Capitolo 2 - Un sacrificio necessario
Certe scelte a volte sono necessarie
2 ore fa
«Potrei anche decidere di lasciar stare tutto com'è e tirare avanti un paio d'anni. Diversamente, vorrei che fossi tu ad assicurare a tuo marito la sua promozione all'interno dell'azienda.»
Mi sono guardata un attimo intorno ed ho visto che, mentre stava parlando, si è avvicinato anche Gianni e i due si sono scambiati un cenno d’intesa; infatti è stato lui che ha proseguito il discorso.
«Una notte insieme a te; tutti e due insieme e, da quel momento, la vita di tuo marito cambierebbe in un modo che nemmeno immagini; una sola volta. Una notte di sesso sfrenato, senza nessuna limitazione, tra le nostre braccia. Un segreto solo tra noi tre!»
Ho guardato entrambi alquanto stupita.
«Ma... mi state dicendo che io... voglio dire: se accetto... vi rendete conto che... mi sembra assurdo e pazzesco!»
Marcello ha completato il quadro.
«Domani torniamo in città e, tra due giorni, Paolo dovrà andare ad un convegno, dove si parlerà di attrezzature per il nostro settore, restando fuori per due giorni. Tu non andar con lui, resta con noi, passa la notte insieme a noi e, dopo, il vostro futuro sarà completamente diverso; non ci dare una risposta adesso, basterà che ci informi prima che lui parta!»
Ero sconvolta e, nello stesso tempo, molto lusingata da questa prospettiva.
«Come faccio a non dir niente a Paolo? Non mi sembra leale nei suoi confronti e…»
Loro due si sono scambiati un'occhiata e Marcello mi ha chiesto se stessi parlando seriamente.
«Davvero gli racconteresti questa cosa? Sei sicura che lui accetterebbe? Segui il nostro consiglio, non dire niente e vedrai che sarà meglio così; in ogni caso, decidi tu, ma, se lui non dovesse accettare, non ci sarà nessuna promozione!»
Ero tremendamente combattuta, anche con me stessa.
«Come faccio a non dirglielo? Io lo amo, è tutta la mia vita e quanto mi state proponendo, mi sembra un vero e proprio tradimento.»
È stato proprio Gianni a convincermi.
«Allora, se lo ami, aiutalo a diventar un dirigente di questa azienda. Ti faccio notare che, oltre ad un cospicuo stipendio, avrebbe diritto anche ad una parte degli utili e questo, tradotto in soldi, sono cifre con molti zeri; se non vuoi farlo per noi, fallo per lui!»
La conversazione è finita così e, circa un'oretta dopo, siamo andati a letto e io ho voluto far l'amore con Paolo, che è stato veramente dolce, facendomi sentire appagata. Mi è sempre piaciuto come mi scopa, perché è un amante dolce, passionale e, nello stesso tempo, molto premuroso; fin quando non ho raggiunto più di una volta l'orgasmo, lui continua a farmi godere, sempre di più. Mentre eravamo distesi, mi son stretta a lui e gli ho rivolto una domanda piuttosto curiosa.
«Cosa faresti, se ti offrissero un avanzamento di carriera in un'azienda in cambio di un rapporto sessuale tra tua moglie e l'amministratore delegato? Accetteresti? La convinceresti a farlo o cosa?»
Mi ha stretto fra le braccia e poi, senza guardarmi in faccia, mi ha risposto.
«Non lo so, amore! È una situazione talmente strana che non saprei come rispondere; tu, piuttosto, che faresti? Accetteresti di andar a letto con il dirigente, in cambio della mia promozione?»
Ho fatto un profondo respiro ed ho risposto con un tono calmo, ma deciso.
«Sì! Lo farei! Andrei a letto con quell'uomo e baratterei il mio corpo per la sua promozione!»
Si è tirato su un attimo dal letto e mi ha guardato dritto negli occhi.
«Parli seriamente? Tu faresti una cosa del genere?»
Ho annuito, facendo un cenno di "sì" con il capo e lui, per un attimo, si è adirato con me.
«Ma, che cazzo dici? Come puoi pensare che io possa accettare che mia moglie vada a letto con un altro? Cazzo, sei mia moglie; io ti amo e ti considero una cosa mia!»
Mi sono tirata su anch'io e appoggiata al letto.
«Quanto vale la tua gelosia, Paolo?»
Lui mi ha guardato e probabilmente ha messo insieme qualche informazione di cui era già in possesso.
«Aspetta un momento! Mettiamo in chiaro una cosa: io sono l'unico che scopa mia moglie e mi son accorto che, sia Gianni che Marcello, ti stanno circuendo; poiché Gianni si allontana per due anni, non è che per caso... Alessia, cosa stai tentando di dirmi? Alessia, con chi dovresti andare a letto? Parla ti prego!»
Gli ho risposto decisa.
«Paolo siamo ad una svolta della tua vita, ed io voglio farne parte; hai la possibilità di un grande salto in carriera che comporterebbe enormi benefici e, se devo far la mia parte, voglio farla senza remore e/o problemi!»
Mi ha guardato e poi, con calma quasi rassegnata, mi ha parlato.
«Se mi hai detto che saresti disposta a farlo, significa che hai già deciso di accettare questa proposta? Mi spieghi perché vorresti farlo? Perché dovrei avere questa promozione? Io lavoro ogni giorno onestamente e in maniera molto dignitosa!»
L'ho guardato e gli ho risposto con un tono molto deciso.
«Certo, hai ragione! Tu lavori in maniera impeccabile e con grande dignità, ma, tutto questo, unito al mio modesto stipendio da commessa, ci permette solo di viver in affitto in un bilocale con bagno e la nostra macchina è talmente vecchia, che cade a pezzi e non ce ne possiamo permettere una nuova, perché, per fare il matrimonio ed il viaggio di nozze, abbiamo contratto un prestito che dobbiamo ancora restituire.»
Lui mi ha messo una mano sulla bocca per farmi tacere.
«Sì, è vero, abbiamo un bel debito da sistemare, ma, almeno, secondo te, ne è valsa la pena? Avremmo dovuto, forse, ancora aspettare per sposarci?»
L'ho abbracciato e baciato con estrema passione.
«Sì, amore, ne è valsa la pena; lo rifarei immediatamente, non una, ma mille volte; ti assicuro che tutto questo non è in discussione, mentre, invece, accettare di far questo sacrificio, ci aiuterebbe a pagare le bollette, i nostri debiti ed a vivere in maniera molto più dignitosa ed agiata, senza dover spaccare un centesimo in quattro; magari, un giorno, riuscire anche ad avere una famiglia. Paolo, io voglio dei figli e voglio riuscire ad aver i soldi per farli vivere, senza sacrifici.»
Paolo mi ha abbracciato e baciato, poi mi ha chiesto cosa avrei dovuto realmente fare.
«Cosa devi realmente fare? Quando e come dovresti andar a letto con lui?»
Ho abbracciato mio marito e l'ho baciato.
«Dopodomani, quando parti per andare a quel convegno sulle attrezzature per la vostra azienda. Devo passare una serata insieme a loro. Se accetto, tu avrai la stessa qualifica che ha ora Gianni ed avrai tutti i benefici che questa promozione comporta. Spero di potermi fidare.»
Mi ha guardato per un attimo con il viso stravolto.
«Hai detto loro? Chi altri c'è, insieme a Marcello?»
Ho abbassato il capo senza guardarlo in faccia, mentre gli ho risposto.
«Gianni!»
Ha fatto un gesto veramente nervoso.
«Che figli di puttana! Adesso capisco tante cose! Soprattutto son sicuro che, se accetti, avrò quella promozione, perché entrambi, sotto questo punto di vista, sono due persone che mantengono sempre le loro promesse!»
Ho visto la profonda amarezza dipinta sul suo volto.
«Paolo, se non sei d'accordo, non preoccuparti: non lo faccio!»
Si è girato di scatto e mi ha parlato in modo alquanto duro.
«Anche se non fossi d'accordo, non cambierebbe molto!»
Ho capito che ormai si era rassegnato e così ho cercato di consolarlo.
«Paolo, mi dispiace, ma son convinta che io e te siamo e resteremo una coppia unita, anche se accettassi questa “proposta indecente", le cose tra noi due non cambierebbero per niente. Io ti amo e lo farei solo per amore verso di te.»
Ha abbassato la testa, lo sguardo e la sua voce era davvero intristita.
«Son convinto di esser preparato per questo nuovo incarico e son sicuro che Marcello me lo assegnerebbe ugualmente, anche senza questa specie di ricatto. Non voglio saper niente. Io parto e vado al convegno, quello che farà mia moglie mentre sarà sola a casa, non voglio saperlo. Capisco che per il nostro futuro e per la nostra tranquillità economica, tutto questo sarà assolutamente necessario, quindi lascio a te la scelta e non voglio saper niente.»
Ho abbracciato mio marito e l'ho baciato con tutto l'affetto possibile.
«Grazie, amore! Credimi, il mio non sarà un tradimento, perché te ne ho parlato; però vorrei che lo considerassimo solo come qualcosa che serve al nostro futuro. Paolo io ti amo e voglio che non lo dimentichi mai!»
Mi ha dato un bacio, poi mentre mi teneva stretta, mi son resa conto che aveva il membro duro e così ho aperto di nuovo le cosce e lui ha preso a scoparmi con rinnovato ardore. Mi pompava con dei colpi veramente tremendi. Mentre lo faceva ha urlato la sua rabbia.
«Troia, ti scopo. Ti scopo perché sei una puttana; sei una puttana, perché hai deciso di vendere il suo corpo per assicurarci in futuro una vita da veri signori. Va bene, troia, fatti sbattere; fatti sbattere da quei due maiali, che non baderanno ad aprirti ogni buco; ti sfonderanno fica e culo e ti riempiranno di sperma come un bignè!»
Di colpo me lo ha tolto da davanti e, dopo avermi girato, me lo ha infilato con rabbia nel culo, facendomi sobbalzare.
«Così ti sfonderanno il culo, troia! Lo senti come ti apriranno tutta? Ti amo, perché sei la mia troia; Alessia… Alessia, ti amo!»
È venuto dentro di me e mi ha riempito il culetto, rimanendo abbracciato a me e così ci siamo addormentati. Il giorno dopo, nulla è stato esumato della nostra conversazione e, due giorni dopo, lui è partito, senza che avessimo mai più affrontato questo argomento.
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