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Erotika
Per Amore Di Zia · Cap. 6
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Capitolo 6 di 6 26 min di lettura

Un sogno che si realizza

Finalmente è arrivato il momento! Tutto è stato studiato e calcolato nei minimi dettagli, se il piano riuscirà, finalmente i nostri tre amici realizzeranno uno dei loro più grandi sogni.

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 1.1k letture · 0

Continuai a ripetermelo mentre trattenevo il fiato e sentivo lo sperma montare nelle mie palle, pronto per la grande schizzata finale. Appena sentii una goccia di sudore o di succo vaginale colarmi lungo le palle, facendomi venire un brivido lungo tutta la schiena, non resistetti ed esplosi tutta la mia sborra mentre ero ancora dentro di lei. Mi fermai subito, rimasi paralizzato da quella sborrata, tutti quelli schizzi (che non riuscii nemmeno a contare per l’emozione) forse furono i più forti e soddisfacenti della mia vita. Tirai fuori il cazzo che venne fuori per primo, seguito dal profilattico che si era quasi del tutto srotolato dal mio cazzo e piantato nella figa di zia. Afferrai con le dita l’elastico che ancora mi stingeva il cazzo e tirai tutto fuori. La punta piena di sperma andava verso il pavimento, avevo riempito quasi cinque centimetri di sperma bollente, denso e bianco. Mi sfilai il lattice dal cazzo e orgogliosamente lo annodai e lo andai a mettere al suo posto, proprio su quel fantastico culo. Dio mio che orgasmo..!

Tutti e tre guardammo quel bel quadro soddisfatti. I ragazzi girarono intorno a zia, per finire di riprenderla per bene, facendo vedere tutti i profilattici che avevamo usato e gettato sul suo corpo. L’avevamo marchiata come una nostra proprietà, e ne eravamo felici. Chiudemmo con un bel primo piano sui nostri tre profilattici carichi di sperma e fermammo le riprese.

Dopo esserci complimentati a vicenda, iniziammo a ripulire tutta la scena. Nonostante l’adrenalina ancora in corpo, la paura di essere scoperti era ancora forte. Ci rivestimmo di corsa, a Luca toccò l’ingrato compito di recuperare tutti i preservativi e di buttarli in un sacchetto della spazzatura che mise subito nel suo zaino mentre io scioglievo i nodi e passavo le corde a Davide. Quando dovetti togliere la maschera dal viso di zia ebbi davvero paura che si svegliasse... ma la fortuna volle aiutarmi ancora una volta. Delicatamente alzammo zia dal tavolo e la adagiammo sulla sedia, sperando che una volta sveglia pensasse di essersi addormentata durante la nostra cenetta. Mandai Davide e Luca alla porta mentre andai a rimettere a posto le forbici in cucina. Come ultima cosa, raccolsi dal pavimento le mutande tagliate e me le misi in tasca, un altro fantastico ricordo di quella sera.

Lentamente andai a spegnere la luce e raggiunsi la porta. Uscimmo velocemente, chiudendo la serratura e facendola scattare lentamente. Era notte fonda, non si sentiva neanche un rumore nella campagna attorno la casa e corremmo velocemente verso il mio portone, andandoci a rifugiare in casa mia, al riparo dalla notte. Una volta dentro, ci togliemmo le maschere e a turno ci rinfrescammo con una doccia gelata, che almeno per me, non fu sufficiente a calmare l’erezione ancora attiva. L’adrenalina ancora in corpo fu sufficiente a permetterci di sdraiarci tutti e tre sul divano, poi, quando aprimmo gli occhi, vedemmo che il sole splendeva e l’orologio segnava mezzogiorno. Guardai subito il telefono, chissà che cosa mi aspettavo di trovare tra i messaggi e le notifiche, ma non c’era nulla. Tornai a dormire, Davide e Luca non si erano nemmeno mossi, solo dopo un paio d’ore ci svegliammo tutti e tre. Facemmo colazione con tutta calma, mentre guardavamo le riprese della notte precedente tramite le action cam collegate al mio televisore. Era tutto perfetto.

“Mamma mia ragazzi, guardate che roba! Se le montiamo come si deve viene fuori un bel porno.” disse Luca.

“Hai ragione Luca,  non ho mai montato un video in vita mia ma penso che con questo ci proverò sul serio!” gli riposi.

“Ti prego, passacelo. Rimarrà tra di noi te lo prometto..!” Davide forse era più emozionato di Luca, anche se poi Luca non resistette dal fare la stessa richiesta.

“Calma ragazzi, almeno intanto fatemi capire come fare per montarlo!” non fu facile ma riuscii a prometterglielo. Se ne andarono dopo aver finito di vedere tutte e due le versioni del video e, poco dopo che furono usciti, mi chiamò zia.

“Buongiorno tesoro. Come stai?”.

“Zia buongiorno, sto benone, e tu invece? Come va oggi?”.

“Sto bene anche se mi sono svegliata poco fa e sono un po’ stordita, non so cosa mi sia successo... Credo di essermi addormentata ieri sera mentre eravamo seduti al tavolo, è vero?” mi chiese un po’ imbarazzata.

“Già zia, proprio così. Ieri sera ad un certo punto dopo la cena ti sei addormentata, ho visto che dormivi per bene e ho pensato di dare una sistemata alla tavola e lasciarti riposare.” iniziavo a temere che potesse aver capto che qualcosa non andava, sicuramente si era resa conto di non avere le mutande...

“Sei stato gentilissimo tesoro, ma mi dispiace di essere crollata così. Non avevo nemmeno preso le mie gocce, per la prima volta ho dormito così tanto senza sonniferi...”.

“Bhè è una buona cosa no? Sarà sicuramente un miglioramento.” cercai di svagare.

“Si, in effetti ho dormito molto bene anche se non in maniera comoda, sono rimasta seduta tutta la notte e forse è anche per quello che sono un po’ frastornata, ma non ho preso le gocce. Se anche questa notte dormirò così bene nei prossimi giorni vado dal dottore e gli chiedo se posso smetterla con il sonnifero.” tirai un sospiro di sollievo.

“Meno male! Allora spero proprio che questa notte ti farai un bel sonno zia! Hai visto che si è risolto tutto per il meglio!”.

“Si avevi ragione tesoro, grazie, è anche merito tuo se sto meglio. Grazie per il supporto.”.

“Figurati zia, lo sai che ti voglio tanto bene e farei qualsiasi cosa per te...” nei giorni successivi venni a sapere che il medico smise di prescriverle i sonniferi, consigliandole comunque di stare a riposo.

L’estate finì presto. L’arrivo di settembre e dell’autunno ci fecero tornare alla nostra solita normalità e tutti riprendemmo i nostri soliti ritmi quotidiani. L’estate e le giornate passate a spiare zia Manuela sembravano lontane, le riprese fatte con la videocamera nascosta e il video della nostra scopata (finalmente ero riuscito a fare un montaggio fantastico, un vero porno amatoriale!) sembravano dei ricordi così lontani... Non ero più entrato di nascosto in casa di zia dopo quella sera di agosto, finchè lei non dovette partire per un funerale alla fine di settembre (una parente lontana che io non avevo mai conosciuto se n’era andata improvvisamente). Fu allora che decisi di entrare nuovamente in casa sua per togliere la telecamera da sopra l’armadio nella camera da letto. In un certo senso ne avevo avuto abbastanza. Sentivo che avevo realizzato le mie fantasie dopo aver collezionato ore ed ore di riprese, averla vista giocare con quel fantastico dildo ed averla usata insieme ai miei amici, oltretutto lei non sembrava né sospettare e nemmeno essersi accorta di niente. Quando avevo voglia, non facevo altro che riguardare i suoi video e masturbarmi con le sue mutandine che avevo tenuto per me (un vero e proprio tesoro che conservo ancora oggi)

Quando arrivò l’inverno zia si era ripresa del tutto, iniziò a riprendere in mano la sua vita sociale, era molto più solare e sempre di buon umore. Sempre con il sorriso e piena di entusiasmo.

Iniziò anche a frequentare un certo Gianfranco. Fu una sua amica a presentarglielo ed iniziarono a fare coppia fissa. Gianfranco mi piaceva dopotutto, a differenza di Roberto, per di più vedevo zia felice quindi non potevo che essere felice per lei. Ogni volta che vedevo Gianfranco entrare in casa di zia, qualcosa dentro di me mi diceva che avevo fatto male a togliere la telecamera nascosta. Avrei potuto spiarli e vedere in che modo Gianfranco usava il corpo di zia, ma ogni volta mi ripetevo che per quante volte Gianfranco potesse scopare zia a mia insaputa, Davide, Luca ed io eravamo comunque arrivati prima di lui.

A me restavano solo i filmati e le sue mutandine ma comunque noi avevamo scopato e fatto nostra quella figa deliziosa che probabilmente adesso lui si gustava in esclusiva sentendosi fortunato, Era un dato di fatto e nessuno avrebbe potuto cambiarlo.

Non avrebbe mai saputo nulla di tutto quello che noi tre avevamo fatto per amore di zia Manuela.

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Commenti 1

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  1. Salina

    Caspita complimenti! Ho divorato il tuo secondo racconto! Scrivi davvero bene, dettagliato senza annoiare, fantasioso senza stra fare. Mi è piaciuto ogni passaggio, soprattutto mentale del protagonista. Ammetto che l'addormentamento finale forse non era nelle mie corde ma sono gusti e ne capisco le ragioni narrative. Bravo Davide e pure gli amici, complimenti a te e alla zia :)

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