Il mio tentativo, folle, insensato, di approcciare Fabiana è appena andato a farsi fottere per colpa di una lesbica e di una stalker.
Sospiro. Chissà com’è avere una ragazza che ti segue e pensa sempre a te? Non mi dispiacerebbe averne una che—
«Marco…» Una voce femminile proviene dalle mie spalle.
Ho un sussulto al petto.
Mi volto. Jennifer mi sta raggiungendo: deve aver lasciato il gruppo di ragazze e mi ha seguito. Cosa vuole?
Lei mi sorride. Perché? Sono appena stato insultato dalla troll e lei mi sorride? Mi sta prendendo in giro?
«Marco,» si ferma davanti a me, abbassa lo sguardo. Stringe le labbra e se le morde… sta cercando di non ridermi in faccia? «mi spiace per come ti ha trattato Dorottia…»
«Mhm.» Cosa ne vuoi sapere tu? Se solo sapessi come mi tratta di solito quella troia… «Grazie», mi ricordo di aggiungere. È una come loro anche lei, ma è anche amica di mia sorella e…
Lo andrà a raccontare a lei! Mi sputtanerà quando la rincontrerà a scuola lunedì. O gliel’ha già scritto, ne sono certo, e starà ridendo come una matta.
Mi segavo pensando a te, Jennifer, ma sei una troia anche tu come loro. No, sei pure peggio!
Lei continua a importunarmi, non vuole mollarmi. «Cosa ne pensi della musica che mette il dj, Marco? Mi farebbe piacere conoscere meglio questo genere, sembra molto piacev—»
Sollevo le spalle, non me ne frega più un cazzo della musica. Anzi, non posso più sopportarla, è roba da vecchi. «Fa schifo.»
Jennifer resta a bocca aperta per un istante. È confusa. «Davvero? Ero certa di sentirla provenire spesso dalle finestre della tua camera quando—»
Quanto vuole fare la maestrina, questa troia, parlando difficile… «Beh, ti sbagli, non l’ascolto.» Getterò i cd e cancellerò le playlist su Spotify di disco ed Euromusic quando questa serata di merda sarà finita. ‘fanculo, non ascolterò più musica per il resto della mia esistenza.
La ragazza distoglie lo sguardo per un istante. «Ah, capisco…»
Vai a rompere i coglioni a qualcun altro… «Me ne torno a casa.»
Lei annuisce, si morde ancora le labbra per non ridere. Non alza lo sguardo. «Sì, anch’io. Ciao, Marco.»
«Sì, ciao.»
Lei si volta e si allontana, la testa bassa. Scompare nella folla di ballerini improvvisati. E anche questa è fuori dalle palle…
Attorno al tavolo delle bevande ci sono parecchie persone, ma di Fabiana, la lesbica e la stalker non c’è traccia. Mi avvicino per controllare, sgomito per raggiungere le birre e ne prendo una in bottiglia e faccio scorrere lo sguardo da un capo all’altro del buffet: no, nemmeno l’ombra delle tre.
Perfetto, quella rompicoglioni di Jennifer me le ha fatte perdere. Fanculo anche a lei! Potevo scoparmela, e invece anche questa sera mi dovrò sparare una sega guardando PornHub… Porca puttana!
Stappo la bottiglia di birra e la mando giù tutta in una volta. Le bollicine mi pizzicano il naso, il sapore della bevanda mi stravolge. È roba straniera, l’etichetta ha scritte che sembrano di qualche alfabeto dell’Estremo Oriente. È vomitevole, è troppo forte.
Abbandono la bottiglia sul tavolo del buffet e mi allontano. Adesso mi viene pure da vomitare. Considerando com’è andata la sera, fino ad ora, mancherebbe solo che mi metta a rigettare sul pavimento, davanti a tutti… Un rutto mi sale dallo stomaco, mi riempie la bocca e gonfia le guance e lo esalo dal naso.
Sì, meglio uscire.
La sera è fresca fuori dalla porta. Le note di “Scatman” vengono attutite quando la chiudo. Un paio di capannelli di ragazzi e ragazze sono nel giardino a fumare e chiacchierare senza essere disturbati dalla musica a palla, o telefonano a qualcuno. Le luci delle lampade e quelle a incasso rendono il parco una serie di livelli di ombre, solo i sentieri sono ben visibili. Ne prendo uno che sembra allontanarsi dalla casa e mi inoltro nella notte.
Mi bastano pochi passi per sentirmi già meglio. L’aria aperta e un po’ di silenzio sono un toccasana, ma meglio non rischiare: mi siedo ad una panchina in un angolo buio. Sospiro: che serata di merda…
Un pipistrello fa un giro della morte davanti a me, sale di quota e cade in picchiata. Un insetto sulla sua traiettoria scompare come se non fosse mai esistito. Siamo troppo lontani dal centro di Caregan perché giunga quel fastidioso sottofondo da cittadina, ed è sostituito dal verso di qualche animale notturno, forse un…
La finestra al piano terra dall’altra parte del prato si apre e due figure ne escono, un suono di qualcosa simile a patatine schiacciate si solleva sotto i loro piedi quando li mettono tra le piantine ancora piccole che un giorno formeranno la siepe. Sembrano due ragazze… sono forse…
Si abbassano e corrono fino ad una vera siepe, nascondendovisi dietro. Non mi hanno notato, e non ho intenzione che lo facciano. L’essere rimaste nella luce della camera le rende quasi cieche nel buio della notte. Mi immobilizzo e non fiato.
Una delle due, la biondina, si mette meglio sui calcagni. «Adesso cosa facciamo?» Sussurra appena, ma sono certo che è la voce di Sara.
L’altra è Alba, la lesbica, impossibile non riconoscere il suo modo di vestirsi stravagante. «Tu ti cerchi una fontana nel giardino e ti lavi la faccia…»
Aggrotto le sopracciglia. Cosa diavolo hanno fatto quelle due, nella stanza? Vuoi vedere che Sara ha scoperto che, dopotutto, il cazzo di Alessandro non è il suo… Il fiato mi si mozza, il cuore mi balza in gola. Erano in tre, le troie! Con loro c’era anche Fabiana! È rimasta nella camera? Il rettangolo di luce da cui sono uscite le due nel giardino non lascia intuire movimenti, se c’è rimasto qualcuno cosa sta facendo?
Le foglie della siepe frusciano, Alba si alza in piedi e, restando dietro il muro vegetale, fa un cenno a Sara. «Andiamo…»
L’altra la segue e si allontanano verso l’uscita. «Dove?»
La risposta è solo un sussurro che non capisco, portato via dalla brezza della sera. Chissene frega, l’importante è che quelle due se ne siano andate e mi lascino la via libera.
Mi alzo senza fare rumore, mi avvicino all’angolo della siepe e sbircio a sinistra e a destra: di Alba, o come si chiama, e di Sara nemmeno l’ombra, e non sembra esserci in giro nessun altro. Chiudo la distanza che mi separa dal muro della casa, l’erba del prato assorbe il suono delle mie scarpe, i trucioli nell’aiuola fanno un fracasso quando li calpesto.
Mi appoggio al muro, accanto alla finestra. Una falena scampata ai pipistrelli entra nella stanza, ronza verso il lampadario. Lampadario che illumina il corpo di una donna mezza nuda, il suo culo all’aria.
Il cuore mi balza in gola, mi blocca il respiro. «Porca puttana…» É Fabiana quella distesa sul letto!
Non ci posso credere, lei è lì, a un metro da me, addormentata, o svenuta… Mi basterebbe…
Appoggio una mano sul davanzale, sollevo un piede dall’aiuola. A pochi centimetri dal suolo mi fermo. Deglutisco. Le mutande mi si sono riempite, il battito del cuore mi riempie le orecchie, la bocca si è seccata… ma non posso farlo. Lei è lì, nuda, indifesa, preda possibile di persone che non avrebbero pietà di lei. E io…
Il piede continua il suo movimento, la gamba scavalca la finestra.
Io devo proteggerla.
Anche l’altro piede si appoggia sul pavimento della camera e sono dentro.
Inalo. Sono solo con Fabiana, nuda, indifesa.
Io la proteggerò.
Io…
Il culo di Fabiana è pura poesia, una sinfonia perfetta. Le sue cosce tornite accompagnano lo sguardo verso lo spacco tra le chiappe, una valle segreta che custodisce un tesoro che...
La finestra è ancora aperta, la chiudo. Non voglio che altri insetti possano entrare.
Mi siedo sul letto, metto le mani sulle gambe. Farò la guardia a Fabiana finché non si sarà svegliata. Non avrà nulla da temere da nessuno. Resterò qui fino a quando…
La curva dei glutei è meravigliosa, nemmeno un artista potrebbe fare qualcosa di simile. Le gambe sono chiuse, nascondono entrambi i fori che…
Deglutisco.
Mi alzo in piedi, controllo la porta che dà sul corridoio. È chiusa a chiave. Meglio, Fabiana non rischia che qualcuno possa entrare. Appoggio un dito sull’interruttore e la luce scompare. La stanza piomba nel buio. Nessuno potrà vedere che è qui e…
L’illuminazione del giardino che entra dalla finestra è appena sufficiente a far indovinare le forme nella stanza. Sembra mettere in risalto il culo di Fabiana.

