Ho voluto la sua promozione

Capitolo 3 - Le corna pesano sempre!

I dubbi, le paure e le corna non ti lasciano mai

P
pennabianca

2 ore fa

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Nel pomeriggio del secondo giorno, è tornato e, appena è entrato in casa mi ha trovato sdraiata sul letto. Mi ha guardato, si è avvicinato e poi è rimasto in silenzio, in attesa di quanto avessi da dire. L'ho abbracciato e l'ho baciato con tutto l'amore possibile. Poi l'ho guardato negli occhi e gli ho detto di mettersi disteso accanto a me; l'ho fatto spogliare nudo, mentre lui mi guardava sorpreso e mi ha abbracciato.
«Allora... voglio dirti di com'è andata? In questi due giorni sono come impazzito!»
Ho stretto mio marito tra le braccia, poi sono andata a cercare il suo membro, trovandolo rigido come un sasso. L’ho stretto tra le mie mani, poi ho aperto le cosce e l'ho invitato a possedermi.
«Prendimi, Paolo! Prendimi ancora e fammi sentire che sono la tua donna! Amore, ho bisogno di sentire che mi vuoi ancora; Paolo, ti amo!»
È entrato dentro di me con estrema decisione e, nonostante il mio corpo fosse ancora alquanto dolorante per la sessione intensa di sesso, cui ero stata sottoposta, l'ho accolto con estremo piacere e l’ho abbracciato forte. Ero ancora abbastanza dilatata ed ho visto che anche lui se n'è accorto; ha preso a pomparmi quasi con rabbia.
«Cazzo, sei tutta sfondata?! Alessia, ti hanno sfondato tutta?! Alessia!»
È durato pochissimo ed è venuto all'istante dentro di me; l'ho abbracciato forte e, con le lacrime agli occhi, ho urlato il mio amore.
«Paolo, ti amo! Ti amo e non m'importa di esser sfondata; il mio corpo tornerà ad esser normale e tu mi hai appena dimostrato che mi reputi ancora la tua donna!»
È scivolato fuori dal mio corpo e si è sdraiato accanto a me. Mi ha abbracciato forte, ha accarezzato ogni lembo del mio corpo, poi, senza sollevare lo sguardo, mi ha chiesto com'era andata. Ho fatto un profondo respiro ed ho cercato di evitare di entrare nei dettagli, perché sicuramente si sarebbe sentito ferito in qualcosa.
«È andata come doveva andare. Sono andata a casa sua, sono stata una notte a letto con lui e Gianni ed oggi son tornata; mi son fatta una doccia e mi sono distesa qui sul letto a riposare ed aspettare te; da domani, sarai nominato manager e allora, andremo a festeggiare; io sarò tornata di nuovo normale con i miei buchi e tu potrai tornare a goderti tua moglie come prima; io sarò pronta a regalarti la più bella scopata della tua vita; Paolo è solo questo ciò che conta. Cerchiamo di metterci alle spalle tutta questa vicenda.»

Ha sollevato la testa e mi ha guardato dritto negli occhi; ho capito che non me la sarei cavata tanto semplicemente.
«Alessia, voglio sapere tutto; ho fuso il cervello in questi due giorni a pensare cosa potessi aver fatto con loro; voglio sapere tutto; cosa ti hanno fatto, cosa ti hanno detto e, soprattutto... soprattutto, voglio sapere quanto ti è piaciuto, perché ti è piaciuto, vero?»
Sono scattata a sedere sul letto e l'ho guardato incrociando le braccia.
«Paolo, mettiamo bene in chiaro una cosa: sono una donna, una femmina che sa scopare, almeno così credo e mi son trovata in mezzo a due maschi molto dotati, anche più di te e questo devi averlo sentito, perché son ancora dilatata; come ti viene di pensare che non abbia goduto? Ho fatto quello che andava fatto e l'ho fatto con il gusto di farlo; mi consideri una troia perché ho goduto? Ebbene, sì! Sono una troia! Lo sono perché ho goduto tra le loro braccia e mi hanno fatto impazzire di piacere, riempiendo del loro sperma ogni mio buco; cosa pensavi? Che fossi un pezzo di legno? Sappi allora che non lo sono stata; sono stata una femmina calda, passionale, e troia! Ora, se questo ti dà fastidio, se non lo accetti, vuol dire che sarà stato tutto inutile; ricordavo che avevi detto di non voler sapere niente, ora, al contrario, vuoi ti racconti com'è andata anche nei minimi dettagli; ma, sia ben chiara una cosa: non mi va di sentirmi in colpa per aver goduto!»
È rimasto in silenzio, poi ha chinato il capo e mi ha esortato a parlare.
«Son uscita dal lavoro e, tornata a casa, ho fatto una doccia veloce; ho indossato quel tubino nero elasticizzato che ti piace tanto e, sotto, non ho messo alcun tipo di intimo, solo un paio di calze autoreggenti e le scarpe con il tacco dorato, che mi hai regalato. Gli ho mandato un messaggio e, dopo dieci minuti, Gianni era sotto casa; son salita con lui e siamo andati a casa di Marcello. Quando siamo arrivati, mi aspettavo che mi sarebbero saltati addosso entrambi, invece, Marcello aveva preparato una deliziosa cenetta; ci siamo messi a tavola a parlare, soprattutto di te!»
Nel sentir questo, Paolo ha sollevato lo sguardo e mi ha guardato.
«Cosa c'era da dire? Che presto mi avrebbero reso un perfetto cornuto? Scommetto che si saranno fatte delle belle risate alle mie spalle!»
Ho guardato Paolo ed ho ripreso il mio discorso, con tono molto serio.
«Ti stai sbagliando veramente di grosso; credimi, son rimasta sorpresa anch'io nel veder quanta ammirazione hanno entrambi per te. Gianni ti considera, professionalmente parlando, una persona eccezionale e, al di là di quello che più tardi avremmo fatto, ha tenuto a precisare che non avrebbe affidato il suo ufficio a nessun altro; Marcello, poi... lui mi ha lasciato per davvero a bocca aperta!»

Noto che Paolo è come se stesse sui carboni ardenti per quanto è incuriosito, ed infatti mi sollecita a proseguire.
«Perché ti avrebbe lasciato a bocca aperta? Cosa ha detto di tanto particolare?»
«Ha detto una cosa MOLTO particolare e, ti assicuro, che son rimasta alquanto basita, ma non del tutto, perché, dentro di me, qualcosa mi diceva che non poteva esser diversamente da quello che ha affermato lui. Paolo ha detto che ti vuol bene con me ad un figlio e.... forse, sei suo figlio!»
Mio marito mi guarda a bocca aperta, veramente stupito.
«Cosa? Ma che stai dicendo? Insomma, mi vuoi far credere che tutta questa storia...»
«Anch'io, come te, son rimasta sbalordita, per cui l'ho guardato e gli ho chiesto di esser più chiaro, ma lui era restio a parlarne, così è stato Gianni ad aggiungere qualche dettaglio.»
“Conosco Marcello da una vita e andavamo insieme a scuola con Giovanni, il padre di Paolo. Quando lui si è fidanzato con Carla ed io con Lucia, che era la sua migliore amica, abbiamo iniziato ad uscire tutti insieme. Ci piaceva molto divertirci e, soprattutto, bere insieme e, più di una volta, è capitato di ritrovarci, all'alba, tutti sullo stesso letto, nudi, senza ricordare con esattezza come ci eravamo finiti; poi, un giorno, Giovanni ha detto che si sposava, perché Carla era incinta.”
«Ammetto di esser rimasta veramente sbalordita. Marcello mi ha guardato ed ha sollevato il calice per dedicare un brindisi a te.»
“Alla salute dell'uomo più fortunato della terra, in quanto può godere del tuo corpo, ogni volta che gli va, anche se, questa sera, son dovuto ricorrere ad un vile ricatto, per cogliere un po' di quella fortuna anch'io!”
«Poi ha messo su un po' di musica ed abbiamo iniziato a ballare; a quel punto è cominciato tutto. Sono stati molto delicati e carini con me e mi hanno spogliato con delicatezza, lentamente, poi siamo passati in camera da letto e loro due hanno fatto a gara a chi riusciva a farmi godere più intensamente, ancor prima di possedermi. Io ero completamente nuda e loro ancora vestiti, quando poi si son spogliati… son rimasta davvero sbalordita nel vedere che entrambi avevano delle verghe enormi. Si sono alternati nella mia bocca, facendomi godere tantissimo. Il primo a prendermi è stato Marcello, che mi ha posseduto davanti, bene ed a lungo, facendomi godere ripetutamente, mentre continuavo a succhiare il membro di Gianni, che sembrava diventare sempre più grosso. Poi è stata la volta di Gianni, che mi ha scopato da dietro ed ho sentito il suo membro che mi è penetrato tutto fin in fondo. Anche lui mi ha fatto godere molto e, insieme, me li hanno presentati alla bocca, riempiendomi con la loro prima sborrata.

 

 

 

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