Capitolo 5 - Il cazzo di mio fratello!
Per alcuni le dimensioni sono un problema!
3 ore fa
Mi chiamo Silvia, ho 27 anni, sono una bella ragazza alta m. 1,75, mora, occhi marroni, labbra carnose, un culo alto e sodo, tette belle tonde di una terza piena, gambe lisce, lunghe e senza un filo di cellulite. Adoro il mio corpo! Vivo e lavoro in una grande città, come impiegata. Nella stessa città, da due anni ci vive e lavora anche Gianluca, mio fratello, che ha 28 anni: tra di noi ci sono appena 13 mesi di differenza. Egli, dopo un periodo di sei anni trascorsi all’estero, dove si è specializzato in fitness, tanto da diventare istruttore diplomato ISEF, campione di arti marziali e di bodybuilding, è tornato nella nostra città. Alto quanto me, capelli neri ed occhi marroni, ha un fisico da far paura. Definire i suoi pettorali belli, ma in genere tutto il suo fisico, sarebbe riduttivo! Una mia amica lo ha definito bello come il David di Michelangelo, con una sola differenza: la mazza! Infatti, poiché lavora in due delle palestre di fitness più importanti della città, molte delle mie amiche e colleghe lo conoscono ed i loro commenti vertono sempre su un solo argomento: il cazzo di mio fratello! Ne parlano così bene e senza peli sulla lingua, anche in mia presenza, com’ è successo di recente mentre facevamo un aperitivo tutte assieme.
«Gianluca è tuo fratello? È mio istruttore di fitness, me lo mangerei, è un fusto immenso! Ha un fisico che, solo a guardarlo, ti fa bagnare!»
oppure: «Gianluca non è come te, cara Silvia; come fai a pensare di fartene due al mese come e meglio di Gianluca? Perché non provi a spiegare come è fatto il mondo a Gianluca? O, meglio, se mi offri l’occasione, gli faccio fare io un po' di pratica, cosa ne dici?»
Una poi era chiaramente più che arrapata!
«Hai visto che spalle e che fianchi stretti? Deve avere un uccello bellissimo!»
Il meglio è stata l’ultima.
«Mio fratello lo ha visto in doccia ed in sauna ieri, ed ha detto che gli piacerebbe aver la "dotazione" di Gianluca, per non parlare del fisico!»
E così via. Tutti su questa falsariga i loro commenti, anzi, alcuni ancora più espliciti, tanto che ho cominciato a pensare che fosse gay, ma una mi ha detto che mi sbagliavo!
«In palestra, c’è un gay che conosco bene ed anche lui sbava per tuo fratello, ma ha detto di esser senza speranza! Quando gli ha fatto delle avance, lui ha dichiarato di esser etero al 100%.»
Mi ero preoccupata non poco. Ho cercato di schiodare la cosa, senza però venir a capo di nulla. Quando provavo ad approfondire il discorso, lui subito sviava le mie domande, dicendo che a lui non piaceva intromettersi nella mia vita privata, quindi, devo restare fuori dalla sua. In effetti, io di vita privata ne ho tanta e molto sodisfacente. Mi piace il cazzo e ne consumo in abbondanza! A volte mi scopo anche due maschi assieme e godo come una vera troia. Tornando a mio fratello, ero davvero preoccupata, tanto che, quando ho scoperto che avrebbe avuto tutto il mese di agosto libero, l’ho invitato a passar le ferie con me. Grazie ad una conoscenza, ho preso in affitto una casa in un bel posto della Corsica, Porto Vecchio, a sud dell’isola, un bel posto, con molte spiagge nudiste, dove speravo di poter portare mio fratello per verificare se avesse qualche problema. Insieme avremmo potuto dividere le spese ed approfittare delle due stanzette separate in caso di conquiste (almeno così io gli ho detto). Ho approfittato anche del fatto che, trattandosi di una zona con spiaggia nudista, avrei potuto rimorchiare qualche bel maschione anch'io. Siamo andati subito in spiaggia insieme e lui, con estrema disinvoltura si è spogliato nudo e, a quel punto, son rimasta davvero sbalordita! L'ultima volta che avevo visto mio fratello nudo, aveva, sì o no, 16 anni ed avevo appena intravisto il suo membro, mentre ora, in posizione di riposo, tra le gambe aveva qualcosa di veramente spettacolare. Ne ho visti e ne ho presi e succhiati tanti, anche bellissimi, ma il suo era eccezionale: un cavallo! Già in posizione di riposo dimostrava di esser una verga molto lunga, ma, ciò che lasciava esterrefatti, era lo spessore; solo in posizione di riposo, era l'equivalente della larghezza di 3 dita. Mi son bagnata all'istante, immaginando cosa poteva diventare una volta rigido. Non ho capito più niente. La mia mente si è rifiutata di prendere in considerazione qualsiasi altro soggetto e, immediatamente, ho desiderato di avere quella verga dentro di me. Lo volevo. Adesso lo desideravo con tutta me stessa. Non m'importava che fosse mio fratello, in lui vedevo solo un maschio, uno spettacolare toro da monta, dotato di un membro lungo che sovrastava due palle enormi, contenute in uno scroto appeso al suo corpo stupendo. Ho avvertito la mia fica bruciare in una maniera così repentina, come non mi era mai successo con altri maschi. La cosa curiosa è stata che, per calmarmi, sono dovuta andare ad immergermi immediatamente in acqua, lui ha fatto un sorrisetto alquanto ironico e poi si è disteso al sole, con estrema nonchalance. Ho deciso di elaborare un piano per averlo. Normalmente, per casa, giro seminuda, sono abituata così, mi piace, specie in estate, esser libera da ogni costrizione, soprattutto quando sono nel mio appartamento. Amo il mio corpo e lo tengo in perfetta forma. Così, dopo la spiaggia, ho deciso di continuare a star nuda, anche con Gianluca in casa. Lui sembrava più restio a star nudo in casa, così l’ho spronato a mettersi libero anche lui.
«Spero che, dopo la spiaggia, non ti scandalizzerai per così poco. Siamo fratelli. Dai, fatti coraggio e gira anche tu nudo, per casa.»
Non c’era verso di convincerlo. Stranamente, Gianluca girava al massimo in canottiera e short, ed io ammiravo il suo fisico atletico. Vedevo le sue gambe piene di muscoli, petto e braccia forti; bruciavo dalla voglia e lui quasi mi ignorava. Assurdo! Lo volevo anche se era mio fratello. Non capivo questo suo atteggiamento: in spiaggia era stato lui l'oggetto di ammirazione da parte di diverse donne, anche belle ed io, naturalmente, ero invidiata da esse. Era palese che immaginavano che io fossi la sua donna e che mi godevo quel meraviglioso gioiello, che pendeva dal suo corpo. Si muoveva in spiaggia in maniera assolutamente serena, senza nessun pudore nei miei confronti a mostrarsi nudo, anche se non l'avevo visto in erezione. In quei primi quattro giorni, si era comportato in maniera assolutamente inappuntabile. Mi aveva spalmato la crema sulle spalle ed io avevo fatto la stessa cosa a lui, provando un immenso piacere quando avevo sentito le sue mani sul mio corpo: avrei voluto che quelle carezze non finissero mai. Mi ero bagnata in maniera esponenziale, quando poi avevo passato le mie sulle sue spalle muscolose, su quel corpo che desideravo, ormai, senza più nessuna speranza. Quello che mi mandava in bestia, era che, una volta rientrati in casa, si comportava in maniera assolutamente diversa: io seminuda, con indosso solo un esiguo perizoma o, al massimo, un sottilissimo pareo o un copricostume e lui, invece, con maglietta e pantaloncini. Assurdo! Pazzesco questo suo comportamento, per me assolutamente inspiegabile. Doveva proprio esser uno strano periodo per mio fratello. Avevo intavolato più volte il discorso relazioni, ma lui subito cambiava argomento o si chiudeva in un mutismo strano. Non capivo e impazzivo. Non sapevo nulla di quello che aveva fatto, o con chi era stato durante il periodo lontano da casa, ma doveva esser di sicuro successo qualcosa per farlo comportare così. Una mattina mi son svegliata molto presto ed ho fatto una scoperta interessante. L’ho sentivo gemere e sospirare sempre più forte, attraverso il sottile muro di cartongesso che divideva le nostre due stanze del miniappartamento vacanziero. Non mi ci è voluto molto a capire cosa stava facendo, anche perché ero certa che non aveva "ospiti" in camera con lui per la notte. Si stava segando?! Ecco come faceva a restare calmo tutto il giorno. Il giorno dopo ho deciso di verificare quanto scoperto. Quindi, la mattina dopo, sicura di quello che avrei potuto vedere con i miei occhi, mi sono alzata in silenzio e, avvicinata alla porta della sua stanza che era socchiusa, attraverso lo spiraglio tra lo stipite ed il battente, ho potuto constatare che non mi sbagliavo: sdraiato sul letto, il fratello si sparava un solenne segone. Son rimasta sconvolta dalla visione. Non era un cazzo che teneva in mano, ma una colonna di carne spettacolare. Lunga sicuramente oltre i ventidue, o più, centimetri, lui stesso che ha mani grandi, a malapena riusciva a congiungere le dita. Era un totem. Un esempio fallico di rara bellezza. Dalla base fino alla cappella, era perfettamente cilindrico, dello stesso spessore; vedevo la cappella grossa, come una meravigliosa fragola matura e rossa, e lui se lo menava ad occhi chiusi, prima lentamente, poi improvvisamente ha cominciato ad aumentare il ritmo e, d'un tratto, da quel cilindro di carne, è cominciato a zampillare fuori, tutto il suo nettare. Il primo schizzo è volato così in alto ed è ricaduto sul suo petto, che mi ha fatto praticamente godere all'istante. Ha continuato ad eruttare uno schizzo dopo l'altro. Ne ho contati 7. È venuto con una calma assoluta: bello e tranquillo, senza agitarsi, ma in un modo veramente potente. Sborrava con sussulto ed un bel getto a fontana si sprecava ricadendo su di lui. Ero fradicia tra le gambe, avevo goduto solo a vederlo schizzare. Non potevo accettare che un maschio così virile, come Gianluca, dovesse soddisfarsi da solo. Vedere tutto quel ben di dio sciupato, mi faceva star male. Non potevo accettare un simile spreco! Ma come era possibile? Per tre mattine di seguito l’ho spiato in assoluto silenzio, godendo come una troia, senza nemmeno toccarmi. Alla quarta, ho fatto tardi. Gianluca aveva già finito ed ora sembrava addormentato. Il suo cazzo, benché floscio, era comunque molto grosso e tremendamente invitante. Così, alla fine, ho deciso di entrare. Volevo provare a farlo godere io, forte delle mie esperienze in fatto di sesso, avrei saputo come maneggiare quel suo uccello, avevo già fatto godere un numero notevole di uomini! Ma con lui, avvertivo una strana febbre addosso. Era un rischio pazzesco. Se si fosse adirato? Se non mi voleva? Se… accidenti ai se! Son entrata e basta! Ho cominciato allora ad accarezzargli le palle, adagio adagio, per non svegliarlo e fargli credere che si trattasse solo di un sogno. Quando ho iniziato a sentire i coglioni duri e la pelle che fremeva sotto le mie dita, mi son bagnata ancora di più. Era enorme! Attraversato da grosse venature, stretto nella mano, non arrivavo nemmeno alla metà della circonferenza. Ho spalancato la bocca e solo la cappella mi è entrata dentro. Ho preso a leccare a succhiare tutta l'asta, dalla base e su, fino alla cappella rossa e umida. Più lo leccavo e succhiavo, e più si gonfiava sotto le mie mani e lingua. Era impressionate la sua dimensione. La cappella non era ancora entrata dentro la mia bocca. quando l’ho impugnato con entrambe le mani ed ho preso a segarlo. In bocca sentivo il sapore dello sperma fuoruscito a seguito della sega di poco prima ed era una meravigliosa anticipazione del sapore che avrei gustato a breve. Mi aveva stregato. Quel sapore mi è entrato nel cervello come una folgore, che mi ha fatto godere ancora senza toccarmi! Non sapevo come avrebbe reagito lui quando si fosse svegliato e, nell'incertezza, ero come timorosa che si accorgesse di qualcosa, quindi cercavo di fare quanto più delicatamente possibile. Ma un pompino è sempre un pompino. Ad un tratto, mi si è gelato il sangue, quando ho sentito una mano passarmi tra i capelli e quella stessa mi spingeva la testa contro le sue palle, in modo che il suo cazzo mi penetrasse in gola. Gianluca si era svegliato, eccome! Ho continuato a leccare come una forsennata, non potendo ingoiare la sua enorme verga e lui, dopo un poco, mi ha trascinato su di sé, mi ha fissato negli occhi. La sua espressione sembrava più preoccupata che altro.
«Ti rendi conto che tutto questo è pazzesco! A parte il fatto che siamo fratello e sorella, hai notato che ho tra le gambe qualcosa di assolutamente mostruoso? Non voglio farti male, perché rappresenti ciò che di più amo al mondo. Se vuoi divertirti un po', lo accetto, ma non chiedermi di entrare dentro di te, perché avrei paura di farti soffrire e basta.»
Tremavo come una foglia.
«Anche per me sei la persona più importante del mondo. Non mi importa niente se proverò un po' di dolore, ma io ti voglio dentro di me. Ho desiderato il tuo cazzo appena l'ho visto, la prima volta, in spiaggia, quindi, cerca di esser bravo con me.»
Lui mi ha sorriso, poi, dopo un attimo di riflessione, mi si è sdraiato accanto, si è messo tra le mie cosce e per me è iniziata l'ascesa all'estasi totale. Mi ha allargato le gambe ed è andato a frugare nella mia fica, che, a quel punto, era bagnata come dopo un temporale. Ha preso a leccarmi divinamente. La sua lingua si è insinuata tra le pieghe della mia ostrica ed è entrata nella mia caverna, di cui non conosceva ancora il sapore e poi, decisa mi è arrivata il più all’interno possibile, stimolando le mie pareti interne: ho provato un piacere totalmente sconosciuto, nessuno mi aveva mai leccato la fica dentro. E pensare che le mie amiche dicevano che avrebbe dovuto esser “svezzato”. Cavolo! Ci sapeva veramente fare con la lingua. Mi serrava il culo e la vita, alternativamente, con le sue mani di acciaio. Mi ha leccato le grandi labbra e succhiato il grilletto da dio! Ero così eccitata e godevo come una matta, tanto che gli tenevo la testa contro di me, quasi a soffocarlo. Ero sconvolta dalla sua bravura! Erano ormai mesi che non trovavo un così raffinato leccatore. Il piacere mi assaliva con ondate successive, i miei muscoli interni si contraevano e si rilasciavano, i miei muscoli addominali erano duri e contratti ed io godevo in continuazione. Ad un certo punto, mi son sentita stremata; non ero abituata ad un'azione così intensa, urlavo di piacere, raggiungevo orgasmi uno di seguito all'altro, senza interruzione. Mi ha fatto godere per più di cinque volte.
«Gianluca! Basta, ti prego, fermati: mi fai morire…oddio no, vengo ancora. Sei un demonio, con la lingua!»
Gianluca, per tutta risposta, mi ha abbracciato in vita, mi ha voltato sulla pancia e culetto a pecorina ed ha appoggiato il suo mostro alla fessura della fica.
«Adesso rilassati. Se senti dolore, me lo devi dire subito! Capito?»
Ha iniziato con una leggera pressione, facendo entrare solo la cappella e rimanendo, per qualche istante, immobile. Poi è uscito e di nuovo ha fatto colare un po' di saliva lungo lo spacco, nonostante io fossi, non dico, bagnata, ma terribilmente fradicia dei miei stessi umori; ha cominciato ad entrare sempre più in profondità, dando modo alle mucose della mia vagina di dilatarsi; percepivo quello splendido randello scivolare sempre più, dentro di me. Mi faceva impazzire al solo sentir quanto mi dilatava. Non è stata una cosa semplice, e nemmeno veloce, anzi, oserei dire che era veramente piacevole, ma, nello stesso tempo, anche molto esasperante. Lo volevo dentro, ma sembrava che lui fosse consapevole delle sue dimensioni e, quindi, cercava in tutti i modi di far assuefare la mia fica ad accoglierlo tutto dentro. Ad un tratto, la punta è venuta a sbattere contro il collo della cervice ed ho inarcato la schiena, non tanto per il dolore, quanto per quella particolare scossa che ne ho ricevuto, che mi ha trafitto il cervello e mi ha fatto urlare di piacere.
«Gianluca, vengo! Oddio, è meraviglioso! Gianluca ti sento tutto dentro, amore, ti adoro! Dai, scopami forte! Aprimi tutta! Mi sembra quasi di aver perso adesso la mia verginità!»
Lui mi ha preso per i fianchi, poi ha iniziato, prima lentamente, poi sempre con più vigore, a sbattermi dentro quell’enorme randello e, ogni volta che vi penetrava dentro, mi sembrava come se la mia vagina si stesse lacerando. Quella sensazione non mi ha abbandonato, fino a che ho sentito che il suo corpo sbatteva contro il mio culetto. Adesso lo avevo per davvero tutto dentro! Gianluca non era inesperto; ci sapeva fare con l'uccello! Eccome, se ci sapeva fare! Mi scopava con forza, con potenza, mi penetrava a fondo con il suo cazzo duro e caldo; lo sentivo enorme dentro di me. Sentivo i miei muscoli interni contrarsi al massimo, mentre avvolgevano il membro di Gianluca, che mi pompava in una maniera deliziosa. Ho girato lo sguardo verso lo specchio dell’armadio ed ho visto Gianluca che, impegnato a pomparmi, gonfiava il suo potente torace e fletteva i bicipiti: che fusto! Che toro! Che fisico! Che virilità! Incontrando il mio sguardo attraverso lo specchio, mi ha sorriso, ma lo vedevo un po’ teso. Gli ho fatto un cenno del capo, cercando di capire cosa gli passasse per la mente e lui, dopo avermi fatto godere ancora, si è fermato e mi ha chiesto se ero protetta.
«Certo, che lo sono! Dai, irrorami la vagina! Adesso voglio sentire, che mi riempi tutta!»
Gianluca ha preso a sbattermi con colpi davvero devastanti: lo sentivo in pancia! Mi sfondava la vagina ed io godevo come una pazza. Poi, improvvisamente, è rimasto immobile dentro di me, mentre il mio corpo non smetteva di tremare, per l'ennesimo orgasmo provato e, d'un tratto, ho sentito un'ondata di calore riempire il mio ventre. Mi son ricordata di quando l'avevo visto zampillare la prima volta, allorché avevo scoperto che si masturbava, e, a sentire quell'andata di calore, mi ha fatto godere ancora.
«È bellissimo, sentire che mi riempi dentro: mi fai impazzire!»
Lui è venuto, poi si è sfilato e si è disteso di lato. Ho avvertito come se mi avesse strappato qualcosa di dentro, perché sentivo la mia vagina completamente aperta, mentre un rivolo di sborra si allungava lungo le mie cosce. Mi son girata e vedendo quel membro ancora intriso dei miei umori, oltreché del suo piacere, alto, duro e rigido, non ho resistito, mi ci sono avventata sopra con la bocca, leccandolo e succhiandolo in continuazione. Lui è rimasto in silenzio e, quando ho visto che quello splendido totem era ancora perfettamente in tiro, son salita su di lui e mi sono impalata sulla sua verga, sentendomelo arrivare fin dentro lo stomaco. Questa volta, è stato molto più facile sentirlo scivolare dentro la fica, ormai completamente slargata; lui ha sollevato le mani e si è impossessato dei miei seni, riprendendo a torturarmi i capezzoli, mentre io eseguivo un lento saliscendi sopra di lui, godendo fino a stravolgermi completamente. Mi ha scopata fino allo sfinimento. Mi ha preso in tutti i modi, da davanti, da dietro, di fianco, sopra e sotto. Alla fine, è venuto dentro di me ancora una volta. Siamo rimasti abbracciati a lungo, poi ho sollevato lo sguardo e con una voce molto languida, rotta dall'emozione e dal piacere provato, gli ho chiesto da cosa fosse impensierito. Lui è rimasto per un lungo istante in silenzio, poi, dopo aver fatto un lungo respiro, mi ha esposto qual era il suo problema.
«Come hai potuto vedere, il mio è un membro fuori dal comune. Quando ero via, avevo conosciuto una ragazza e, una volta, abbiamo fatto sesso. Ero molto eccitato e, quando gliel'ho spinto dentro, lei ha urlato di dolore e, quando l'ho tirato fuori, ho visto che era sporco di sangue. Non era niente di grave, ma questa cosa mi ha così impressionato che, da allora, ho sempre preferito far sesso con donne che non volevano esser penetrate. Con te, però, è stato diverso. È da quando son tornato che ti osservo e ti ho trovato molto bella; soprattutto ricordo di una sera, vicino Natale, quando ti avevo visto nuda, mentre facevi la doccia e ti stavi toccando tra le cosce. Non so spiegarti cosa mi sia successo, ma, da quel momento, ho desiderato il tuo corpo e quello di nessun’altra. Naturalmente ero consapevole che con lo strumento che mi ritrovo tra le gambe avrei anche potuto farti male, quindi ho cercato in tutti i modi di starti alla larga; ma sembra che il destino abbia deciso diversamente. Ogni mattina mi masturbavo pensando a te, che eri appena dall'altro lato della parete e speravo che tu, in qualche modo, ti accorgessi di quel che facevo, cosa che è avvenuta, perché avevo notato che da due giorni che mi spiavi, da dietro la porta. Naturalmente, non voglio esser d’intralcio alla tua vita e spero che, una volta finita questa vacanza, quello che c'è stato tra noi, non ci crei problemi.»
L'ho baciato con le lacrime agli occhi e gli ho detto che anch'io desideravo molto il suo corpo, chiarendo, altresì, che non ci sarebbe stato alcun problema. Lui sarebbe stato libero di portarsi a letto chiunque voleva, l'unica cosa che gli chiedevo era di dedicare almeno un giorno a settimana anche a me. Mi ha abbracciato e mi ha baciato complimentandosi per il fatto che, nonostante le dimensioni, era riuscito a infilarmelo tutto dentro. Abbiamo scopato per tutto il resto della vacanza e mi son anche decisa di fare un grande passo che, nonostante le mie molteplici esperienze, non avevo mai provato: dargli il culo! È stato più difficile convincere lui, che prenderlo per davvero. Era così titubante e preoccupato che mi avrebbe fatto molto male, che non volava farlo. Alla fine me lo ha messo in culo! All'inizio mi è sembrato che un palo mi sfondasse il fondoschiena ed ho lanciato un urlo; lui si è subito fermato, ma io gli ho detto che stava passando e, infatti, subito dopo il dolore si attenuò, fino a restare solo godimento. Mentre mi sfondava il culo, ricordo di essermi girata per ammirarlo, mentre mi sfondava, attraverso lo specchio; era bellissimo! Vedevo nello specchio i muscoli lucidi di sudore di Gianluca, che si contraevano e guizzavano potenti, mentre mi teneva ferma e mi pompava. Vedevo il suo cazzone che mi penetrava, mi entrava dentro come una spada scorre nella propria guaina; lo vedevo con i miei occhi, mentre stava per schizzarmi tutta la sua energia, tutta la sua virilità e potenza, in una serie di schizzi di sperma caldo. Ho goduto ancora e di più. Siamo diventati segretamente amanti. Io non ho cercato più nessun altro maschio e lui ha continuato a far sognare le mie amiche. Ora lo sto guardando, mentre mi vede allattare nostro figlio. Non vorrei sembrare esagerata, ma guardando questa creatura ho quasi l'impressione che un domani avrà un membro stupendo, come quello del padre.
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