Una settimana da sola in Calabria

Capitolo 5 - Giorno 5-Stretto un patto con il Tommi

Giulia trova di nuovo il suo costume sporco di sperma. Questa volta è chiaro che non possa essere Moussa. Giulia scoprirà il colpevole solo dopo una lunga giornata imbarazzante e un gioco della bottiglia che la mette a dura prova. Dovrà stringere un patto con il Tommi.

L
Lucifer

2 ore fa

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Ecco perché non invito mai Giorgio a dormire da me pensa Giulia quando esausta si tira su dal letto. Non è riuscita a dormire granché, Giorgio soffre di sinusite cronica e russa come un trombone. A nulla sono serviti i calci e le spinte che gli ha dato nella speranza che si mettesse su un lato. A volte aiuta, in questo caso non ha sortito effetto.

Fuori albeggia. Giulia inzuppa pigramente i suoi biscotti integrali nella tazza di latte, sorseggia un caffè e si reca in bagno; espleta i suoi bisogni, entra in doccia, si lava i denti e si asciuga i capelli con il fono; nuda, gira la chiave nel quadro e apre la porta esterna. Vuole scommettere sul fatto che, a parte le cicale che friniscono e gli uccelli che pigolano, nessun altro si trovi all’alba nel cortile. Sono i piccoli rischi che ci fanno sentire liberi e vivi.

I raggi tenui di un sole che inizia ad ascendere in cielo restituiscono gradualmente alla luce la bellezza del giovane corpo di Giulia, l’aria fredda del mattino le provoca la pelle d’oca. La ragazza punta dritto allo stendino, dov’è appeso il costume che ha lasciato ad asciugare. Tocca il pezzo di sopra, è asciutto. Tocca il pezzo di sotto, sui polpastrelli le rimane un liquido appiccicoso. Di nuovo? Questa volta la sborra è fresca, ha mancato di poco l’incontro con il suo “ammiratore”.

Che sia stato ancora Moussa per costringermi a scoparlo una seconda volta? Ne avrebbe però avuto davvero bisogno? Giulia s’interroga confusa. Decine di domande si affollano nella testa nel tempo d’un solo istante, ognuna di queste domande è destinata a restare senza risposta. Giulia è sicura che Moussa abbia capito che non serve un nuovo ricatto, se lui lo ordinasse con abbastanza convinzione lei si inginocchierebbe e glielo succhierebbe seduta stante. Verso quel ragazzo prova tanta paura quanto eccitazione. L’identità del segaiolo notturno è quindi un mistero.

Alla fine, alla ragazza non resta che gettare il costume in una bacinella e nasconderlo sotto altri panni sporchi. Dovrà rinunciare a farsi il bagno in mare. Se anche ci fosse una probabilità dello 0,1% che Giorgio scopra tutto, non vorrebbe correrlo. Non è mica colpa sua se un pervertito le lascia certi “regali” ma ormai ha scopato Moussa; certo, l’ha fatto sotto ricatto ma sia lei che il ragazzo congolese sanno che ad entrambi è piaciuto e potrebbe ricapitare.

Giulia opta per indossare una t-shirt bianca e un pantaloncino di jeans sopra intimo di colore azzurro. Come aveva pianificato, lava e pulisce tutta casa. Ciò le permette di riguadagnare una certa dose di calma anche se il sonno, quello no, non scompare. Quando il fidanzato si sveglia, Giulia è addirittura capace di mostrarsi affettuosa e disposta ad accettare avance sessuali. Per fortuna di Giulia vengono interrotti: alla finestra della camera da letto bussano il Mas, il Tommi e il Cozza. Il Mas ha un’espressione chiaramente infastidita, non sembra affatto contento di vedere il nuovo arrivato. Il Tommi si schiarisce la voce:

Suppongo che lui sia il tuo fidanzato. Lo aspettavamo per domani. Piacere, io sono il Tommi”.

Tutti hanno sempre detto a Tommaso detto il Tommi che dovrebbe iscriversi alla giovanile di un partito politico o studiare per diventare ambasciatore. In effetti, il ragazzone ha indubbie doti diplomatiche e carisma da vendere; in qualsiasi ambiente si trova a suo agio e riesce a stringere amicizie; in tempo record entra in confidenza anche con Giorgio ed è Giorgio a proporre di andare insieme in spiaggia. Giulia è imbarazzata, gli sguardi del Mas la sciolgono e si sente il cuore in gola. Può riprendere fiato solo quando i ragazzi accettano di iniziare a scendere in spiaggia senza di lei in quanto lei deve aspettare l’arrivo degli operai.

Giulia vorrebbe scomparire dalla faccia della terra, fare pum ed esplodere come un palloncino. Invece sguardo a terra raggiunge la comitiva in spiaggia. Seduti in cerchio sulla sabbia Giorgio, il Tommi e il Cozza giocano a briscola, sembrano divertirsi. Il Mas si è ricongiunto con la fidanzata Irina con la quale sta pomiciando alla grande. Giulia prende posto accanto al fidanzato ma con la coda dell’occhio non riesce a smettere di seguire lo spettacolo dato dalla pomiciata più lunga mai vista. Per qualche minuto medita di abbracciare da dietro Giorgio e baciarlo sul collo in modo da dare spettacolo anche lei. La convince a desistere il pensiero che lo farebbe solo per fare una ripicca al Mas. Forse dovrebbe lasciare il fidanzato, non lo merita.

Anche quando vanno a fare il bagno in mare il Mas e Irina non si mollano un secondo, pomiciano e pomiciano. Giorgio e Tommi si sfidano a una gara di nuoto. Sotto l’ombrellone rimangono Giulia e il Cozza. Il Cozza è un tipo smilzo e basso, inaspettatamente peloso. Entrambi, sebbene per diverse ragioni, non alzano lo sguardo da terra per lunghi e angoscianti minuti. È quando la ragazza sta per alzarsi e abbandonarlo che il Cozza trova il coraggio di rivolgerle la parola:

Dove vai?”

“Al bar, ho bisogno di thé freddo alla pesca.”

Oh, anche a me andrebbe un thé freddo ma al limone

Te lo porto io

Al ritorno di Giulia sotto l’ombrellone, il Cozza per la prima volta ne sostiene lo sguardo. Il Cozza ha occhi castani, piccoli e leggermente allungati. Fa tenerezza. Per questo motivo, la ragazza decide che è l’unico del gruppetto di stronzi con cui valga la pena fare amicizia. Parlano a lungo: il Cozza sta seguendo a Milano un corso di fotografia professionale, sogna di aprire uno studio fotografico tutto suo e magari poter esporre un giorno i suoi scatti artistici. Non è però ancora pronta a mostrare le sue fotografie a Giulia.

Il Tommi e Giorgio tornano di corsa all’ombrellone sollevando un gran polverone. Il Tommi esulta, ha vinto la gara di nuoto. Giorgio deve pagare pegno offrendogli una birra. Lui e Giulia si scambiano appena un bacio e un paio di battute. L’atmosfera si fa nuovamente tesa quando anche il Mas e Irina fanno ritorno all’ombrellone. Giulia e il Cozza tornano a fissare la sabbia.

L’ora di pranzo arriva presto, gli stomaci brontolano. La comitiva si dà appuntamento alle 16:00 al campo di beach volley. Il pranzo, in compagnia degli operai, non è meno imbarazzante per la coppia. Giorgio chiacchiera con Bamir, Moussa non toglie gli occhi di dosso da Giulia, Giulia finge indifferenza, il timore è che Denis dall’alto della sua esperienza abbia percepito la strana tensione sessuale.

Giulia è tutta sudata, adesso vorrebbe aver messo in valigia un terzo costume. Per fortuna, sul bordo del campo di beach volley trova una macchia d’ombra. Pazienza se si annoierà a guardare la partita in cui si sfideranno il Mas e il Tommi contro Giorgio, il Cozza e Irina. La partita dura poco ed è una totale umiliazione, Giorgio è più scarso di quanto non fosse Giulia. Per giunta cade rovinosamente e si sbuccia un ginocchio.

Tramonta il sole. Finalmente questa giornata sembra avvicinarsi al termine. Non andrà così. È Irina questa volta a proporre di continuare la serata in compagnia della coppia di Firenze. Nessun problema perché il Tommi assicura che hanno in appartamento abbastanza cibo e alcol, improvviserà una piccola festa.

L’appartamento dei tre ragazzi è l’immagine del disordine: lattine vuote sui mobili, vestiti sopra le sedie e piatti sporchi di due giorni nel lavabo. D’altronde, il poco tempo che passano dentro lo passano a sbevazzare, fumare o scrollare i social network. Ad ogni modo, sono organizzatissimi quando si tratta di far bella figura davanti a ragazze: Il Cozza viene messo a lavare i piatti e Tommi a cucinare. Il Mas offre agli invitati una birra.

La birra sa di piscio ed è calda come il piscio. Si sono dimenticati di conservarla in frigo. Per fortuna, la cena è presto servita. Il menù prevede alette di pollo e patatine fritte. Tutti mangiano avidamente, il beach volley mette fame. Dopo cena, il Mas tira fuori dell’erba e rolla una canna. Il Tommi propone di continuare il gioco della bottiglia iniziato l’altra volta. A nulla servono le proteste delle due bionde, probabilmente preoccupate della medesima cosa. Il gioco ha inizio mentre la comitiva si passa di bocca in bocca la canna e la stanza si riempie di fumo.

Primo giro di bottiglia. Il Cozza sceglie “obbligo”, al Tommi tocca scegliere l’obbligo.

Fai vedere a tutti il tuo pisellino moscio

Niente convenevoli, alcol ed erba iniziano a salire lentamente ma inesorabilmente. Il Cozza abbassa la cerniera dei pantaloni. Coloro che dovrebbero essere i più cari amici scoppiano crudelmente a ridere, anche Irina sghignazza. Su due palline depilate si erge un cazzetto bianco latte circondato da venuzze azzurre.

Secondo giro. Irina sceglie “obbligo”, di nuovo al Tommi il compito di infliggere l’umiliazione.

Devi toccare il pisellino al Cozza”.

Può decidere se toccarlo in bagno o davanti a tutti, preferisce davanti a tutti. Il Cozza deve abbassare di nuovo la zip. Irina lo smuove appena con le dita affusolate con lo smalto rosso. Un accenno di erezione sembra irrigidire un po’ il cazzetto. Irina ostenta disgusto.

Terzo giro. Giorgio sceglie “obbligo”, Giulia deve infliggerlo. La ragazza ne è contenta per due motivi: ha iniziato a infastidirle il bullismo nei confronti del Cozza e ora può fare un dispetto al Tommi.

“Dai un bacio sulla bocca al Tommi” tuona.

È il turno del Mas che sbiascica “verità”, Giorgio gli chiede se abbia mai tradito Irina. Che idiota pensa Giulia.

Se -risponde il Mas mentre guarda proprio Giulia- una sega vale, si. Mi sono lasciato segare da un’altra ragazza

Irina è già troppo sballata per capire che non si tratta di uno scherzo. Giulia fissa incredula il Mas che per poco non la sputtanava davanti al suo fidanzato e si autodenunciava egli stesso. Giorgio gira la bottiglia, esce Giulia e sarà lui a scegliere un obbligo.

Pomicia con Irina”.

Che idiota pensa di nuovo Giulia che però è costretta a prendere il volto pallido dell’ucraina sul punto di collassare e infilarle la lingua in bocca. Anche se la lingua di Irina è un po’ intorpidita si vedono i frutti del costante allenamento nell’arte del pomiciare. Memoria muscolare commenta fra sé e sé Giulia la quasi non vorrebbe quasi staccarsi.

Esce Giorgio, questa volta il Mas deve pensare un obbligo per lui. La bocca del Tommi si contorce in quello che ricorda un sorriso scaltro. Mormora qualcosa all’orecchio del Mas e un secondo dopo il Mas pronuncia l’obbligo:

Pomicia con la mia fidanzata, Irina. Portala in bagno e pomiciate, sarà il Cozza a verificare”

Un piano diabolico e cinico il cui intento è chiaro. Sotto consiglio del Tommi, il Mas ha deciso persino di utilizzare la sua ragazza. Tutto per giocare con Giulia. Com’era prevedibile, i ragazzi propongono di proseguire il gioco anche in tre. Sono in maggioranza. L’unica speranza per Giulia è che il prossimo giro di bottiglia la grazi. Non è così. Non esce lei, esce il Mas ma è uguale. Tommi obbliga il Mas a farsi leccare il buco del culo da Giulia.

Giulia dovrebbe sentirsi umiliata ma invece sente bagnarsi. Incredibilmente ha voglia di mostrare orgogliosamente quanto non è minimamente messa alla prova dall’obbligo. Forse è l’alcool o l’erba, forse aspettava da sempre uomini come il Mas o Moussa che la sottomettessero. Il Mas si cala le braghe e allarga le chiappe, la ragazza ci infila il naso. Una gran puzza di merda. Però l’obbligo consiste nel leccare il buco del culo, tira fuori la lingua e lappa. Un brivido percorre la schiena del Mas.

La porta del bagno s’apre e si richiude. Il Mas deve rialzarsi le braghe, Giulia tornare al suo posto. Ultimo giro di bottiglia. Esce il Cozza, il Tommi gli ordina di mostrare a tutte le stupide foto che scatta con la sua macchina fotografica. Lo smilzo si vergogna delle sue foto e non vuole mostrarle a nessuno. A malincuore inserisce la password per sbloccare il dispositivo ma poi si pente, stringe a sé la macchina. In un gesto rapido e violento il Tommi gli strappa dalle mani la macchina fotografica, scorre alcuni scatti ma poi si ferma. Sgrana gli occhi, si mette a ridere, sta per ridere qualcosa ma si ferma. A Giulia non va giù che continuino a prendersela con il più debole, decide di afferrare la macchina fotografica per restituirla al legittimo proprietario. Sgrana gli occhi anche lei quando vede la foto aperta per un secondo prima che la macchina fotografica ritorni finalmente nelle mani del Cozza. Nella foto era lei nuda, la foto ritraeva lei nuda sul letto di casa sua.

Giulia capisce: il Cozza deve averla scattata quando la prima notte si è addormentata nuda con la finestra aperta. Quel ragazzo, all’apparenza innocente, è un guardone. La assale un dubbio: se fosse il Cozza a essersi masturbato sul costume? L’unico che può saperne di più è colui che ha visto le ultime foto scattate, ovvero il Tommi. Mentre gli altri sono impegnati a ripulire la cucina prima di mettersi a letto, Giulia decide di interrogare il Tommi. Egli conferma, l’ultima foto scattata dal Cozza ritrae il cazzetto del ragazzo sopra un costume. Il Tommi potrebbe rivelarle la password per sbloccare la macchina e cancellare le foto ma vuole qualcosa in cambio.

Fammi indovinare, vuoi un pompino o una sega

No. Stanotte il Mas ci proverà con te e voi scoperete. Voi che filmi la vostra scopata e me la mandi”

“Segaiolo del cazzo. Va bene”

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