Riempii subito il suo bicchiere.
“Con questo caldo ci vuole proprio.” disse mentre beveva. “Forse dovrei bere di più sai, credo che con questo caldo bevo troppa poca acqua. Ieri ho sentito in tv che dovremmo bere quasi due litri di acqua al giorno...”.
“Oh zia tranquilla, ho preso apposta la bottiglia!” dissi scherzando mentre buttava giù tutto il bicchiere... Gliene versai ancora mentre me la immaginavo che iniziava a sbadigliare. Continuavo a parlare, cercando di distrarla il più possibile per non farle badare a quante volte le riempissi il bicchiere. Lei intanto beveva, beveva e beveva ancora... Brava zia, bevi tutto! pensai mentre la vedevo sorseggiare la sua acqua speciale. I suoi occhi diventavano sempre più pesanti, vedevo che iniziava a tenerli aperti a fatica mentre parlavo senza sosta sperando che non si accorgesse di nulla. Lei cercava di partecipare al discorso, avevo iniziato a parlarle dei paesi che mi sarebbe piaciuto visitare, lei iniziò a farmi domande su domande: perché proprio in quel posto, quanto costava il viaggio, che cosa si mangia in quel paese e tutto il resto... iniziava a sbadigliare e a tenersi il mento con la mano mentre teneva il gomito poggiato sul tavolo e le palpebre diventavano sempre più pesanti. Mi alzai per sparecchiare, versai altra acqua nei nostri bicchieri, nonostante tutta quella che avevo bevuto stavo sudando come un animale, il caldo afoso e l’eccitazione non mi davano tregua. Zia continuava a sorseggiare la sua acqua, riuscii a convincerla a non muovere un dito e a lasciarmi sparecchiare tutta la tavola mentre lei se ne stava seduta con il sonnifero che faceva effetto, si era bevuta quasi tutta la bottiglia ed oragli effetti iniziavano ad essere evidenti. Lavai i piatti, ogni tanto cercavo di buttare un occhio verso la tavola per vedere a che punto fosse zia, la testa iniziava a pesarle e mi sembrò che i suoi occhi iniziassero a cedere, finalmente. Me la presi comoda, lavai tutti i piatti per bene e poi tornai da lei, dicendole che sarei andato al bagno. Rimisi il sonnifero al suo posto ed aspettai che il tutto facesse effetto. Rimasi in piedi, in silenzio mentre i minuti passavano ed io stavo con le orecchie tese per cercare di sentire ogni possibile rumore dalla sala da pranzo. Il silenzio riempiva tutto, sentivo solo il mio respiro sempre più accelerato per l’eccitazione e quasi avevo paura che fosse troppo forte. Per un momento, andai in apnea. Non faceva certo del bene alla mia erezione... Avevo paura di venire, lì, subito e sul posto. Avrei potuto sborrarmi nei pantaloni all’istante. Controllai l’ora sul telefono, erano passati dieci minuti. Aprii lentamente la porta e mi affacciai per provare a vedere se c’era del movimento. Il silenzio era ancora una volta totale quando venni fuori lentamente, un passo alla volta e avvicinandomi alla sala da pranzo iniziai a sentire il respiro pesante di zia. Rimasi ancora in attesa per qualche minuto e poi mi affacciai. Si era addormentata seduta al tavolo, come avevo previsto, il suo bicchiere era vuoto e lei dormiva con la testa chinata in avanti. Non riuscivo a crederci.
Mi avvicinai, il respiro era regolare e pesante come al solito. Tolsi il bicchiere da tavolo, lo portai in cucina e liberai del tutto la tavola da pranzo. Rimasi a fissarla mentre dormiva con la testa che quasi affondava nella scollatura mentre finalmente mandavo il messaggio fatidico a Davide e Luca.
“Si è addormentata, è fatta. Venite qui tra quindici minuti.” premetti invio sperando che un altro quarto d’ora fosse sufficiente a farla cadere ancora più in profondità nel mondo de sogni. Andai alla porta ad aspettarli e appena li vidi arrivare dallo spioncino aprii subito il cancello e poi la porta di casa. Li feci entrare velocemente, dicendogli di non fiatare.
“Aspettate qui, non entrate in sala da pranzo.” andai a controllare ancora una volta, zia era sempre nella stessa posizione. Tornai velocemente da loro e gli dissi di tirar fuori le maschere. “Mettiamocele subito, non togliamocele per nessun motivo mi raccomando.” avevamo tutti e tre il viso sudato e incappucciarci non fu semplice. Entrammo in silenzio nella stanza e velocemente circondammo il tavolo. Davide iniziò a tirar fuori le corde mentre io e Luca cercammo di far sdraiare zia sul tavolo. Avevo sempre paura che potesse svegliarsi da un momento all’altro. Rimase addormentata quando finimmo di stenderla e di aprirle le braccia. Davide mi passò le corde, iniziai lentamente a legarle i polsi, la corda era morbidissima e scorreva da sola... feci passare le corde sotto il tavolo, attorno alla grossa gamba centrare e le bloccai le braccia. Intanto Davide e Luca stavano indossando le pettorine e sistemando le action cam mentre io mi occupavo delle sue gambe. Presi delicatamente le sue caviglie per far passare le corde e bloccarle. I suoi fantastici piedi chiusi nei sandali con la zeppa ora stavano fermi e in tiro grazie alle corde. Mentre finivo di chiudere il nodo non resistetti a guardarle sotto il vestito... le sue cosce grosse erano lì sotto ad aspettarmi, con quelle mutandine bianche che proprio nel mezzo coprivano il suo pelo folto e profumato. Presi subito la maschera, gliela misi sul viso facendo molta attenzione e strinsi le cinghie facendo attenzione a non tirarle i capelli (non fu per niente facile) e guardai il suoi viso con quelle strisce di pelle che le coprivano gli occhi e la bocca lasciando scoperto solo il naso. Lasciai appena più lenta la cinghia che serviva a coprire la bocca, avevo paura che la maschera potesse chiudere e stringere troppo la sua bocca e farle accumulare la saliva. Restammo tutti e tre esterefatti. Zia Manuela in quella posizione era proprio come l’avevamo sempre sognata. Assolutamente perfetta.
“Siete pronti con le action cam?” annuirono entrambi. “Bene, allora toglietevi le mutande e mettetevi questi, mi raccomando fate attenzione che non si rompano...” gli passai i preservativi e in pochi secondi eravamo tutti e tre nudi, i cazzi in tiro ed incappucciati. Davide e Luca accesero le action cam e premettero il tasto rosso.
Potevamo iniziare.
Iniziarono a girare intorno al tavolo, riprendendo per intero zia Manuela, dopo un paio di giri Luca andò dritto verso il suo viso mascherato mentre iniziava a masturbarsi il cazzo già incappucciato e pronto a fotterla. Davide invece iniziava già ad andare dalla parte opposta. Appena si avvicinò al suo culo arrivai giusto in tempo per alzare delicatamente la gonna del vestito lasciando scoperto il culo di zia, appena velato da un paio di slip bianchi di seta con un bordo di pizzo bianco. Le mutandine erano appena rientrate nel mezzo delle sue chiappe e già era tutto bello che in mostra... iniziai ad accarezzare la pelle, segnata dalla cellulite, calda e morbida, mi stava facendo sbavare. Appena tirai le mutandine verso l’alto le chiappe quasi scoppiarono di fuori, anche Davide allungò la mano per toccarle, appena strinse un po’ di carne, saltò fuori anche una delle sue labbra vaginali. Vidi Davide accarezzare delicatamente i peli e non riuscii a resistere, allungai la mano e liberai l’altro labbro della figa mentre l’action cam di Davide faceva un bel primo piano alla figa stretta negli slip banchi. Feci segno a Luca di andare in cucina, imitando il gesto delle forbici, e lui tornò dopo pochi secondi con un paio di forbici che usai subito per liberarla dalle mutandine, finalmente i suoi buchi erano allo scoperto.
Presi delicatamente le sue chiappe e le aprii. Dall’alto vidi la rosa del suo ano ed i peli della figa che sporgevano insieme alle labbra carnose. Davide stava sbavando, non credeva ai suoi occhi. Gli feci un cenno e lui immediatamente si alzò in piedi, puntò subito il cazzo contro la figa pelosa, sputando sulla sua mano, bagnò la cappella per entrare delicatamente dentro zia e lei non fece una piega mentre il cazzo le entrava dentro delicatamente... appena prese il ritmo, Luca ed io ci avvicinammo per poggiare i nostri cazzi sulle chiappe di zia mentre Davide continuava a stantuffarla come meritava ma appena dopo qualche minuto uscì fuori e Luca prese il suo posto. Il mio cazzo stava sempre lì, appoggiato contro quel culo di burro. Vidi chiaramente i grumi del succo vaginale di zia sul preservativo di Davide mentre dava dei leggeri colpi con il cazzo sulla chiappa di zia. Iniziammo a segarci andando a ritmo con Luca, dovetti rallentare quasi subito perché rischiavo di venire ma per fortuna Luca uscì dalla figa dopo pochi secondi, stavamo rischiando entrambi, nello stesso identico momento di sborrare. In quei pochi secondi decisi che guardare solamente non mi sarebbe bastato. Non riuscivo a resistere, adesso finalmente la sua figa era lì davanti a me... O adesso o mai più..! Al diavolo tutte quelle stronzate cuck.
