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Erotika
Una settimana da sola in Calabria · Cap. 7
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Capitolo 7 di 8 12 min di lettura

Giorno 6. Parte II-Il giorno libero

Giulia e Giorgio tornano a casa, Giulia è riuscita a cancellare le sue foto intime dalla macchina fotografica ma a quale costo. Tormentata decide di stare da sola per un poco. Nel centro storico di Diamante incontra gli operai. Succederà l'inaspettato.

Lucifer
5 mesi fa · 595 letture · 0

Però la ragazza si ritrae quando Moussa le mette la mano libera sul seno e cerca il limone. Non sa se vuole finire di nuovo a letto con il congolese ma di certo non davanti agli altri operai. Di ritorno dalla cucina Denis esclama:

“Non è la prima volta che uno di noi scopa davanti agli altri”

Giulia è sconcertata, rimane letteralmente a bocca aperta. Però il carico da novanta deve ancora essere sganciato.

“Capita che uno di noi porti qui una puttana, la casa è grande e si sta comodi. A volte, ce la facciamo tutti e tre, altre volte Moussa se la tiene per sé. Bastardo…”

“Ma io non sono…una puttana” protesta la ragazza con un tono di voce che diventa sempre più basso.

Giulia ricorda, mentre pronuncia quelle parole, che ha ripetutamente in questi giorni tradito il suo fidanzato. Non è una puttana nel senso proprio del termine ma lo è in senso lato. Ciò la eccita. È una puttana perversa. Denis incalza:

“Hai paura di ciò che le persone potrebbero pensare?”

“Ho ancora un fidanzato”

“Che tradisci perché il vostro rapporto è basato su paure sociali e non detti. Perché non ti prendi un giorno libero da tutto questo e per un giorno provi a seguire solo i tuoi desideri senza paure né compromessi?”

Si capisce che Denis è un uomo compiuto, un uomo che a un certo punto del suo percorso di vita ha conquistato una certa indipendenza rispetto al comune sentire. Giulia vuole dargli fiducia. Magari se la vuole solo scopare ma ci penserà domani. Oggi si prenderà il suo giorno libero, libero dai sensi di colpa e dalla ragione.

“Non ho mai scopato tre uomini allo stesso tempo ma lo desidero, desidero voi adesso” ammette infine.

Subito Moussa afferra la ragazza dai fianchi, la solleva in aria e la spinge sul divano accanto a un Bamir che, assorto davanti la tv, non ha capito il motivo di tanto schiamazzo. Senza perdere altro tempo sia Moussa che Denis si spogliano. Non cessano di sorprendere i muscoli del congolese, così come la pelle liscia e lucida sotto la maglietta; il grosso cazzo, con una cappella rotondissima in cima, è capace di ipnotizzare. Il fisico di Denis non è altrettanto glorioso, addome gonfio e seni flaccidi; il fascino dell’uomo maturo risiede altrove.

Infastidito si volta Bamir verso il resto della comitiva ed esclama:

“Fate un po’ di silenzio. Stanno dando un documentario su Tirana.”

Scoppiano tutti a ridere del commovente patriottismo nostalgico di Bamir. Denis decide di approfittarne.

“Giulia, perché non gli fai una sega? Vediamo se l’amore per l’Albania vince sull’amore per la fica”

Giulia ha smesso di combattere contro i suoi desideri, è il suo giorno libero. Obbedisce, vuole essere una troia obbediente. Sbottona quindi i jeans di Bamir e ne tira fuori il membro mezzo moscio. Inizia a segarlo e vi sputa sopra come ha visto fare in qualche porno. Sotto le sue mani e bagnato dalla saliva, il membro assume consistenza. Pur continuando a seguire il documentario, l’uomo pianta una mano fra i capelli biondi di Giulia.

Nel frattempo, Moussa ha strappato pantaloni e slip alla ragazza, ne ha divaricato le gambe e ha preso a lappare la fica. Appena un prurito sul volto testimonia una ricrescita del pelo biondo sul pube della ragazza. Il ragazzo ci sta fare, gli abili movimenti della lingua provocano brividi e gemiti.

Giulia non ha ancora imparato a riconoscere i segnali di un orgasmo maschile imminente, così è presa alla sprovvista dagli schizzi di Bamir, uno di questi le finisce dritto in un occhio. Bamir s’alza di scatto. Tuttavia, non è minimamente mortificato di aver colpito la ragazza in un occhio.

“Cazzo, mi hai fatto sporcare il pantalone buono” urla mentre corre in bagno.

Giulia non risponde né reagisce in alcun modo. Si sente stordita e umiliata ma il demone che le sta ora succhiando il clitoride le spezza il respiro. Sta montando un violento orgasmo. Le sue unghie affondano nel tessuto del copridivano. Viene. Sembra preda di improvvisi spasmi. Ha come l’impressione che le sia scappata una goccia di pipì ma Moussa non dice niente.

Dopo qualche secondo a riprendere fiato, si siede sui talloni, mani alla spalliera del divano. Vuole chiedere scusa a Bamir…Però è Denis che le para davanti. Ha il cazzo in mano, un cazzo di modeste dimensioni con un neo sull’asta.

“Ci tiene a quei pantaloni, quando tornerà dal bagno vorrà punirti” dice divertito.

L’uomo raccoglie con la mano callosa i capelli biondi della ragazza in una treccia, esercita una leggera pressione. Giulia lancia un gridolino. Denis risponde strofinandole su tutta la faccia i testicoli che infine le costringe a prendere in bocca, una alla volta. Nel frattempo, Moussa si è inginocchiato dietro di lei, le stringe i fianchi. Giulia intuisce che deve portare il culo in fuori.

“Finalmente potrai di nuovo avermi di nuovo nella fica” sussurra.

Non sono trascorsi che due giorni, la sensazione della prima volta è ancora vivida. Nondimeno è emozionata e ansiosa. Moussa trova la fichetta ben lubrificata, sembra burro. Giulia serra gli occhi e si gode ogni centimetro. Non fa la minima resistenza quando Denis le apre la bocca e ci infila il cazzo. Ora Moussa le scopa la fica mentre Denis le scopa la gola.

È Denis il primo a venire dei tre, Giulia deve ingoiare tutto. Tossisce, si stava strozzando con la sborra. Né Denis né Moussa le chiedono se sta bene. Subito dopo il ragazzo dietro di lei le stringe i capezzoli strappandole un gemito e una fitta di dolore. Grazie a una maggiore aderenza dei corpi, le penetrazioni diventano più intense. Giulia viene così forte che le gambe sono scosse da tremolii. D’istinto, la ragazza cerca la bocca dell’amante ma l’amante si ritrae. Ha preso in bocca il cazzo del suo capo, gli vorrebbe dire che nemmeno la fica che ha leccato è proprio pulita ma tace. Per risposta, Moussa la sputa in bocca e sul corpo prima di venirle dentro.

Quando si stacca da lei, dalla fica scorre fuori un piccolo torrente di sborra. Giulia si distende supina sul divano ma non è il momento di riposare. Rientra Bamir, è diretto verso di lei.

“Se mi dai il culo ti perdono” afferma.

“Non le devi nemmeno chiedere il permesso” chiarisce Denis.

Giulia non ha autorizzato nessuno a trattarla così. Eppure, in un certo senso lo ha fatto e le piace. Così Bamir si accascia sopra di lei, è pesante. Con le mani le tiene la testa alta. Giulia chiude gli occhi, questa volta non godere meglio delle sensazioni e nemmeno perché l’occhio sinistro le brucia ancora, ma per paura. L’avventura del giorno prima le ha confermato quanto l’anale sia insopportabile per lei. Però non protesta.

Allarga le chiappe per dilatare l’ano. Il pene di Bamir preme per entrare. Entra. Inizia a incularla. Poco alla poco il buchetto posteriore s’allarga a sufficienza ma il bruciore non cessa di accompagnare ogni penetrazione. È comunque meno devastante dell’anale con il Mas, forse è solo diventata più insensibile. Riesce anche a trovare spazio qualche sensazione oltre il dolore, come l’umiliazione. L’umiliazione torna a bagnare la fica di Giulia che porta una mano al clitoride. Mentre viene inculata la ragazza si sgrilletta e viene. Quando Bamir tira fuori dal culo il cazzo e riversa un paio di schizzi di sborra sulla chiappa destra di Giulia, arriva il momento di riposare.

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Scritto da
Lucifer

Sir Lucifer è un alter-ego, una maschera che a volte mi va di indossare mentre altre volte no. Sir Lucifer è un master severo e uno scrittore curioso.

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