Una settimana da sola in Calabria

Capitolo 8 - Giorno 7. FINALE-Arrivederci, Calabria

Giulia è sdraiata sul letto, completamente nuda: solletica i capezzoli già duri mentre il clitoride si gonfia; una benda viola le copre la vista, è eccitante non sapere chi sarà l’uomo che la possiederà per primo. Giorgio l’aveva lasciata quando di ritorno dalla nottata infuocata a casa di Denis aveva vuotato finalmente il sacco su quanto successo nell’ultima settimana. Era stato liberatorio.

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Lucifer

2 ore fa

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Giulia è sdraiata sul letto, completamente nuda: solletica i capezzoli già duri mentre il clitoride si gonfia; una benda viola le copre la vista, è eccitante non sapere chi sarà l’uomo che la possiederà per primo.

Giorgio l’aveva lasciata quando di ritorno dalla nottata infuocata a casa di Denis aveva vuotato finalmente il sacco su quanto successo nell’ultima settimana. Era stato liberatorio come chiudere tanti piccoli fascicoli aperti che continuano ad assorbire le risorse mentali. Certo, ora le dispiaceva aver perso tanto tempo a cercare di uniformarsi a una vita che non le si addiceva. Avrebbe comunque recuperato tutte le esperienze non fatte per mancanza di coraggio. Così la ragazza aveva deciso di fare all-in chiedendo agli operai di aiutarla a realizzare una fantasia erotica. Avrebbe salutato la Calabria per bene. Con ogni probabilità qualcuno avrebbe riferito ai genitori di Giulia di aver visto la figlia scopare con sconosciuti ma lei era maggiorenne. Cosa poteva rischiare? Nulla l’avrebbe fermata.

Aveva chiesto agli operai di invitare tutti i loro amici in zona, aveva inviato un messaggio al Tommi e un messaggio a Matteo (il figlio del capo condominio). Per due ore una ragazza bionda bendata si sarebbe offerta ad ogni uomo si fosse presentato nel suo letto. Allettante, no?

Giulia non può saperlo ma la fila degli uomini parte dal cancello del residence. Entra in stanza il primo, naturalmente è Moussa il quale proprio non avrebbe accettato di essere il secondo o il terzo. Moussa chiude la porta dietro di sé, si spoglia e tira per le gambe la ragazza verso il bordo del letto. Il ragazzo sta per dire qualcosa ma Giulia l’anticipa:

Non parlare, non voglio sapere chi sei

Il ragazzo non protesta né si muove. Vuole lasciare l’iniziativa all’amante. La ragazza si mette seduta sul bordo, posa una mano sull’esterno coscia di Moussa e non fatica a trovare con l’altra mano l’uccello già barzotto. Questa è la sua fantasia e vuole viversela con calma, non è ancora il momento di aprire le gambe. Il cazzo nella mano è grosso, i muscoli della coscia allenati. Giulia intuisce l’identità del ragazzo che sta spompinando ma non vuole averne la sicurezza. Il brivido dell’incertezza la eccita.

Però non è da Moussa rimanere passivo, quindi afferra delicatamente con il palmo aperto la testa della ragazza. Vuole impartire lui il ritmo e la profondità del pompino. La ragazza lo lascia fare e si prepara ad accogliere la grossa e lunga asta fino in gola. Con la mano libera Moussa tappa il naso alla ragazza giusto il tempo di vederle diventare il viso rosso, poi le libera le narici. Giulia arretra e tossisce ma deve ammettere che il gioco dell’asfissia erotica le piace. Moussa torna a scoparle la gola mentre mantiene il controllo sulla quantità d’aria che le permette di respirare. Dal mento di Giulia cola della bava, gli occhi le lacrimano. Un grugnito preannuncia l’orgasmo di Moussa, Giulia beve la sborra fino all’ultima goccia.

Dopo il congolese, entra in stanza il Cozza. Quando il Tommi gli aveva letto il contenuto del messaggio ricevuto, non poteva crederci. Non gli ricapiterà più l’occasione di scopare la ragazza che tanto desidera e per di più ha fotografato di nascosto. Il Cozza si muove con passi incerti, acquista un poco di sicurezza solo quando vede la benda che impedisce alla ragazza di riconoscerlo.

Voglio rifarlo” afferma lei entusiasta.

Il Cozza le si avvicina dubbioso, non sa a cosa si riferisca. Giulia si fionda immediatamente su di lui, come si scarta un regalo la Vigilia di Natale gli abbassa i pantaloni e i boxer. Il ragazzo ha un cazzetto ma almeno è depilato, menomale. Ancora la ragazza sputa di tanto in tanto i peli pubici di Moussa rimastigli in bocca.

La bionda gli prende subito tutto in bocca il pene che a contatto con le tonsille acquista qualche altro centimetro. “Ora con due dita tappami il naso e allenta la stretta quando mi vedi al limite” riesce a dire a fatica con il cazzo in bocca. Il Cozza esegue. Non se la sente però di negarle l’aria se non per pochi secondi. Giulia capisce che deve fare da sé: prende la mano del ragazzo e la guida. Funziona perché i muscoli della figa ricominciano a contrarsi tanto che prova il desiderio di toccarsi. La fellatio dura poco, senza preavviso il Cozza le sborra in bocca. Presa alla sprovvista deve sputare parte della sborra sul pavimento. Che gran spreco, avrebbe voluto compararne il sapore con quella di Moussa.

Ne ha comunque abbastanza di farsi scopare la bocca, apre le gambe e inizia a toccarsi. Al terzo uomo chiederà un cunnilingus. Entra Denis, è compiaciuto. D’altronde ha spinto lui la ragazza ad abbandonarsi ai suoi desideri, le ha dato un’importante spinta affinché capisse di voler essere una troia. Denis si inginocchia davanti a lei, le afferra la mano e la porta sulla propria testa. Prende in bocca il clitoride: lo succhia, lo lecca e lo bacia. Ci sa fare. Giulia affonda le unghie nella cute e viene scossa da un violento orgasmo. Si abbandona sul letto. Anche l’uomo vuole il suo orgasmo, sale sul letto e si siede delicatamente sulla faccia di Giulia. Giulia viene presa alla sprovvista e cerca inizialmente di dimenarsi ma capisce quando l’uomo le sfiora con gentilezza la mano. La ragazza inizia a segare Denis mentre gli bacia il culone grasso. L’uomo viene gemendo.

Subito dopo è il turno di Bamir che si stende su di lei. Giulia sente il fiato dell’uomo sul collo e il peso che quasi la schiaccia. Non lo riconosce, Sussurra “Fammi tua”. Viene accontenta. Con poca grazia si muove su di lei finché non è pronto per penetrarne la fica. Le loro mani si sfiorano, poi la ragazza l’abbraccia. Bamir spinge, lei geme. Ad ogni colpo di reni, Giulia si lascia sfuggire un gemito. Raggiunge l’orgasmo prima dell’uomo. Non sa chi sta scopando e questo la riempie di eccitazione e paura. Infine, Bamir le riempie la fica di sborra.

Anche con il Mas e il Tommi va più o meno allo stesso modo. Giulia è già esausta e dalla fica le gronda un ruscello di sperma ma le due ore sono appena iniziate. A un certo punto, l’aria della stanza si riempie di un profumo alla vaniglia. Si tratta di Matteo, il figlio del capo condominio, il quale non può trattenere un commento: “allora è vero che sei troia, lo diceva mio padre”. Cosa diceva suo padre? Le aveva dato della troia in qualche circostanza? Be’, adesso era impossibile negare che fosse vero.

Matteo si stende accanto alla ragazza. Teneramente la bacia su una spalla e poi si allunga verso la bocca. Il ragazzo ha un buon profumo e la pelle liscia. Giulia gli accarezza il viso mentre lui le palpa i piccoli seni. Ci volevano un po’ di coccole pensa Giulia subito prima di domandarsi ma sarà ancora vergine? Sì, il diciannovenne è ancora vergine. Nondimeno sa ben dissimulare l’inesperienza. Imita i movimenti dei porno attori che ha visto su internet: dopo aver giocato con i capezzoli della ragazza, le alza una gamba. Matteo strofina per qualche minuto il cazzo contro il clitoride mentre continuano le effusioni. Giulia prova un improvviso bisogno di averlo dentro, lo sverginerà. Quindi prende con una mano il pene e lo guida all’ingresso dalla vagina. Entra senza intoppi tanto Giulia è lubrificata. Matteo le sussurra cose sconce all’orecchio che in realtà provocano un sorriso tra i gemiti. Però Giulia non vuole disilluderlo, gli risponde “Si, sono la tua troia”. Matteo viene una prima volta ma il cazzo rimane duro. Ci sono le energie per un secondo round. Questa volta Giulia si siede sul suo cazzo in modo da imprimere il ritmo della cavalcata.

Dopo Matteo fanno visita a Giulia una serie di uomini muscolosi, amici di Denis. Giulia si aggrappa ai loro bicipiti, palpa i loro glutei alti e sodi e si fa sbattere contro il muro. Non tutti vogliono venire nella sua vagina che nel frattempo è diventata una cloaca di fluidi biancastri. Alcuni le vengono sui seni e altri sul viso.

Manca mezz’ora alla sveglia. Quando terminerà il tempo a disposizione, lei dovrà farsi una bella doccia e preparare i bagagli. Alle 19:15 le aspetta il treno per tornare a Firenze. Dio, spero di avere la forza di reggermi in piedi pensa Giulia.

Dulcis in fundo entra nella camera da letto il padre di Matteo, il capo condominio. È un uomo di mezza età, metà stempiato e con la pancetta; è sempre stato noto fra gli inquilini del Residence per essere un pettegolo di prima categoria; da Matteo Giulia aveva saputo che anche su lei aveva avuto le sue dolci paroline.

Il signor Camigliatello raggiunge la ragazza che è girata contro una parete. Le sposta i capelli da un lato, la bacia sul collo e le prende con ambo le mani i seni. “Sei proprio una porcellina, Giulia. I tuoi genitori lo sanno?” le dice all’orecchio. Sì, in questo momento Giulia si sente una gran porcona e puzza ancora come un porco, ricoperta com’è di sudore e sborra. “I miei genitori no…non devo…” cerca di rispondere ma lasciando a metà la frase, nel frattempo il signor Camiglietto ha spostato la mano destro sul clitoride della ragazza. Lo preme, lo tira e lo sfrega con i polpastrelli. Però l’uomo è attento a ritirare la mano appena in tempo per negarne l’orgasmo. Ha altri progetti in serbo. Si stacca da lei, la sculaccia e le allarga le chiappe. Giulia sente qualcosa muoversi nel suo ano, l’uomo le sta allargando il culo con l’indice.

No, il cu…”

Il signor Camigliatello ha ricominciato a giocare con il clitoride mentre preme il suo pube contro il pube della ragazza. Giulia geme. L’uomo coglie l’occasione per iniziare a spingerle la cappella dentro il culo. Il signor Camigliatello trova che sia prematuro. Mette in bocca alla ragazza l’indice e il medio, la ragazza non può che leccarli. Infila quindi l’indice e il medio nel culo di Giulia, l’ano si allarga. Ora può riprovare con la cappella, entra facilmente. Prima di spingere tutto dentro si premura di tappare con una mano la bocca alla ragazza e con l’altra mano le cinge la gola. La incula. Un dolore lancinante squarcia Giulia a cui quasi cedono le gambe. L’uomo non ha pietà, le rompe il culo. Infine, ci sborra dentro.

Mancherebbero dieci minuti al suono della sveglia ma la ragazza si butta sul letto a pancia in giù, sente che potrebbe svenire da un momento all’altro. Arrivederci, Calabria.

 

Siamo arrivati alla fine di questo racconto. Ringrazio chi mi ha seguito e ha espresso gradimento, come anche chi leggerà questo racconto in futuro. Lasciate un cuore e un commento se vi va. Alla prossima!

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