"Rimango senza parole Zia. Cambiamo discorso che è meglio, non vorrei eccitarmi troppo con le tue storie!" il solito occhiolino ammiccante.
"Già meglio cambiare discorso, ti ho detto anche troppo guarda..." con una risata uscì dalla piscina. Prese l'asciugamano, si asciugò di fretta e poi si mise sulla sdraio a prendere il sole. Io me ne stavo ancora dentro la piscina, ancora incredulo per quello che Zia mi aveva appena raccontato. Avrei pagato oro per vederla con quel corsetto di pelle, ma come al solito dovevo stare buono perché l’erezione stava crescendo sempre di più e per quello rimasi in piscina, Zia si versò un po' di acqua fresca, si mise un po' di crema e tornò ad abbronzarsi, ma la mia mente non si fermava, continuavo ad immaginarla con mio zio che la dominava, tenendola legata al letto, scopandola come meritava... Quanto avrei voluto essere al suo posto! Avrei saputo di certo come farle piacere quell'esperienza.
Il pomeriggio passò in fretta, dopo lo sfogo in piscina Zia doveva sentirsi più serena perché parlò tutto il tempo, dovevo averla messa a suo agio in un certo senso, l’avevo fatta diventare una vera chiacchierona. Se ne andò poco prima di cena, io avevo un appuntamento con alcuni amici e dovetti lasciarla da sola anche se avrei voluto provare ad invitarla a cena. La sua compagnia oltre ad eccitarmi molto mi faceva anche molto piacere dopotutto, ma se ne tornò a casa da sola a godersi la sua serata in tranquillità.
Misi in moto la macchina e prima di partire avvisai Davide e Luca per dirgli di vederci direttamente al solito pub. Erano i miei migliori amici, me li portavo dietro dai tempi della scuola. Dopo una ventina di minuti arrivai al locale e cercai parcheggio, perdendo altri dieci minuti, alla fine trovai posto proprio davanti il pub. Loro erano già lì che mi aspettavano e avevano preso il tavolo.
Mi sedetti e ordinammo tre birre che arrivarono quasi subito, portate da una cameriera nuova, una bionda sui vent'anni con un culo da paura che sembrava volesse dirti di scoparlo. Luca la fissava di continuo.
"Allora come va la casa nuova eh?" mi chiese Davide.
"Alla grande, sto benissimo lì. Finalmente sto da solo ed in pace, ho pure comprato una piscina da mettere in giardino!" risposi.
"Grande! Allora uno di questi giorni veniamo a farci il bagno, tanto tra poco diamo gli ultimi esami e fino a settembre saremo a posto, mi ci accampo nella tua piscina!" mi disse Luca.
"Eh lo so, uno di questi giorni venite su da me e passiamo un bel pomeriggio!" diedi un sorso alla birra "Ah, a proposito, ve la ricordate mia Zia Manuela? Quella che veniva in vacanza con me... si è trasferita vicino casa mia.".
"Cazzo se me la ricordo... Come faccio a dimenticarla?" disse Luca.
"Luca ha ragione. Quando si metteva a prendere il sole in spiaggia la guardavamo sempre! Vi ricordate quando prendeva il sole sulla schiena e si slacciava il reggiseno del costume? Luca avrebbe pagato per vederle uscire una tetta dal lettino!" disse Davide guardando Luca.
"Già... Quanto tempo abbiamo passato a spiarla ragazzi?" chiesi.
"Bhe quando venivamo a casa dei tuoi al mare, direi che passavamo tutto il tempo a spiarla, soprattutto in spiaggia. Ma dimmi un pò, adesso com'è? È ancora così figa come tanti anni fa? Come se la passa, quanti anni ha ora?" mi chiese Luca.
"Sta abbastanza bene, ora ha cinquantacinque anni. È ancora una bella donna anche se ha qualche chilo in più. Non è cambiata molto. Si è lasciata da poco con mio zio perché ha scoperto che lui la tradiva.".
"La tradiva?! Con una moglie così figa le metteva pure le corna?! Scusa ma tuo zio deve proprio essere un coglione!" Davide non si trattenne.
"Ehi vacci piano dai, non sappiamo come sono andate le cose. Alla fine sono sempre affari loro, basta che la cosa si sia risolta nel modo migliore." Luca cercò di calmare Davide "E così adesso la zietta vive accanto a te? Di là verità, già l'hai spiata o ci hai fatto un pensierino vero?".
"Bhe un volta è venuta in piscina da me e qualche occhiata gliel’ho data. Ma non pensate che abbia fatto chissà cosa eh! Alla fine è sempre mia zia." risposi.
"E dai non fare il finto tonto! Lo sappiamo che hai già pensato di fartela, non immagino nel dettaglio cosa hai pensato appena te la sei trovata in costume in piscina! Dai, ammettilo che te la saresti fatta... Al tuo posto non avrei perso tempo. Chissà dopo il divorzio come sarà tesa, le farebbe bene un po' di movimento per voltare pagina." Luca aveva fatto centro ma non volevo dargli la soddisfazione di aver ragione.
"Ragazzi calma, lo sapete che tanto sono solo fantasie, è inutile che mi fate domande e mi provocate. Tanto non può succedere nulla, è sempre mia Zia. Possiamo fantasticarci quanto vi pare ma certi limiti non si superano mai e lo sapete...".
"Va bene hai ragione, in fondo è sempre tua Zia, scusa se ho esagerato un pò." Luca si scusò ma in fondo sapevo che aveva ragione e mi costava tanto dovergli dare contro.
"Propongo un brindisi. Alla salute di Zia Manuela!" Davide sperava di cambiare discorso così.
"A Zia Manuela e a tutte le belle ore di vacanza che ci ha fatto passare in su compagnia!" Luca continuava a stuzzicarmi.
"A Zia!" brindammo tutti e tre e cambiammo subito discorso. La serata andò avanti ma io continuavo sempre a pensare a Zia Manuela. Luca aveva ragione, ma non potevo ammetterlo apertamente perché del resto era sempre mia Zia. Come mi sarei giustificato? Finché si scherza è un conto, ma farlo sul serio..? Sarebbe stato impossibile. A fine serata ci salutammo, promisi ad entrambi che avrei salutato Zia Manuela da parte loro.
Tornai tardi a casa, non fu facile prendere sonno ma quando ci riuscì, ovviamente sognai Zia nella mia piscina in giardino. Se ne stava lì con un minuscolo bikini rosso fuoco che a stento conteneva le sue forme. All'improvviso, approfittando della solitudine, si slacciava il reggiseno per prendere il sole in topless. Allungata sulla sdraio con le sue tettone al vento... Ad un certo punto il suo cellulare squillava, lei si alzava, metteva le sue infradito con la zeppa ed andava a rispondere, lasciando il pezzo di sopra sulla sdraio. Io non riuscivo a resistere e glielo portavo via, di corsa andavo a chiudermi in casa per annusare quel ben di dio e sentire l'odore delle sue tette, stringendomi il cazzo tra le mani fino a farlo esplodere dopo una sega furiosa. Il reggiseno in faccia a coprirmi completamente e il suo odore dappertutto.
Esplodevo in litri di sperma.
Sperma ovunque.
Sperma per Zia Manuela.
Era il mio modo per dirle che l'amavo.
Com'è finora?
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