Una settimana da sola in Calabria

Capitolo 1 - Giorno 1-Giù in Calabria

Giulia ha appena passato l'esame di Letteratura Italiana III. Come regalo chiede al padre la casa del mare libera per il fine settimana di Pasqua. Il padre acconsente ma dovrà supervisionare i lavori di ripittura della villa. Parte, avrà la casa tutta per sé.

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Lucifer

19 ore fa

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Col braccio spinge in avanti di qualche centimetro la porta della sua stanza, quel tanto che basta per aprirsi un varco sufficientemente ampio per infilarcisi di lato; con noncuranza getta lo zainetto che a stento contiene tre dispense universitarie e si abbandona alla morbidezza del letto. Tira un sospiro di sollievo. Giulia ha appena passato l’esame di Letteratura Italiana III alla Facoltà di Lettere di Firenze. Per un paio di mesi non dovrà preparare nuovi esami. Ah, già pensa prima di abbioccarmi devo chiamare a papà, ora me la sono meritata. Da un po’ Giulia medita di trascorrere il weekend di Pasqua giù in Calabria dove i genitori sono proprietari di una villetta a pochi passi dal magnifico mare di Diamante. Vorrebbe trascorrere lì il weekend in compagnia del fidanzato Giorgio e di una coppia di amici. Sfila dalla tasca lo smartphone e dalla lista dei contatti recenti seleziona la voce “papà <3”.

Giulia, tesoro, allora com’è andata?”

“Bene papà, ho preso 27.”

“Quando ci vieni a trovare? A questo punto dobbiamo festeggiare”

“A proposito di feste, papà. Per Pasqua potrei andare alla casa in Calabria? Ci porterei solo Giorgio e un paio di amici, non facciamo casino e puliamo tutto”

Qualche istante di silenzio. Nonostante la ragazza abbia ormai 25 anni, il papà non si rassegna a pensarla con altri uomini. In più, Giorgio non gli è mai piaciuto: troppo silenzioso, i tipi silenziosi sono pericolosi o stupidi. Però da cuore di papà non se l’è mai sentita di dir no alla figlia.

D’accordo ma io e la mamma avevamo intenzione di far ripitturare l’esterno in vista di quest’estate, ci siamo pure già messi in contatto con degli imbianchini di giù.  Se vuoi casa libera per Pasqua devi supervisionare i lavori di ripittura. Sai, se non c’è qualcuno a guardare…”

“Affare fatto. Passo mercoledì a prendere le chiavi e prenoto il treno”.

Giulia riattacca, felicissima. Mercoledì scenderà in Calabria, è un peccato che non possa già scendere con lei anche Giorgio. A differenza di Giulia, Giorgio deve dare ancora un esame. A ben pensarci non è comunque una brutta notizia: godrà della libertà più totale, potrà girare a casa nuda e mangiare le peggiori schifezze senza preoccuparsi delle paranoie del fidanzato; potrà abbronzarsi per ora se il meteo lo consentirà e soprattutto avere solo per sé un letto matrimoniale. Qualche volta ci sta. Basterà di tanto in tanto buttare un occhio agli imbianchini. Si sente un po’ in colpa per quei pensieri, non dovrebbe forse desiderare di più il suo ragazzo? Il senso di colpa dura poco perché finalmente si addormenta.

***

In arrivo il treno 1234 per Milano Centrale al binario 3, prego di allontanarsi dalla linea gialla

La voce senza accento dello speaker è l’unica che accoglie Giulia. La stazione di Diamante è deserta e non perché sia notte, sono solo le 19:20. Probabilmente nessuno aveva scommesso su giornate di sole ed è vero che a Pasquetta mancano ancora due settimane. Però Giulia non si trova a disagio, la città balneare è da tanto la sua seconda casa: i genitori hanno comprato qui una villetta quando lei aveva solo 13 anni. Di conseguenza, qui ha fumato le sue prime sigarette, qui ha vissuto le prime notti in discoteca, qui ha consumate storie estive, ha perso e ha conosciuto amici e sempre a Diamante ha fatto il fioretto che l’ha portata a smettere di fumare.

Cammina a passo lento trascinando pigramente il trolley che potrebbe esplodere da un momento all’altro per la quantità di vestiti inserita a forza. Esce dalla stazione, imbocca la strada senza marciapiede che la porterà a destinazione. Cinque minuti dopo è già davanti al cancello che delimita il Residence “Di buon umore”. Un ragazzo, intento ad innaffiare l’aiuola, le sorride. È Matteo! È il figlio del capo condomino che dovrebbe essere di maturità quest’anno. È un moretto con folti ricci, è magrolino, indossa una canotta bianca, un costume a bermuda colorato e degli infradito.

Cosa ci fai qui invece di studiare per la maturità, Matteo?

Aiuto mio padre con la gestione del condominio e mi alzo qualche soldo. Sai, a luglio ho in programma un viaggetto in Grecia con gli amici

La ragazza non ha voglia di allungare la conversazione, ha diverse cosette da fare prima di mettersi comoda: lasciare i bagagli, cercare un supermercato aperto e mettersi a pulire. Come immaginava, i mobili sono ricoperti da un disgustoso strato di polvere e in casa c’è puzza di chiuso. Per fortuna, a 10 minuti di cammino trova un alimentare. Ritorna, spalanca tutte le finestre, indossa i guanti, riempie d’acqua il secchio, prende il mocio e inizia a lavare. Infine, può portare i sacchi neri di multimateriale nella piccola isola ecologica condominiale.

L’attenzione di Giulia si volge per un momento a un vivace vociare dietro di lei, si volta, un gruppo di tre ragazzi le sorride. Non li hai mai visti prima: il ragazzo che cammina davanti agli altri due ha dei lunghi capelli biondi raccolti in una coda, è sbarbato, ha spalle larghe, è l’unico dei tre che non regge un sacco nero, fuma e scherza; alla destra del biondo c’è un ragazzo alto e magro dai capelli neri corti, ride agli scherzi dell’amico; alla sinistra del biondo il più timido del gruppo, è rigido, si guarda spesso intorno ed ha un’espressione cupa, una frangia di capelli castani gli nasconde gli occhi. I tre ragazzi sono vestiti alla moda, con tutta probabilità butteranno la spazzatura e usciranno a far serata. Improvvisamente s’interrompe il vivace vociare sostituito da un sospetto bisbigliare. Subito dopo il ragazzo biondo raggiunge Giulia.

Mi avevano detto che nella viletta gialla abita una coppia anziana di toscani, non mi aspettavo di vederci una bella ragazza come te” dice lui. Ha una voce profonda che in realtà non sembra allineata con ciò che dà a vedere di essere: un provolone.

Io sono la figlia. Mi fermerò una settimana” risponde Giulia con l’intenzione di tagliare corto.

Anche noi, veniamo da Pavia. Se hai bisogno di, che so, del prezzemolo non farti problemi a suonare. A proposito, io mi chiamo Massimo ma puoi chiamarmi il Mas come tutti. Loro due sono il Tommi e il Cozza”.

Giulia, io mi chiamo così. Vi auguro una buona serata”.

La ragazza è stanca, allunga il passo, non vede l’ora di mettersi a letto. Avverte ora il forte bisogno di sentire per telefono il suo moroso. Rientrata in casa per prima cosa si leva le scarpe, poi i vestiti, infine indossa il pigiama: si tratta di una t-shirt e di un pantaloncino entrambi di colore blu, al centro della t-shirt lo stampo della S di Superman. Va in bagno per struccarsi, ammira per un po’ la sua immagine allo specchio; al liceo non si piaceva affatto: il naso a patata le creava imbarazzo, gli occhi azzurri le conferivano un’aria fredda e poi c’era il seno piccolo con delle areole e dei capezzoli però troppo grandi; con gli anni ha iniziato a vedersi bella ma solo nei giorni pari.

Finalmente si mette a letto. Giulia avvia la videochiamata con Giorgio. Giorgio sta ancora studiando per l’esame di storia economica II, per convincerlo a prendersi una pausa la ragazza deve proporgli un po’ di sexting. Giulia gli porrà delle domande, se Giorgio risponderà bene lei si toglierà qualcosa mentre se Giorgio non saprà rispondere sarà lui a doversi togliersi un indumento. Nel corso degli ultimi giorni, il ragazzo gli ha parlato così tanto della materia che Giulia si è fatta un’idea precisa degli argomenti più spinosi. Giulia non perde tempo.

Parlami dell’iperinflazione tedesca del 1923

La bionda sa che a questa domanda il fidanzato risponderà senza esitazioni. Non viene delusa e così lei si toglie i calzini. Ha le unghie smaltate di color giallo come le unghie delle mani. Se i due ragazzi fossero insieme ora lui avrebbe iniziato a farle il solletico alla pianta dei piedi. Invece la distanza gli permette di concentrarsi sulla prossima domanda.

Cosa provocò la Grande Depressione?

La crisi di Wall Street del 1929 è il cavallo di battaglia di Giorgio. Hanno deciso insieme che se mai il professore gli avesse chiesto un argomento a piacere, avrebbe iniziato a parlare della Grande Depressione. Giulia ha un copione ben chiaro in mente: le domande più stronze arriveranno quando sarà a un indumento dall’essere nuda. Così con gesti premeditati Giulia si leva la t-shirt. Non è una sorpresa che sotto non indossi reggiseno, la ragazza non dorme mai con il reggiseno. La webcam indugia abilmente sui graziosi seni, una mano li accarezza e al passaggio della mano i capezzoli s’inturgidiscono; lo sguardo di Giorgio è fisso sui due nei che ha sempre trovato affascinanti: uno si trova proprio in mezzo al petto e l’altro sulla mammella sinistra. La terza domanda lo scuote dall’autoipnosi.

Il New Deal di Roosevelt

La voce di Giulia è alterata, quasi rotta. Giorgio balbetta, inizia a rispondere, incespica e a fatica ritrova il filo del discorso. Per la ragazza potrebbero essere parole in libertà o suoni senza senso ma decide che l’argomento è esaurito. Solleva il bacino dal letto in modo da sfilarsi i pantaloncini, pantaloncini che getta sul pavimento. Ha gambe magre e lunghe. Ci tiene a sottolineare che sono lisce in quanto prima di partire per la Calabria si è completamente depilata. Quel completamente depilata risuona nell’immaginazione del ragazzo, è una chiara l’allusione. Però non ha ancora diritto a vedere oltre il velo delle mutandine bianche. Giulia lo provoca ulteriormente quando si infila una mano proprio nelle mutandine, geme e afferma di essere bagnata. Il ragazzo la prega di continuare l’interrogazione. Sta sudando.

Gli accordi di Bretton Woods” si sforza di dire Giulia.

Cosa?

Gli accordi di Bretton Woods

A Giorgio si affaccia nella mente il paragrafo del libro di testo ma le parole sono annebbiate, confuse. Resta un po’ a pensarci ma è fatica inutile. Quando se ne accorge posa rassegnato il cellulare sulla scrivania e si leva la maglietta. Fino a qualche anno fa il ragazzo poteva esibire degli addominali sopra la media ma al posto di questi resta una pancetta e un filo di peluria dall’ombelico al torace.

Giulia ha fame ma non di cibo, così incalza il moroso con un’altra delle domande spinose al quale naturalmente non segue risposta. Poiché il ragazzo non indossa né scarpe né calzini è costretto a levarsi i calzoni. Spinge contro il boxer il suo cazzo in erezione, una macchiolina testimonia che una goccia di liquido pre-seminale è già stata versata. La ragazza decide che l’interrogazione è sospesa, previene ogni tipo di obiezione sfilandosi le mutandine. Inizia a toccarsi, geme, infila un dito nel suo barattolo di miele; avvicina l’indice destro alla webcam per ingolosire mostrando il filamento di miele prodotto dell’eccitazione. Il moroso fissa inebetito la ragazza finché è la ragazza ad implorarlo di menarsi il birillo. Giorgio non ha altra scelta se non quella di cedere alla libido (sua ma soprattutto della fidanzata). L’eroe cade in battaglia dopo un minuto d’orologio ma a Giulia non importa già più, ha chiuso gli occhi ed è emersa nelle sue fantasie nelle quali non necessariamente è incluso il ragazzo. Ha abbandonato il cellulare sul letto, a malapena ode le parole che da lontano sembrano pronunciare il suo nome. Riattacca Giorgio. Ora con entrambe le mani libere la ragazza si strizza un seno mentre ha il palmo aperto sul suo clitoride. Lo sfrega fino al raggiungimento dell’orgasmo. Può ritenersi soddisfatta.

Esausta s’addormenta nuda sopra le lenzuola. Non ha nemmeno chiuso l’avvolgibile della finestra in camera. Da fuori chiunque potrebbe vederla.

 

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Commenti (1)

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WI

Inizio che promette bene. Spero che la serie prosegua. Mi piace molto anche come l'autore non si limita alle solite quattro chiacchiere tra i personaggi ma mostra gli interessi e gli studi degli stessi attraverso i dialoghi.