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Erotika
Una settimana da sola in Calabria · Cap. 4
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Capitolo 4 di 8 10 min di lettura

Giorno 4-"Dormi tesoro, dormi"

Giulia viene svegliata dai tre ragazzi di Pavia che le propongono di andare in spiaggia insieme. Il Mas gioca con i suoi sentimenti. Di ritorno a casa Giorgio le ha fatto una sorpresa ma deve ancora parlare con Moussa. Che casino.

Lucifer
6 mesi fa · 1.1k letture · 2

Giulia serve al fidanzato e agli operai un piatto di orecchiette alle cime di rapa. A tavola gli unici a parlare sono Giorgio, Bamir e Denis. Giorgio è curioso delle condizioni di vita in Albania, vorrebbe visitare Tirana. Denis e Bamir parlano dell’Albania e delle vite che facevano lì con un velo di nostalgia. Giulia e Moussa fissano il piatto per tutto il tempo, la ragazza non finisce nemmeno la sua porzione.

Dopo il caffè Giorgio confessa di voler schiacciare un pisolino: ha accumulato tanto stanchezza a causa delle settimane intense di studio, della sveglia presto e del viaggio. Giulia ne può approfittare, si era ripromessa di chiarire la situazione con Moussa. Se per caso il giovane operaio dovesse ora combinarne una delle sue scoppierebbe un casino. Alla ragazza ritorna per un istante in mente il sogno.

Giulia inspira a fondo, richiama a sé tutto il coraggio. Gli operai hanno già preso a lavorare, Moussa è sopra l’impalcatura con le cuffie. Perciò gli tira un po’ il pantalone. Moussa abbassa le cuffie e si volta.

“Potresti venir giù? Dobbiamo parlare di una roba”

Denis è genuinamente perplesso, è la riprova del fatto che lui non sappia nulla. Si preoccupa, in quanto capo si sente la responsabilità delle azioni dell’intero gruppo. Giulia lo rassicura mentre porta il congolese in disparte. Per lo stupore di Giulia il ragazzo ammette subito di essersi masturbato sulle sue mutandine; con disinvoltura afferma di aver visto la ragazza nuda il primo giorno, di essersi eccitato e di essersi convinto che la bionda fosse una troia italiana. Giulia non sa come rispondere, non l’hanno mai chiamata troia. Perché sente la fica bagnarsi di nuovo? Il Mas l’ha lasciata insoddisfatta, il suo corpo è una mina inesplosa pronta a saltare alla minima pressione. A nulla serve stringere le cosce e unire i palmi delle mani come in preghiera, se non ad aumentare la soggezione che prova. Inoltre, Moussa nega con insistenza di essere anche venuto sul costume. Perché ammettere una colpa e non l’altra? Si chiede sconcertata. La ragazza decide che non ha importanza, non deve permettersi mai più, altrimenti lo riferirò al suo capo.

“Non m’importa se lo dici a Denis, tanto lascerò questo lavoro a fine mese. Però se me la dai poi ti lascio in pace” asserisce Moussa come se le avesse letto il pensiero.

“Darti cosa?”

Moussa ride, una risata esagerata da classico villain di un anime. Dopo aver realizzato quanto il ragazzo intendesse, Giulia si sente una sciocca. Il ragazzo è esattamente dove voleva essere. Cosa fare? Mollargli un ceffone in faccia? Gli altri operai sentirebbero, accorrerebbe a vedere quanto successo, si creerebbe un gran casino e con tutta probabilità Giorgio si sveglierebbe. Accettare quindi il ricatto?

Spesso la realtà è più veloce del pensiero e tutto ciò che sappiamo fare è affidarci all’istinto. Moussa prende le mani di Giulia e se le porta sull’addome. Non un filo di grasso ma addominali duri come pietra. Moussa si piega e la bacia ai lati della bocca.

“Non qui” sussurra Giulia.

La bionda lo conduce in bagno, chiude a chiave e apre l’acqua della doccia. Si spoglia mentre continua a guardare imbronciata il ragazzo. A che è davvero diretto quel broncio, a Moussa o a sé stessa? Il primo a finire sul pavimento è il pezzo di sopra del costume, seguito dalle mutandine. Moussa si gode ogni momento di quel breve spogliarello, poi tocca a lui: si toglie e getta sul pavimento la maglietta grigia sudata, rivela agli occhi ciò che si era già rivelato al tatto, cioè addominali e pettorali incisi con lo scalpello; il ragazzo si prende il proprio tempo, vuole giocare, è perciò una Giulia esasperata a tirargli giù quasi strappandoglieli calzoni e boxer. Ha un cazzo enorme che svetta su coglioni gargantueschi.

“Fammi tua e dopo sparisci dai miei pensieri”

Il getto d’acqua calda piove sui corpi nudi dei due amanti che si baciano, si desiderano e si cercano. Il corpo di Moussa sovrasta quello minuto della ragazza, Giulia ne ha un po’ paura e per questo è così eccitata. Il ragazzo deve tappargli la bocca quando le va dietro e le mordicchia un orecchio.

Giulia si piega in avanti e appoggia le mani al vetro della doccia, stringe i denti e si prepara al colpo di reni che le allargherà la fica. Spera che l’amante non abbia malattie e soprattutto non gli sborri dentro. Moussa continua a tenerle la bocca serrata con una mano mentre con l’altra cinge il collo. La penetra. Le piccole tette della ragazza sobbalzano, bruciano le pareti della fica. Però sono entrati appena pochi centimetri.

Un altro colpo di reni, una penetrazione più profonda. Giulia chiude gli occhi e lancia un grido, per fortuna, smorzato dalla mano. Fuori dal bagno si sentono ora gli operai chiamare i due, non hanno svegliato Giorgio ma per quando?

Moussa inizia a scoparla senza trattenersi: l’enorme cazzo nero si muove sempre più velocemente all’interno della fichetta bianca, grazie agli abbondanti umori di Giulia scivola con maggior facilità. Le gambe di lei tremano, la mano di lui stringe con un poco di pressione in più il collo. Giulia raggiunge l’orgasmo due volte, quando arriva il momento di Moussa lui si accontenta di sborrarle su una chiappa.

Non ci sono coccole o carinerie di sorta. Non ce n’è tempo. I due escono dalla doccia silenziosi e furtivi, sicuramente più leggeri e soddisfatti. È Moussa il primo a lasciare il bagno, gli risuonano già nelle orecchie i rimproveri di Denis: racconterà di essere andato a pisciare dietro una villa perché il bagno di casa era occupato dalla signorina. Esce in punta di piedi la signorina Giulia dopo cinque minuti. Deve passare di fronte la camera da letto. Un Giorgio in dormiveglia domanda:

“Farò tardi all’esame?”

“Dormi tesoro, dormi” risponde la ragazza.

Il resto della giornata è pura noia. Giulia accompagna Giorgio a vedere il centro storico. La fica continua a bruciarle.

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Lucifer

Sir Lucifer è un alter-ego, una maschera che a volte mi va di indossare mentre altre volte no. Sir Lucifer è un master severo e uno scrittore curioso.

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