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Erotika
Fratello e sorella · Cap. 6
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Capitolo 6 di 7 16 min di lettura

Sono la moglie di mio fratello.

Un tradimento porta acerte rifelssioni che ti cambiano la vita.

pennabianca
3 mesi fa · 2.6k letture · 1

«Così! Bravissima! Continua ti prego. Non sai da quanto tempo ho desiderato sentire le tue labbra sul mio cazzo!»

Per un attimo, sono rimasta sorpresa da quelle sue parole, ma l’eccitazione ha avuto il sopravvento: ho spalancato la bocca e l’ho infilato tutto in gola. Sentivo la punta del mio naso sbattere contro il suo inguine, mentre lo succhiavo. Ha preso a muovere il bacino avanti/indietro, scopandomi un po’ in bocca poi, ad un tratto, lo ha sfilato e, dopo essersi inginocchiato sul letto ed avermi fatto sdraiare supina, ha sollevato le mie cosce e, appoggiata la sua cappella fra le pieghe della mia ostrica, è scivolato lentamente dentro di me. Ho sentito la mia vagina aprirsi, mentre lui era estasiato dal piacere che provava.

«Oddio, sei bollente! Hai la fica che sembra un forno. Adesso sta tranquilla, che ti faccio godere e poi te la annaffio come si deve!»

Ha preso a muoversi dentro e fuori con un ritmo dolce, sincopato, non troppo forte, facendomi subito gemere di piacere e, ad un tratto, ho sentito l’orgasmo percorrere il mio corpo come un flusso inarrestabile; ho spostato le mie cosce, portando i talloni dietro i suoi glutei e poi sono esplosa con un orgasmo decisamente intenso.

«Luca, vengo! Cazzo, mi fai venire! È bellissimo, continua, ti prego! Non ti fermare! Non ti fermare, che vengo!»

È stato qualcosa di veramente sconvolgente. Ho sentito il mio corpo tremare e vibrare come non mi era mai successo, nemmeno con Gianluca e lui ha continuato a pomparmi, lasciandomi il tempo di assaporare il piacere poi, guardandomi dritto negli occhi, ha aumentato il ritmo della trombata e le sue labbra si sono posate sulle mie, mentre sentivo il suo membro rimanere ben piantato dentro di me; subito dopo un'ondata di piacere ha preso a riversarsi nella mia vagina. È rimasto immobile, poi, quando si è sfilato, ho sentito un rivolo di sborra colare giù dalla mia fica; lui si è disteso accanto a me, tenendomi stretta fra le braccia.

«Silvia, quello che sto per dirti non ho mai avuto il coraggio di confessarlo a nessuno. Non ricordo da quanto tempo sono innamorato di te e sono stato terribilmente geloso quando ti sei messa con quel fesso di Gianluca. Poco prima di venir via, un giorno, l’ho visto assieme ad una donna che sapevo esser particolarmente troia e sono stato combattuto se dirtelo o lasciar perdere. Ho provato a dirtelo, ma ho notato quanto amore c’era nei tuoi occhi per lui, così ho deciso di andarmene e mi sono trasferito in questa città. Averti qui, in casa mia, è qualcosa che mi riempie il cuore di tenerezza. Non voglio condizionare la tua vita, sei libera di fare tutto ciò che vuoi, ma, se posso, vorrei offrirti la possibilità di vivere insieme a me, crescere insieme la creatura che hai in grembo e, se me lo concedi, vorrei esser il tuo uomo per il resto della vita.»

L’ho guardato con le lacrime agli occhi e gli ho detto che mi era molto dispiaciuto quando se n'era andato, anche se non avevo capito il reale motivo. Da quel momento la mia vita è cambiata, siamo diventati una coppia. Spesso cominciavamo ad accarezzarci sul divano, poi finivamo a letto, dove davamo sfogo a tutta la libidine possibile. All’inizio avevo ancora qualche scrupolo, ma poi ho iniziato a non pensarci più, mi sentivo sempre più libera di godere con lui in maniera totale ed appagante. Lui era preso da me e non lesinava certo complimenti ogni qualvolta lo facevo godere o lo lasciavo scoparmi sempre più intensamente.

«Silvia sei magnifica! Sei una femmina stupenda! Ti adoro, ti voglio sempre così calda e vogliosa!»

Poi, all’inizio dell’ottavo mese, comunicai a Luca che non potevamo più farlo perché cominciava ad essere rischioso per la bambina e allora ricorrevo a propinargli sontuosi pompini con l’ingoio e questo lo esaltava ancor di più.

«Brava, amor mio, succhiami bene e ingoia il mio seme, così anche la piccola, in qualche modo, assapora la mia sborra.»

Poi arrivò il momento del parto. Lui mi fu sempre vicino, sia prima che dopo, e, quando nacque mia figlia, decidemmo di chiamarla Lucrezia e, anche se i primi tempi furono abbastanza impegnativi, lui si sentì contagiato dalla bellezza di questa bimba e mi dedicò tutte le attenzioni ed aiuti possibili. Dopo il terzo mese, mi recai di nuovo dalla ginecologa e mi feci prescrivere la pillola per non avere altre gravidanze e, il mese successivo, dopo aver messo a letto Lucrezia, sono tornata in salotto e ho ritrovato Luca seduto sul divano. Senza dir nulla, son salita a cavallo su di lui e, dopo aver sbottonato la mia camicetta, gli ho offerto i miei seni davanti alla faccia. Lui è rimasto un attimo sorpreso, ma io l'ho guardato con occhi dolci ed il chiaro invito a baciarmi i seni.

«Sono sempre stati molto importanti per te durante la gravidanza, ora li puoi accarezzare e succhiare quanto vuoi. Son passati sette mesi dall’ultima volta che abbiamo fatto sesso insieme e, se il mio corpo è sempre di tuo gradimento, vorrei riprendere da dove avevamo lasciato.»


Non si è fatto pregare. Mi ha sollevato e, tenendomi in braccio, mi ha portato in camera da letto e, da quel momento, sono diventata la sua donna. Circa due anni dopo, ci siamo trasferiti in un’altra città e poiché avevo ancora il cognome da sposata, abbiamo dichiarato di esser una coppia convivente ed ora mi trovo nel reparto maternità di un ospedale e sto allattando Lorenzo, uno splendido bambino, che ho avuto da Luca. Sono infinitamente felice di esser sua moglie.

 

Prima di andare avanti…

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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