Tramonta il sole. Finalmente questa giornata sembra avvicinarsi al termine. Non andrà così. È Irina questa volta a proporre di continuare la serata in compagnia della coppia di Firenze. Nessun problema perché il Tommi assicura che hanno in appartamento abbastanza cibo e alcol, improvviserà una piccola festa.
L’appartamento dei tre ragazzi è l’immagine del disordine: lattine vuote sui mobili, vestiti sopra le sedie e piatti sporchi di due giorni nel lavabo. D’altronde, il poco tempo che passano dentro lo passano a sbevazzare, fumare o scrollare i social network. Ad ogni modo, sono organizzatissimi quando si tratta di far bella figura davanti a ragazze: Il Cozza viene messo a lavare i piatti e Tommi a cucinare. Il Mas offre agli invitati una birra.
La birra sa di piscio ed è calda come il piscio. Si sono dimenticati di conservarla in frigo. Per fortuna, la cena è presto servita. Il menù prevede alette di pollo e patatine fritte. Tutti mangiano avidamente, il beach volley mette fame. Dopo cena, il Mas tira fuori dell’erba e rolla una canna. Il Tommi propone di continuare il gioco della bottiglia iniziato l’altra volta. A nulla servono le proteste delle due bionde, probabilmente preoccupate della medesima cosa. Il gioco ha inizio mentre la comitiva si passa di bocca in bocca la canna e la stanza si riempie di fumo.
Primo giro di bottiglia. Il Cozza sceglie “obbligo”, al Tommi tocca scegliere l’obbligo.
“Fai vedere a tutti il tuo pisellino moscio”
Niente convenevoli, alcol ed erba iniziano a salire lentamente ma inesorabilmente. Il Cozza abbassa la cerniera dei pantaloni. Coloro che dovrebbero essere i più cari amici scoppiano crudelmente a ridere, anche Irina sghignazza. Su due palline depilate si erge un cazzetto bianco latte circondato da venuzze azzurre.
Secondo giro. Irina sceglie “obbligo”, di nuovo al Tommi il compito di infliggere l’umiliazione.
“Devi toccare il pisellino al Cozza”.
Può decidere se toccarlo in bagno o davanti a tutti, preferisce davanti a tutti. Il Cozza deve abbassare di nuovo la zip. Irina lo smuove appena con le dita affusolate con lo smalto rosso. Un accenno di erezione sembra irrigidire un po’ il cazzetto. Irina ostenta disgusto.
Terzo giro. Giorgio sceglie “obbligo”, Giulia deve infliggerlo. La ragazza ne è contenta per due motivi: ha iniziato a infastidirle il bullismo nei confronti del Cozza e ora può fare un dispetto al Tommi.
“Dai un bacio sulla bocca al Tommi” tuona.
È il turno del Mas che sbiascica “verità”, Giorgio gli chiede se abbia mai tradito Irina. Che idiota pensa Giulia.
“Se -risponde il Mas mentre guarda proprio Giulia- una sega vale, si. Mi sono lasciato segare da un’altra ragazza”
Irina è già troppo sballata per capire che non si tratta di uno scherzo. Giulia fissa incredula il Mas che per poco non la sputtanava davanti al suo fidanzato e si autodenunciava egli stesso. Giorgio gira la bottiglia, esce Giulia e sarà lui a scegliere un obbligo.
“Pomicia con Irina”.
Che idiota pensa di nuovo Giulia che però è costretta a prendere il volto pallido dell’ucraina sul punto di collassare e infilarle la lingua in bocca. Anche se la lingua di Irina è un po’ intorpidita si vedono i frutti del costante allenamento nell’arte del pomiciare. Memoria muscolare commenta fra sé e sé Giulia la quasi non vorrebbe quasi staccarsi.
Esce Giorgio, questa volta il Mas deve pensare un obbligo per lui. La bocca del Tommi si contorce in quello che ricorda un sorriso scaltro. Mormora qualcosa all’orecchio del Mas e un secondo dopo il Mas pronuncia l’obbligo:
“Pomicia con la mia fidanzata, Irina. Portala in bagno e pomiciate, sarà il Cozza a verificare”
Un piano diabolico e cinico il cui intento è chiaro. Sotto consiglio del Tommi, il Mas ha deciso persino di utilizzare la sua ragazza. Tutto per giocare con Giulia. Com’era prevedibile, i ragazzi propongono di proseguire il gioco anche in tre. Sono in maggioranza. L’unica speranza per Giulia è che il prossimo giro di bottiglia la grazi. Non è così. Non esce lei, esce il Mas ma è uguale. Tommi obbliga il Mas a farsi leccare il buco del culo da Giulia.
Giulia dovrebbe sentirsi umiliata ma invece sente bagnarsi. Incredibilmente ha voglia di mostrare orgogliosamente quanto non è minimamente messa alla prova dall’obbligo. Forse è l’alcool o l’erba, forse aspettava da sempre uomini come il Mas o Moussa che la sottomettessero. Il Mas si cala le braghe e allarga le chiappe, la ragazza ci infila il naso. Una gran puzza di merda. Però l’obbligo consiste nel leccare il buco del culo, tira fuori la lingua e lappa. Un brivido percorre la schiena del Mas.
La porta del bagno s’apre e si richiude. Il Mas deve rialzarsi le braghe, Giulia tornare al suo posto. Ultimo giro di bottiglia. Esce il Cozza, il Tommi gli ordina di mostrare a tutte le stupide foto che scatta con la sua macchina fotografica. Lo smilzo si vergogna delle sue foto e non vuole mostrarle a nessuno. A malincuore inserisce la password per sbloccare il dispositivo ma poi si pente, stringe a sé la macchina. In un gesto rapido e violento il Tommi gli strappa dalle mani la macchina fotografica, scorre alcuni scatti ma poi si ferma. Sgrana gli occhi, si mette a ridere, sta per ridere qualcosa ma si ferma. A Giulia non va giù che continuino a prendersela con il più debole, decide di afferrare la macchina fotografica per restituirla al legittimo proprietario. Sgrana gli occhi anche lei quando vede la foto aperta per un secondo prima che la macchina fotografica ritorni finalmente nelle mani del Cozza. Nella foto era lei nuda, la foto ritraeva lei nuda sul letto di casa sua.
Giulia capisce: il Cozza deve averla scattata quando la prima notte si è addormentata nuda con la finestra aperta. Quel ragazzo, all’apparenza innocente, è un guardone. La assale un dubbio: se fosse il Cozza a essersi masturbato sul costume? L’unico che può saperne di più è colui che ha visto le ultime foto scattate, ovvero il Tommi. Mentre gli altri sono impegnati a ripulire la cucina prima di mettersi a letto, Giulia decide di interrogare il Tommi. Egli conferma, l’ultima foto scattata dal Cozza ritrae il cazzetto del ragazzo sopra un costume. Il Tommi potrebbe rivelarle la password per sbloccare la macchina e cancellare le foto ma vuole qualcosa in cambio.
“Fammi indovinare, vuoi un pompino o una sega”
“No. Stanotte il Mas ci proverà con te e voi scoperete. Voi che filmi la vostra scopata e me la mandi”
“Segaiolo del cazzo. Va bene”
Se ti è piaciuto ciò che hai letto lascia un cuore e un commento. A cosa stai pensando? Quali sensazioni ti sono rimaste addosso? Puoi anche scrivermi a [email protected]
Com'è finora?
Ti è piaciuto?
Sir Lucifer è un alter-ego, una maschera che a volte mi va di indossare mentre altre volte no. Sir Lucifer è un master severo e uno scrittore curioso.
Altri racconti di Lucifer
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.