La scambista

Capitolo 3 - Il massaggiatore di colore

Un regalo inaspettato ma molto gradito da parte di Samuele

A
Anna

6 giorni fa

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Dopo l'esperienza con Giovanni e Vincenza e che avrei in seguito incontrati di nuovo, soprattutto Giovanni, con Samuele proseguimmo nella nostra attività di scambismo.

Ogni tanto mi mandava screenshot dei messaggi che riceveva e di singoli che volevano incontrarci. Noi però non cercavamo quello, volendo invece frequentare altre coppie.

Un giorno commentai tra il divertita e la maliziosa la foto di un uomo di colore che appariva davvero bellissimo ed in forma e di li Samuele cominciò a fantasticare e prendermi in giro.

Il mio compleanno era passato da qualche giorno quando mi telefonò e mi disse che aveva un regalo speciale per me e che sarebbe passato a prendermi in macchina.

Alla mia domanda su che tipo di sorpresa etc e che outfit richiedesse si limitò a rispondermi che non era necessario alcun outfit particolare e che sarei potuta andare anche in tuta.

Così mi vestii casual con poco trucco e tanta curiosità.

Il viaggio non durò molto e fu molto silenzioso a parte qualche battuta qua e là.

Ci trovavamo in una località poco fuori milano e Samuele parcheggiò davanti ad una palazzina dove al piano terra c'era una doppia vetrata smerigliata con una insegna strana che sembrava piu una palestra che un centro estetico cosa che in realtà era.

"Mi porti a fare le unghie?" lo canzonai.

"Aspetta aspetta".

Suonò al citofono esterno e la porta scattò dopo poco. Entrammo in questa hall del centro e non essendoci nessuno Samuele disse a voce alta "Ciao Kevin ci sei?"

Silenzio ed io interdetta pensando "Kevin?" che non nome bizzarro.

Dopo pochi secondi si aprì una tenda che dava dietro il bancone e spuntò un uomo sulla quarantina di colore, alto e massiccio che indossava una maglia aderente bianca ed un paio di pantaloni bianchi.

Un mix tra un infermiere figo ed un istruttore di palestra.

"Ecco, lei è Anna, la mia amica di cui ti avevo parlato"

"Ciao Anna, piacere" e mi diede la mano

"Ciao" mi limitai a rispondere un po stranita e timida. Guardai con sguardo interrogativo Samuele.

"Kevin è un massaggiatore per signore con tanta tanta esperienza. Oggi non doveva lavorare ma ha tenuto il centro aperto solo per te"

"Allora Anna se vuoi c'è una doccia di la nella saletta dei massaggi, se vuoi puoi farla e poi io arrivo. Quante ore vuoi fare ? 1 o 2?"

"Ma non so boh, iniziamo con un'ora poi semmai vediamo"

"Ok vieni che ti faccio vedere" ed entrammo tutti e 3 in una stanza molto grande e profumata con candele accese, un divanetto una scrivania ed un letto professionale al centro. in fondo c'era una doccia molto grande di quelle cd walk-in.

"Prenditi il tuo tempo io e Samuele andiamo di la".

Così mi spogliai e mi feci una doccia. In verità ero già docciata ma presi quel tempo per riflettere, non prima di aver mandato un messaggio col cellulare a Samuele chiedendogli dove aveva conosciuto Kevin etc. La sua risposta non tardò ad arrivare e confermò il mio sospetto. Lo aveva conosciuto in quel sito di incontri.

Finita una doccia veloce mi avvolsi in un telo molto grande e rimasi seduta sul lettino aspettando qualche minuto interminabile.

Entrarono entrambi e Kevin mi spiegò che se volevo potevo tenere le mutandine e che avrebbe coperto le parti non trattate con un asciugamano. Samuele si mise seduto sul divano ed ogni tanto interveniva per dire qualche cazzata...delle sue.

Io indossavo un perizoma ed ero a pancia in giu con il viso incassato. Comoda, curiosa e tutto sommato divertita.

Olio caldo, musica in sottofondo da ambiente, mani grandi che lentamente si prendevano cura prima di un piede poi di un polpaccio poi una coscia, una gamba e poi l'altra e poi entrambe assieme.

Relax profondo che quasi mi fece addormentare se non per il fatto che Samuele non finiva di parlarmi.

Ad un certo punto gli chiesi di andare a farsi un giro perche il massaggio parlato non mi rilassava e volevo godermelo. Non prima di aver ricoperto di elogi con un filo di voce Kevin, che ringraziò dolcemente facendo pressione sulle cosce che allargai un poco istintivamente spostando senza volerlo il piccolo asciugamano che copriva il mio sedere.

Rimanemmo io e Kevin, le sue mani erano passate a trattare la schiena. Mi chiese se la pressione era giusta e ricordo di avergli risposto che poteva decidere lui liberamente.

Insistette su alcuni punti invitandomi a rilassarmi.

Si mise alla testa del lettino per trattarmi il collo, le spalle e con le mani fece dei movimenti lunghi per riprendere tutta la schiena sino ai glutei sotto l'asciugamano.

Con un gesto tolsi l'asciugamano e rimasi col mio corpo unto e lucido solo con il perizoma. Alzai la testa dal buco del lettino per dirgli che avevo caldo e volevo godermi il massaggio integrale.

Incontrando il suo sguardo di approvazione mi accorsi che massaggiarmi era un piacere anche per lui e notai un significativo rigonfiamento all'inguine sul quale rimasi per qualche secondo in piu e sorrisi.

Prese a massaggiare lungo la schiena scendendo e passando sotto gli elastici del perizoma, indugiando sui miei glutei. Io miei mugolii di piacere resero evidente che poteva fare ciò che voleva di me e ne approfittai per chiedergli se non avesse caldo anche lui.

Si tolse la maglietta e ammirai i suoi muscoli anche se non erano definiti ma quel corpo mi attraeva.

"Se il perizoma ti intralcia, levamelo". Si mise a metà del lettino e lo tolse con delicatezza e lentezza quasi con teatralità. Voltai lo sguardo per sorridergli ancora e allargai ancora un po le gambe.

Si dedicò al mio sesso con le dita e ricambiammo lo sguardo piu volte mentre sorridevo inebetita tradendo il mio piacere con il sesso caldo e fradicio.

Non aspettai che mi chiedesse di girarmi, lo feci senza permesso. I capezzoli turgidi e lo sguardo li sui suoi pantaloni.

Li abbassò e si avvicinò.

Avevo già avuto a che fare con un uomo di colore ed ho sempre apprezzato la consistenza, la perversione, il contrasto ed il piacere.

Diedi un bacio al suo glande e sentii le sue dita che esploravano il mio sesso.

Scesi ancora per accogliere nella mio bocca il suo bel cazzo tenendo con una mano le sue palle che scesi poi a leccare. Era bella la visione della sua pelle lucida per la mia saliva.

Scesi dal letto e mi diressi al divanetto. Mi sedetti, lui in piedi che mi teneva la testa ed io che davo me stessa. Gambe muscolose che stringevo con le mie unghie mentre sfidavo la mia cavità orale cercando senza successo di accoglierlo tutto.

Non vado oltre perché è scontato ciò che accadde. Fu gentile ma deciso mentre mi scopava. Ebbi piu di un orgasmo e fui io ad incitarlo ad entrare nel mio culetto.

La seduta durò ben oltre l'ora ed anche la doccia mise alla prova il mio corpo con il giusto trasporto.

Uscii lo ringraziai e salì in macchina di Samuele che aspettava fuori.

Lo baciai e mi abbandonai al sonno per il viaggio di ritorno

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