Capitolo 4 - Certi cazzi non si dimenticano!
Difficile rinunciare a certi piaceri già provati.
1 ora fa
Abbiamo fatto una pausa, abbiamo bevuto qualcosa di fresco, poi è stato Gianni il primo che me lo ha di nuovo infilato in bocca e poi… poi, non si è accontentato più di scoparmi davanti, così me lo ha messo dietro. Ammetto che è stato comunque molto delicato; non mi ha fatto per niente male. Ero molto eccitata, vogliosa e, sentirlo nel culo, tu sai bene quanto mi piace; il suo membro grosso, mi ha proprio fatto delirare. Mi ha pompato bene ed a lungo, facendomi godere ripetutamente, mentre continuavo a succhiare il cazzo di Marcello; poi è stato lui a volermi prendere dietro ed anche lui è entrato con decisione dentro di me e mi ha scopato a lungo nel culo. Sembrava impazzito da quanto piacere provava nel pompare il mio culo. Dopo che ho goduto anche con lui, mi ha abbracciato, si è sdraiato e mi son ritrovata sopra di lui, sempre con il suo membro nel culo e le cosce in alto; allora ho visto Gianni che si è inginocchiato ed ho capito che mi avrebbero preso in doppia; Paolo, credimi, son impazzita dal piacere. Ho goduto così tanto che non riuscivo a capire quando finiva un orgasmo e ne cominciava un secondo! Mi hanno scopato lentamente, facendomi raggiungere un orgasmo dopo l'altro in continuazione, senza mai smettere, fin quando, essendo stremata, li ho supplicati di venire. Si son messi a ridere ed allora, hanno preso a pomparmi molto velocemente, facendomi avvertire una marea di calore riempire il mio corpo: mi stavano riempiendo tutta. Quando ci siamo sciolti, son andata in bagno e mi son ripulita: ero in condizioni pietose. Sentivo i miei buchi oltremodo dilatati, aperti e riempiti nello stesso tempo; avvertivo bruciore sia al culo che alla figa. Quando sono tornata dal bagno, pensavo che la cosa fosse finita lì; invece mi hanno fatto di nuovo metter sdraiata in mezzo a loro e mi hanno presentato ancora i loro membri davanti la bocca. Ho dovuto succhiarli, fin quando non mi son venuti anche in bocca. Ti sembrerà strano, ma, per tutto il tempo che son stata con loro, mi hanno comunque trattato con estrema educazione e rispetto e, ti assicuro che mai una parola volgare è uscita dalla loro bocca. Dentro di me, mi sentivo troia, e puttana, ma essi, anche se lo pensavano, non mi hanno mai appellata in quel modo. Al contrario, dopo che li avevo succhiati per bene e bevuto la loro crema, entrambi mi hanno dato un bacio sulla bocca e si son complimentati con me.
“Avevamo capito che eri una femmina straordinaria e lo sarai sempre; daremo a Paolo la nomina che gli spetta e... sappi che noi due non faremo mai parola con nessuno di questa sera; abbiamo voluto il tuo corpo, ma abbiamo anche rispettato la tua dignità di donna, anche se ti abbiamo scopato con il massimo impegno e piacere; Alessia sei veramente eccezionale. Paolo è un uomo veramente fortunato!”
Mi son vestita e Gianni mi ha accompagnato a casa; son rimasta qui distesa, ripensando a quanto successo e, adesso vorrei che mio marito mi dicesse cosa pensa di me!»
Paolo mi ha abbracciato, mi ha baciato e poi mi son accorta che il suo membro era di nuovo rigido, così mi son abbassata e gliel'ho preso in bocca; l'ho succhiato con forza, finché non mi ha riempito la bocca con la sua deliziosa crema. La sera dopo, è tornato a casa con la nomina di manager in tasca; mi ha fatto vestire elegante e sexy e mi ha portato a cena in un bel locale, alquanto costoso. Da quel momento, la nostra vita è cambiata. Ho continuato a scopare con mio marito ed a godere anche molto con lui, ma, dopo circa tre mesi, una sera, mentre stavamo facendo l'amore, d'un tratto, mi son accorta che mio marito era particolarmente infoiato, così gli ho chiesto cosa lo rendesse così focoso. In un primo momento non mi ha risposto. Allora ho insistito, notando che cercava di non rispondermi; così, di colpo, l'ho bloccato e l'ho guardato dritto negli occhi.
«Paolo, dimmi che cos'è che ti eccita così tanto, questa sera! Dimmelo, altrimenti dovrai finire facendoti una sega!»
Lui ha fatto un profondo respiro, ha abbassato lo sguardo e mi ha messo a parte di una cosa che mi ha lasciata decisamente stupita.
«Oggi eravamo in un ristorante, insieme a Marcello, quando è entrata una signora che, quando l'ha visto, lo ha abbracciato calorosamente; poi, dopo averlo salutato, si è messa seduta in compagnia di un altro signore. Ho guardato Marcello, che ha sorriso e mi ha detto che l'uomo con cui stava seduta la signora al tavolo, era il marito, e… insomma, non era a conoscenza che la moglie era molto calda a letto, specie con un altro; in questo momento sto pensando che anch'io, ufficialmente non so… insomma, io non lo so quanto sei stata calda, a letto con lui! È vero che mi hai raccontato tutto, ma… ti sembrerò un pazzo, ma questa cosa mi eccita in una maniera pazzesca; non è solo il fatto che hai scopato con lui, è che... è che, qualche volta ci penso… Alessia, non so come dirtelo!»
Ho guardato mio marito ed ho fatto un profondo respiro; poi gli ho parlato.
«Cos'è che non riesci a dirmi? Forse il fatto che ti eccita sapere che lui mi abbia scopato? Oppure ti eccita l'idea che potrei… voglio dire: vorresti che mi facessi ancora chiavare da lui?»
Mentre parlavo, ho sentito il membro di Paolo gonfiarsi dentro di me, mentre prospettavo l'ipotesi di scopar ancora con lui. Lui ha abbassato lo sguardo, in un primo momento è rimasto in silenzio, poi, quasi sussurrando, lo ha ammesso.
«Sì, è vero, mi eccita l'idea di pensare che lui potrebbe scoparti ancora, e… forse, sarò un pazzo, ma… insomma, voglio dire: non mi dispiacerebbe assistere alla tua monta.»
Mi ha tremato il cuore, perché, in quel momento, anch'io ho dovuto riconoscere a me stessa che, più di una volta, avevo chiuso gli occhi mentre scopavo con mio marito, per immaginare che fosse il grosso membro di Marcello che mi avrebbe fatto impazzire. Ho dato un bacio a mio marito e poi gli ho risposto.
«Che ne dici di invitarlo a cena, una di queste sere?»
Subito ha sorriso e si è detto d'accordo; poi ha ripreso a scopare e sentivo che lo faceva con rinnovato ardore, così, mi son divertita a provocarlo un po’.
«Ma senti quanto sei porco. Senti come si eccita questo maiale all'idea che un bel maschione possa venir a sfondare di nuovo i buchi di sua moglie?! Paolo: ti piacerebbero davvero un bel paio di corna nuove? Oppure vorresti giocare insieme a lui, per farmi sentir ancora più troia, di quanto già non lo sia?»
Si è messo a ridere, mentre ora mi pompava come un pazzo.
«Saresti contenta, troia, che venisse qui e ti sfondasse di nuovo? Certo che voglio scoparti assieme a lui e farti sentire ancor più troia; ammettilo che anche tu morivi dalla voglia che questo accadesse. È inutile che ci giriamo intorno, amore; a te piace l'idea di poter ancora scopare con lui ed a me piace l'idea di poter esser ancora fatto cornuto!»
Due sere dopo, eravamo tutti e tre a cena insieme, a casa nostra; Marcello, all'inizio, è rimasto un po' sorpreso dal nostro invito, ma poi, durante la cena, i nostri discorsi son finiti esattamente dove volevamo che andassero. Quando Marcello ha scoperto che Paolo sapeva tutto, l'ha guardato e gli ha chiesto per qual motivo lo avesse invitato di nuovo a cena; la risposta di Paolo è stata molto semplice: perché l'altra volta, te la sei scopata insieme a Gianni; questa sera, invece, vorrei scoparla io, insieme a te. Che notte ho passato! Mi hanno scopato e sfondata in ogni buco nel vero senso della parola. Dopo di allora, Marcello è diventato una presenza fissa in casa nostra e nel nostro letto; dopo un mese ci ha offerto di vivere nella sua splendida villa, cosa che abbiamo accettato, perché ha confessato di esser pazzo di me; mi copre di regali e fa grandi progetti con Paolo. Uno lo abbiamo già realizzato: sono incinta. Chi mi ha riempito? Non ne ho la più pallida idea e, soprattutto, non me ne importa più di tanto.
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