Mi chiamo Angelo, ho 25 anni. Sono alto un metro e ottanta, ho gli occhi marroni, capelli neri e spalle larghe su un fisico abbastanza snello e ben scolpito, perché pratico molti sport, tra cui il nuoto. Lavoro come ragioniere contabile in un'azienda con molti dipendenti, quasi tutti uomini; non ho una fidanzata fissa. Vivo con mia madre, che si chiama Pamela: è alta m. 1,70, ha il seno di una terza bella piena. Il suo fisico è snello e in esso risalta un bel culo alto e sodo. Non si è mai sposata ed ha sempre avuto una sua vita autonoma. È titolare di un negozio di parrucchiere ed ha molte amiche con le quali si diverte spesso. Come ho detto non si è mai sposata, perché ama molto la sua libertà, ed io rappresento per lei quello che definisce una sua soddisfazione, perché mi ha voluto e desiderato quando aveva appena vent'anni. Non ho mai conosciuto mio padre, ma, nonostante questo, son cresciuto con lei e l'amore che non mi ha mai lesinato: abbiamo instaurato un gran bel rapporto fra di noi. Ultimamente è cambiato anche il mio modo di guardarla, ma, soprattutto, ho preso a fare una specie di gioco, che mi piace tantissimo: annusare e usare le sue mutandine per farmi delle seghe. Capisco che la cosa è un po' strana, ma tutto questo mi ha eccita talmente tanto che, difficilmente, riesco a resistere. Un sabato pomeriggio, convinto di essere da solo in casa, son entrato in bagno ed ho visto, nel cesto della biancheria sporca, un suo perizoma nero. Lo prendo ed inizio a annusarlo. Porto quel pezzetto di stoffa alle narici e subito il mio cazzo si gonfia a dismisura. Sono abbastanza dotato, ho una mazza non troppo lunga, ma, sicuramente, di considerevole spessore ed ho preso a segarmi lentamente, mentre mi riempivo le narici con l'odore della sua fica. D'improvviso la porta si è aperta e mia madre è entrata in bagno. In fretta nascondo sia il mio cazzo, che era al massimo della sua erezione, che il tesoro che trovato, che era ben pregno dei suoi umori: lei si è insospettita. «Angelo che è successo? Mi sembri strano: che cosa stai facendo?» Ho cercato di minimizzare la cosa. «Non sto facendo niente, mamma, ho solo raccolto le tue mutandine che erano cadute di lato al cesto della biancheria sporca.» Ho visto che ha sorriso, fingendo di credere alle mie affermazioni e poi si è avvicinata e, vedendo il grosso bozzo che avevo sui pantaloncini, ha sorriso ed ironizzato un po'.
«Accidenti! Vedo che raccogliere delle mutandine ti fa un certo effetto! Guarda che mi puoi dire la verità. Tanto me ne sono accorta, che le usi per il tuo piacere!» Mi son fatto coraggio ed ho ammesso la verità, poi le ho chiesto perché usava quel tipo di mutande. «Scusami, mamma! Non so cosa mi sia preso, ma il tuo intimo mi fa proprio questo strano effetto! Intanto, posso chiederti perché usi questo tipo di mutandine così piccole, dove solo un esiguo pezzetto di stoffa si impregna dei tuoi umori?» Lei mi ha sorriso e con fare malizioso mi ha detto che trovava questo tipo di indumento molto comodo e, soprattutto quanto mai sexy. Poi, senza aggiungere altro, si è girata e, alzata la gonna, mi ha fatto vedere il mini filo interdentale che indossava. «Non trovi che sia tremendamente sexy?» Nel vedere quelle sue splendide chiappe, appena divise da quel sottile filo nero, il mio cazzo è subito tornato ad esser tremendamente duro. «Mamma, così non vale! Se non ti copri immediatamente, non rispondo più delle mie azioni!» Lei, vedendo che il mio cazzo spuntava da sopra l'elastico dei pantaloncini, lo ha guardato con occhi di ammirazione, per poi divertirsi a provocarmi un po'. «Amore, ma cosa vorresti fare? Ti sei dimenticato che sono tua madre?» «Sarai anche mia madre, ma sei anche una femmina stupenda! Come vedi riesci a farmi diventare pazzo!» Lei ha abbassato la gonna, ma non si è mossa, è rimasta li vicino a me.
Senza quasi rendermene conto, mi son avvicinato a lei ed ho allungato le mani, sollevando di nuovo la gonna e così ho potuto di nuovo ammirare il suo splendido perizoma nero, molto sottile e decisamente provocante. Le ho fatto una domanda: «Mamma, vorrei proprio darti un bacio lì, sopra la tua ostica profumata! Posso, mamma?» Lei ha sorriso ed annuito. Mi sono inginocchiato davanti a lei ed ho appoggiato le labbra al sottile tessuto che copriva quella sua fica pazzesca; ho preso ad assaporare, attraverso la stoffa, quel miele di cui era intrisa. Lei ha appoggiato le mani sul mio capo e, muovendo leggermente il bacino su e giù, ha strofinato il suo clitoride sopra la mia faccia. Eccitato dal suo comportamento, ho scostato leggermente l'indumento, scoprendo il piccolo triangolino di peli presenti sul monte di Venere e lei, senza farselo chiedere, ha aperto leggermente le gambe e così ho potuto leccare le grandi labbra ed il clitoride che era ricoperto di nettare dolcissimo. Ero incredulo e, nello stesso tempo, tremendamente eccitato. Era da un po' che desideravo fare una cosa del genere, ma non mi sarei aspettato che mia madre, di sua iniziativa, mi offrisse la possibilità di leccar la sua fica. Ho preso a lappare tutto quel miele che sgorgava dal suo ventre e lei ha preso a gemere di piacere, schiacciando con entrambe le mani, la mia testa sul suo clitoride. «Sì, amore, continua così! Sei meraviglioso, amore! Ancora! Mi fai morire! Ancora! Dai, gioia, che vengo! Ora vengo!» Sono stato letteralmente sommerso da un'ondata di piacere, che ho raccolto tutto in bocca, assaporando quel nettare prelibato ed annusando l'odore di femmina in calore che emanava. Ho sollevato lo sguardo e ho guardato mia madre in viso: aveva gli occhi chiusi. Ho continuato per un po’ a leccarla, poi, dopo, mi son sollevato, l’ho guardata e l’ho pregata di farmi provare lo stesso piacere. «Ti prego, mamma, voglio sentire anch'io le tue calde labbra su di me!» Mi ha sorriso, poi si è inginocchiata davanti a me e, dopo aver abbassato i pantaloncini, ha guardato il mio membro e sollevato lo sguardo, ha fatto un gesto di puro compiacimento. «Amore, ammetto che è da un po' che non ti faccio il bagnetto, ma vedo che il mio bimbo è cresciuto ed anche molto bene! Lo sai che hai proprio un bel cazzone?»
Ha preso a leccarmelo ed ho sentito le sue calde labbra intorno alla mia cappella; poi è scesa giù, lungo l'asta, fino alle palle e, dopo averle accarezzate con una mano, me le ha prese una per volta in bocca, gustandosele e gemendo di piacere, mentre le stringeva fra le labbra. Poi è risalita verso l'alto e, prima di riprenderlo di nuovo in bocca, ha sollevato gli occhi, mostrando il suo viso ridotto ad una vera e propria maschera di voluttà. «…uhhmuum… Hai delle palle splendide! Son sicura che saranno piene di crema dolcissima, che adesso voglio tutta in gola! Dai, amor mio, fa bere la tua mamma; dissetami!» Ha preso a succhiarlo in punta, in quanto non riusciva a farne entrare di più in bocca e, per me, non c'è stato scampo. Ad un tratto ho sentito che stavo per esplodere ed le ho appoggiato una mano sul capo, avvertendola che le avrei riempito la bocca di sbroda. «Mamma! Mamma! Mamma sto… Mamma sto... sborrando!» Ha serrato le labbra intorno alla punta ed io sono esploso. Le ho scaricato in bocca alcuni schizzi di sperma, che lei ha raccolto in bocca, perché vedevo le sue guance gonfiarsi e poi deglutire. Vederla ingoiare la mia sbroda, mi ha eccitato ancor di più e lei, dopo avermelo leccato e ben ripulito, si è alzata e mi ha messo una mano dietro al capo: ha incollato la sua bocca alla mia. Per un attimo son rimasto un po' stupito, ma quando la sua lingua si è infilata nella mia bocca, ho preso a limonare con lei in maniera forte e passionale. Ero eccitato come un cavallo e così l'ho appoggiata al lavandino, spingendo il mio grosso cazzo contro il suo ventre. Lei mi ha sorriso, ma mi ha bloccato. Sono rimasto un attimo perplesso, perché avevo proprio voglia di chiavarla. Lei ha sorriso e, tenendomi abbracciato, mi ha suggerito di seguirla. «Dai, andiamo di là, in camera da letto, staremo più comodi: voglio godermi per bene il cazzo di mio figlio!» Non mi son certo fatto pregare; l'ho seguita e, mentre percorrevamo il breve tratto che separa il bagno dalla camera, lei ha fatto volar via sia la t-shirt, mettendo in mostra un seno stupendo e libero, ma anche la sottile minigonna, restando solo con il piccolo perizoma. Mi son sdraiato fra le sue cosce ed ho ripreso a leccarla, quasi non ci fosse un domani. Lei si è girata ed abbiamo iniziato un fantastico 69. Si infilava il mio grosso cazzo in gola, cercando di farne entrare il più possibile, poi se lo sfilava, lo bagnava con la saliva, e poi scendeva giù, fino a leccarmi le palle ed a sfiorarmi, con la punta di un dito il buco del culo.
