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Erotika
GODO · Cap. 4
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Capitolo 4 di 5 10 min di lettura

vacanze in Grecia

quale donna di buon senso non accetterebbe una vacanza in Grecia su una barca di 30 metri?

sandra
1 anno fa · 454 letture · 0

Tornati dalla nostra, purtroppo, breve vacanza a Malta riprendemmo  il nostro tran tran quotidiano, ormai era estate inoltrata, tra pochi giorni saremmo stati a Luglio, io feci i miei soliti giri, andai a trovare il mio amico pittore che non aveva ancora finito il mio quadro, non sapevo a che punto fosse perché non me lo fece vedere, però fu un pomeriggio intenso di lavoro per il “suo” pennello.

I meccanici furono contenti gli portassi la mia auto da  controllare  prima delle ferie, peccato solo che “persi” un altro perizoma di Terranova. Feci anche pulire il giardino e la piscina, i due addetti fecero un lavoro preciso, puntuale ed “approfondito”, chiaramente, un venerdì pomeriggio quando la colf non era in casa. Un altro indirizzo da mettere in rubrica, quando trovi dei bravi artigiani devi evitare di perderli.

Una sera Carlo , tornando a casa

-          Tesoro, ho una sorpresa per te

-          Amore, dimmi

-          Faremo una bella vacanza in barca tra le isole greche

Non vedevo l’ora, mai stata in Grecia, però mi venne un dubbio

-          Siamo solo noi?

-          No no, vengono anche un paio di coppie di amici

-          Li conosco?

-          No, non mi sembra ma sono simpatici

-          Ti conosco mascherina, cosa c’è sotto?

-          Ma niente, cosa pensi, faremo una bella vacanza, navigheremo tra le isole e vedremo tanti bei posti

-          Tu non me la racconti giusta, devi lavorare?

-          Solo andare a vedere alcune proprietà che i miei amici vorrebbero comprare

-          Amici? Clienti vuoi dire, e tu cosa c’entri con le proprietà

-          Non capiresti, è una questione fiscale

-          Già, perchè io sono scema

-          Ma tesoro, è solo che si tratta di concetti complicati anche per chi, come me, ne capisce.

-          Ok ok, quando partiamo? Devo fare qualche spesa e mi devo organizzare

-          Tra 10 giorni e staremo via due settimane.

-          Va bene allora, dai vai a fare una doccia che poi ceniamo

-          Ok dammi 10 minuti.

Passai i giorni successivi a scegliere costumi, prendisole, biancheria e vestitini per la sera, ne comprai anche qualcuno da “locale”, l’avrei messo in difficoltà con quelli, poi cercai di perfezionare la mia tintarella, non volevo salire a bordo bianchiccia.

Atterrammo ad Atene ed una Mercedes ci portò al Pireo, ma quanto caldo fa in Grecia? La barca era un motoveliero di circa 30 metri, tutto in legno, mi spiegarono poi che era un caicco turco, ma sarà sicuro?

A bordo dovetti togliere le scarpe, anche il pavimento era di legno, si chiamava pagliolato ed era di iroko, un tipo di legno. Ci accolse il comandante con l’equipaggio schierato a poppa, quella sapevo come si chiamava, la nostra cabina, devo ammettere, era magnifica, anche il bagno bello ed il tutto pulitissimo.

I nostri “amici” arrivarono la sera stessa, Giovanni e Bartolomeo, tutti e due sulla cinquantina abbondante, le “mogli” penso ne avessero non più di 25, tutte e due molto belle e bionde, sembravano modelle però non di quelle magre ed ossute che sfilano sulle passerelle, direi più da calendario per camionisti, se quelle erano le mogli io ero Cleopatra, comunque, quando le conobbi erano simpatiche davvero, spigliate, disinvolte, consapevoli della loro bellezza, i due uomini, invece sembravano alquanto noiosi, parlavano solo di affari con Carlo, di Società da costituire, di soldi, tutti e due con orologio d’oro al polso e fede al dito, probabilmente le mogli erano rimaste a casa a pensare ai figli.

Comunque la cena fu piacevole, il cibo buono ed il vino particolare, si chiamava Retsina, molto buono. Al mattino stavamo ancora dormendo quando salpammo. appena fummo in mare aperto vennero spiegate le vele, si dice così, noi sempre ben serviti facemmo colazione su un grande tavolo a poppa, il comandante poi   ci disse che a prua erano stati stesi dei materassini se volevamo prendere il sole, noi tre ragazze, mi ci metto anch’io, andammo subito permettendo ai marinai di rifarsi gli occhi anche perché tenemmo addosso solo la parte bassa dei costumi, ci spalmammo la crema a vicenda, immagino che i ragazzi si sarebbero offerti volentieri.

I primi tre giorni furono molto belli, compagnia piacevole, il sole, il mare, anche Giovanni e Bartolomeo, tutto sommato, non erano male, poi cominciarono le soste vicino a delle isole dove i tre uomini, con il comandante fecero dei brevi viaggi per vedere dei terreni, molto velocemente però, direi.

di queste brevi assenze dalla barca le ragazze approfittavano per civettare con i marinai che, del resto, erano tutti abbastanza giovani ed in forma, visto il lavoro che facevano, a bordo, praticamente, si parlava inglese, a parte tra di noi, loro erano tutti turchi come, del resto, era la bandiera che sventolava sull’albero.

Ogni tanto, nelle soste, scendevamo a terra per visitare i posti e fare shopping, insomma non potevo lamentarmi sia della vacanza che di Carlo, era stato abbastanza sincero con me riguardo al viaggio.

Poi, una sera, gettammo l’ancora in una rada protetta e, a cena, Carlo mi disse che il giorno dopo, con il comandante, loro sarebbero andati sull’isola ma che sarebbero tornati solo per cena perché avrebbero anche dovuto incontrare delle persone, infatti, al mattino, dopo colazione, con la lancia della barca scesero a terra, non c’era molto da fare, un bagno, prendere il sole, bere qualcosa ed è quello che, all’inizio, feci.

Le ragazze, ad un certo punto, tolsero anche il pezzo inferiore del costume e si sdraiarono al sole pancia all’aria, dopo essersi spalmate la crema, io preferii, all’inizio, la posizione inversa ma, per quanto riguarda il costume le imitai, del resto ; quando il gatto non c’è ……………..

Sentendo dei rumori provenire dal mio fianco mi girai e vidi le ragazze sdraiate sulla schiena però con le gambe aperte e le ginocchia sollevate che si stavano masturbando al sole, la cosa mi intrigò ma, senza cambiare posizione inizia a fare lo stesso toccandomi leggermente ed alzando un po’ il sedere.

Passata circa una mezz’ora ebbi la sensazione che il sole si fosse spostato, ero in ombra, mi girai e vidi che avevamo intorno tutto l’equipaggio, tutti a torso nudo ed in piedi che ci guardavano, si vede che erano disciplinati ed organizzati e, forse, non nuovi a situazioni del genere, perché si disposero in gruppi di due intorno ad ognuna di noi.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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