Vai al contenuto
Erotika
Languidi orgasmi · Cap. 10
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 10 di 11 30 min di lettura

La ragazza dello scambista

Bruno, un sessantenne che condivide con la moglie Adriana la passione per lo scambismo, si ritrova come partner una ragazza bellissima ma ritrosa a tradire il proprio ragazzo.

William Kasanova
4 mesi fa · 1.4k letture · 1

Avrebbe la stessa espressione se si presentasse sul sito della sua impiccagione con qualcuno che la costringesse ad avanzare piantandole la punta di un coltello tra le scapole.

Merda… Qui rischio di perdermi la scopata…

«Sono Bruno.» Le sorrido a mia volta. Gli anni passati a parlare con clienti e fornitori tornano utili quando vuoi convincere qualcuno che farsi fottere è la cosa migliore della vita. E, in questo caso, “farsi fottere” non è metaforico.

Le allungo la mano. Lei la contempla per un istante, poi una stretta senza forze me la stringe.

«È la tua prima volta, Martina?»

I suoi occhi castani, resi più evidenti dalla matita nera, si velano di umidità. Lascia la mia mano e torna a chiuderle tra le cosce. Adesso è il tappetino sotto le mie scarpe a diventare il soggetto della sua contemplazione.

Passa qualche secondo di silenzio all’interno della Volvo, così profondo che un paio di gocce di pioggia che cadono sul tettuccio risuonano come colpi di martello.

Un grido di piacere maschile dalla Audi fa sollevare la testa della ragazza e voltare verso l’auto del suo ragazzo. Resa offuscata dai vetri annebbiati, Adriana ha tolto la giacca e aperto la camicetta davanti a Mario, che le sta fissando la quarta pagata in lire. La voce di mia moglie è attenuata, ma gli sta proponendo di palpargliele.

Il volto del ragazzo si illumina e ha la lingua fuori dalle labbra.

Quello della ragazza accanto a me, invece, è rabbuiato.

Si gira verso di me. Le labbra le tremano. «Ha… Mi ha…»

Merda, merda, merda!

Prendo dalla rete porta oggetti un pacchetto di fazzolettini accanto alle due bottigliette d’acqua che cambio ad ogni uscita, ne sfilo uno e lo uso per tamponare le lacrime che le scendono lungo le gote.

Il petto mi si stringe, il bisogno di infilare il mio cazzo dentro di lei e fotterla strizzando quelle due tette da ventenne maggiorata si scontra con il desiderio di appoggiare la sua testa sul mio petto, accarezzarle i capelli e baciarla sulla nuca, assicurandola che tutto si sistemerà.

Lei si porta la mano alla bocca, un sorriso di imbarazzo prova a sbocciare sulle sue labbra ma le lacrime aumentano di intensità. Tra un attimo si mette a piangere a dirotto, lo so…

Sospiro nella mente. Questa sera non si scopa, l’ho capito. Una così bella figa… mi toccherà strozzarmi il gallo sulla sua foto quando torneremo a casa. Chissà se trovo ancora quel video su come toglierle i vestiti con l’intelligenza artificiale…

Le passo un braccio sulle spalle e le faccio appoggiare davvero la testa sul mio petto. Lei tira su un paio di volte con il naso con rumori liquidi. Le lacrime le fanno colare la matita sul viso. Le tette sono morbide contro il mio busto.

Un brivido corre lungo l’asta del cazzo in tiro per metà.

«Su, su, Martina, non fare così.» Prendo dalla rete una delle due bottigliette d’acqua, sollevo il tappo a scatto con il pollice e gliela passo. «Bevi un po’.»

Lei l’afferra e se la porta alle labbra. La strizza e manda giù un buon quarto del contenuto. Me la restituisce. «Grazie…»

«Ti senti un po’ meglio?»

La ragazza si passa un dito sotto al naso che luccica. Prende il fazzolettino e se lo soffia con una grazia che non ho mai visto prima. «Scusa.» La voce è bassa e roca. Alza lo sguardo verso il mio, ma non resiste che un secondo e torna ad abbassarlo. Martorizza nella mano il fazzolettino.

I suoi capelli castani sono setosi sotto le mie dita. «Non preoccuparti. La prima volta può essere strano.»

Lei stringe le labbra. Ha uno di quei singulti che sono a metà strada tra il riso e il pianto. «Mi spiace che ti abbiamo fatto venire fino a qui per nulla.» Questa volta mi guarda davvero negli occhi. «Tu hai buttato una sera per startene in un parcheggio freddo e buio sperando di…» Il suo fiato si blocca, come se realizzasse davvero per la prima volta cosa volevo fare con lei. «…e invece sei qui a sentirmi piagnucolare.»

Già, speravo proprio quello… è da ieri che immagino di succhiarti le tette e pucciare l’osèlo tra le tue gambe… e invece… «Non preoccuparti, la prima volta…»

Lei si passa il dorso della mano sotto un occhio. La colata di eyeliner si spalma su tutta una gota. «Ma io non voglio ce ne sia una seconda. E nemmeno una prima.»

Ah, cazzo. Fammi indovinare… «Non eri d’accordo?»

Lei tira su con il naso e si passa il fazzolettino sotto le narici. «È stato Mario a dirmi che aveva organizzato u… uno scambio.» Deglutisce. «Non mi aveva detto nulla, prima.»

Sospiro. Esatto. Apro la bocca per parlare, ma lei mi precede.

«Gli ho detto che non volevo, ma lui ha detto che sarebbe stato divertente…»

Un paio di bottoni della giacca in jeans sono aperti, i suoi grossi seni sono stretti al punto tale che formano una linea dritta nel loro mezzo. Una linea scura, nera. Qualcosa nel quale non potresti infilarci una mano tanto è chiuso quel pertugio.

Forse il cazzo potrebbe passarci…

La voce di Martina diventa più lamentosa. «…lo amavo allora dovevo farlo.»

Sussulto. Cosa sta blaterando? Le appoggio una mano sulla nuca. Strappare via il mio sguardo dal suo seno richiede una forza che non so dove trovo. «Sì, hai…»

La ragazza volta la testa verso la macchina del suo ragazzo. Sul finestrino del passeggero compare la testa bionda di Adriana, la giacca è appoggiata sullo schienale. Il reggiseno nero spicca sul tessuto bianco della camicetta.

Si intravede solo la nuca del ragazzo, oltre una spalla di mia moglie. Quel coglione è intento a succhiare i capezzoli di una ultracinquantenne e io sono qui a fare il confessore di una che, probabilmente, non ha ancora avuto la possibilità di votare una sola volta in vita sua. Scuoto la testa e abbasso lo sguardo: una ragazza con due bocce sode e la móna che non resta spalancata quando apre le gambe dopo tre figli ed un centinaio di cazzi diversi…

Martina si volta verso di me, il viso una maschera di dolore. «Perché… perché lo fa? Io…» Tira su con il naso. «Perché vuole scopare una vecchia di sessant’anni invece di me?» Sbatte le palpebre, un paio di grosse lacrime percorrono le due strisce umide che le precedenti avevano tracciato lungo le sue guance. «Scusa, non volevo offendere, ma…»

Sospiro con il naso. La testa di mia moglie inizia a muoversi sul vetro della portiera. L’auto ondeggia?

Adriana verrà a vantarsi che si è fatta un aitante giovanotto mentre io sarò andato in bianco… Che figura ci faccio?

Andatevene tutti al diavolo, non voglio starmene qui a reggere il moccolo con davanti una che, anche sul letto di morte, mi pentirò di non essermela sbattuta!

Accarezzo il volto di Martina, con il pollice le blocco una lacrima, che si spande sotto le labbra. «Sai perché lo fa, il tuo ragazzo?»

Lei scuote appena la testa.

Perché è un cazzo di gerontofilo coglione. «Lo fa perché ti ama, e vuole scoprire se lo ami anche tu.»

«E come? Facendo sesso con un altro uomo?»

Annuisco. «Non lo fa per il suo piacere.» Abbasso la voce, nemmeno le stia confessando un segreto. «Come pensi possa divertirsi con mia moglie?»

Martina volta la testa verso la Audi. Gemiti di piacere filtrano tra i finestrini.

Quello stronzo si sta divertendo davvero…bastardo!

Appoggio una mano sul mento della ragazza e la volto verso di me. Meglio che la realtà non le si palesi davanti troppo spudoratamente…Non le lascio il tempo di ribattere. «Lui vuole vederti con uno sconosciuto per scoprire come fai veramente l’amore.» Non riesco ad inventarmi qualcosa di meno idiota?

Lei sbatte un paio di volte gli occhi umidi. «Davvero?»

Ci sta credendo? Dev’essere così disperata all’idea che il suo ragazzo preferisca scoparsi quella che potrebbe essere sua nonna da aggrapparsi a qualsiasi spiegazione piuttosto che accettare che Mario è un coglione.

Annuisco. «Vuole vedere il tuo lato più selvaggio. Spesso voi donne vi trattenete quando state con l’uomo che amate per paura che vi consideri delle zoccole, e allora vi poniamo in una situazione in cui… certi…» Ma che cazzo sto inventando? «…certe regole sociali non hanno più senso e vi lasciate andare.» Le sorrido.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 11

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista