La scambista

Capitolo 1 - Samuele e la sua proposta

Come mi sono avvicinata allo scambismo

A
Anna

1 settimana fa

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Dopo il divorzio e dopo essermi sbloccata grazie ad un siciliano travolgente e di cui ho scritto in uno dei miei primi racconti, ebbi modo di mettermi alla prova con la frequentazione di alcuni nuovi "amici". Ne ho avuti diversi, ma solo pochi sono riusciti a trasmettermi qualcosa di veramente importante che andasse al di la del puro sesso o della trasgressione del momento.
Sapevano farmi andare oltre conducendomi in un mondo che prima di allora non conoscevo neppure e nel quale poco a poco sentii di poter esprimere la mia vera natura.
Sono sempre stata affascinata dai complimenti e dalle attenzioni, ma ciò che mi trasforma sessualmente è la capacità di dominare pur essendo dominata. Appaga me stessa e appaga gli uomini che ho frequentato.
Tra gli amici speciali Samuele era tra i piu affezionati. Abbiamo sviluppato una complementarietà nel tempo davvero notevole e il segreto del nostro rapporto è che nessuno dei due è mai stato geloso dell'altro né ha voluto fare un passo diverso ovvero una relazione ancorché aperta ad incontri.
Non gli ho mai detto di no. Entra ed esce dalla mia vita con spontaneità, ed anche se non ci vediamo o sentiamo per qualche settimana o anche due mesi, quando organizziamo o ci scriviamo è come se ci fossi visti il giorno prima.
Vabbè, in verità io non organizzo un bel niente. E' lui che mi propone ed io che accetto.
Così un giorno, mentre ci trovavamo in un motel a tema mi parlò di un sito di scambisti al quale era iscritto da un pò e dove aveva due profili. Uno singolo ed uno di coppia ma all'improvviso la sua amica di giochi aveva deciso di interrompere.
Con lui avevo avuto qualche esperienza in prive di club ma erano esperienze che non mi davano emozioni ed erano troppo confuse.
Mentre l'idea di incontrare altre coppie o magari qualche singolo speciale sembravano essere situazioni più conformi ai miei gusti.
Mi fece vedere il sito, mi descrisse alcune coppie che aveva incontrate e mi propose di crearci una scheda di coppia li sul momento.
Le foto che mi scattò furono davvero tante, in alcune ero nuda, in altre con il perizoma che avevo indossato per il nostro incontro e altre contemplavano il sesso tra noi due.
Così scattò una foto col mio cellulare mentre avevo il suo bellissimo cazzo nella mia bocca, una foto mentre entrava per sodomizzarmi e varie mentre mi prendeva a pecora. Usò un sistema per coprire parzialmente il mio viso ed il suo e preparò una breve descrizione della nuova coppia.
Ci eravamo proposti di incontrare solo coppie e per i singoli era una nostra scelta coinvolgerli.
All'inizio Samuele tenne il controllo della nostra pagina "social" e mi aggiornava di tanto in tanto sugli sviluppi dei contatti.
Aveva ricevuto molte richieste, ma essendo lui sposato la possibilità di organizzarci era abbastanza limitata.
Un giorno mi chiamò e mi disse che mi avrebbe inviato le credenziali per entrare nel sito e vedere la scheda di due coppie che aveva già incontrato con la precedente amica e che secondo lui potevano essere un bel banco di prova.
Mi scrissi direttamente con una delle coppie, che avevo scelto, sia perché la Lei era bisex e sia perché avevo letto diversi feedback di altre coppie che ne parlavano in termini entusiastici al pari di Samuele.
Iniziò quindi una chat tra me e loro due che si alternavano a scrivere. Confesso che mi trovai bene con entrambi e così acconsentii al nostro primo incontro a casa loro insieme a Samuele per la settimana successiva. Unica precondizione è che ci potessimo vedere per un caffè conoscitivo in un bar della zona e poi avremmo proseguito.
Non era per diffidenza ma più per una maliziosa perversione che nutrivo di incontrarci in un bar sapendo il motivo dell'incontro e cosa ne sarebbe seguito.
Samuele mi venne a prendere in macchina sotto casa nel primo pomeriggio.
Decisi per una mise non troppo appariscente sia perché era giorno sia perché intanto saremmo andati a casa loro dopo e quindi non avrebbe avuto alcun senso.
Pantalone e giacca color cachi, scarpa con tacco coordinata e un top blu sotto la giacca. Indossavo uno spolverino blu primaverile sopra il tailleur e gli occhiali da sole a cui difficilmente posso rinunciare. Dimenticavo, trucco leggero non ostentato con un rossetto lucido e trasparente, eye-liner e un leggerissimo fondo tinta.
L'appuntamento era in un bar di un quartiere di Milano che negli ultimi 15 anni aveva subito una trasformazione notevole diventando un quartiere artistico.
Parcheggiamo e ci dirigemmo in questo bar che sembrava ricavato da un complesso industriale benchè fosse all'interno di un condominio piuttosto anonimo.
L'arredo sembrava vintage con divani rivestiti di un tessuto di simil velluto, luci basse e tanto vetro e ferro.
Entrammo e Samuele riconobbe immediatamente la coppia che avremmo incontrato in fondo al bar.
Io lo seguivo sempre con indosso gli occhiali da sole che mi consentivano una prima squadratura senza dare nell'occhio.
Giovanni e Vincenza erano una coppia poco più grandi di me. Io ne avevo 51 all'epoca e loro 55. Erano sposati ed erano entrambi arredatori di interni e lavoravano assieme.
Lui alto più di un metro e ottanta, lei sul metro e 70 magra e con dei capelli neri corvini che ricordavano quelli di Mortisia della famiglia Addams.
Ci sedemmo e ordinammo il caffè e Samuele mi introdusse subito raccontando di noi e ribadendo che quello sarebbe stato il mio primo incontro da scambista.
Furono molto gentili e comprensivi, del resto ci eravamo già scritti in chat, ma incontrarsi era un'altra cosa.
Come sempre mi accade mi trovo più a mio agio con gli uomini e quindi cominciammo a chiacchierare io con Giovanni e Samuele con Vincenza.
A posteriori mi confessarono tutti che l'idea del caffè conoscitivo, che lo fu solo per me in verità perché Samuele già li conosceva, era stata apprezzata e che aveva favorito ciò che sarebbe accaduto di li a poco. Sembravamo 4 amici pronti al gioco con totale naturalezza.
Dopo venti minuti, Giovanni ruppe gli indugi e alzandosi disse "se vi va possiamo andare". Sorrisi e mi alzai e mi venne spontaneo accompagnare Giovanni alla cassa mentre Vincenza e Samuele sopraggiunsero qualche secondo dopo.
Il loro appartamento distava un centinaio di metri da bar. Era un loft bellissimo su due piani all'interno di una cortile con ampie vetrate che potevano essere oscurate con le tende.
L'arredo era moderno ma con un gusto orientaleggiante. Ne rimasi affascinata e mi chiesi come sarebbe stato vivere in quella casa.
Quello che però posso raccontarvi nel prossimo capitolo è come ho vissuto in quella casa per 4 ore la prima volta e anticiparvi che vi tornai anche da sola almeno un paio di volte.
Ma abbiamo tempo prima che sappiate come mi sono conquistata il loro interesse e la loro fiducia...


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