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Erotika
Mamma ti amo! · Cap. 2
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Capitolo 2 di 10 11 min di lettura

Incinta di mio figlio

un errore si paga dopo tanto tempo..ma il destino gioca le sue carte a suo piacere.

pennabianca
1 anno fa · 2.6k letture · 1

«Ma tu... cioè, voglio dire... tu sei! Non è possibile! Il destino non può avermi fatto questo! Oddio, cosa ho combinato!»

Naturalmente lui mi ha guardato senza capire ed io ero talmente sconvolta che non riuscivo a trovare le parole per spiegargli che non era stata mia zia a non volerlo, ma la mia indifferenza e, soprattutto, la mia superficialità che lo aveva abbandonato, appena nato. Sono sceso dal letto ed ho cominciato a girare per la stanza cercando di ricercare una soluzione a questa insolita e tremenda situazione. Lui si è alzato e, nudo, mi ha abbracciata, ma io l'ho respinto pregandolo di non toccarmi.

«Lasciami stare! Stai lontano da me! Cosa ho fatto? Ma perché il destino mi ha punito così? Non è possibile!»

Stavo già male! Ero andata a letto con mio figlio! Non gli ho dato nessuna spiegazione e mi sono goduta una ultima notte d’amore; poi l’ho mollato dicendogli che non volevo legami duraturi, anche se soffrivo come una cagna bastonata. Lui non si è arreso e, nonostante io cercassi in tutti i modi di evitarlo, alla fine mi ha aspettato sotto casa e non ho potuto evitare un confronto con lui. Appena dentro casa, lui mi ha buttato le braccia al collo, ma io ho cercato di evitarlo e, allora, mi ha letteralmente bloccato contro il muro e, tenendomi ferma, immobile davanti a lui, ha preteso una spiegazione.

«Voglio sapere la verità! Non credo al fatto che tu non voglia un legame con me! Fino a che non ti ho raccontato del fatto di esser stato adottato, perché ripudiato da una madre indegna, tutto andava bene, ma, all'improvviso, sei impallidita, come se conoscessi già quella storia! Ora io me ne uscirò dalla tua vita, ma prima voglio una spiegazione e che sia chiara ed esauriente, altrimenti giuro che non rispondo più delle mie azioni! Non mentirmi! Dimmi la verità nuda e cruda ed io la accetterò per quella che sarà! Non mi importa più di niente, posso anche fare a meno di te, ma voglio la verità!»

Ero tremendamente in conflitto con me stessa; ho sollevato le braccia e gli ho accarezzato il viso e l'ho invitato a sedersi sul divano, accanto a me, promettendogli che gli avrei dato tutte le spiegazioni possibili e immaginabili. Una volta seduta, ho sentito su di me i suoi occhi ed il suo respiro era quasi fermo, in attesa di sapere quale terribile cosa avevo da raccontargli.

«Non ti hanno detto la verità! Cioè, non tutta, perché non è stata la persona che mi hai detto tu a ripudiarti, perché frutto di una relazione extraconiugale, ma sono stata io che, all'età di 17 anni, sono rimasta incinta dopo aver partecipato ad una serata con quattro maschi, che mi hanno fatto veramente impazzire di piacere. In quel momento mi sembrava di aver fatto la cosa più bella del mondo e, quando mi son resa conto che ero incinta, i miei genitori mi hanno portato in montagna e fatto partorire in casa di mia zia, che ti ha, evidentemente, dato in adozione, dicendo semplicemente che eri frutto di una relazione extraconiugale. Non posso star con te! Lo capisci? Sono tua madre! Sì, sono io quelle indegna donna che ti ha abbandonato, appena nato. Ora sicuramente avrò tutto il tuo disprezzo, che merito tutto, fino in fondo. Sono stata una ragazza molto superficiale ed egoista, che ha preferito abbandonare il frutto di una notte di sesso sfrenato, senza preoccuparsi minimamente di come sarebbe cresciuto e, oggi, il destino mi ha presentato il conto, facendomi innamorare di te, dell'unica persona che, anziché amarmi, dovrebbe disprezzarmi più di tutti al mondo! Adesso sai la verità, esci pure da questa casa e dimentica questa ignobile donna che, per tutti questi anni, non si è preso nemmeno la briga di saper come stavi, come crescevi, chi eri e che cosa facevi.»

Mi ha guardato stupito, poi ha scosso un attimo la testa, si è alzato in piedi e si è avviato verso la porta senza voltarsi indietro. Sono rimasta seduta sul divano a piangere accoratamente. Per giorni son stata come stordita, poi mi son accorta di esser incinta, incinta di mio figlio. Ho fatto il test di gravidanza e son risultata incinta di due mesi e, dentro di me, ho deciso di tenere questa creatura. Son passati due mesi e la mia pancia ha cominciato a crescere, ed ho accarezzato il mio grembo, pensando che, in fondo, forse il destino mi aveva perdonato regalandomi la nuova opportunità di esser madre. Una sera, inaspettatamente, ho trovato Francesco sotto casa, appoggiato alla sua auto e, quando mi ha visto arrivare, è venuto verso di me con la testa bassa. Mi hai chiesto di poter entrare in casa ed io l'ho accolto con estremo piacere. Appena dentro, mi ha buttato le braccia al collo e mi ha chiesto perdono.

«Perdonami! Sono stato un pazzo a lasciarti da sola! Ti amo troppo e non posso far a meno di te! Anzi, NON voglio più far a meno di te! Non m'importa se sei mia madre, per la legge Io ho un cognome e tu ne hai un altro, quindi non ci sarà nessun problema legale; l'unica cosa che voglio è il tuo amore! Io ti amo e sapere di aver passato dei momenti indimenticabili con te, mi rende ebbro di piacere e mi fa desiderare ancora di poter godere del tuo corpo, di poter sentire i tuoi gemiti di piacere fra le mie braccia. Ti amo e ti voglio per quello che sei! Una donna stupenda! Una femmina che voglio possedere ancora e, mentre lo farò, avrò ancora più piacere nel pensare che quella che sto scopando è mia madre! Ti prego: non mandarmi ancora una volta via dalla tua vita!»

L'ho abbracciato e baciato con le lacrime agli occhi e lui, nello stringersi a me, ha notato il mio ventre gonfio e, guardandomi negli occhi, quasi incredulo, ha aspettato la conferma di quello che stava sospettando.

«Anche io ti amo più della mia vita! Quello che senti premere contro di te è il mio ventre che si gonfia perché, tu, figlio mio, mi hai ingravidata! Aspetto un figlio tuo! Lo avrei allevato da sola, consapevole del fatto che, in qualche modo, potevo rimediare all'errore che avevo fatto con te, ma ora che sei qui, voglio che anche tu provi la gioia di veder crescere questa creatura insieme a me. Non ti mando via! Ti voglio ancora! Ti voglio dentro di me! Voglio sentire il tuo splendido membro che mi fa godere da impazzire e, sapere che tutto il piacere che provo me lo sta dando mio figlio, mi farà godere ancor di più!»

Mi ha sposato ed ho dato alla luce uno splendido maschio e, dopo solo sei mesi, mi sono fatta di nuovo metter incinta. Ora aspetto di partorire una bimba, che nascerà fra due mesi! Scopare con mio figlio è un piacere che non ha eguali!

 

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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