trovammo un bel tavolo in un ristorante che si chiamava “Fronte del Porto”, ci sedemmo già scambiati (loro non… sospettavano niente di quella disposizione) e ancora una volta ridemmo e ci divertimmo molto a raccontarci delle nostre cose, e dopo aver mangiato a sazietà e bevuto anche oltre ci concedemmo una passeggiata per il borgo, e lì Gioia giocò sfoderando tutta la sua capacità di seduzione.
“perché stasera non finiamo il discorso?” chiese ai nostri amici, “è stata una bella serata, vero? e allora… finiamola ancora meglio…”
i due si guardarono, sorridendosi, Lucia era eccitatissima e non riusciva a nasconderlo mordendosi il labbro, era fatta.
Gioia scivolò dal mio abbraccio ed andò a prendere per mano Roberto, ci lanciò un’occhiata maliziosa e sussurrò “ci vediamo domani mattina a colazione?”
“m-m” risposi, guardai Lucia che annuì, e allora ci separammo.
“buona scopata, amore mio…” mi dissi, e guardando la mia nuova partner non riuscii a non sorridere.
ne aveva ancora di strada per arrivare ai livelli di Gioia…
la cinsi con un braccio e la portai verso la direzione opposta presa dagli altri due, passeggiammo lentamente per il borgo e ovviamente la baciai, quella sera era mia a cominciare da subito, e appena riuscimmo ad isolarci dalla gente la presi e la baciai profondamente sentendo che si scioglieva, e anche quando le toccai il bel culo tondo non si oppose, anzi, allungò la mano e me la mise sul pacco.
e fu allora che… pensai, e agii.
eravamo isolati, ma ci isolammo ancora di più scendendo alcuni gradini che portavano verso il mare, e lì lo tirai fuori sotto il suo sguardo… affamato.
lo estrassi e mettendole una mano sul collo la feci abbassare, la ragazza si mise in ginocchio e un istante dopo mi stava facendo un grande pompino.
ci mise impegno e dedizione, me lo leccò dalle palle alla punta per poi risucchiarlo dentro e pomparlo con foga, se lo fece scendere in gola come quella stessa mattina e quando le dissi che stavo per venire non lo tolse continuando al contrario il lavoro di mani e di labbra, e con tutto quel daffare fu inevitabile che di prepotenza le sborrassi in bocca.
la tenni incollata a me premendole la nuca fino a che mi svuotai nella sua dolce boccuccia, e quando ebbi finito Lucia si tirò su pulendosi la bocca con il dorso della mano, ancora eccitatissima.
e stupendomi non poco si tirò su il vestito fin sulla pancia e si mise contro il muro, pronta per farsi scopare, ma non potevo permettermelo, non con il serio rischio che arrivasse qualcuno.
le posai un bacio sulle labbra e poi la riportai nel vicolo, e prendendola per mano mi incamminai insieme a lei verso l’hotel che raggiungemmo una decina di minuti dopo, sorpassammo la reception dove l’attentissima addetta fece due più due avendo visto passare poco prima Gioia e Roberto e con un sorriso e un gesto del capo ci augurò la buona notte.
sì, sarebbe stata davvero una buona notte…
appena arrivati in camera mia Lucia si tolse le scarpe, pronta per levarsi il vestito, ma allora la fermai.
“posso?” le chiesi, e prendendola per mano la portai sul letto, la feci stendere e poi cominciai ad accarezzarla partendo dai piedi, che baciai.
Gioia non era l’unica in grado di sedurre…
la baciai arrivando alle cosce, le sollevai il vestito e delicatamente le tolsi le mutandine scoprendole la deliziosa fighetta, le aprii le gambe e continuando a baciare arrivai proprio lì, la dilatai con due dita e poi ci passai sopra la lingua.
riuscì a resistere per un minuto guardandomi e spingendomi la testa con la mano per schiacciarmi ancora di più contro di sè, ma quando cominciai ad usare anche le dita allora si abbandonò sul letto a braccia aperte, godendo e gemendo mentre raggiungeva un orgasmo dietro l’altro, sbrodolando come una fontana.
le tolsi tutto lasciandola nuda e poi feci la stessa cosa, e dopo aver indossato il preservativo la raggiunsi sul letto e facendola montare sopra lasciai che si penetrasse a suo piacimento, vedendola galoppare felice ed esaltata in un tripudio di tettine che saltellavano su e giù come impazzite.
vederla cavalcare era fantastico, ero un quarantacinquenne perennemente arrapato che si stava scopando una ragazza di ventisette, non era sufficiente?
no, perché quando la prendevo da dietro era meglio…
dedicai anche a lei il mio “nuovo” pezzo forte, la montai da dietro sbattendola così forte da farla gemere anche per il dolore tanto che fui costretto a rallentare, ma non finì di certo così perché nell’ora e mezza successiva, tra pause, un po’ di orale e qualche carezza sciorinai tutto il repertorio che conoscevo costringendola a chiedermi di fermarmi perché esageravo, e allora… allora arrivò il momento di concludere.
e lasciai a lei l’onore e l’onere della scelta, e non ebbe dubbi, voleva essere presa da dietro.
ce la misi tutta, le diedi una “lezione” che sicuramente si sarebbe ricordata a lungo, e quando arrivai al dunque tolsi il preservativo e le sborrai copiosamente sulle chiappe schizzando fin sulla schiena, fino a che esausti entrambi crollammo sul letto, ansimanti e sudati.
Lucia mi guardava, sembrava felice ma non apriva bocca.
“lo sai che sei… fantastica?” le sussurrai, “wow… davvero, sei… eccezionale…”
sorrise, e allungandosi mi posò un bacio sulle labbra.
“io però… ho bisogno di una doccia” le dissi, mi alzai e sorridendole le tesi la mano.
“vieni?”
esitò, ma poi si alzò e me la prese seguendomi in bagno.
la doccia era piccola ma sufficiente per due, ci sciacquammo a turno facendoci solletico a vicenda e dandoci pizzicotti, poi inevitabilmente tornammo a toccarci e… in pochi istanti Lucia si trovò in mano il cazzo duro.
e pochi istanti dopo era in ginocchio sul piatto della doccia con le mani dietro alle mie chiappe tutta intenta a spompinami facendo avanti e indietro con le labbra sul mio affare, ma non volevo finire così…
la staccai e la feci alzare, ci baciammo ancora profondamente e poi Lucia si voltò, esattamente come aveva fatto poco prima giù al porto, spinse il bel culetto verso me e si addossò alla parete pronta per farsi prendere.
al diavolo il preservativo, me lo insalivai e piegando le ginocchia glielo puntai alla figa ormai slabbrata ma non era quello che aveva in mente…
infatti me lo prese e se lo tolse dalla fessurina puntandolo al buchetto, e togliendo le mani mi lasciò le chiavi del regno!
usai tutta la delicatezza del mondo ma fu qualcosa di comunque traumatico, dovetti spingere parecchio per violarle l’ano e quando le entrai la sentii gemere affaticata, forse ancora provata dalla mattina, ma con calma e pazienza riuscii a incularla per bene, arrivando pericolosamente vicino all’ennesima sborrata di quella sera, glielo feci capire anche per avere il permesso di riempirle il culo ma non era nel menù.
Lucia se lo tolse dall’ano e ancora una volta si mise in ginocchio, continuò a menarlo e quando arrivai alla sborrata non mi trattenni e finii per schizzarle sul suo bel viso e sui capelli, facendole finire qualche goccia direttamente in bocca.
ero alla frutta, non ce la facevo più.
Lucia si alzò e si pulì la faccia con l’acqua che veniva dall’alto, e con quel bel corpo a disposizione non riuscii a trattenermi e abbracciandola da dietro ricominciai a toccarla, tettine, pancia, collo, fighetta, e violandola con due dita la sentii gemere nuovamente: quella ragazza era un pozzo senza fondo!
entrai ancora più in profondità e allora la sentii irrigidirsi, non mi fermai ma a quel punto mi fermò lei stringendo le cosce.
“no… basta…” mugolò ridacchiando, “basta che continui mi scappa la pipì…”
bastò uno sguardo… era vogliosa lei di farla ed io di vedergliela fare, non servì davvero aggiungere altro.
la feci girare trovandomela faccia a faccia, e poi… successe quello che doveva succedere.
sentii l’odore prima ancora che vedere il colore dorato del suo nettare ai miei piedi, un profumo ambrato e caldo, dolciastro subito seguito dal calore che mi scorreva lungo le gambe per inondarmi i piedi.
provai a toccarle la figa ma mi fermò con le mani, e allora mi limitai a guardare, e a fantasticare… perché una ragazza così disinibita e aperta alle sperimentazioni era da da tenere, da coltivare, da continuare a frequentare.
ci baciammo ancora profondamente e dopo esserci lavati a vicenda (e stuzzicati ancora a vicenda) finimmo a letto, nudi, e la nottata finì così, addormentandoci praticamente abbracciati come se fossimo una coppietta felice e non una coppia scambista.
