La scambista

Capitolo 2 - La gheisha nel loft

L'ambiente e l'atmosfera mi fecero entrare in un'altra dimensione e per me fu del tutto naturale essere accondiscendente sia verso Samuele sia verso Giovanni e Vincenza

A
Anna

1 settimana fa

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Al centro del soggiorno aperto c'era un enorme divano in pelle a ferro di cavallo al quale si accedeva scendo due gradini; di fronte uno schermo televisivo gigante e ai lati dello schermo librerie con libri ed oggettistica orientale frutto di acquisti in occasione dei viaggi che Giovanni e Vincenza avevano fatto negli anni.

C'era un profumo forte di incenso che proveniva da bastoncini naturali e una musica in sottofondo new age per nulla fastidiosa nel volume.

Iniziammo a parlare e chiesi subito di loro di come si erano conosciuti e cosi via.

Erano stati compagni di università ed avevano iniziato a frequentarsi solo finiti gli studi quando decisero di avviare un'attività assieme. Giovanni piu creativo e Vincenza piu commerciale. Una coppia che si completava. Sebbene lei fosse piu spigliata, notavo tuttavia che quando parlava Giovanni lei ascoltava e annuiva come fosse quasi una sorta di devozione. Ci offrirono qualcosa da bere e decisi di accompagnare Vincenza verso la cucina e nel frattempo ce la stavamo chiacchierando ma soprattutto continuavo a guardarmi intorno e a complimentarmi per l'arredo e la luce di quella casa.

"Poi ti faccio fare un giro perché ci sono delle chicche che ti piaceranno di sicuro"

"Volentieri non vedo l'ora"

Tornammo ancora un po sul divano e l'ambiente era rilassato come se davvero fossimo 4 amici che trascorrono del tempo insieme.

Vincenza mi prese per mano e mi invitò a seguirla. Si era liberata di una camicia indossata fuori dai pantaloni di seta orientale scoprendo una canotta di pizzo nero. Io mi tolsi la giacca del tailleur e rimasi con il top che sosteneva la mia 4° di seno.

Salimmo le scale e mi fece visitare il piano superiore. Ancora piu orientaleggiante con in fondo ad un corridoio la loro camera da letto chiusa da una parte scorrevole.

La camera aveva un letto ribassato, sculture alle pareti e un bagno enorme con doccia doppia, vasca incastonata nel pavimento e persino una sauna.

Rimasi estasiata e non mancai di farlo presente a Vincenza che sorrise e si limitò a dire "possiamo andare in sauna se vuoi".

Ci spogliammo lentamente e la seguii dentro la sauna dove Vincenza alzò immediatamente la temperatura e mi invitò a rilassarmi e a chiudere gli occhi.

Restammo in silenzio per qualche minuto, giusto il tempo di sentire i pori della pelle aprirsi e i primi rivoli di sudore scendere attraverso il mio corpo come ruscelli purificatori.

Io ero seduta nella prima fila con le braccia appoggiate al piano superiore. Percepii che Vincenza, che stava sopra, si era spostata e mi rimisi più dritta istintivamente. Lei si sedette proprio in corrispondenza della mia testa tenendo le gambe ai lati delle mie spalle e i piedi ai lati delle mie cosce.

Cominciò a massaggiarmi il collo e confesso che ci sapeva fare. Poi si abbassò e mi prese i seni con le mani, massaggiando, strizzandoli e tirandomi i capezzoli.

Mi girai e l'unica cosa che seppi fare fu di leccarle la fessura umida per il caldo e forse per un principio di eccitazione.

Ero in ginocchio che stava assaporando il suo gusto che entrarono Giovanni e Samuele.

"Ma brave le nostre donne". Non mi girai ma sentii subito la presenza di un uomo che premeva sulla mia schiena con il suo membro.

Ripresi posizione e continui a leccare Vincenza intanto che sentivo delle dita allargarmi la fica e poi indugiare sul mio buchino.

Mentre una lingua si dilettava a leccarmela, capii che era Samuele visto che Giovanni era salito sulla panca ed in piedi offriva il suo cazzo alla moglie che cominciò a trastullarlo con lingua e mani.

"Devo uscire, ho troppo caldo", mi ritrassi e sorrisi a Samuele che mi seguì verso la doccia.

Mi prese in piedi da dietro piegandomi in avanti, sbattendomi come aveva già fatto altre volte. L'acqua scrosciava dal soffione e attutiva il rumore del mio piacere. Mi stavo inginocchiando per farlo finire quando mi bloccò dicendomi "No, fermati. Ho fatto un patto con Giovanni. Io schizzo su Vincenza e lui si di te, sempre che siate d'accordo" Ridendo risposi "Un patto del cazzo, come volete".

Mi asciugai mentre la coppia usciva dalla sauna, Vincenza mi diede un bacio sulle labbra indugiando con la lingua e Giovanni mi fece sentire le dita nel buchetto senza fare nulla per sottrarmi a tale iniziativa.

"Indossa quello e aspettami nella camera a fianco" mi disse con tono perentorio Giovanni .indicandomi un kimono appeso di fianco a degli accappatoi. Lo indossai e mi mossi a piedi nudi verso la stanza vicina mentre Samuele si adagiava sul letto in attesa di Vincenza.

La stanza aveva un letto ribassato come la camera principale ma le luci erano diverse e soprattutto c'erano sopra un mobile oggetti non solo orientali ma anche fallici oltre ad una piuma, dei lacci di cuoio e dei boccettini con le etichette scritte in una lingua che non conoscevo.

Mi sedetti sul letto accavallando le gambe in attesa di Giovanni.

Dopo poco fece capolino sulla porta della stanza, inespressivo, con indosso un kimono aperto che faceva notare la turgidità del suo membro. Mi alzai e mi avvicinai sorridendo e lui con fare deciso mi aprì il kimono osservando il mio corpo nudo ed iniziando a palparmi il seno e a disegnarlo con due dita compiaciuto di quel che vedeva e toccava e penso anche del mio atteggiamento devoto da gheisha.

Mi tolse il kimono e mi invitò ad adagiarmi sul letto a pancia in giù. Mi aprì leggermente le gambe e mi portò le braccia lungo i fianchi.

Sentì armeggiare qualcosa e poi del liquido sulle gambe. Emanava un profumo di unguento per i massaggi che infatti iniziò a praticare con dovizia e lentezza. Mi stavo rilassando ed eccitando allo stesso momento.

Arrivò sino ai glutei ma non passò sul buchetto, subito non capii ma poi si. Si prostrò su di me ed iniziò a leccarlo, avendo come mia reazione di sporgerlo all'insù a dimostrazione del piacere che stavo provando con mugolii inequivocabili.

Continuò con la lingua al punto che provai a toccarmi il clitoride ma mi bloccò subito.

Non voleva distrazioni e andò avanti con la lingua per minuti interminabili. Poi versò dell'unguento anche li e con le dita mi penetrò, prima una poi due , prima di poco e poi fino in fondo con movimenti lenti e coordinati.

Mi stavo bagnando anche perché continuavo a sentire in filodiffusione la musica new age e l'ambiente non era piu quello di una normale abitazione per me ma una esperienza prima sensoriale e poi fisica in un posto fuori dall'ordinario.

Sentii il letto muoversi al suo movimento e posò la sua cappella sul buchetto e mi penetrò. Stette immobile per qualche secondo e uscì.

Ero in balia di quell'uomo ed il desiderio ormai era evidente.

Entrò di nuovo e si fermò per interminabili secondi, potevo sentire il suo respiro ed entrò piu profondo e poi entrò del tutto e rimase immobile. Non potevo muovermi ma desideravo con tutta me stessa che iniziasse a sbattermi ma non lo fece ancora.

Uscì ancora una volta ed emisi un mugolio di disapprovazione lamentoso quasi capriccioso.

Delle voci risuonarono nella mia mente ormai rapita da quelle sensazioni psicadeliche. Erano Samuele e Vincenza che stavano entrando nella stanza. Pensavo fossero impegnati in altro ma invece erano li.

Sentii delle mani che improvvisamente mi presero i polsi e li distesero verso la testiera del letto. Mi legarono con dei lacci, poi un drappo di seta nera per bendarmi. Ero in un mondo tutto mio.

Giovanni era ancora li e non si fece attendere, entrò di nuovo per restarci ...cominciò a sbattermi. I suoi grugniti si mescolavano ai miei lamenti di dolore e piacere. Cominciai ad incitarlo come in prenda ad una strana euforia. Ogni tanto si fermava dentro il mio culetto sussurrandomi all'orecchio che aveva iniziato da li perche aveva capito che donna fossi appena entrata al bar.

Non mi avevano mai sodomizzata per cosi tanti minuti, stavo scoprendo un piacere nuovo, diverso coinvolgente.

Lo presi ancora per alcuni fantastici ed interminabili minuti fino a quando la mia cavità anale ricevette una ondata di sperma.

Giovanni rimase sopra di me ansimante. Io persa nell'oblio del piacere con risatine isteriche e respiri affannati.

Si staccò, mi sciolsero i lacci e mi tolsero la benda, rimasi ancora a pancia in giu e abbracciai istintivamente un cuscino e mi addormentai per qualche minuto senza voltarmi senza ringraziare.

Non accadde null'altro in quell'incontro.

Se ci penso è stato tra gli incontri piu strani ma non l'unico con quella coppia anzi potrei dire non l'unico con Giovanni.

Alla fine a parte il sesso non completo con Samuele, mi ero fatta scopare il culo e basta....ma Giovanni aveva anche cambiato il mio paradigma, facendomi conoscere un altro modo ed un altro mondo.

Ma di questo parleremo in qualche altro capitolo.

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