Paella e yogurt
Lei sta preparando la sua paella. Io sto lavorando in smart. Ma mi distraggo con la chat di AP. Ogni tanto qualcuno mi chiama, spesso non rispondo, a volte mi perdo in chiacchiere. Un’amica mi passa un link di un video lesbo da vedere. Bello, ma sotto la pagina mi propone altro e mi perdo in un video di un pompino.
Io penso che di base ci sono due modi per fare un pompino. Uno è per lui… contatto visivo, cambi di ritmo. Lo fai per farlo stare bene, sei concentrata sul proprietario di quel pene.
L’altro è per te. Solo per te. E ti perdi gustandoti le sensazioni tattili e olfattive che quel pulsante pezzo di carne è in grado di darti. E’ vivo, vibra nella tua bocca, risponde alla tua lingua, ai denti, si gonfia. Hai un dialogo interiore con lui. Solo con lui. Scopri i suoi punti segreti da sfiorare. Quelli che lo fanno sobbalzare. Quelli che lo fanno crescere e indurire e sai che potrai tornarci quando vuoi, per farlo esplodere.
Il padrone di quel magnifico oggetto non lo sa, a volte non se ne accorge neppure. Ma è solo un portatore di pene.
Guardo quel video e vedo lei che si perde come farei io adesso. Capisco ogni cosa che fa, e perché. Mi prende l’arsura. La salivazione mi va in tilt. Ho una voglia tremenda di succhiare quel cazzo ora. La invidio profondamente quando lo vedo pulsare e pompare sperma nella sua bocca e lei, le labbra strette a anello, ingoia a piccoli sorsi senza perderne nemmeno una goccia e continua a succhiare, quieta, ancora e ancora.
Dio che voglia che ho. Di farlo.
Ne ho così voglia che lo scrivo:
"Mi piace "sentire" con la bocca. Mi piace l'odore e il sapore del sesso. Del maschio e della femmina. Mi piace il sudore salato. Mi piace leccare le dita dei piedi, succhiarle. Infilare la lingua nell'ombelico. Nelle pieghe della carne. Mi piace il sapore della piscia. Il caldo che mi scorre sul viso. Ma soprattutto mi piace la sborra. Sono in crisi di astinenza da sborra. Voglio succhiare un cazzo e svuotarlo. Voglio sentire che mi riempie la bocca, la gola. Che mi resta il sapore a lungo. Stasera usciamo e andiamo in un locale di scambio e voglio fare un pompino, davanti a lei ma soprattutto voglio riempirmi la bocca di sperma. Voglio sentire il cazzo che vibra si gonfia e schizza nella mia gola. Ne ho bisogno. Non ne posso fare a meno, stasera."
Vado da lei e glielo dico.
“Eri, mi è venuta una voglia terribile di cazzo. Di fare un bocchino. Di sperma.”
“ahahahah e come ? Così all’improvviso? “
“si… è come un coltello rovente nella testa… ho voglia proprio di quello”
“ sei incredibile… allora usciamo no? E troviamo un cazzo per te, no?”
“si. Mangiamo e usciamo dai…
Mangiamo la paella, buonissima. Ma la mia testa viaggia alla velocità della luce. Cosa mi metto, dove possiamo andare, come posso fare.
Due giorni fa siamo uscite e andate in un locale fetish. Abbiamo solo bevuto una copa, ascoltato musica e salutato amici di Eri.
Tutti pensano che io sia la sua sub. Non faccio niente per smentire la cosa. Mi piace essere considerata la sua proprietà.
Le fanno i complimenti in mia presenza, come fossi un oggetto.
Lei mi guarda, pronta a smentire, ma io con gli occhi le dico di no. Che mi diverte. Lei capisce. Mi accarezza. Come un cane.
Un tipo le chiede se mi può prestare per una sera. Lei dice di no, dura, ma io ho un brivido.
Capisco poco e parlo ancora meno, mi piace guardare e studiare la gente.
La situazione era strana e divertente, di per sé non entusiasmante, ma quello che mi ha eccitata è stato essere considerata la sua sub.
Facciamo un giro di telefonate per trovare uno swinging club aperto di giovedi. Ce n’è uno abbastanza vicino casa, dalle 18 alle 02.
Niente acchitto sexy, ci buttiamo addosso due cose e usciamo. Le coppie pagano 25 x 2 consumazioni e le chicas 10 e 1 consumazione. Beh allora siamo chicas, no?
Ma dentro siamo una coppia e le dico, ricorda, sono la tua schiava. Faccio quello che dici. Ma tu sai cosa voglio.
Non c’è molta gente nel locale. Una coppia anziana su un divanetto che parlotta con due ragazzi. Lei grassottella tutta sorrisi ci guarda male. Teme che le portiamo via i due. Stai tranquilla senora. I due maghrebini non mi piacciono proprio.
Altre due coppie nell’oscurità si scambiano effusioni. Si staranno scaldando ognuna con i propri partner o già si sono scambiati?
Una bella donna viene da noi al bar. E’ la proprietaria. Parla con Eri, in breve scoprono amici in comune, la conversazione si fa allegra e veloce e io non capisco nulla. Una coppia giovane, molto bella, è seduta dall’altra parte. Un video porno scorre su uno schermo e lui le ha alzato la gonna e l’accarezza fra le gambe. Lei beve da un bicchiere e lo facilita tenendo le cosce leggermente aperte. E’ molto sexy così. Non posso fare a meno di guardarla e le sorrido. Ma poi distolgo lo sguardo. Non sono qui per rimorchiare una donna. O una coppia.
Invece si alza lui e mi raggiunge. Mi chiede qualcosa che non capisco. Eri dice che ci invitano al loro tavolo. Lui è un bel ragazzo, capelli corti. Ha una felpa sportiva e mi sorprende, perché di solito in questi locali c’è un certo dress code.
Il nostro copione prevede che non sia io a decidere nulla. Anche se con gli occhi comunico il mio assenso o meno sulle scelte. E Eri mi dice andiamo da loro.
Ci sediamo. Lei è Eva. Lui è Diego. Sui 30 anni. Beviamo e brindiamo alla nostra salute.
Continuo a guardarmi intorno perché nelle zone buie c’è movimento e ci sono altre persone.
Capisco poco di quello che dicono.
Ma Eri mi dice: “Eva è d’accordo. Vuoi farlo?”
Riconsidero il tutto. Lui è un bel ragazzo. Lei anche e mi guarda con gli occhi che le brillano.
Entro nel mood della sub: chino la testa e dico di si.
Una contrazione nella fica e l’aumento della salivazione.
Ci spostiamo in una zona più nascosta. Luci rosse soffuse.
Mi inginocchio davanti a lui che se ne sta con il bicchiere in mano e le gambe aperte. Mi metto fra le sue ginocchia e gli massaggio le cosce, risalendo piano. Eva mi guarda molto attenta. Si accarezza un capezzolo.
Con le mani arrivo a massaggiare l’inguine. Sento la consistenza del pacco aumentare.
Oddio ho una voglia di tirarglielo fuori che mi ubriaca.
Mi umetto le labbra. Lui apre la cintura, io i pantaloni e tiro giù la zip. Sotto le mie mani il calore di quel pene ancora costretto, da liberare.
Prendo pantaloni e boxer da sopra e tiro giù. Lui alza il bacino e il cazzo salta fuori. Già abbastanza duro. E’ largo.
Un ultimo sguardo a Eva per chiederle il permesso. Un impercettibile segno del mento: vai.
Lo impugno e tiro giù la pelle. Mi godo il suo odore. Mi fa impazzire il leggero sentore di urina e di sudore. Mi passo la cappella bagnata sulle labbra, la respiro.
So che Eri mi sta guardando. Si è spostata accanto a lui e posso guardare negli occhi anche lei. La fisso mentre accolgo il glande nella bocca e lo assaporo.
“Si, era questo quello che volevo amore. Che mi guardassi con un cazzo in bocca.” non lo dico ma lo penso e so che lei lo percepisce perché con gli occhi mi dice continua..
Mi abbandono al pompino. Lecco, succhio, titillo, bagno di saliva, risucchio tutto. Mi perdo con quel cazzo in bocca. Tutto il resto sparisce. Tutti i miei sensi sono concentrati nella mia bocca.
Non so quanto tempo passa.
A un certo punto, lui mi ferma. Non so da dove ha tirato fuori un preservativo.
Dico di no. Non c’è bisogno. Lui sorride e credo dica qualcosa tipo “se va bene a te… per me è meglio…”. Non sono venuta qui per avere il sapore di gomma in bocca. Non mi voglio perdere il meglio.
Continuo.
Capisco qual è il punto sensibile che lo farà esplodere. Sul frenulo, sfiorandolo con gli incisivi inferiori. Lo sento gonfiarsi e dai suoi gemiti percepisco l’istante preciso in cui arriverà il primo fiotto. Lo faccio scorrere verso la gola. Attendo che le contrazioni finiscano. Labbra a anello. Ingoio e mi piace che si senta che lo faccio.
Il pene si ammorbidisce subito. Non lo tolgo dalla bocca, succhio ancora e altre gocce di sperma nella mia bocca.
Lui ha gli occhi chiusi. Eva si sta toccando la fica.
Mi alzo e guardo Eri. “posso baciarti?” Lei socchiude le labbra e sporge la lingua. Ci baciamo e so che sente molto bene il sapore dello sperma nella mia bocca.
Eri prende il numero di telefono di Eva. Andiamo a casa.
Siamo entrambe eccitate. Ho avuto quello che volevo. Sento il sapore della sborra dal fondo della gola. Ho la fica fradicia.
Mi sento una troia e non vedo l’ora che Eri me lo dica.
Vivere insieme è bello e fare l’amore dolcemente anche. Ma ho bisogno che lei mi scopi con violenza. Che mi faccia male. Che mi lasci i lividi addosso.
Lo fa. Con rabbia, con forza. Mordendomi e strizzandomi. Sputandomi la puttana che sono. Allargandomi come una vacca che partorisce.
Godiamo entrambe più volte.
Poi vado a spegnere il pc. Mi affaccio sulla chat. E un’amica mi eccita di nuovo. Sono quasi le 3 quando mi devo masturbare e vengo di nuovo. E finalmente dormo.
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Il titolo? una volta un tipo disse a mio marito, parlando di me, impegnata con il suo cazzo: "la tua signora si è appena bevuta uno yogurt". La frase mi è rimasta impressa e mi eccita. E così, dopo "costate e tortillas" continuo con le esperienze culinarie. Magari aprirò un blog di cucina?
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