I miei due non fecero altro che sollevarmi i fianchi e, mentre uno, da dietro, si infilava con la testa tra le mie gambe iniziando a lapparmi la figa ed il buchino del culo, l’altro sul fianco mi accarezzava infilando anche le mani sotto di me per arrivare alle mie tette, le ragazze, intravidi, erano già altrettanto impegnate.
Già colavo quando, sollevandomi sulle braccia, presi la posizione del cagnolino ed apprezzai molto, sia il cazzo che mi penetrò iniziando a scoparmi, sia quello che mi trovai davanti agli occhi che cercai di afferrare usando la lingua e la bocca che sembrava sfuggirmi ma, non lo fece per molto.
Vidi le ragazze altrettanto soddisfatte, una delle due, con il seno generoso, aveva uno che la scopava e l’altro a cavalcioni sul suo busto che le aveva messo il cazzo tra le tette e lei lo massaggiava attivamente, l’altra, aveva fatto sparire dentro di se tutti e due i cazzi che aveva a disposizione cavalcando e facendosi cavalcare.
Non avevo pensato ai preservativi ma i ragazzi, vidi, erano attrezzati, non che la cosa mi creasse dei problemi ma, per quanto riguardava il mio culetto, non avendo lubrificante con me, l’uso di un preservativo lubrificato di suo faceva la differenza.
La sarabanda era solo all’inizio, personalmente feci seghe, pompini e ricevetti sperma caldo sia dentro che fuori da qualsiasi orefizio, andammo avanti per ore, i ragazzi avevano una resistenza notevole e poi, loro erano in 6 e noi solo in tre, a mezzogiorno eravamo sazie e piene di sborra, i ragazzi ci dissero di fare un bagno che avrebbero preparato qualcosa per pranzo e così ci tuffammo i mare per una breve nuotata rinfrescante e rigenerante, poi, tornate a bordo ci asciugammo ridendo e, senza rivestirci andammo verso poppa.
Avevano preparato una bella tavola imbandita con piatti freddi e frutta fresca, vino ghiacciato e, nel giro di un ora facemmo sparire tutto, l’attività fisica mette appetito. ci ritirammo nelle rispettive cabine per un riposino al fresco.
Bussano alla porta, mi sto godendo davvero il fresco della cabina con il condizionatore acceso a palla, dico di entrare, sono due dell’equipaggio, uno si siede sul bordo del letto e mi accarezza una gamba, si vede che cogliono, anche loro, stare un po’ al fresco.
Mi lascio andare sul cuscino e lui, subito si sdraia al mio fianco e mi bacia, un bacio lungo, appassionato, a cercare la mia lingua mentre sento anche le mani dell’altro girovagare sul mio corpo, i loro cazzi rigidi strisciano sulla mia pelle che, nonostante il fresco della stanza, è calda come fosse febbricitante, sono su un fianco con i due ragazzi rispettivamente davanti e dietro, insieme mi tengono sollevata una gamba e, tutti e due mi penetrano, i loro uccelli si impossessano della mia carne, quasi si toccano mentre si muovono alla ricerca del loro e del mio piacere separati solo da una sottile membrana di tessuto rappresentata dalla stessa mia carne.
Sto godendo come una pazza, è estremamente piacevole farsi possedere, quasi totalmente, in questo modo, poi cambiamo posizione rimanendo sempre agganciati, quello sotto di me aumenta la velocità dei suoi colpi e l’altro cerca di stargli alla pari, vengo sballottata fino a quando un ultimo affondo, stringo i muscoli, voglio il loro carico di sperma dentro di me, così, calda, densa e abbondante, ci lasciamo andare sul letto ansimanti e felici.
Mentre sono in bagno cambiano le lenzuola del mio letto e, silenziosamente come sono entrati, escono dalla mia cabina, è vicina l’ora del ritorno del comandante.
Nei giorni successivi l’iter quotidiano riprende normale, senza alcun ammiccamento che potrebbe creare qualche sospetto, dopo 4 giorni di navigazione ci fermiamo in altra rada e la sera la stessa comunicazione della volta precedente, il giorno dopo i ragazzi sono felici di replicare il precedente exploit con enorme soddisfazione di noi ragazze.
Siamo alla fine della nostra vacanza, ultima sera ceniamo a bordo e poi scendiamo a terra per andare in un locale, è all’aperto strapieno, i cocktail vanno a fiumi, ci lasciamo andare tutti, anche i due soci e Carlo, devo dire e, nella calca ci perdiamo un po’ di vista ma, non ha importanza, il punto di incontro per il ritorno è facile da trovare e continuiamo a ballare e bere, devo andare in bagno, in questo posto non sono divisi tra uomini e donne, tutti insieme, certo non ci sono gli orinatoi come negli autogrill, tutti piccoli spazi chiusi da una porta con dentro il necessario, anche qui è pieno, quando finisco ed apro la porta del mio piccolo spazio mi trovo davanti Bartolomeo che mi dice spingendomi di nuovo dentro il piccolo vano
- Scusa Daniela ma non posso farne a meno
Praticamente mi fa girare su me stessa e mi spinge in avanti, per non cadere sono costretta ad appoggiare le mani sul muro di fronte, poi , mi solleva il miniabito e mi scopre il sedere, altro perizoma perso, appoggia la punta del suo cazzo al mio buchino e spinge, accidenti come spinge, poi così a secco, lancio un urlo che si perde nella baraonda della musica altissima e comincia a scoparmi nel culo come se non ci fosse un domani passandomi un braccio sotto la pancia per aiutarsi e favorire così anche il mio equilibrio, sono 5 minuti che culminano con l’orgasmo di entrambi, prima di lasciarmi seduta sul water mi dice
- Perdonami ma un culo come il tuo non potevo perderlo.
Ed esce confondendosi con la folla.
Mentre torniamo a bordo non parliamo, ci diamo la buona notte prima di entrare nelle rispettive cabine.
Il mattino dopo lasciano la barca che io sto ancora dormendo, Carlo mi dice che hanno anche lasciato una generosa mancia per l’equipaggio e, tra me penso che anche io e le ragazze l’abbiamo lasciata. Il ritorno a casa è un po’ malinconico come sempre quando si finisce una vacanza.
Dopo una settimana, un pomeriggio, mi arrivano dei fiori ed un biglietto di ringraziamento di Bartolomeo per la piacevole compagnia, sotto la sua firma un numero di telefono che aggiungo alla mia rubrica ma, questa è un’altra storia.
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34 anni single per scelta
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