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Erotika
Penetrazioni profonde · Cap. 5 — Marco
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Marco

Stressato dalla sua ragazza Dorottia, la porta alla festa dei Favaro, sperando che fugga con un altro.

William Kasanova
1 anno fa · 5.587 parole · 25 min
365 letture

Scuoto la testa, non riesco a credere esistano ragazze così belle… non devono nemmeno fare parte della stessa specie della troll. «Quella sì che è una bella fregna e non fa la difficile a darla!»

Fabiana si ferma, si guarda attorno, si volta. Il retro dei suoi jeans è pieno come le mie mutande alla sua vista.

Non riesco a distogliere lo sguardo, quei due glutei sono un capolavoro. «Va che culo, come me lo scoperei!»

Alessandro emette una risata. «Con tutti quelli che se lo scopano, deve avere il buco del culo largo come il traforo del Frejus. Incularla dev’essere simile a cadere in un pozzo, ti trovi all’improvviso nel vuoto e…»

Lo fulmino con lo sguardo. Va’ a farti fottere, bastardo… Vittoria non era nemmeno lontanamente al suo livello, e nemmeno la troietta che era qui un attimo fa a mendicare la tua attenzione.

Lo stronzo non mi considera nemmeno, si mette a fare qualcosa che dovrebbe essere qualcuno che precipita ma sembra un idiota che nuota in una vasca di palline. È talmente preso a fare il coglione che la sua Coca Cola trabocca dal bicchiere e piove sul pavimento.

Mi sa che è messo peggio di me, e sta bevendo roba analcolica… Cosa ci perdo il mio tempo, qui?

Butto giù la birra rimasta nel bicchiere. «Vado a vedere cosa sta facendo Dorottia.»

Alle mie spalle, Alessandro mormora qualcosa che somiglia ad un “ok”.

Un altro stronzo da cui stare lontano. Come riusciranno ad essere così infami e a dormire di notte? Mi avvio verso la zona dove ho lasciato la mia troll. Magari ci provasse davvero con Alessandro e mi lasciasse…

Lancio un’occhiata a Fabiana, che si è avvicinata al buffet, il suo sedere in vista come una luna nel cielo della notte… Metterci le mani, separare le due chiappe muscolose, il suo buco del culo e la figa davanti a me, il mio cazzo in tiro…

Un ragazzo le si avvicina, le contempla il sedere, le parla. Fabiana volta la testa, sorride, un sorriso di circostanza, prende un bicchiere e inizia a spillare della birra senza ascoltare quello che gli sta dicendo l’altro.

Le luci sparate dai faretti accanto al dj mi accecano, sbatto gli occhi. Iniziano le prime note di… "Don't You Want Me", giusto? Un paio di ragazzi ed una ragazza si muovono come quei gonfiabili che mettono fuori dai negozi alle inaugurazioni e ridono… sono ridicoli, ma si stanno divertendo molto più di me.

Mi infilo tra la folla evitando di prendere e restituire troppe gomitate, e raggiungo la mia palla al piede. Non so da dove l’abbia preso, ma le è comparso un bicchiere di carta in mano. Dev’essere alcool: lo trangugia come se fosse acqua fresca, ma, per quanto lo regga abbastanza bene, ha il vizio di alzare davvero troppo il gomito. La sua voce sgraziata quanto il suo corpo gracchia in una risata stridula.

Le altre tre ragazze sembrano avere una paralisi facciale con quei sorrisi fasulli, si lanciano occhiate di straforo piene di imbarazzo, chiedendosi con lo sguardo come sganciare Dorottia e poter tornare a farsi rimorchiare dai ragazzi presenti alla festa.

Si è formato un anello di vuoto, dove non si avvicina nessuno, attorno alle quattro ragazze. No, adesso sono cinque…

Lei volta il capo verso di me, i suoi lunghi capelli d’oro ondeggiano, i suoi occhi azzurri incontrano i miei e mi sorride. Il cuore mi perde un colpo. Jennifer!

Mi ritrovo fermo come uno stoccafisso ad ammirarla, contemplo il suo corpo ma le uniche immagini che mi passano nella mente sono le fantasie erotiche che alimentano le seghe quando penso a lei. Questa sera è ancora più bella di quando viene a studiare da mia sorella… È maggiorenne, adesso, giusto?

«E allora, ostoba barom, vuoi restare lì a bloccare il passaggio?»

La voce insulsa di Dorottia mi scuote dalla magia. Le scocco un’occhiataccia, mi trattengo dal risponderle a tono davanti alle ragazze. Non parleranno ungherese, ma non ci vuole molto per capire che mi ha insultato, di nuovo, davanti a tutti. La sua risata graffia l’aria come se fosse una lavagna.

Le altre quattro lasciano scomparire il loro sorriso posticcio, le loro labbra si arricciano come se avessero assaggiato qualcosa di amaro mentre Dorottia è voltata verso di me. Non la sopportano per nulla.

Ma io sto facendo lo stesso la figura del debole, che si fa sottomettere da una stronzetta alta la metà di me.

«Renditi utile.» Dorottia allunga il bicchiere verso di me e lo scuote come se fosse un campanello a mostrare che è vuoto. «Visto che come amante non vali nulla, fatti valere come cameriere e riempilo.» Si mette di nuovo a ridere. Le altre quattro sono imbarazzate, si guardano tra di loro, come a decidere come comportarsi.

La troll mi lancia il bicchiere contro il petto. Non lo prendo e cade sul pavimento, rotola per un tratto formando una curva.

Mi guarda come se fossi scemo. «Cos’hai, ti sei drogato, deficiente?»

Le dita mi fanno male tanto forte le stringo. Non deve permettersi di parlarmi in questo modo davanti ad altre persone. Soprattutto non davanti a Jennifer, lei è…

Lei apre bocca. «Dorottia, non trattarlo in quel modo!»

Gli intestini mi si liquefanno, sto per farmela addosso. Lei fa quello che io non ho i coglioni di fare…

La troll si volta verso Jennifer. «Lo tratto come cazzo mi pare! È il mio ragazzo ed è solo un fallito.»

«Lo conosco, ed è un bravo rag—»

«Lo vuoi?» Dorottia fa una vocina per prenderla in giro. «Sono certa che se ti piace un fallito come lui, allora lo sei anche tu, Jenny-Jenny.»

La ragazza accusa il colpo, diventa rossa in volto. Le tre ragazze accanto iniziano ad agitarsi, si aspettano di essere attaccate anche loro.

Non dovevi permetterti, stronza. Spingo le braccia dietro il corpo per assicurarmi che non le userò sulla troll, per non colpirla a sangue davanti a tutti. «Non parlare in quel modo a Jennifer!»

Dorottia si volta verso di me, sorpresa. «Ma hai anche le palle, mezzasega?»

Qualcuno dei presenti si gira a guardarci, ma la musica alta soffoca le parole della troll già a pochi metri da noi. Quei pochi, comunque, sono una folla troppo grande perché io resti qui a farmi offendere. E la presenza di Jennifer mi impedisce di prendere a pugni la stronza.

«Vattene al diavolo, Dorottia! Non ho intenzione di passare un altro istante con te!»

Lei sorride. Ha gli occhi rossi, è ubriaca. «Ma vattene tu, posso avere qualsiasi uomo che voglio.»

Una delle ragazze alle sue spalle trattiene una risata, un’altra scuote la mano a pigna e dà di gomito a Jennifer, che mi fissa come se fosse stata lei stessa offesa.

Inghiotto la rabbia che sta per esplodermi nel petto e mi volto. Mi infilo nella folla che sta ballando. Che vada a cagare, quella troia!

«Bravo, barom, fuggi, che tanto non…» La voce della troll viene inghiottita dalla barriera di ballerini della domenica e soppressa dalla musica martellante che percuote il salone.

 Passo tra ragazzi sudati e puzzolenti, qualcuno non si fa da parte e lo spintono. Che vada a farsi fottere anche lui. Non ho intenzione di vedere mai più quella troia, non si faccia mai più sentire o…

O cosa? Non le metterei mai le mani addosso, non ho nemmeno il coraggio di lavarle la faccia a insulti. Ho fatto una figura da stronzo davanti a Jennifer… andrà a dirlo a mia sorella? Lei odia Dorottia, la considera una ragazza squallida, che non dovrei nemmeno guardare, ma con chi altro potrei…

Esco dalla folla, respiro di nuovo. Ho un peso sullo stomaco come quando ho fatto indigestione, la gola chiusa e mi bruciano gli occhi. Tanto varrebbe ubriacarmi, ma non vorrei risvegliarmi di nuovo con una come Dorottia accanto. O proprio lei un’altra volta…

Accanto al buffet c’è ancora Fabiana. Sta prendendo qualcosa da bere. Il suo culo è pura perfezione, pagherei per poterlo scopare. Sarebbe la cosa da fare dopo aver lasciato quel mostro di Dorottia… la vendetta perfetta.

Ma Fabiana non mi rivolgerebbe la parola, mi riderebbe in faccia se solo provassi a parlarle. Lei è abituata a fighi, non a mezze seghe come me… Non sono… No, sono abbastanza arrabbiato per andare lì, parlarle e conquistarla con il mio…

Due ragazze si avvicinano a lei e iniziano a parlarle. Una è la lesbica del quinto… qualcosa… l’altra la tipa che corre dietro ad Alessandro - Sara, giusto? -, carina ma con il ragazzo come chiodo fisso nella testa. Le tre volte che le ho parlato aveva solo lui come argomento. Chiedono qualcosa a Fabiana, lei risponde e inizia a parlare di qualcosa con Sara.

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