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Erotika
Fratello e sorella · Cap. 2
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Capitolo 2 di 7 15 min di lettura

Eredità incestuosa

A volte la vita ti prende a schiaffi e poi ti fa tante carezze!

pennabianca
3 mesi fa · 2.3k letture · 1

 Il mio nome è Luca, ho trent’anni, e sono divorziato da tre mesi. Assieme a me ha divorziato anche mia sorella Anna, che di anni ne ha quasi due più di me. Tutto è successo casualmente. Entrambi sposati, abitiamo in una palazzina a due piani. Io sotto e lei sopra. I nostri rispettivi coniugi avevano pensato bene di divertirsi alle nostre spalle senza che noi ce ne accorgessimo. Il gioco era semplice. Loro lavoravano mezza giornata, e solo al mattino, mentre io e mia sorella tutto il giorno. Il destino ha voluto che un pomeriggio di tre mesi fa un fulmine ha colpito la mia azienda, ha fuso tutto quello che era attaccato alla rete elettrica. Impossibilitato a continuare il lavoro sono tornato a casa dove avrei dovuto trovare la mia mogliettina ad aspettarmi. Invece la troia era sopra il nostro letto con mio cognato, si erano addormentati dopo aver scopato. Ho visto tutto e in silenzio ho chiamato Anna che lavorava qui vicino. All’arrivo di mia sorella abbiamo scatenato un vero casino culminato poi nel divorzio e fortunatamente nessuno di noi ha figli. Ma poi che i guai non vengono mai soli, una settimana fa, mia sorella a perso il lavoro. La sera l’ho vista comparire in casa mia, era disperata. Aveva le lacrime agli occhi.

«Adesso come faccio a tirare avanti, io non so cosa fare tu cosa mi consigli?»

L’ho abbracciata forte, e l’ho fatta sedere. Dalla morte dei nostri genitori avvenuta cinque anni prima fra noi l’unione è diventata più forte. Le ho parlato facendola calmare.

«Per prima cosa ti trasferisci qui sotto da me. Il tuo appartamento lo possiamo affittare. In zona centrale così vicino all’università non dovrebbe essere un problema, così hai una tua rendita. Poi vedremo se salta fuori un altro lavoro.»

 Ha riflettuto sulla proposta e ne ha convenuto che era la miglior soluzione. Il giorno successivo ci siamo messi traslocare le sue cose dal suo appartamento al mio. Subito ci siamo resi conto che se mettevamo il suo letto matrimoniale nella cameretta di casa mia non ci sarebbe rimasto spazio per l’armadio. Le ho fatto una proposta, che lei ha subito accettato.

«Ma che bisogno hai dell’armadio, puoi occupare il mio, è mezzo vuoto. Al limite ne possiamo comperare uno più piccolo, anzi meglio ancora potremmo dormire nella stessa camera.»

Eravamo intenti a trasferire le sue cose in camera mia quando hanno suonato alla porta era un corriere che ci ha consegnato una raccomandata. Con la lettera in mano ci siamo guardati in viso chiaramente tesi, era la paura di nuovi guai. Aperta la lettera, è emerso il fatto che alla morte di una zia di cui ignoravamo l’esistenza, eravamo stati nominati suoi eredi. Emma, questo il suo nome che a noi non diceva nulla. Consultato l’album fotografico della famiglia non vi era traccia di questa parente. Abbiamo pensato ad una eventuale truffa. Per sicurezza abbiamo chiamato il numero del cellulare riportato. Dopo la nostra iniziale titubanza il notaio dall’altra parte del telefono ci ha garantito che era tutto regolare, e che dovevamo recarci da lui per avere l’eredità. Il posto era distante dalla nostra città, e per questo ho dovuto chiedere alcuni giorni di ferie. La sera a letto, ho chiesto a mia sorella quello che ne pensava.

«Speriamo che non ci sia nulla da pagare, non siamo in grado di spendere in questo momento. È meglio dormire se vogliamo partire domani abbiamo ancora molte cose da fare.»

Si è girata di lato e subito si è addormentata, lasciando me hai miei pensieri. Ho sentito il suo respiro regolare, io invece stavo pensando all’ultima volta che avevamo dormito insieme. Sono passati diversi anni. Era una estate che eravamo in vacanza con i nostri genitori. Avevano affittato una casa piccola. La nostra camera da letto era ricavata dividendo la matrimoniale con un sottile muro di cartongesso. I nostri letti erano a castello, lei dormiva sopra e io sotto. Allora avevamo io sedici anni e lei quasi diciotto. Lo stipite della nostra porta era staccato e da una fessura si vedeva il letto dei nostri genitori. Una sera verso la fine della vacanza, mamma e papà presi da un forte desiderio sessuale avevano fatto l’amore senza troppo curarsi del fatto che noi dormivamo nella cameretta. Io avevo incollato l’occhio alla fessura, e mia sorella da sopra faceva la stessa cosa. In silenzio abbiamo assistito a tutte le acrobazie erotiche dei nostri genitori. Al termine, dopo essersi recati in bagno per lavarsi si erano addormentati profondamente.

«Luca, hai visto che roba? Scommetto che ti stai segando.»

Anna mi aveva parlato sottovoce. Io effettivamente avevo abbassato i pantaloncini e mi stavo segando molto lentamente convinto che lei si fosse addormentata. Invece è scesa dal letto e mi ha costretto a farle posto con me.

«Si, ti stavi segando, fammi sentire.»

 Senza attendere la mia risposta la sua mano si è impossessata del mio cazzo duro attraverso la sottile stoffa dei pantaloncini.

«Accidenti, ma sei cresciuto dall’ultima volta che te l’ho visto. Senti che bel paletto che ti ritrovi, e bravo il mio fratellino. Dimmi come va con la tua ragazza? Fate sesso?» 

Mi chiede lei, continuando a segarmi lentamente.  All’epoca entrambi eravamo fidanzati lei con Stefano, e io con Patrizia, con quelli che poi sarebbero diventati i nostri coniugi.  Farfuglio una risposta, mentre il mio cazzo ora era cosi duro che definirlo di ferro era riduttivo. Non capitava certo tutti i giorni che mia sorella mi facesse una sega, anzi non era mai successo.

«No, lei è molto timida e riservata, e tu?»

 Le chiedo per far parlare lei.

«Si noi ci divertiamo un sacco, e caspita come sei grosso, e pure lungo forse il tuo è più grande di quello di Stefano.»

Appena finito di parlare infila la mano sotto l’elastico, s’impossessa del mio cazzo e poi scende con il viso in basso e con un movimento rapido lo infila dentro la bocca. Mi succhia e sega insieme. Sento il piacere esplodere dentro la mia testa. Mai avuto un pompino, e la prima volta me lo fa mia sorella! Da sborrare subito! Cerco di trattenermi, ma lei è dannatamente brava. Le faccio capire che sto sborrando e ne ottengo come risposta il fatto che lei s’infila di più il palo in gola. Vengo cercando di non fare casino. Lei continua a succhiare e leccare fin quando anche l’ultima goccia di sperma non è finita nella sua bocca. Poi si tira su e mi bacia. Dopo un momento di sgomento rispondo al bacio. La mia lingua s’insinua nella sua bocca e trova la sua con la quale gioca e ne viene fuori un bacio veramente passionale. Poi mi chiede guardandomi in viso.

Prima di andare avanti…

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