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Erotika
Mamma ti amo! · Cap. 1
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Capitolo 1 di 10 16 min di lettura

Ho consolato mia madre.

un figlio consola la madre che sente di aver bisogno di conferme.

pennabianca
1 anno fa · 4.2k letture · 2

«Sì, mamma, sborro! Sì, adesso ti schizzo tutta!» Ho schizzato tra le sue cosce, ci siamo baciati furiosamente, sembrava che le nostre bocche non trovassero pace, eravamo come affamati di piacere. Poi lei mi ha sorriso e i suoi occhi brillavano di gioia. «Tommy, amore, non dovevamo. Sei mio figlio e non dovrei desiderarti, ma è stato bellissimo e son così contenta, come non lo ero da tempo. Se proprio lo vuoi, usciamo: dammi solo il tempo di una doccia.» Le ho sorriso, l'ho baciata e poi le ho chiesto di farsi bella per me. «Ti voglio elegante e sexy e, soprattutto, devi esser convinta che questa sera sarai la mia donna! Ti voglio vedere allegra e felice, contenta e soddisfatta. La Stefania triste e infelice dovrà lasciare per sempre questa casa! Questa sera voglio al mio fianco una donna che ha semplicemente voglia di ridere, divertirsi e, soprattutto, sentirsi bella per me!» Mi ha accontentato. Ha indossato una minigonna di pelle, nera ed una camicetta bianca. Le sue splendide cosce erano fasciate con delle calze nere autoreggenti e, ai piedi, degli splendidi stivaletti alla caviglia, con il tacco 12. Ci siamo divertiti per tutta la sera e l’ho vista sorridere e divertirsi, sempre cercando i miei occhi. Era quasi l'alba quando siamo tornati e, mentre parcheggiavo l'auto, lei mi ha guardato e mi ha riferito di aver passato una magnifica serata, come non la ricordava da tempo immemore. Io le ho sorriso e le ho dato ancora un bacio, poi, le ho fatto una proposta interessante. «Siamo alla fine di maggio; devo solo completare la tesi che, comunque, non darò prima di ottobre; perché non ci prendiamo una settimana di vacanza e ce ne andiamo un po' al mare? Cambiare aria, uscire e rilassarti, ti farà bene, così sarai più tranquilla.» Ci ha pensato solo un attimo, poi mi ha dato un bacio e mi ha detto che l'idea era ottima, ma lei l'avrebbe anche perfezionata. In quell'istante non ho capito subito a cosa volesse riferirsi, ma appena tornati in casa, non abbiamo neanche avuto il tempo di andare a dormire, che lei ha preso due valigie e vi ha messo dentro un po' di cose sue e mie, poi mi ha letteralmente trascinato di nuovo in auto e mi ha detto di andare verso il club nautico di Punta Ala. Mentre guidavo, l'ho sentita far alcune telefonate a persone di sua conoscenza e, nel giro di neanche mezz'ora, aveva noleggiato una barca, ben sapendo che, da un anno circa, son munito di patente nautica.

«Amore, io e te da soli ci faremo una mini crociera qui nel Tirreno. Tu sarai il mio capitano e io sarò la tua dolce sirena, che desidera trascorrere una settimana con te! Sarò la tua schiava, sarò la tua amante, tutto quello che vorrai, lo farò! Lo so che è una follia tutto questo, ma non m'importa niente! Ora voglio sentirmi bella e felice come lo sono stata questa sera con te. Non mi importa niente, se quel pazzo di tuo padre ha deciso di lasciarmi. Io e te da soli e fin quando non deciderai di trovarti una brava ragazza per costruirti una famiglia, che, spero, accada presto, così da farmi diventar nonna; fino a quel momento, voglio esser la tua donna. Voglio esser la tua schiava, la tua puttana.» Mi sono venute le lacrime agli occhi nel sentire quelle parole, allora l'ho abbracciata e baciata forte. Un'ora dopo, eravamo al porto e un simpatico marinaio aveva già provveduto a fare il pieno di carburante ad un piccolo yacht ben attrezzato; il tempo di prender possesso delle nostre cabine e subito dopo siamo usciti fuori dal porto, mentre lei era abbracciata a me che, con il timone in mano, prendevo il largo per questa splendida crociera con mia madre. Ho fatto rotta verso l'Isola d'Elba e, al calar del sole, ho gettato l’ancora in una delle tante baie tranquille dell'isola. Il tempo di cambiarsi e siamo scesi a terra per la cena. Mamma era splendida! Ha indossato un vestito molto corto, elasticizzato che modellava il suo corpo e, ai piedi, calzava dei sandali che le hanno evidenziato ancor più il suo splendido culo. Abbiamo cenato in un ristorantino come due innamorati, guardandosi negli occhi e, soprattutto, flirtando in continuazione. Era allegra, felice e, soprattutto, dimentica di tutte le ansie che la tormentavano. Dopo una breve passeggiata, le ho chiesto cosa desiderasse fare e lei, dopo avermi abbracciato e baciato sulla bocca, ha risposto semplicemente: «Portami a bordo!» Una volta a bordo, mi crogiolavo nel vederla allegra, euforica, come non l'avevo più vista da tempo. «Tommy, è stata una bellissima serata! Non mi divertivo così da tanto tempo e dovremo ripeterla.» L’ho abbracciata e baciata. «Lo rifaremo ogni volta che vorrai, sempre che non cambierai idea.» Lei mi ha sorriso e poi, con una voce molto di un languore unico, mi ha fatto una specifica richiesta. «Tommy, questa notte voglio godere: desidero che mi scopi. Mi devi scopare forte e molto a fondo! Voglio sentire il tuo cazzo che mi fruga fino in gola!» Ero ebbro di felicità nel sentir quelle sue parole.

«Non puoi immaginare quanto mi renda felice tutto questo: è quello che più desidero.» «Ti credo, ma tu, però, devi prima farmi una promessa: dovrai trovarti una brava la ragazza! Promettimelo! Altrimenti non mi avrai più! Voglio diventar nonna e continuare a scoparti!» «D’accordo! Mi troverò una brava mogliettina, che mi dovrà fornire di una bella cucciolata per rallegrare la mia stupenda mammina, così da poterne poi scopare la nonna! Adesso, però, voglio chiavarti con tutta l'anima.» Lei ha sorriso contenta. «Amore, portami a letto e fammi impazzire di piacere!» Ci siamo spogliati e ha iniziato a baciarmi per tutto il corpo. Quando ha sollevato lo sguardo, il buio di qualche giorno prima era scomparso: i suoi occhi brillavano di felicità. «Sei l’amor mio, figlio e amante: sono una donna perduta, ma non m’interessa. Stenditi su di me, entra dentro di me, scopami e chiavami forte! Fammi provare il massimo del piacere! Sfondami ogni buco e, per ogni buco, intendo culo incluso, che non ho mai dato a tuo padre! Sì, sarai tu il fortunato che me lo dovrà sfondare forte, come un animale! Voglio sentir dolore per giorni!» Ho preso a leccarla e lei ha goduto molto, poi mi ha mi ha pregato di chiavarla. Mi son messo tra le sue cosce aperte. È stata lei che mi ha preso il cazzo con una mano e l’ha guidarlo all’ingresso della fica. «Scopami! Mettimelo dentro! Sfondami tutta! Amore, entra in me, ecco, così! È una sensazione stupenda, sentire il tuo cazzo dentro il mio corpo. Scopami con forza! Duramente! Trattami da puttana! Non esser gentile. Mi piace sentire il cazzo che mi dilata con forza, che mi sfonda, che mi domina! Sì, amor mio, chiavami forte e fa che goda! Sì, così, amore. Sborrami dentro! Riempi del tuo seme, questo ventre che ti ha generato! Amore, tutto questo mi fa andare in delirio!» Ho preso a pomparla con forza. Le davo dei colpi tremendi e sotto quelle stoccate il suo seno oscillava verso l'alto. Ha urlato tante volte il suo piacere, e poi, alla fine, le son venuto dentro con un fiume di crema, che lei ha sentito arrivare, facendola godere ancora un'ennesima volta. Sfiniti, ci siamo addormentati abbracciati. All'alba, mi ha svegliato per le sollecitazioni che provavo nel sentirmi succhiare il membro: sotto le sue sapienti leccate, il cazzo mi è subito diventato di marmo.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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