra le tue braccia e di sentirmi donna sotto di te! Non so niente della tua vita e ti chiedo solo questo: vorresti esser mio, di amarmi con tutto te stesso e di farmi impazzire di piacere? Domani potrai anche andartene ed io uscirò dalla tua vita senza assolutamente crearti alcun tipo di problema.»
Mi ha baciato e poi abbiamo iniziato a spogliarci a vicenda e, spostatici sul letto, ho avuto una notte di sesso e piacere indimenticabile! Dopo avermi baciato i seni, ha infilato due dita nella fica, quasi totalmente depilata, facendomi gemere di piacere e poi ha iniziato a leccare e slinguare il clitoride, giungendo fino al buco del culo.
«Sì, dai, sei fantastico! Ancora, mi fai morire! Dai, che vengo!»
Ho avuto un orgasmo in breve tempo e poi mi son rigirata ed ho ricambiato il piacere. Ho preso in bocca il suo uccello grosso e molto duro, succhiandolo, slinguandolo e ingoiandolo fino alla radice con passione, suscitando la sua ammirazione.
«Accidenti, che bocca! Sei davvero spettacolare! Sai sono state poche quelle che hanno ingoiato tutto il mio randello!»
La sua affermazione mi ha riempito di orgoglio e quando mi ha penetrato la fica bagnata mi ha spedito al settimo cielo. Ha preso a pomparmi lentamente, affondando la sua splendida mazza dentro di me e, ad ogni spinta, avevo come la sensazione che volesse in qualche modo entrare ancora più in profondità dentro di me. Ho goduto bene ed a lungo e, quando lui è stato prossimo al piacere, ero talmente stravolta che, inconsciamente non mi son resa conto che mi stava scopando a pelle e, quando è esploso dentro di me, ho sentito forte una strana emozione, qualcosa di incontrollabile, che mi ha stravolto la mente, incurante del fatto che non prendevo nessun tipo di precauzione. Non mi son preoccupata di nulla, se non del fatto che, sentire quell'enorme ondata di calore riempire la mia vagina, mi ha suscitato una tale emozione che ne sono rimasta veramente stordita. Dopo quella sera, abbiamo preso a frequentarci ed a fare sesso quasi regolarmente ed abbiamo anche deciso di passare un weekend insieme. Abbiamo prenotato presso un piccolo b&b e quando siamo giunti a destinazione, al momento di consegnare i documenti, lui mi ha dato la sua carta d'identità e, mentre io andavo alla reception, lui ha parcheggiato l'auto e scaricato le nostre valigie. Incuriosita ho guardato la sua carta d'identità ed ho scoperto che era nato in un posto che conoscevo benissimo: esattamente nel paese dove tanti anni prima avevo abbandonato mio figlio. In quel momento, non ho subito collegato le due cose, ma la sera, dopo aver fatto sesso in maniera molto intensa e soddisfacente, ci siamo messi a chiacchierare e mi ha detto che era stato adottato, nominando anche il nome della donna che non mi aveva voluto, in quanto frutto di una relazione extraconiugale. Quando ho sentito il nome di mia zia, son scattata seduta sul letto e l'ho guardato dritto negli occhi, profondamente terrorizzata!
