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Erotika
Una settimana da sola in Calabria · Cap. 4
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Capitolo 4 di 8 10 min di lettura

Giorno 4-"Dormi tesoro, dormi"

Giulia viene svegliata dai tre ragazzi di Pavia che le propongono di andare in spiaggia insieme. Il Mas gioca con i suoi sentimenti. Di ritorno a casa Giorgio le ha fatto una sorpresa ma deve ancora parlare con Moussa. Che casino.

Lucifer
6 mesi fa · 1.1k letture · 2

Il quarto giorno non è un sogno a svegliarla né l’arrivo degli operai. Giulia ode qualcuno oltre la finestra chiamarla.

“Giulia, Giulia. Vieni alla finestra”

Si tratta dei tre ragazzi di Pavia. Tommi regge un sacchetto bianco.

“Siamo passati dal bar ed ecco, abbiamo pensato di portarti un cornetto alla cioccolata bianca” ammette compiaciuto del gesto premuroso.

Giulia finisce di tirar su la persiana e apre il vetro della finestra; afferra il sacchetto contenente il cornetto e ringrazia. Preferisce la cioccolata fondente ma a caval donato…Tommi propone di scendere insieme al mare. Il Mas è silenzioso, ostenta indifferenza nei confronti della ragazza. Giulia accetta, anzitutto quel gesto galante l’ha fatta sentire bene e poi vuole proprio sapere perché il Mas si comporta come se non avesse provato a palparla una sera fa. È imbarazzato, si sente in colpa oppure gli scotta esser stato respinto?

Spiega ai ragazzi di aspettarla lì davanti. Si scopre ansiosa mentre lava i denti e svolge le incombenze mattutine. Non saprebbe però identificare di preciso la ragione di quest’ansia. Apre la porta che affaccia sul cortile esterno in modo da recuperare il costume dallo stendino. Una strana macchia bianca attraversa in obliquo il pezzo di sopra del costume, Giulia prova a scrostare lo sporco ormai secco e tira le sue conclusioni: è sperma. Adesso mi ha sborrato sul costume! Riesce a fatica a non gridarlo. Porta subito il costume in bagno, non vuole che qualcuno lo veda. Moussa deve essersi presentato di notte davanti casa sua e deve essersi segato usando il suo costume, è incredibile e inquietante. È uno spregio causato dall’odio o un desiderio che non riesce a essere confessato? In ogni caso, la ragazza giura a sé stessa che gli parlerà di ritorno dal mare. Ora è meglio non far attendere i pavesi.

Mentre gli operai arrivano Giulia esce di casa, lo sperma rinsecchito rimosso alla meglio. Nel tragitto verso la spiaggia il Mas continua ad interpretare la parte dell’offeso, ignorando ogni tentativo di interazione da parte della ragazza; il Secco, il quale vorrebbe proprio scambiare due parole con Giulia, viene respinto puntualmente dalla ragazza. In effetti si crea un siparietto divertente. Giunti sulla spiaggia il Mas si avvicina a una tipa, bionda più o meno come Giulia, magra più o meno come Giulia, piatta più o meno come Giulia; egli la prende per mano e la conduce al gruppetto. Giulia non sente il suo nome quando si presenta, quel che sente benissimo è che ha davanti la fidanzata del Mas. Giulia ha un moto d’indignazione, si sente tradita. Eppure, non se lo spiega: lei sta insieme a Giorgio, dovrebbe essere contenta che il Mas abbia una ragione in più per non importunarla. Invece muore dalla voglia di spiattellarle tutto quanto, urlarle: “il tuo moroso mi ha baciato ieri, fosse stato per lui avremmo scopato”.

Non si verifica il peggio solo perché il Mas propone alla compagnia una partita di beach volley tre contro due: il Cozza e le due ragazze contro il Mas e il Tommi. È palese l’intento di fare gli spacconi. Però la fidanzata del Mas si rivela un osso duro, ottima battuta e buon bagher. Naturalmente il Tommi intercetta e blocca tutti i tentativi di schiacciata da parte di Giulia, se solo avesse dedicato più tempo alla pallavolo avrebbe fatto sfigurare quella cretina. Il Cozza praticamente non pervenuto. Il Mas e il Tommi riescono a spuntarla ma si devono impegnare.

Dopo la partita tutti corrono verso il bar, Giulia dichiara di volersi fare un tuffo per rinfrescarsi: li raggiungerà quindi più tardi. È sudata e accaldata ma soprattutto confusa. È incazzata con il Mas, eppure prova un senso di gelosia che non dovrebbe provare; dovrebbe provare nient’altro che solidarietà verso quella ragazza a cui Il fidanzato chissà quante corna ha già messo, eppure la percepisce come rivale; ha delle spalle larghe e muscolose, maledizione pensa, mi piacciono gli uomini con i capelli lunghi, Giorgio non li hai mai voluti crescere.

Ciò che non sa è che il Mas l’ha raggiunta, senza amici e senza ragazza. Gli amici e la ragazza non possono nemmeno vederli, il bar è oltre un gazebo e file di ombrelloni. Appena entra in acqua il ragazzo si scioglie il codino e lascia che il vento giochi con la lunga chioma. Si avvicina quatto quatto, a Giulia prende un colpo quando due mani le cingono i fianchi; una voce familiare le sussurra all’orecchio:

“Sei arrabbiata con me, dolcezza. Lo so”

La ragazza è come paralizzata, sembra avere un tamburo nel petto che qualcuno si diverte a battere con violenza. Fino a un secondo fa giurava vendetta nei confronti del Mas, giurava di mangiarselo vivo se solo avesse riprovato ad approcciarla. Tutto ciò che fa ora è domandare con un fil di voce:

“Hai lasciato la tua ragazza al bar?”

Il ragazzo non risponde a parole ma comunica bene i suoi desideri: spinge il membro duro contro una chiappa di Giulia e con una mano ne cerca le labbra nascoste. Istintivamente la bionda si guarda intorno perché tolta la maschera la sola reale preoccupazione è che nessuno la sgami. È fatalmente attratta dal Mas come lo è da Moussa. Non prova a sottrarsi ai baci sul collo del Mas, ha un brivido e il respiro diventa affannoso. Il ragazzo sfrega il clitoride con il palmo, con indice e medio apre e chiude le grandi labbra. Giulia si convince che non può tornare più indietro, gli tira fuori dal costumino a slip la pelosa verga.

Chiude la mano attorno all’asta, con il pollice gli cerca il meato. Il Mas sussulta, sente una prima goccia di liquido pre-seminale lasciargli la cappella. Giulia lo sega. Non aveva mai fatto una sega in acqua, i suoi movimenti non producono suoni; i suoi movimenti sono più lenti ma non mancano di raggiungere il fine preposto: un fiotto di sborra viene disperso nel mare di Diamante. Ben poco rimane appiccicato tra le dita di Giulia. Il Mas la lascia ancora insoddisfatta con l’acqua che la copre fino alla vita.

I due ragazzi non si scambiano più una parola per il resto della mattinata sebbene entrambi seguano i movimenti dell’altro con la coda dell’occhio. Giulia deve rincasare per pranzo. Sbianca quando vede qualcuno che non si aspettava sull’uscio.

“Giorgio! Non saresti dovuto arrivare stasera?”

Il fidanzato le ha preparato una sorpresa, racconta che ha trovato all’ultimo minuto un posto libero sul treno delle 8:00. Ne ha così approfittato. Giulia sa che dovrebbe essere felice, D’altro canto, gli ha chiesto lei di scendere appena possibile. È solo che pare passata un’eternità da ieri. Si sforza comunque di sembrare quanto più grata possibile; si getta al collo del moroso, gli scocca un bacio sulle labbra e lo invita a mettersi comodo. Si mette subito a cucinare per cinque. Spera che non escano a tavola strani argomenti.

Prima di andare avanti…

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